Esdra e Neemia – libri della bibbia


I libri di Esdra e Neemia sono l’unica fonte che permette di ricostruire la vita d’Israele all’epoca persiana (539- 333 a.C ): il ritorno dall’esilio, la costruzione del Tempio, la centralità della legge di Dio nella vita del popolo, la  liturgia e la riedificazione delle mura di Gerusalemme.

 

Per molto tempo i libri di Esdra e Neemia sono stati considerati un unico libro biblico con testi narrativi diversi ed eterogenei:  emergono le Memorie di Neemia e di Esdra, le liste dei rimpatriati, i documenti ufficiali, i testi liturgici.

La narrazione si presta a essere divisa in tre parti.

La prima comprende i primi sei capitoli del libro di Esdra – sacerdote e scriba – che narrano il ritorno dall’esilio babilonese, favorito dal re Ciro, e la costruzione del nuovo Tempio  anche se più piccolo e meno splendido di quello di Salomone. L’edificazione del Tempio indica la presenza di Dio in mezzo al suo popolo.

La seconda parte comprende i capitoli (7-10). Emerge la figura di Esdra, incaricato dal re Antaserse a portare a Gerusalemme il libro della Legge. A che cosa corrisponda questo libro non è facile determinarlo:  si suppone si tratti del Pentateuco. E’ comunque importante il ruolo che la Legge di Dio assume in questo periodo. Essa diviene la ‘carta costituzionale’ che dà identità al popolo rimpatriato.  L’attaccamento rigorista alla legge giunge però a  esagerazioni quasi fanatiche che provoca persino lo scioglimento dei matrimoni misti.

La terza parte riguarda il libro di Neemia, coppiere alla corte del re, che chiede di tornare a Gerusalemme per ricostruire la mura città.  La loro riedificazione demarca  la divisione di Israele, popolo di Dio, dagli altri popoli.  Neemia cerca anche di stabilizzare il tessuto sociale ed economico delle città.  In questo tempo s’incrementa l’osservanza del sabato, la lettura della parola di Dio e la solidarietà tra i membri del popolo.  Il capitolo ottavo del libri di Neemia  testimonia lo svolgimento della proclamazione delle Scritture in Israele, che continua nella Chiesa cristiana. Importante sono il luogo liturgico, costituito dall’ambone, visibile e più alto e la varie tappe della proclamazione che richiamano quelle della ‘lectio divina’:  proclamazione, comprensione, accoglienza gioiosa, carità fraterna …

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