Lo sguardo di Gesù anche su di noi (Lc 22,14-23.56)


Domenica delle Palme – Tempo di Quaresima – Anno C

La Domenica delle Palme dell’Anno C ci narra la Passione di Gesù secondo San Luca, l’evangelista della misericordia. Come Pietro ci lasciamo raggiungere dallo sguardo di Cristo, per aprirci al suo perdono.

Letture:

Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Lc 22,14-23.56

La domenica delle Palme di quest’anno – annunciandolo, come sempre, con la profezia di Isaia: “Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi”, e con la “catechesi” di Paolo: “Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini” – ci annuncia la passione secondo Luca.

Questo evangelista, chiamato a buon diritto “il narratore della misericordia di Dio”, per le sue straordinarie parabole che ci fanno entrare nel cuore di Dio, non si smentisce nel raccontare la passione del Maestro. Nel suo racconto, la vicenda umana di Gesù non si conclude con il drammatico interrogativo: “Dio mio, perché mi hai abbandonato”, ma con la potente affermazione della sua fiducia nella misericordia del Padre: “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Per i misteriosi e imprevedibili disegni della Provvidenza, quest’anno il vangelo della misericordia lo ascoltiamo con papa Francesco, che sull’invito alla misericordia e alla tenerezza sta costruendo il suo pontificato. Questo annuncio diventa così il Signore che ci parla non in astratto, non per chiederci affermazioni di fede teoriche, non per informarci su fatti che conosciamo da sempre, ma come invito a “leggere” i segni dei tempi.

Accogliamolo, perciò, per lasciarci conquistare dalla misericordia di Dio manifestata in Gesù, e per diventare capaci di donare misericordia, della quale, come dice papa Francesco, c’è immenso bisogno: “Sentire la Misericordia cambia tutto, è il meglio che noi possiamo sentire. Un po’ di Misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto".

Accogliamolo, facendogli spazio dentro di noi, affinché riempia i nostri vuoti di coraggio, le nostre debolezze, le nostre incoerenze, e ci dia uno slancio nuovo, capace di rinverdire il nostro essere discepoli. Affinché entri con forza rigeneratrice dentro di noi, mettiamoci al posto dei personaggi che incontrano Gesù nel momento finale della sua misericordia per noi.

Le donne di Gerusalemme.

Si battono il petto e fanno lamenti su di lui. Gesù le esorta a non accontentarsi del lamento. E’ l’invito che rivolge anche a noi, che non facciamo fatica a seguirlo nei discorsi contro i farisei, contro la discriminazione nei confronti dei più deboli e poveri…, ma non siamo altrettanto decisi a combattere come lui questi mali, con testimonianze concrete di misericordia.

Pietro.

Pietro il fervoroso. Il generoso. A parole, però. Molto meno nei fatti. Proprio come noi. Quante “paure della serva” nella nostra fede vissuta!…

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