Seguaci del Dio della giustizia e della pace


Itinerario di preghiera per l’unità dei cristiani

Un cammino in quattro tappe, ispirato al tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2013, con preghiere, attività e gesti simbolici, per ragazzi e i loro animatori.

Introduzione

La preparazione del percorso di preghiera, per l’anno 2013, è stata affidata allo Student Christian Movement in India (SCMI)) che ha coinvolto altre realtà del Paese. Hanno deciso, insieme, di focalizzare l’attenzione sulla situazione di grave ingiustizia ed emarginazione cui sono costretti i Dalits (Paria o Intoccabili) in India e nella Chiesa, per dare un contributo allo smantellamento delle caste e all’unità, a favore dei più poveri dei poveri.

Quel che il signore esige da noi

La riflessione si ispira al testo di Michea 6,6-8, il cui tema centrale è la domanda su che cosa il Signore richieda da noi. Il profeta rivolge un accorato appello alla giustizia e alla pace, che inserisce all’interno della relazione tra Dio e l’umanità. Evidenzia che la storia domanda un forte impegno etico e come la vera fede in Dio è inseparabile dalla santità personale e dalla ricerca della giustizia sociale.

La nostra speranza

La preghiera per l’unità dei cristiani è il nostro segno di speranza che l’unità sarà raggiunta nei tempi e con i mezzi di Dio. Il cammino richiesto dal Signore comporta di avviarsi sulla via stretta del regno di Dio e non sulle autostrade degli imperi di oggi.

Un cammino di preghiera nella giustizia

Il discepolato cristiano implica un cammino sulla via della giustizia, della misericordia e dell’umiltà. Useremo la metafora del pellegrinaggio per orientarci alla meta dell’incontro con il Signore e con gli altri, come fratelli e sorelle.

• Le immagini proposte arricchiscono anche simbolicamente il percorso, per un’adesione al Signore più convinta e coinvolgente. Ogni tappa prevede: un brano biblico; un commento sulla qualità di vita che Gesù manifesta e che i fanciulli sono chiamati a vivere; impegni adatti ai fanciulli; una preghiera.

• Canto: Sei tu, Signore, la nostra vita

Saliamo sulla montagna del Signore. Egli ci insegnerà quel che dobbiamo fare, noi impareremo come comportarci (Mc 4,2).

Iniziamo il nostro pellegrinaggio, sentendoci ai piedi di un monte da scalare, alla cima del quale ci attende un paesaggio bellissimo che, per noi, è l’incontro con il Signore della vita e della giustizia: egli ci renderà partecipi della sua misericordia e bontà e ci aprirà all’incontro con ogni fratello e sorella. Ci accompagna il suono di un tamburo, per ricordare il tamburo Dalit.

1. CAMMINARE IN DIALOGO

Dal Vangelo secondo Luca

Due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus. Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro, ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Uno di loro gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che è accaduto a Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole; come le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso?… Egli disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». Quando furono vicini al villaggio, essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro (cfr. 24,13-35).

Riflessione

Camminare in dialogo implica camminare in umiltà, per rendesi attenti agli altri e condividere la vita.

L’esperienza dei discepoli sulla strada di Emmaus è un dialogo che si svolge in un contesto di viaggio insieme, ma pure di perdita e di speranza delusa.

Anche noi, ragazzi e adulti, possiamo riconoscerci in questa situazione di «disillusione» che, nella nostra società, è sempre più accentata per: la crisi economica, la mancanza di lavoro, i problemi socio-politici, le disunioni e separazioni che si consumano a livello familiare e sociale.

Gesù si unisce al «nostro conversare e interrogarci», camminando con noi. Il nostro desiderio di trattenerlo con noi, perché condivida la nostra vita, ci farà incontrare con lui risorto e vivente e ci condurrà a realizzare l’unità fra noi, in lui.

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