Siamo fatti per amare, di C. M. Martini


La preghiera fonte della carità

martini_giovani_preghieraSe attraverso la preghiera e il silenzio contemplativo
ci mettiamo davvero di fronte a noi stessi
e di fronte a Dio che abita nel più profondo di noi,
comprendiamo come tutto in noi tende alla carità,
come il rapporto profondo con Dio nella preghiera
ci rivela la carità.
Uso la parola «carità» pur sapendo che può essere fraintesa.
Parecchi, quando sentono questa parola,
la riferiscono soltanto ad alcuni gesti,
a qualche servizio di assistenza o di aiuto al prossimo.
La carità comprende tutto questo, ma va molto al di là.
Essa riguarda l’atteggiamento profondo dell’uomo
che è fatto per amare, e si realizza soltanto nella donazione di sé.
In questo uscire da sé e dai propri interessi
egoistici o «privati» offrendo la sua vita
(e non solo qualche gesto della sua vita) per gli altri,
ciascuno di noi sente che sta realizzando in sé
l’immagine di Dio che è carità (cf. 1 Gv 4, 8),
e che si manifesta a noi nella dedizione incondizionata (cf. Mt 20, 28).
Questa realtà è così profonda e così misteriosa
che ci vuole molto tempo per capirla.
Finché non la comprenderemo,
non saremo capaci di capire noi stessi,
e la vita degli uomini e delle donne di questo mondo
ci apparirà come un enigma.
La preghiera silenziosa e profonda
ci mette di fronte alla verità di noi stessi e alla verità di Dio.
La verità di noi stessi
è che siamo fatti per amare
e abbiamo bisogno di essere amati (cf. Redemptor Hominis, n. 10).
La verità di Dio è che Dio è amore,
un amore misterioso ed esigente,
ma insieme tenerissimo e misericordioso.
Questo amore con cui Dio ci avvolge
è la chiave della nostra vita, il segreto di ogni nostro agire.
Noi siamo chiamati ad agire per amore,
a spendere volentieri la nostra vita per i nostri fratelli e sorelle,
a lasciare esplodere la nostra creatività
e ad esercitare la nostra intelligenza nel servizio degli altri (cf. 1 Gv 4, 7-21).
Cardinale Carlo Maria Martini

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