Siate furbi davanti a Dio (Lc 14,1.7-14)


22a Domenica – Tempo Ordinario – Anno C

Gesù invita ad adoperare l’intelligenza che Dio ci ha dato per esortare a utilizzarne le potenzialità ai fini di  una comprensione che superi la realtà umana per interpretare le esigenze del regno dei cieli.

Gesù è a pranzo in casa di un fariseo. Invitato non per amicizia, ma per essere osservato. Invece – simpaticissimo! – è Gesù che osserva l’ospite e gli invitati. E non tiene per sé le sue osservazioni, ma,  sorridendo sul loro meschino e ridicolo darsi da fare per accaparrarsi i primi posti, li invita a farlo in maniera intelligente: “Non mettetevi nei primi posti, perché potreste essere invitati a lasciarli a ospiti più importanti, rimediando una figuraccia. Mettetevi in fondo. Così, se sarete invitati a salire davanti, sarete onorati davanti a tutti i commensali”.

Le parole di Gesù, lì per lì, possono lasciarci perplessi, perché sembrano incoraggiare quell’umiltà “pelosa” che non ha bisogno di essere incoraggiata, perché abbondantemente presente – allora come oggi! -  dovunque, anche nei nostri ambienti devoti e pii. Non può essere così. Contrasterebbe con tutto ciò che Gesù ha detto e fatto.  Ma allora?

Gesù invita ad adoperare l’intelligenza che Dio ci ha dato ( come aveva fatto il salmista: “Non siate privi d’intelligenza come il cavallo e come il mulo”, Sal 32,9), per esortare a utilizzarne le potenzialità ai fini di  una comprensione che superi la realtà umana per interpretare le esigenze del regno dei cieli. Lo ha fatto altre volte con i i farisei e i sadducei: “Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?” (Mt 16,1-4), e con le folle: “Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?” (Lc 12,54-56).

Lette così, il senso delle parole di Gesù diventa chiaro con ciò che dice “a colui che l’aveva invitato”: “Quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”. Tradotto: vuoi fare bella figura davanti a Dio? Vuoi ricevere la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti? Mettiti in fondo, tra gli ultimi, tra coloro che per qualche motivo sono più piccoli di te, perché non hanno ciò che tu hai: le capacità, il tempo, la salute, le energie, la compagnia, la comprensione, l’assistenza, i soldi… E dona tutto gratis! Senza cercare nessun contraccambio. Allora Dio ti chiamerà ai primi posti. Ricorda: “Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore”. Perché: “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”.

Obiezione: “Dobbiamo riempire la nostra casa di barboni, extracomunitari, vagabondi?

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