i nostri defunti… via aperta all’uomo nel mistero della morte


«In faccia alla morte l’enigma della condizione umana diventa sommo». (CV II)

commemorazione dei nostri defuntiCon queste parole gravi il Concilio Vaticano II
descrive l’ansietà e la povertà dell’uomo
di fronte al mistero della morte.
E noi siamo chiamati ad avvicinarci a questo mistero,
e ad avvicinarci ad esso non come ad una realtà astratta,
ma come a qualcosa che ha creato
strappi dolorosi nella nostra carne,
nella vita di ciascuno di noi.
Ricordiamo infatti i nostri defunti, i nostri cari che ci hanno lasciato.
Per ciascuno di noi sono nomi, persone, volti, parole care
che ritornano alla mente,
che riempiono la memoria dei giorni passati insieme,
dei luoghi animati da presenze care e amate.
Anche i grandi Santi hanno vissuto lo strazio
di queste separazioni:
luceS. Agostino ha descritto con parole ancora vive
la sofferenza da lui provata alla morte della madre.
Ci dice: «Mentre le chiudevo gli occhi, runa tristezza immensa
si addensava nel mio cuore e si trasformava in un fiotto di lacrime.
Ma cos’era dunque – si domanda – che mi doleva dentro gravemente
se non la recente ferita derivata dalla lacerazione improvvisa
della nostra così dolce e cara consuetudine di vita comune?».
Se dunque per i Santi le separazioni dolorose
possono essere così penetranti, tali da spezzare il cuore,
che cosa non sarà per ciascuno di noi
e come non provare pena nel rivivere questi momenti di dolore e di separazione?

moltitudine_salvatiMa i grandi Santi ci mostrano anche
la via aperta all’uomo nel mistero della morte.
È la via della Pasqua di Cristo che con la sua morte
ha distrutto la nostra morte,
con la sua risurrezione ha fatto a noi dono della vita.
E noi ricordiamo i nostri defunti
non soltanto nella mestizia della separazione,
ma li ricordiamo rivivendo il passaggio di Cristo nella morte,
e attraverso la morte, alla vita,
perché in questo stesso Cristo i nostri defunti vivono e vivranno.

I nostri morti sono con noi e vivono con noi
e li possiamo sentire uniti alla nostra preghiera.
Essi ci parlano nella parola di Gesù,
essi sono presenti con noi nella consolazione che il Signore ci dà.
Cardinale Carlo Maria Martini

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