Ciò che Dio vuole da noi (Eb 10,5-10; Lc 1,39-45)


4a Domenica – Tempo di Avvento – Anno C

Siamo ormai vicini al Natale: lasciamoci catturare dalla disponibilità di Cristo, perché Egli possa continuare a ripetere anche nella nostra vita: “Ecco, io vengo, per fare o Dio, la tua volontà”.

Letture: Mi 5,1-4a; Sal 79; Eb 10,5-10; Lc 1,39-45

Parola di Dio - rupnikIn questa domenica che ci porta al Natale, la Lettera agli Ebrei, un testo per nulla facile e perciò spesso trascurato nei commenti domenicali, ci apre uno spiraglio straordinario su un dialogo misterioso e affascinante. Interpretando autorevolmente il salmo 40, l’autore sacro riporta il dialogo tra il Padre e il Figlio nel momento in cui questi si decide di scendere nel mondo. Il Figlio: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”.

In quel Figlio, venuto con il corpo tra noi per fare la volontà del Padre, possiamo comprendere senza nessuna incertezza cosa vuole Dio da tutti coloro che, nel Figlio, vogliono diventare suoi figli: “né sacrifici, né offerte”, ma la decisione libera e decisa di “fare sua volontà”.

Cosa significa fare la sua volontà?
Tante cose. La parola di Dio di questa domenica ci aiuta a individuare e scegliere quella essenziale: accettare il suo modo di pensare, la sua logica alternativa alla nostra, perché noi amiamo ciò che è grande, potente, imponente. Dio ama Betlemme, perché è piccola e sconosciuta: “E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele”. E’ in questo piccolo borgo che il corpo preparato per il Figlio compare, e non in forma robusta e imponente, ma in quella piccola e fragile di un bambino indifeso. Con il Natale del Figlio, Dio ci ricorda: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is 55,8). Infatti, niente più e meglio della nascita di Gesù può dimostrarci questa distanza, ma anche farci confessare la difficoltà di accettarla e seguirla.

Accettati i pensieri e le strade di Dio, il secondo passo è offrirgli quello che Egli vuole. Non cose. Ha già tutto e tutto è suo. Ci chiede l’unica cosa che ha accettato di non possedere: la nostra volontà. Ci chiede, come figli liberi, di fare nostra la decisione del Figlio: “Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”. E’ inutile cercare scappatoie. E’ inutile cercare di cavarsela con offerte di qualsiasi altro tipo. Egli vuole il nostro: “Io vengo per fare la tua volontà e non la mia”.

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