La bontà del Signore è per sempre


X Domenica – Tempo ordinario – Anno C

Quando il dolore colpisce, viene spontaneo pensare che Dio si stia dimenticando di noi. Dobbiamo reagire a questo sentimento con la certezza che Egli ha “compassione” anche di noi.

Letture: 1Re 17,17-24; Sal 29; Gal 1,11-19; Lc 7,11-17

papa_francesco_bambini_gemelliSia al tempo di Elia che in quello di Gesù, le vedove erano le persone più povere e indifese della terra, senza nessun appoggio e senza nessuna misericordia, abbandonate a ogni sopruso e umiliazione. Sia al tempo di Elia, che in quello di Gesù, che ai nostri giorni, il dolore di una madre per la morte di un figlio è il più grande che si può incontrare, praticamente il simbolo di ogni dolore che colpisce la nostra esistenza.
I due racconti dei ragazzi di Sarepta e di Nain restituiti alla vita ci vengono proclamati, perciò, per assicurarci che la misericordia di Dio è presente anche là dove la condizione umana sperimenta la profondità dell’abbandono e del dolore.

Di fronte a questo messaggio, però, la nostra reazione istintiva, anche se spesso tenuta dolorosamente nascosta, non è la lode e il ringraziamento per la misericordia di Dio, ma la delusione, lo scetticismo e addirittura la protesta: “Perché questa misericordia di Dio non si manifesta anche oggi?”. Infatti anche oggi, se la condizione delle vedove socialmente non è più la stessa di un tempo, il dolore di tante madri che perdono i figli per incidenti stradali, per malattie precoci e crudeli, per scelte di vita sbagliate è lo stesso di sempre. E allora, come mai accanto a queste donne non ci sono uomini di Dio a far tornare la vita nel corpo, e non arriva Gesù con i discepoli a fermare la bara per dire: «Ragazzo, dico a te, àlzati!», e spingere la folla a glorificare Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo»?  

Di fronte a questa domanda, da affrontare con coraggio, la risposta della fede è una sola: credere che Dio ci sta vicino anche quando ci sembra noncurante e assente. I miracoli di Gesù sono un “segno” di ciò che avviene sempre anche se noi non riusciamo a vedere e verificare. Gesù ha “compassione” – un sentimento non lamentoso e superficiale ma sconvolgente. Luca lo utilizza tre volte: in questo brano, nelle parabole del buon samaritano e del padre misericordioso – delle madri (è vedendo la madre, non la bara del ragazzo che viene preso da “grande compassione”) e di chiunque è nel dolore anche oggi. papa_francesco_bambini_gemelli 2Certo, noi vorremmo che anche oggi la sua compassione si manifestasse restituendo i figli alla vita. Non è così, e non potrebbe essere così. Ma la misericordia di Dio sta lì, anche se non la sentiamo.

Chi ci assicura che è così? Soltanto la nostra capacità di affidarci alla Parola e alla testimonianza di Gesù. Anche egli ha chiesto a Dio di essere scampato dalla morte come i due ragazzi, come la figlia di Giàiro, come il suo amico Lazzaro…

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