I Rom non sono stranieri ma concittadini


«Non stranieri ma concittadini e familiari di Dio»

È la coraggiosa Lettera pastorale che l’Arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia ha dedicato ai popoli nomadi (rom e sinti). Arriva dopo due anni di impegno da parte dell’arcivescovo con visite nei campi, incontri con operatori e l’avvio in Diocesi di un gruppo di lavoro.

Nosiglia con Rom«Conosco tanti di voi.
Ho nel cuore gli occhi di tanti uomini, donne, bambini, ragazzi
e nella mia preghiera trovate tutti posto.
Conosco le vostre sofferenze, le umiliazioni, le difficoltà,
ma anche i vostri sogni, le speranze,
la fatica di raggiungere una vita migliore.
So che sperate un futuro più bello per i vostri figli.
Vorrei dirvi: abbiate fiducia!
Abbiate fiducia nella possibilità di dare un’istruzione,
una casa, un lavoro ai vostri figli!
Abbiate fiducia di poter essere amici
di noi non rom e non sinti,
ma tutti figli dello stesso Dio…
Avere fiducia significa
non credere di risolvere i problemi della vita
con la violenza o con la delinquenza e l’illegalità…,
ma piuttosto affermare
la dignità dei vostri popoli con l’onore
di una vita buona, rispettosa di voi stessi e degli altri»…

Nosiglia, rivolto ai rappresentanti delle istituzioni, esorta ad: offrire parità di diritti.

ogni-popolo«Sento la vergogna di campi più o meno autorizzati
che sono al di sotto della soglia di vivibilità,
in cui cresce la violenza e la delinquenza…
È doveroso assicurare alla giustizia coloro che delinquono,
ma non possiamo accettare la generalizzazione
che si compie ai danni di tutto un popolo,
costituito prevalentemente da minori».

Mons. Cesare Nosiglia, Lettera Pastorale «Non stranieri ma concittadini e familiari di Dio»,
in
A sua immagine, Giornale, 29 ottobre/3 novembre 2012

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