Famiglia e parrocchia “porte della fede”


Esiste un nesso stretto tra educare e generare

Esiste un legame profondo tra generare alla vita ed educare alla fede; per questo è importante realizzare alleanze educative tra catechesi, famiglia e comunità parrocchiale

Sei in ritardo…

Una donna si rivolge a un saggio la cui fama era diffusa nel luogo in cui abitava.
Vuol sapere da lui quando è opportuno che inizi a educare religiosamente sua figlia.
Il saggio chiede allora l’età della bambina e quando viene a sapere che ha cinque anni,
dice alla madre: «Presto, corri a casa, sei in ritardo di cinque anni».

È proprio così: l’educazione alla fede inizia dalla culla. È, infatti, la via delle emozioni e degli affetti (forte nel bimbo fin dai primi vagiti), a fare da tramite anche in questo campo”. (da Nasco, cresco e dico Gesù, Fabio Narcisi, Paoline).

Questo simpatico racconto fa riflettere sul legame tra maternità, paternità e trasmissione della fede fin dai primi mesi di vita dei figli. La sfida di educare a credere, però, sembra oggi più difficile che in passato e costituisce uno “snodo” pastorale di primaria importanza per la Chiesa italiana, come è evidenziato negli Orientamenti pastorali.

Ingresso nella vita, ingresso nella fede

“Esiste un nesso stretto tra educare e generare: la relazione educativa s’innesta nell’atto generativo e nell’esperienza di essere figli. L’uomo non si dà la vita, ma la riceve. Allo stesso modo, il bambino impara a vivere guardando ai genitori e agli adulti. Si inizia da una relazione accogliente, in cui si è generati alla vita affettiva, relazionale e intellettuale.

Il ruolo dei genitori e della famiglia incide anche sulla rappresentazione e sull’esperienza di Dio. Il loro compito di educare alla fede si inserisce nella capacità generativa della comunità cristiana, volto concreto della Chiesa madre. Pure in questo ambito, si tratta di avviare un processo che dal battesimo si sviluppi in un percorso di iniziazione che accompagni, nutra e porti a maturazione” (CEI, Educare alla vita buona del Vangelo, 27)

Un’alleanza educativa

Tale snodo è stata accolto da molte équipes regionali, diocesane o parrocchiali, che hanno avviato riflessioni e sperimentazioni di pastorale integrata, con un’attenzione particolare ai percorsi di accompagnamento dei genitori che chiedono il battesimo per i propri bambini. L’attesa, la nascita, la crescita di un figlio, infatti, sono momenti speciali sia per la vita delle coppie che per quella della comunità, quindi costituiscono un tempo privilegiato per la catechesi e un motivo di coinvolgimento di vari soggetti ecclesiali.
Consapevoli che queste sfide pastorali richiedono un’alleanza di forze e una sinergia di risorse, l’Ufficio Catechistico Nazionale e l’Ufficio della Pastorale Familiare della CEI hanno realizzato un fecondo cammino di collaborazione, attraverso percorsi di approfondimento, confronto di esperienze, itinerari comuni.

Ne è prova il convegno: Porta Fidei – Parrocchia e famiglia che iniziano alla fede. Per una pastorale pre/post battesimale e delle "prime età” (Assisi, 19-22 giugno 2013) , stimolo prezioso sia per le relazioni portanti che affrontano sistematicamente i vari aspetti di questo tema stimolante, che per lo scambio di esperienze collaudate sul territorio e la proposta di “workshop”, animati da esperti, sui argomenti di comune interesse:

  1. Dalla coppia sponsale all’attesa del bimbo La famiglia e le sue fragilità
  2. Adozione e affido
  3. Nascita
  4. Battesimo
  5. Famiglie e comunità di fronte alle fragilità del figlio
  6. Dopo il Battesimo (0-3 anni)
  7. Dopo il Battesimo (3-6 anni)
  8. Le Alleanze educative intorno alle “prime età”

Accompagnare e formare

Anche le Paoline partecipano da vicino a questi cammini di alleanza educativa, offrendo il loro contributo di collaborazione, di supporto ai genitori, ai catechisti, agli operatori di pastorale, sia attraverso:

  • gli itinerari post-battesimali proposti dalla rivista Catechisti parrocchiali, in collaborazione con l’Azione Cattolica…

>>> vai al testo completo

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2 pensieri riguardo “Famiglia e parrocchia “porte della fede”

  1. Dopo questo articolo non ho più ricevuto “La bella Notizia”. Ho sempre letto con piacere i vostri messaggi che ho condiviso con altri più di una volta Cosa devo fare per avere ancora il piacere di leggervi. Fiduciosa di aver presto una vostra risposta distintamente saluto. Bianca Zarattini

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