27
Mar
13

7. CREDO… che discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò


Verso la PASQUA pregando il CREDO con le ICONE

Siamo giunti alla meta del cammino quaresimale, che culmina nel triduo pasquale e nella gioia della Resurrezione; nel silenzio contempliamo Cristo che scende negli inferi e risale vittorioso sulla morte.

 

CREDO… che discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò

La Parola si fa silenzio

Dopo la straziante morte di Gesù sulla Croce, il buio e il silenzio avvolgono la terra, come il lenzuolo e le pietre del sepolcro avvolgono il suo corpo. Ma l’azione salvatrice di Cristo non si ferma e oltrepassa le soglie dell’oltretomba. La liturgia, infatti, e le icone orientali, ci invitano a contemplare il mistero della discesa agli inferi, come preludio della sua Resurrezione e di quella di tutti coloro che sono uniti alla sua vittoria. Per i santi Padri la ragione più importante per cui Cristo scende negli inferi è per continuare il dialogo che si era interrotto tra Dio e Adamo nel paradiso terrestre.

È nel silenzio che il Signore Gesù scende negli inferi di ogni uomo per prendere su di sé il peccato e la sofferenza. È nel silenzio che Cristo scende nel profondo più profondo del cuore dell’uomo per depositare il bacio del perdono, il balsamo curativo delle ferite prodotte dal peccato, la forza misteriosa che dalla morte fa passare alla vita.

Dal baratro al Paradiso

L’amore folle di Dio per la sua creatura, caduta nell’inganno del demonio, spinge il Creatore non solo a scendere dal cielo e farsi uomo, ma a proseguire la sua discesa fino ad arrivare agli inferi, al cuore della sua creatura.

Egli scende nel baratro del male per portare misericordia, nel baratro delle tenebre per portare la luce della risurrezione e la vita eterna.

Questa luce risplende gloriosa sul suo volto di Risorto, ma illumina anche tutti coloro che egli fa uscire dalle tenebre. Infrante le porte della morte, Egli spalanca quelle del Paradiso portando al Padre una moltitudine di figli e di figlie della nuova creazione.

A Lui acclamiamo con una preghiera di Mons. Enrico Masseroni (arcivescovo metropolita di Vercelli):

Inno

Tu sei risorto, o Cristo Signore:
non sei fra gli infiniti sepolcri
dell’umanità sconfitta dalla morte;
non sei sepolto nella memoria
di un remoto passato
come i grandi della terra.
 
Tu sei risorto, Signore Gesù:
sei vivente in mezzo a noi,
contemporaneo di ogni uomo;
sei pellegrino che accompagna
ogni creatura smarrita
sulle strade di Emmaus.
 
Tu sei risorto, Signore Gesù:
sei la risposta al nostro desiderio di vita,
sei il crocevia d’ogni
aspirazione alla felicità,
sei la gioia vera oltre le ore buie
dei nostri venerdì di passione.
 
Tu sei risorto, Cristo Signore,
e ci attendi oltre le fatiche
della vita e della storia,
quando sorgerai come sole
nell’aurora dell’ottavo giorno
senza tramonto.

Contempliamo l’Icona dell’ "Anastasis” (risurrezione)

Perché anche Cristo è morto
una volta per sempre
per i peccati, giusto per gli ingiusti,
per ricondurvi a Dio;
messo a morte nel corpo,
ma reso vivo nello spirito.
E nello spirito andò a portare l’annuncio
anche alle anime prigioniere,…

1 Pt 3,18

Sceso e risalito dagli inferi

L’icona da contemplare è quella dell’anastasis, cioè quella della risurrezione di Cristo dai morti. Nella liturgia orientale essa altro non è che la rappresentazione della discesa di Cristo agli inferi. È un’icona cristo-centrica: Gesù è al centro della scena e la domina. La sua figura è maestosa. L’atteggiamento del suo corpo esprime una forza vitale che riesce a strappare dai loro sepolcri Adamo ed Eva. Il suo vestito, completamente tratteggiato con raggi di oro puro, pone in evidenza la differenza sostanziale fra la natura di Cristo e quella degli altri personaggi: egli è il Figlio di Dio, nel quale è racchiusa tutta la pienezza della divinità.

Cristo, con il suo arrivo negli inferi, ne ha divelto le porte, le calpesta e provoca la fuoriuscita dei chiavistelli, delle serrature, delle viti, dei cavicchi, che invadono la grotta degli inferi, dipinta di colore nero simbolo del peccato e della morte. La sua mano destra afferra quella di Adamo, il volto del quale esprime una grande preghiera di ringraziamento rivolta al suo Liberatore. Lo stesso canto di ringraziamento fa Eva, che Gesù afferra con la sua mano sinistra.

Partecipi della sua vittoria sulla morte

La figura di Cristo è al centro di cerchi concentrici di colore azzurro-verde trapuntati da stelle d’oro. Essi indicano l’universo trasfigurato e redento dal Salvatore.

Al centro, in alto, due angeli sostengono la croce, dove la Vittima Pasquale ha dato la sua vita per la salvezza di tutti i personaggi rappresentati nella scena e di tutta l’umanità.

Essi sono, a sinistra dell’icona, il re Davide e il re Salomone. A destra si riconoscono san Giovanni Battista, Noè con l’arca, Mosè con il libro della Legge. Sullo sfondo, a destra e a sinistra, altri giusti dell’Antico Testamento.

Le montagne, simbolo dell’ascesi, completano la scena; esse sono costruite con la prospettiva inversa, così cara al linguaggio iconografico.
Nella prospettiva lineare il punto di fuga sta al centro della scena e tutte le linee convergono verso quel punto. Nella prospettiva inversa, invece, il punto di fuga sta nell’occhio di colui che guarda; pertanto tutte le linee convergono nell’occhio dello spettatore e la rappresentazione iconografica va verso di lui. L’adozione della prospettiva inversa serve per far comprendere che dall’icona promana un messaggio che investe la vita di colui che la contempla.

>>> vai al testo completo

LO SPLENDORE DELLA FEDE

Prima parte
Verso la PASQUA, pregando il CREDO con le ICONE
0. Introduzione
1. Credo… nella bellezza della mia fede
2. Credo… in Dio Padre Onnipotente
3. Credo… nel Creatore del cielo e della terra
4. Credo in …Gesù Cristo suo unico Figlio
5. Credo… che nacque da Maria Vergine
6. Credo… che fu crocifisso, morì e fu sepolto
7. Credo… che discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò


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