Lettera agli Efesini – Conoscere la Bibbia


La lettera agli Efesini è una lettera "circolare" a tutti i credenti, per confermarli nei valori e negli impegni della vita nuova offerta da Cristo, superando la tentazione del sincretismo religioso.

Paolo si presenta come prigioniero, ma di Cristo (3,1; 4,1). La sua prigionia sociale è conseguenza della sua scelta radicale per Gesù che l’ha conquistato e inviato ad annunziarlo a tutti (Fil 3,12). La lettera agli Efesini – deutero paolina – ha molte somiglianze con quella ai Colossesi. Come questa manifesta una seria preoccupazione per la mentalità sincretista, che dilagava e disorientava i cristiani del primo secolo d.C. verso i valori non cristiani, ma, diversamente da quella ai Colossesi, tratta questo problema in modo più pacato e con ulteriori approfondimenti teologici.
Più che una lettera indirizzata a una comunità concreta, la lettera agli Efesini è una ‘circolare’ o ‘lettera enciclica’, inviata – come dice il testo – a tutti i credenti: “ a tutti coloro che amano il Signore nostro Gesù Cristo” (cfr. 6,24). L’ articolazione dei contenuti è chiara: tra la presentazione (1,1-2) e i saluti finali (6,21-24) vi è il corpo della lettera, introdotto, a sua volta, da una solenne benedizione iniziale (1,3-14). Questa benedizione, che ha la forma di un testo liturgico, mentre riprende i temi della benedizione (berakah) ebraica (1,3-14) annuncia che in Cristo la benedizione divina è finalmente compiuta. Si sono realizzati la volontà divina di salvezza, la figliolanza adottiva in Gesù e il mistero della ricapitolazione di tutte le cose in Cristo. 
Alla preghiera di benedizione segue la prima parte della lettera (1,15-3,21) che descrive la rivelazione del mistero di Dio in Cristo e della Chiesa sua presenza concreta nella storia, sacramento di unità, luogo di unione tra giudei e pagani, ma anche dell’intera umanità (1,15-3,21). Gesù è definito ‘nostra pace’ (2,14) perché la pace non è assenza esteriore di guerra, ma il frutto della relazione con Lui che distrugge l’inimicizia e riconcilia i diversi e i nemici. Dio è presentato Padre di tutti (4,6); non solo misericordioso, ma ricco di misericordia che ci ama con grande amore (2,4). I verbi, tutti al tempo indicativo, suscitano un atteggiamento di contemplazione e stupore dinanzi alla salvezza realizzata. 
La seconda parte (4,1-6,20), con i verbi all’imperativo, indica le caratteristiche della vita nuova del cristiano.

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