Il Padre misericordioso e il terzo figlio tra le righe (Lc 15, 1-32)


24a Domenica – Tempo Ordinario – Anno C

Il Padre misericordioso. Parabola tanto scontata eppure sempre nuova, capace di scuotere le coscienze “addormentate”. Oggi siamo invitati a soffermarci sul “terzo figlio”. Sì, il terzo figlio! Quello che non compare nelle righe, ma tra le righe è presentissimo.

Letture: Es 32, 7-11. 13-14; Sal 50; 1 Tm 1, 12-17; Lc 15, 1-32

padre_misericordioso_marnotratnyLa parabola del padre misericordioso (smettiamola di chiamarla “del figlio prodigo”, perché il protagonista è il padre con il quale il racconto inizia e finisce, ed è chiaramente colui che muove tutta la vicenda) è talmente conosciuta e talmente bella che rischia di diventare un brano poetico per la nostra ammirazione. Non può e non deve essere così, perché il vangelo non è per l’ammirazione, ma per la nostra conversione.

Questa parabola, poi, proprio per essere tanto bella e tanto conosciuta, può finire nel cestino della assuefazione, del “questa la so”, dentro al quale perde ogni capacità di farci riflettere e di scuoterci. Cerchiamo di evitare questo rischio, leggendola in profondità, puntando la nostra attenzione e la nostra riflessione sul terzo figlio.
“Il terzo figlio? Ma i figli non sono soltanto due?”.
Sì, il terzo figlio! Quello che non compare nelle righe, ma tra le righe è presentissimo.

Il terzo figlio, di età non ben definita – potrebbe essere più giovane o più grande del primo, e anche più giovane o più grande del maggiore, quindi praticamente di qualsiasi età (l’età di ciascuno di noi!)-, non ha mai chiesto al padre di andare via di casa con la sua parte di eredità. Prendere una decisione così drastica e coraggiosa non fa per lui. Sarebbe rischiosa, e non gli va di rischiare. Lui si accontenta di qualche fughetta ogni tanto, senza farsi accorgere, tornando a casa di nascosto, come se non fosse successo niente. Ogni tanto gli capita di sperperare qualcosa delle sue sostanze in modo poco accorto e qualche volta poco dignitoso. Però, mai niente di tanto grave. 

Il terzo figlio non è nemmeno come il maggiore. Anche lui di età non ben definita – potrebbe essere più giovane o più grande del primo, e anche più giovane o più grande del maggiore, quindi praticamente di qualsiasi età (l’età di ciascuno di noi!) -. Il terzo figlio non si sente un servo del padre come il secondo, ma nemmeno lui ha confidenza filiale: tante idee del padre e altrettante suoi desideri gli sembrano esagerati, e perciò, quando può pensa e fa come gli pare. Però, mai niente di tanto grave. Non ha il coraggio di chiedere capretti o altro per fare festa con gli amici – potrebbe dirgli di no e ci rimarrebbe male -, e allora, appena possibile, si arrangia come può. Di nascosto. Però, mai niente di tanto grave.

Cosa pensa il terzo figlio del fratello giovane ritornato a casa? …
Cosa ne pensa il terzo figlio del secondo, del maggiore?…

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Il Padre misericordioso–Parabole per bambini
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