la critica. Costruttiva o negativa?


«Rispondiamo molto male a ciò
che ci si aspetta da noi, il nostro realismo
è soltanto critico e non costruttivo».
André Charlier


Puzzle21La critica è solitamente recepita
come «costruttiva»
da chi la fa e come «negativa»
da chi la riceve.
Come al solito, la nostra percezione
cambia a seconda che siamo iniziatori o recettori:
quello che chiamiamo suscettibilità negli altri,
diventa sensibilità quando a essere feriti siamo noi.
Sarebbe buona cosa
modificare le nostre prospettive
e il nostro grado di implicazione.
Così, nel nostro modo di considerare il mondo,
siamo più propensi
all’invocazione pia («deve cambiare»)
che all’intenzione attiva
(«devo fare qualcosa, al mio livello,
perché le cose cambino »).
Eppure non possiamo fare
come se nulla dipendesse da noi.
Ciascuno di noi è co-creatore del mondo che verrà.
Contribuiamo a modellare
la realtà che ci circonda,
invece di compiacerci nel deplorarne le imperfezioni,
le carenze o gli eccessi.
Attiviamo quel principio
di responsabilità individuale
che Nietzsche enunciava in questi termini:
«Che cosa posso fare oggi
perché il mondo sia un po’ meno brutto
e un po’ più giusto?».

F. Garagnon, Terapia per l’anima, Paoline

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