Spiritualità dell’amore, di Paolo VI


Resta per chi vuol vivere con la Chiesa e della Chiesa il grande mistero della sua animazione per virtù dello Spirito Santo…
Paolo VI
 

 

Resta per chi vuol vivere con la Chiesa
e della Chiesa
il grande mistero della sua animazione
per virtù dello Spirito Santo;
animazione che il Concilio
ha enormemente magnificato,
e che obbliga noi a valutarlo
là dov’esso è presente e operante:
nella preghiera, nella meditazione,
nella considerazione della presenza
di Cristo in noi,
nell’apprezzamento supremo della carità, il grande e primo carisma,
nella gelosa custodia dello stato di grazia.
La grazia è la comunione della vita divina in noi.
Perché se ne parla ora così poco?
Perché tanti non sembrano farne caso,
più solleciti a ingannare se stessi
sulla liceità d’ogni proibita esperienza
e a cancellare in se stessi il senso del peccato,
che non a difendere nella propria coscienza
la testimonianza interiore del Paraclito?
A questa spiritualità vi esortiamo, figli carissimi;
non è spiritualità puramente soggettiva,
non è preclusiva della sensibilità degli altrui bisogni,
non è inibizione alla vita culturale ed esteriore
in tutte le sue esigenze;
è la spiritualità dell’amore, ch’è Dio,
a cui Cristo ci ha iniziati,
e che lo Spirito Santo riempie
con i suoi sette doni della maturità cristiana.

Paolo VI, Udienza generale, 26 marzo 1969
da Il credo del popolo di Dio. Paolo VI, maestro e testimone, Paoline 2012

Annunci