Benvenuto Papa Francesco


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Evidentemente emozionato e contento (“devo ancora collocarmi”), padre Federico Lombardi convoca subito un briefing in sala stampa per dare le prime informazioni sul nuovo Papa. «Non c’era mai stato un Papa gesuita. I Gesuiti hanno una spiritualità di servizio e mi immagino che il padre Bergoglio si sia sentito chiamato a fare un servizio alla Chiesa che evidentemente non si era aspettato. E avrà accettato pensando che era il suo dovere fare questo servizio per la Chiesa con grande semplicità gurdando ai bisogni della Chiesa universale così come sono gli insegnamenti di sant’Ignazio che ci ha insegnato ad avere uno sguardo largo verso il mondo e a portare la giustizia e la fede come dono più grande che possiamo fare alla Chiesa universale», spiega a una domanda precisa sulla provenienza del nuovo Papa dalla Compagnia di Gesù.

«Non ho avuto grandi contatti con lui”, ha poi spiegato padre Lombardi, “ci siamo ritrovati soltanto una volta per la 33esima congregazione della compagnia di Gesù che elesse come generale padre Kolvenbach. L’ho rivisto in questi giorni alle congregazioni, l’ho salutato, ma non mi aspettavo di vedermelo vestito di bianco”. Il portavoce della sala stampa è “rimasto colpito dalla scelta del nome, Francesco, mai scelto da nessuno e anche dal fatto che si è avuto il coraggio di cercare al di là dell’Oceano. È la prima volta che abbiamo un Papa di un altro Continente. E poi è stato molto bello questo stile di spiritualità, il chiedere, inchinandosi, la benedizione del popolo e di pregare con le preghiere semplici che la gente conosce. Un grande atto di pastoralità semplice”.

“Sono un poco scioccato di avere un Papa gesuita”, continua padre Lombardi. I Gesuiti pensano di servire la Chiesa non in posizione di autorità, ma di servizio e ci sembra strano che uno sia nominato Papa, in questo senso lo vivo proprio come una chiamata al servizio del padre Bergoglio, davvero il risultato di una chiamata forte e non la ricerca di una autorità o di un potere”. Poi dà in diretta le notizie che gli comunica per telefono dalla casa Pontificia padre Leonardo Sapienza. Una tra le più attese è che il nuovo Papa ha parlato con Papa Benedetto per telefono. Domenica ci sarà il primo angelus, mentre per il martedì 19 è prevista la messa di inizio pontificato.
Annachiara Valle

Il continente sudamericano saluta il suo primo Papa. Argentino ma con origini italiane, per l’esattezza piemontesi. È il gesuita Jorge Mario Bergoglio, 76enne arcivescovo di Buenos Aires, figlio dell’emigrazione italiana di massa verso il Paese dell’America latina. Ecco le sue prime parole: «Buonasera! I fratelli del Conclave dovevano eleggere il nuovo vescovo di Roma, sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Vi ringrazio dell’accoglienza». Poi il pensiero è andato al vescovo emerito di Roma, Papa Benedetto XVI: «Preghiamo per lui, perché il Signore lo benedica e lo custodisca». Poi ha recitato insieme alla folla di fedeli il Padre Nostro e l’Ave Maria. E alla fine ha detto: «Vi chiedo un favore: benedite me prima che io benedica voi. Si tratta della benedizione del popolo per il suo vescovo». Dopo la benedizione Urbi et Orbi, ha detto: «Domani andrò a pregare la Madonna». Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, ha scelto la strada sacerdotale dopo aver compiuto gli studi superiori di tecnico chimico, nel 1958 è entrato nella Compagnia di Gesù, ha trascorso un periodo in Cile, per poi tornare in Argentina e laurearsi in Filosofia. Ordinato sacerdote nel 1969, è diventato primate d’Argentina nel 1998 ed è stato capo della Conferenza episcopale argentina per due mandati (2005-2011). Già nel Conclave del 2005, Bergoglio era accreditato come uno dei più probabili successori di Giovanni Paolo II e pare che avesse dalla sua parte lo schieramento compatto dei cardinali sudamericani. Secondo le ricostruzioni, dopo Joseph Ratzinger era stato lui ad ottenere il numero più elevato di voti. Uomo del dialogo e della mediazione, dotato di profonda cultura, è considerato una delle figure più carismatiche della Chiesa latinoamericana. In questi ultimi anni ha avuto dei confronti molto duri con la leadership politica argentina, prima con il presidente Nestor Kirchner e poi con sua moglie, l’attuale capo di Stato Cristina Kirchner. In particolare, in occasione della proposta – e poi dell’approvazione – della legge che ha introdotto in Argentina il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Pochi mesi fa, in un incontro pastorale all’Università Cattolica argentina, il nuovo Pontefice ha criticato duramente i sacerdoti che non accettano di battezzare i figli di madri single o in situazioni “atipiche”. «Questi sono gli ipocriti di oggi», ha tuonato senza mezzi termini Bergoglio. «Quelli che hanno clericalizzato la Chiesa. Quelli che allontanano il popolo di Dio dalla salvezza». E ha aggiunto: «No alla’ipocrisia. No al clericalismo ipocrita. No alla mondanità spirituale. Perché questo significa mostrarsi più come un imprenditore che come un uomo o una donna del Vangelo».

Da Famigliacristiana.it, 13 marzo 2013

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