Il “Lucernario”. Veglia del sabato sera


Proponiamo uno schema di “lucernario” ovvero una preghiera del sabato sera in preparazione alla domenica, giorno del Signore. Questo rito, tradizionalmente celebrato al tramonto o nella notte, significa l’incontro di fede con il Cristo vera luce.

Presentazione

La liturgia vigiliare per il giorno del Signore dovrebbe segnare la vita delle comunità cristiane, almeno in alcuni Tempi forti dell’Anno liturgico. L’atteggiamento vigilante è tipico della Chiesa che attende il suo Signore-Sposo per le nozze eterne. L’attesa settimanale dell’«ottavo giorno», aspettando il giorno della risurrezione, è segno e anticipo dell’incontro definitivo con Gesù risorto.

Introduzione

G. Iniziamo la nostra «veglia della luce» in attesa gioiosa del Signore, luce senza tramonto. Questa veglia è denominata anche lucernario, dall’uso, nella Chiesa primitiva, di accendere le lucerne per tale celebrazione che si svolgeva di notte. Il terminelucernario è carico di tutta la simbologia cristiana della luce. Noi aspettiamo, infatti, e celebriamo Gesù risorto, nostra luce e luce del mondo, Colui che ci conduce dalla tenebre alla luce, dal peccato alla grazia, dalla morte alla vita.

Lucernario

Inno a Cristo

C. Carissimi, al tramonto del sole, lodiamo il Signore e invochiamo la venuta di Cristo, sole che sorge dall’alto, perché ci doni la grazia della luce eterna. A ogni due strofe cantiamo:

T. O luce radiosa, eterno splendore del Padre, Cristo, Signore immortale!

1L. Giunti al tramonto del sole, e vista la luce della sera, lodiamo il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo Dio.
2L. Si innalzi la lode a tutta la Trinità, dalla creazione, da ogni essere vivente e da ogni persona.
T. O luce radiosa, eterno splendore del Padre, Cristo, Signore immortale!
1L. È giusto che tutte le creature ti lodino in ogni tempo, Figlio di Dio che doni la vita: l’universo ti dà gloria.
2L. Noi ti cantiamo, Gesù, generato da Maria: tu, che sei la luce vera, hai assunto la nostra carne.
T. O luce radiosa, eterno splendore del Padre, Cristo, Signore immortale!
1L. Manda il tuo Spirito nei nostri cuori e invocheremo il Padre; venga la sua grazia come rugiada e sigillo dei doni celesti.
2L. Noi ti cantiamo, Cristo risorto, che hai vinto le tenebre del sepolcro; stella del mattino che precede l’aurora e rischiara la notte come il giorno.
T. O luce radiosa, eterno splendore del Padre, Cristo, Signore immortale!
1L. Resta con noi, Signore, perché il giorno già volge al declino; illumina i nostri occhi e ti riconosceremo guida sicura nel nostro cammino.
2L. La nostra preghiera, Signore, si levi come incenso; le nostre mani alzate, davanti a te, come sacrificio della sera.
T. O luce radiosa, eterno splendore del Padre, Cristo, Signore immortale!

Antico inno della Chiesa di oriente

Proclamazione della Parola

G. La Pasqua di Cristo, «il suo passaggio» da questo mondo al Padre, dalle tenebre del sepolcro alla luce della risurrezione, è il fondamento della fede della Chiesa, la fonte della sua lode, il motivo del suo stupore sempre nuovo. Fin dalle origini, la Chiesa ha attinto la sua forza vitale dalla celebrazione della Pasqua di Cristo, facendo memoria ogni settimana della sua morte e risurrezione nel «giorno del Signore», cioè la domenica. Gli evangelisti, sottolineando che Cristo è risuscitato «il primo giorno della settimana» (Mt 28,1; Mc 16,2-9; Lc 24,1; Gv 20,1-19), giorno della creazione della luce (Gn 1,3-5), proclamano che egli è la luce del mondo e la sua risurrezione dà inizio alla creazione nuova. Giovanni precisa, inoltre, che «otto giorni dopo» la prima apparizione Gesù si fermò in mezzo ai discepoli (20,26), testimoniando, così, che fu il Signore stesso a inaugurare il ritmo settimanale della domenica.

Canto: Ascolterò la tua Parola (A.M. Galliano – D. Semprini, Parla Signore, Paoline)

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23.26)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati".

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo".

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!".

Contemplazione dell’Icona

Preghiera davanti dell’Icona

L. Dolce è la luce del sole
che brilla ai nostri occhi,
ma ancor più dolce è la vista
della tua immagine, o Cristo:
una illumina i nostri sensi,
l’altra i nostri spiriti.

Nel tuo passaggio sulla terra, Verbo di Dio,
hai scacciato con la tua parola ogni malattia;
ma, risalito verso il trono del Padre,
tu guarisci con l’impronta del tuo volto
i nostri mali.

T. O, Cristo, vera luce che illumina e santifica
ogni uomo che viene nel mondo,
risplenda su di noi la luce del tuo volto,
affinché in essa vediamo la luce inaccessibile,
e dirigi i nostri passi nella via dei tuoi precetti,
per le preghiere della tua Madre purissima
e di tutti i santi. Amen.

Chiesa di oriente

Verso la domenica, giorno del Signore

G. Dal giorno dell’apparizione di Gesù la comunità cristiana non ha mai cessato di riunirsi attorno a Cristo risorto ogni domenica, «giorno del Signore» come lo definisce il libro dell’Apocalisse (1,10). I padri della Chiesa hanno evidenziato che la domenica, primo giorno della settimana, è anche l’ottavo giorno, il giorno nuovo senza tramonto, il giorno dell’eternità di Dio, che segna l’inizio del mondo nuovo inaugurato da Cristo, primogenito dei morti. Alla sera del sabato, le antiche comunità cristiane vegliavano, aspettando il giorno della risurrezione come segno, anticipo dell’incontro definitivo nella luce con il Signore risorto che è venuto, che viene e che verrà. E noi che vegliamo con la stessa speranza, rendiamo lode a tutta la Trinità, per il dono della «luce gioiosa» che è Gesù.

>>> vai al testo completo

Testo tratto da Catechisti Parrocchiali n. 4, Aprile 2013

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