Vittime delle mafie


Una via crucis per la giustizia e la fede

Nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie vengono ricordate le centinaia di persone uccise dalla criminalità organizzata per il loro impegno a servizio della giustizia, della libertà, della fede. Tra loro si trovano magistrati e giornalisti, poliziotti e imprenditori, sacerdoti e gente comune.

 


Testimoni di una Via crucis…

La "Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie", promossa dall’associazione Libera e Avviso Pubblico è un’occasione importante per mantenere viva nell’opinione pubblica l’attenzione verso le figure che hanno dato la vita per combattere la criminalità organizzata. La Giornata, infatti, ricorda quasi mille nomi di semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché hanno compiuto il loro dovere.

percorsa per amore di libertà, di legalità…

La Giornata si celebra generalmente a marzo, mese in cui la cristianità vive il Tempo di Quaresima e ripercorre la Via della croce. Una via dove la morte, il dolore, il martirio non sono un epilogo di sconfitta ma la strada che porta alla Luce, alla Resurrezione. Una quasi concomitanza che può servire a far diventare quei nomi di vittime della mafia, con la loro sofferenza e morte, ma anche con la loro resistenza di fronte al male, simbolo della Via crucis patita da Cristo per amore dell’uomo.

E’ questo il senso dell’originale Via crucis proposta da padre Tonino Palmese, Vicario episcopale dell’Arcidiocesi di Napoli per la Pastorale Sociale e referente campano di Libera. In Patì sotto il peso delle mafie (Paoline 2013), padre Tonino propone una riflessione intensa che si avvicina alla poesia per diventare preghiera e voglia di cambiamento. Ogni stazione della Via crucis viene scandita dal brano evangelico a cui segue uno spazio meditativo sottolineato da nomi di persone che hanno capito come porgere l’altra guancia non è né debolezza né vigliaccheria, ma rifiuto della spirale della vendetta e delle logiche disumane annidate in ogni proposta criminale.

Scrive don Ciotti nella prefazione al libro: “La riflessione di don Tonino Palmese (…) ci ripropone la via della croce come cammino per ritrovare il sapore della legalità e della giustizia. Un pregare autentico di cui abbiamo tutti bisogno. Per fermare la debolezza della violenza e per riscoprire la bellezza del perdono come dono che restituisce alle relazioni umane libertà e giustizia”

… di fede

Può sembrare arduo accostare i temi della fede con la questione “mafia”. Ma così non è. Perché opporsi alla logica perversa e violenta delle mafie è senza dubbio un segno di fede. Tant’è che di questa opposizione si fanno e si sono fatti carico, nella propria azione pastorale, molti sacerdoti, alcuni fino al martirio. Come Don Pino Puglisi, la cui morte per mano della mafia è stata riconosciuta “in odium fidei"…

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Vedi anche

>>> 20. Fede e diritto, di Rosario Livatino

>>> 04. Il coraggio vince la paura, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

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