Un giorno devi andare – cinema


Nella splendida riserva naturale dell’Amazzonia, la giovane protagonista di questo film ritrova se stessa e il senso della sua vita, dopo una serie di dolorose vicende familiari, prendendosi cura dei bambini indios.

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Il Film

Dolore e delusione spingono Augusta, una giovane ragazza italiana, ad abbattere tutte le sicurezze sulle cui basi aveva costruito la sua esistenza. Presa dallo sconforto lascia Trento, sua città natale, e segue suor Franca, un’amica della madre, nella missione tra gli indios dell’Amazzonia. Inizia così per lei un’avventura che la porterà nelle favelas di Manaus, capitale dello stato di Amazonas sulla riva del Rio Negro. Qui, a contatto con l’immensità della natura e la semplicità della gente, sente rinascere la voglia di vivere e il desiderio di ritrovare il significato degli eventi passati. In una realtà in cui il paesaggio incarna il senso profetico del tempo e delle cose, Augusta ristabilisce le priorità fondamentali della sua vita. Isolandosi dal mondo e immergendosi nei silenzi e nei suoni primitivi della foresta, inizia un lungo viaggio nell’isolamento, che la porterà a ritrovare se stessa e ad accettare finalmente il dolore e l’amore che avevano segnato il suo corpo e la sua anima. Sceglie di essere segno in un mondo in cui la povertà è lambita da un benessere che corrompe tutti e tutto. Lei non si arrende e non si ferma. Parte ancora, sola, nella selvaggia natura come unica compagna a dettare ritmi e necessità, perché, come insegna il titolo del film, un giorno devi andare…

Per riflettere dopo aver visto il film

Un giorno devi andare è una storia coerente fatta di autenticità e grandezza della natura. Augusta decide di esplorare in solitudine la strada che porta alla consapevolezza del Creato. Sa che ‘deve andare’, farsi una cosa sola con il vento, la polvere e il cielo per riconoscere di essere un frammento originale di un disegno più grande. Le riprese restituiscono un paesaggio così maestoso da infondere nello spettatore fascino e nello stesso tempo inquietudine. La riscoperta di una normalità di vita avviene per Augusta attraverso i bambini. Sulla spiaggia dove si è rifugiata nella speranza di sanare le proprie ferite, trova il bambino che non potrà mai avere. Un bambino che non elimina il suo dolore, ma diventa simbolo di una rinascita e di una metafora della ritrovata felicità. Il regista Giorgio Diritti così racconta la genesi del film: «Anni fa ho realizzato alcuni servizi televisivi e un documentario in Amazzonia. L’esperienza è stata molto coinvolgente: per la spettacolare bellezza della natura, per il dilatarsi di tempi, per la semplicità e la gentilezza delle popolazioni, in uno scenario che naturalmente porta a percepire la forza primordiale della vita, a interrogarsi sul ruolo dell’uomo e a indagare il senso di un “oltre” l’esistenza stessa, pervasi da qualcosa che è “altro”, trascendente, tanto presente quanto impalpabile».

Una possibile lettura

Un giorno devi andare aiuta a riflette sulla fede, sulla povertà e sul bisogno di nuove opportunità di vita…

>>> vai al testo completo

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