20
Mar
13

6. CREDO… che fu crocifisso, morì e fu sepolto


Verso la PASQUA pregando il CREDO con le ICONE

Siamo nel cuore del mistero pasquale: la nostra fede ci immerge nel mistero del Signore, che soffrì la sua passione sotto Ponzio Pilato e donò la sua vita per noi, sulla Croce.

6. Credo… che fu crocifisso, morì e fu sepolto - LO SPLENDORE DELLA FEDE

Nel cuore di un mistero di amore e di dolore

Con questo articolo del Credo entriamo nel cuore del mistero dell’amore di Dio per l’uomo e nel culmine del dono che Cristo fa di sé al Padre e ai suoi. Quattro verbi scandiscono, in estrema sintesi, la sequenza dell’annientamento vissuto dal Verbo incarnato, consegnato alle mani dei suoi persecutori: patì, fu crocifisso, morì e fu sepolto. E’ come una scala che discende in un abisso di dolore e di svuotamento sempre più profondo, ma dove ogni gradino manifesta in modo sempre più splendido l’offerta che Gesù aveva già anticipato nell’Ultima cena: Prendete, questo è il mio corpo, bevete questo è il mio sangue, versato per voi e per tutti, per il perdono dei peccati.

Fede nella misericordia onnipotente

E’ difficile proclamare di affidarsi a qualcuno che è stato condannato e ucciso; ancor più difficile professare la fede in un Dio così generoso da farsi vulnerabile e mortale, un Dio che non disdegna di velare la sua onnipotenza in un corpo appeso ad una croce, pur di rivelare il suo volto di misericordia infinita. Eppure questo è il messaggio centrale che si è trasmesso di generazione in generazione nella Chiesa. Come San Paolo essa non teme di affermare che l’apparente debolezza della Croce è in realtà la più bella manifestazione della potenza e della sapienza divina, il più grande vanto e la più sicura speranza per ciascuno di noi.

Glorifichiamo il nostro salvatore con un antico inno della liturgia bizantina:

Inno

Con l’albero della croce,
tu hai guarito l’amarezza dell’albero
e hai aperto il Paradiso agli uomini.
Signore, gloria a te!
Noi non siamo più impediti
di andare all’albero della vita:
abbiamo la speranza della tua croce.
Signore, gloria a te!

O Immortale, inchiodato sul legno,
tu hai trionfato degli inganni del diavolo.
Signore, gloria a te!
Tu, che per me hai sopportato
di essere messo in croce,
accogli la mia vigilante celebrazione di lode,
o Cristo Dio, Amico degli uomini.
Più brillante del fuoco,
più luminoso della fiamma,
tu hai mostrato il legno
della tua croce, o Cristo.
Brucia i peccati dei malati
e illumina i cuori
di quanti celebrano con inni
la tua volontaria crocifissione.

Cristo Dio, gloria a te!
Cristo Dio,
che per noi hai accettato
la dolorosa crocifissione,
accogli quanti inneggiano
alla tua passione e salvaci.


Contempliamo l’Icona della crocifissione del Signore

Dopo questo, Gesù,
sapendo che ogni cosa
era stata or­mai compiuta,
disse per adempiere la Scrittura:
«Ho sete».
Vi era lì un vaso pieno d’aceto;
posero perciò una spugna imbe­vuta
di aceto in cima a una canna
e gliela accostarono alla bocca.
E dopo aver ricevuto l’aceto,
Gesù disse:
«Tutto è com­piuto!».
E, chinato il capo, spirò.
(Gv 19,28-30)

 

La sete di Cristo

Dalla rappresentazione traspare un grande silenzio e una regale maestà. La composizione non vuole tanto espri­mere gli spasmi del dolore o altri caratteri realistici del corpo di Gesù, ma tutto è trasfigurato per rappresentare il significa­to teologico del divino sacrificio. Sulla testata della croce, al posto dello storico I.N.R.I., ho voluto scrivere la frase che Gesù ha detto sulla croce: «Ho sete!».

Egli, come disse alla Samaritana: «Dammi da bere», allo stesso modo dice a me. Ha sete della mia attenzione e del mio amore nei suoi confronti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutta la tua forza» (Le 10,27). Egli sta lì davanti a me come l’unico che ha saputo mettere in pratica lo Shemà. Infatti la corona di spi­ne ha circonciso la sua mente, i chiodi la sua forza, la lancia il suo cuore!

Un battesimo di sangue

Al lato destro dell’Uomo della croce c’è un angelo che raccoglie in una coppa d’oro il sangue e l’acqua, simboli del­l’eucaristia e del battesimo. E insieme al sangue, c’è il pane del suo corpo che come il chicco di grano, una volta morto, porterà molto frutto.
Alla sua sinistra, invece, un altro ange­lo si copre il volto con il suo manto così come recita il profe­ta Isaia: «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolo­ri che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna sti­ma».

Sempre ai lati del Crocifisso, ci sono la sua madre, addo­lorata, che piange lacrime come nettare di misericordia, e Gio­vanni, colui il quale aveva avuto l’onore di sentire i battiti del suo cuore e non era riuscito più ad allontanarsi. Ai piedi della croce una grotta oscura simbolo dell’Ade. Al centro della cavità, un teschio, quello di Adamo, nel quale cade il sangue che scende dal corpo dell’Uomo dei dolori. È il battesimo di sangue che permetterà al nostro progenitore di uscire dagli inferi per avere la vita….

>>> vai al testo completo

LO SPLENDORE DELLA FEDE

Prima parte
Verso la PASQUA, pregando il CREDO con le ICONE
0. Introduzione
1. Credo… nella bellezza della mia fede
2. Cre
do… in Dio Padre Onnipotente
3.
Credo… nel Creatore del cielo e della terra
4.
Credo in …Gesù Cristo suo unico Figlio
5.
Credo… che nacque da Maria Vergine
6. Credo… che fu crocifisso, morì e fu sepolto
7. Credo… che discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò


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