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Conosci la Bibbia? Entra nel significato di: parole, gesti, nomi…!


Chiavi di accesso

La rubrica Conoscere la Bibbia ti offre la possibilità di approfondire temi ed elementi di questo testo fondamentale, proponendo non solo informazioni a carattere generale, ma anche “chiavi” di accesso e  di lettura. Se ti chiedi, per esempio: Che cosa significa la parola Bibbia? Puoi clikkare sulla sezione Il Nome e scoprire che:

“Il significato della parola Bibbia proviene dalla parola greca biblos, la corteccia interna del papiro; sembra anche che il vocabolo biblos derivi da Biblos, città fenicia vicina all’attuale Beirut (Libano), dove si produceva il papiro. Biblios è la pianta di papiro su cui si scriveva. Da qui l’altro termine: Biblion che significa libro, o meglio, libriccino. Nella chiesa greca, dall’epoca di Giovanni Crisostomo (407), per indicare la Bibbia si cominciò a usare l’espressione “ta Biblìa”, “i libri” al plurale. Dalla lingua greca il termine passò immutato alla lingua latina con il solo cambio d’accento e nel Medioevo il termine assunse un significato singolare: “Bibbia”. La Bibbia è una collezione di libri, divisa in due blocchi: Antico e Nuovo Testamento. In tutto comprende 73 volumi, 46 dell’Antico Testamento e 27 del Nuovo Testamento…”

Se vuoi conoscere in sintesi il contenuto dei singoli testi, puoi esplorare I Libri della Bibbia, se invece ti interessano aspetti come i personaggi, le feste, i simboli biblici, puoi andare alle rispettive sezioni e trovare materiali di interesse su questi temi.

Ricorda però che la Bibbia non è un libro come gli altri, è un testo assolutamente speciale, in quanto:

– parte dalla vita e dalla storia concreta di un popolo, memore nella fede delle opere di Dio, narrate con parole umane;

– viaggia nel tempo e nel mondo in forma di testo scritto, letto, proclamato, e giunge a noi come parola di Dio che si rivela in Cristo Gesù, ci chiama e salva;

-interpella la nostra adesione e ci riempie di gioia, affinchè anche noi diventiamo testimoni e annunciatori del mistero di grazia che trasmette.

Prima c’è la vita, dopo il Libro

I libri della Bibbia per gli Ebrei e per i Cristiani sono considerati i LIBRI in assoluto, i LIBRI per eccellenza. L’Ebraismo (per l’Antico Testamento), e il Cristianesimo (per il Nuovo Testamento) considerano la Bibbia il testo fondamentale della loro fede. Pur possedendo questo testo sacro, non si definiscono, però, religioni del Libro, ma della Parola. Alle origini della loro fede non c’è il libro sacro, ma Dio che parla attendendo la risposta. La Bibbia, in quanto raccolta di libri, non è al principio della vita di fede del popolo; al principio c’è la storia di Dio con il suo popolo. La Bibbia è la storia di un popolo credente che, spiegata e interpretata alla luce della fede, si fa memoria scritta, Scrittura.

I libri biblici dunque sono la “memoria di fede” d’Israele come popolo di Dio e della prima chiesa. Noi crediamo che alla formazione della Bibbia abbiano collaborato Dio e l’uomo; è ispirata da Dio ed è anche frutto della fatica umana, in quanto lettura paziente che persone credenti hanno fatto della storia alla luce della fede.

La Bibbia è la parola di Dio

L’Antico Testamento afferma di contenere la parola di Dio scritta. Questa Parola non può essere distrutta (Ger 36) e si deve mangiare (Ez 2,3-11). I credenti dell’Antico Testamento sanno di possedere una Parola che viene proclamata, scritta e letta. Attraverso la lettura della Legge, Israele verifica la sua fede, l’approfondisce, l’attualizza nel presente. Nel Giudaismo, cioè dopo il ritorno dall’esilio babilonese, (cfr. Ne 8,1-15; 9,33-36) Israele si raduna attorno alla Parola scritta e proclamata. I profeti dicono con certezza: «Così parla il Signore», oppure: «Mi venne la Parola del Signore». Nei libri sapienziali la riflessione sulla vita è in stretto rapporto con il Dio della storia e della salvezza. La sapienza da arte del buon vivere si identifica alla Torah (Sir 24,22; Bar 4,1), alla parola dei profeti (Sap 9,17), alla parola di Dio.

Il Nuovo Testamento, con l’espressione: «Così è scritto», «È stato scritto» afferma che le Scritture antiche sono parola di Dio. Gli scritti del Nuovo Testamento non solo non annullano quelli dell’Antico Testamento, ma le completano, partecipando della stessa autorità. Nei Vangeli Gesù dice: «È stato detto, ma io vi dico». Tra la parola di Dio e Gesù vi è identità. Gesù stesso rivolgendosi alla gente che lo segue dice: «La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato » (Gv 7,16). In un’altra occasione Pietro dirà: «Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio!» (Gv 6,67). Gli scritti degli apostoli testimoniano la convinzione che anche la predicazione apostolica è parola di Dio. Questa Parola, grazie, alla loro predicazione, cresce e si diffonde”.

da: Conoscere la Bibbia. La parola di Dio, Schede bibliche di Filippa Castronovo, in Fatti di Dio, percorso di fede con i ragazzi, Paoline Editoriale Audiovisivi 2013

La PAROLA è GIOIA

>>> vai al testo completo


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