Tonino Bello Profeta della non-violenza


Il 20 aprile 1993, dopo una lunga malattia, tornava al Padre una delle figure più belle e incisive della Chiesa italiana: don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, presidente di Pax Christi e pellegrino instancabile di pace in tutto il mondo.

Ti voglio bene di Tonino Bello Tonino Bello Tonino Bello

Un papà buono e un buon pastore

A vent’anni dalla tua morte
scorgo i segni che ancora parlano di te
mi accorgo che sono partiti
davvero dai sogni condivisi
di donne e uomini,
non solo di buona volontà.
Sono divenuti solchi indelebili,
linee continue nel percorso
umano e spirituale di tantissime persone.
Guardo verso te con la fiducia di un figlio,
che segue nei suoi passi incerti ma trepidanti la sagoma distinta di un papà buono,
perché suscitatore di sani inquietudini”.

Con queste toccanti parole, don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, si rivolge idealmente a don Tonino Bello nell’introduzione al libro “Dio scommette su di noi”, pubblicato in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa (20 aprile 1993).

Un profeta di pace

Tonino Bello è senz’altro uno tra i vescovi più popolari e amati che la Chiesa italiana abbia avuto dopo il Concilio. La sua spinta evangelica lo ha condotto incessantemente a schierarsi con forza dalla parte dei perseguitati, degli immigrati, degli ultimi. Infaticabile costruttore di pace, dopo la nomina a Presidente di Pax Christi nel 1985, girò il mondo, partecipando a manifestazioni pacifiste, proclamando la nonviolenza e la parola di Dio come chiave di riconciliazione tra i popoli. Sebbene gravemente ammalato, partecipò nel dicembre del 1992 alla marcia della pace a Sarajevo assediata dalla guerra. Morì prematuramente pochi mesi dopo, a soli 58 anni. Il 27 novembre 2007 la Congregazione per le Cause dei Santi ne ha avviato il processo di beatificazione.

La pace è il nuovo martirio
a cui oggi la Chiesa viene chiamata.
L’arena della prova è lo scenario
di questo villaggio globale
che rischia di incenerirsi
in un olocausto senza precedenti.
Nei primi tempi del cristianesimo
i martiri stupirono il mondo
per il loro coraggio.
Allo stesso modo,
oggi la Chiesa dovrebbe fare ammutolire
i potenti della terra
per la fierezza con cui,
noncurante della persecuzione,
annuncia,
senza sfumare le finali
come nel canto gregoriano,
il Vangelo della pace e la prassi della nonviolenza.

Ma se,
invece che fare ammutolire i potenti,
ammutolisse lei,
si renderebbe complice rassegnata
di un efferato "crimine di guerra".
Ma, grazie a Dio,
stiamo assistendo oggi a una nuova
effusione dello Spirito
che spinge la Chiesa
sui versanti della profezia
e le dà l’audacia di sfidare
le trame degli oppressori,
i sorrisi dei dotti,
e le preoccupazioni dei prudenti secondo la carne.
(Tonino Bello)

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