Natale è la festa dello stupore, dell’incontro, della scoperta…


di don Franco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento

Condivido con gli amici de “La Bella Notizia” gli Auguri di Buon Natale di  mons. Francesco Montenegro alla diocesi di Agrigento

Torna il Natale! Si ripete il rito degli auguri. Può sembrare semplice oltre che gradevole scambiare gli auguri natalizi. Ma non è così.

Il significato del Natale è talmente straordinario e coinvolgente che non è facile ridurlo in formule di rito. Natale è la festa dello stupore, dell’incontro, della scoperta, dell’amore, del silenzio e della contemplazione. È la festa del cielo e anche della terra. È la festa di Dio e anche dell’uomo. Da Betlemme, Dio e l’uomo, diventano protagonisti di una storia che, partita da lontano, si proietta e costruisce già da ora un futuro carico di aspettative positive in cui, come dice la Sacra Scrittura, “scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso si muterà in sorgenti di acque … Felicità perenne splenderà sul loro capo, gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”.

L’arco di guerra, l’arcobaleno, appeso da Dio lassù in segno di pace è il ponte che unisce cielo e terra. Ora è il tempo dell’incontro tra Dio che si fa uomo e l’uomo che diventa come Dio. Da Betlemme le cose ormai non sono più quelle di prima. Non è più possibile una vita fatta di grigiore e mediocrità, non si può più vivere come capita, né fare diventare la preoccupazione dominante le mode correnti. C’è altro che conta di più. Un mondo nuovo è ora possibile, finalmente “…pascoleranno insieme il leone e il capretto, e il bambino metterà la sua mano nella bocca del serpente velenoso” (Is 11,6). Questa nuova storia dipende anche da noi, però. Dio ce l’affida, perché si fida ancora degli uomini. Nonostante la crudeltà, la meschinità, la menzogna e i tanti mali che distinguono l’agire di molti uomini. Egli si fida talmente da farsi uno di noi. Questo significa che sta a noi rendere sempre attuale la venuta di Gesù, eliminare le barriere delle differenze, prosciugare le paludi dell’egoismo, ripulire le strade dalla violenza. Torniamo perciò a fidarci di Dio. Giriamoci dalla Sua parte. Accogliamo il compito che ci affida.

Non escludiamoLo dalla nostra vita. Quando Lui non c’è, il brutto prende il sopravvento.

Ecco perché augurare Buon Natale non è una semplice formalità. È molto di più. È avvertire pressante l’impegno di camminare con Lui coinvolgendo altri in questa meravigliosa avventura d’amore. È riempire il nostro cuore di speranza e aiutare gli altri a trovare la strada di Betlemme.

È acquisire uno sguardo nuovo, quello di Dio; sguardo che sa scrutare lontano e che sascorgere, nelle pieghe della storia, la Presenza di Colui che “se mostro di rifiutarlo, mi viene incontro ovunque; più vado lontano, più Egli mi si fa vicino … Viene a stare con me, si ostina a stare con me … Lui viene anche se non vuoi …” (Mazzolari).

Auguri. A tutti un cuore nuovo e uno sguardo nuovo!

Buon Natale !!!!

+ don Franco, Vescovo

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