Maria, Madre dei poveri e degli umili


Rosario per le vittime della violenza e dello sfruttamento

 

Maria ha avuto cura della vita di Gesù, dalla nascita fino al Calvario, e continua ad avere cura di tutti, in particolare di coloro che soffrono a causa dell’ingiustizia e della povertà. Le riflessioni sono tratte da alcune omelie del Cardinale Jorge Mario Bergoglio.

 

Meditiamo i misteri dolorosi del Rosario con brevi riflessioni, tratte da alcune omelie di Jorge Mario Bergoglio, pronunciate quando era arcivescovo di Buenos Aires, che ci presentano Maria come custode della vita, Madre dei poveri, degli umili, vicina in modo particolare a coloro che soffrono a causa della violenza e dello sfruttamento.

 

 

♦ Primo Mistero: l’agonia di Gesù nel Getsemani   

“Gesù andò con loro in un podere chiamato Getsemani, e disse ai suoi discepoli: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". E, avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però, sia fatto non come voglio io, ma come vuoi tu!". (Mt 26, 36-38).

Preghiamo per tutti coloro che lavorano in condizioni
di schiavitù e sfruttamento.

Vogliamo chiedere al Signore che accresca la coscienza
e il senso di responsabilità nel nostro cuore,
per non aver paura di lottare per la giustizia,
che anche oggi è tanto attesa e desiderata.
Giustizia per questi uomini e donne sottoposti
alla tratta di esseri umani, in qualunque situazione,
quali le fabbriche clandestine, la prostituzione, …
per i ragazzi sfruttati nei lavori dei campi e i “raccoglitori di cartoni”,
che ancora non possono riunirsi in associazione,
come qualcuno di voi -ringraziando il Signore – ha già potuto fare,
per quelli che vivono delle briciole che cadono dalla mensa dei sazi.
I sazi non possono ascoltare Dio.
Perché la durezza dei sazi è qualcosa di molto forte,
difficile da spiegare;
hanno un cuore di pietra imbrigliato in valori che essi credono validi,
ma non lasciano spazio alla Parola di Dio.
Per questo Signore ti chiediamo che,
quando tu busserai ai loro cuori, fa che essi non rimangano chiusi,
ma si aprano a te.

(Dall’omelia in occasione della Messa in memoria delle vittime del lavoro, a 5 anni dall’incendio dell’officina clandestina di Viale Luis 1269. Buenos Aires, 27 de marzo de 2011). 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre

♦ Secondo Mistero: la flagellazione di Gesù

I sommi sacerdoti sobillarono la folla perché Pilato rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: "Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?". Ed essi di nuovo gridarono: "Crocifiggilo!". Ma Pilato diceva loro: "Che male ha fatto?". Allora essi gridarono più forte: "Crocifiggilo!". E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (Mc 15, 11-15).

Preghiamo per tutti coloro che sono vittime della tratta di esseri umani e costretti alla prostituzione.

In questa città ci sono molte ragazze
che smettono troppo presto di giocare con le bambole,
perché sono state rapite e scaricate in un bordello,
dove sono state vendute, tradite.
Oggi vogliamo pregare
per tutte le vittime delle tratta di esseri umani,
del lavoro schiavizzante, della prostituzione.
In questa piazza del quartiere di “Maria Cash”
vogliamo chiedere a Gesù che è Dio,
e che ha assunto la nostra carne,
che ci faccia piangere al vedere
la carne di tante nostre sorelle e fratelli così umiliata.
Chiediamo a Gesù di imparare a prenderci cura
di questi nostri fratelli e sorelle costretti a schiavitù,
con la tenerezza che meritano,
e non sprechiamo invece la nostra tenerezza
nella cura di cose superflue,
ignorando la fame dei nostri ragazzi.
(Dall’omelia in occasione della Quarta Messa per le vittime della tratta. Buenos Aires, Venerdì 23 settembre 2011).

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre

>>> vai al testo completo dei cinque misteri

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