Si riempia il cielo del canto di gloria del Natale, di Paolo VI


…Riguardiamo il cielo, fratelli, riguardiamo l’universo; e cerchiamo di rintracciarvi una prima ricchissima rivelazione naturale di Dio, quadro per noi della seconda, soprannaturale rivelazione…

 

cometa-Lovejoy_emb4Noi siamo saliti, una di queste sere,
sulla terrazza che funge da tetto
alla nostra dimora vaticana,
e con l’aiuto di un modesto cannocchiale
abbiamo cercato la cometa nel cielo,
dove ci era stata indicata la traiettoria
di questa fuggitiva pellegrina dello spazio;
e l’abbiamo intensamente osservata.
Si direbbe: nulla di speciale.
Un punto luminoso di dimensioni,
all’occhio, maggiori di quelle minime del firmamento
e di quella là vicina del pianeta Venere,
sempre brillante, ma meno splendido quella sera
al confronto del suo transeunte rivale.

Una volta di più abbiamo ammirato
lo sconfinato scenario del cielo oscuro,
punteggiato di scintille lucenti,
e a quell’ora ingemmato dall’astro passeggero
e preannunciato con cronometrica infallibile precisione.
E una volta di più abbiamo provato
il senso del mistero cosmico,
lo spazio sconfinato,
il tempo senza termine,
lo scenario siderale incalcolabile,
il suo movimento perfetto e inesauribile,
il suo silenzio paurosamente profondo,
i fenomeni della materia oggi esploratissimi,
ma si può dire quasi ancora sconosciuti, l’universo!

E una volta di più il confronto sconvolgente e umiliante
fra le sue dimensioni e le nostre,
che sono quelle d’un atomo,
senza alcuna proporzione
con quelle immensità distese
da ogni lato della realtà esistente,
ci ha spaventato e quasi annientato.
Poi la reazione qualitativa e logica dello spirito:
io penso, io conosco, io sono, io so;
anzi, io oso dire: io so tutto
,
perché questa pagina immensa
non comporta che una sovrana lettura,
un nome dappertutto stampato,
un nome onnipotente,
un nome creatore,
un nome ineffabile:

stella cometa«I cieli narrano la gloria di Dio
e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani» (Sal 18,2).
Di più:
oh! si riempia il cielo del canto di gloria del Natale;
il Verbo di Dio creatore dell’universo
è approdato personalmente
su questo nostro frammento di cosmo, ch’è il mondo;
ed è venuto a conversazione, in linguaggio umano, fra noi!

Non più spavento!
non più cecità! mistero sempre,
ma mistero sempre aperto
alla nostra esplorazione,
alla nostra contemplazione:
«Padre nostro, che sei nei cieli »! (…).

Riguardiamo il cielo, fratelli,
riguardiamo l’universo;
e cerchiamo di rintracciarvi
una prima ricchissima rivelazione naturale di Dio,
quadro per noi della seconda, soprannaturale rivelazione.
Questa è la verità,
una verità non più incombente e paurosa,
ma verità amica e salvatrice.

Così ci aiuti a conquistarla la Regina del cielo.

Paolo VI, Angelus Domini, 13 gennaio 1974
in Il credo del popolo di Dio. Paolo VI maestro e testimone, Paoline 2012

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