Non un’altra vita, ma questa che diventa altra (Lc 20,27-28)


32 Domenica – Tempo Ordinario – Anno C

Se vogliamo coltivare fin d‘ora le caratteristiche di serenità e di gioia che troveranno pienezza nella vita “altra”, la vita eterna, dobbiamo ricordare che ci sarà un giudizio, e che dipenderà dal fatto che avremo vissuto con giudizio

Letture: 2Mac 7, 1-2.9-14; Sal 16; 2Ts 1,16-3,5; Lc 20,27-28

“Quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito”. La risposta di Gesù alla beffarda storiella dei sadducei apre uno piccolo spiraglio sul come della vita eterna, un interrogativo che non scompare mai dalla nostra giusta curiosità.

L’affermazione può preoccuparci, perché il pensiero che, una volta entrati nella vita eterna, tutti i rapporti vissuti in questa vita siano azzerati, e i nostri genitori, i nostri figli, i nostri compagni di viaggio siano completamente allontanati da noi, sarebbe angosciante e anche crudele.

La morte, infatti, distruggerebbe ogni legame con i nostri cari, e sarebbe come se non avessimo mai vissuto.

In realtà, Gesù non intende questo, ma che i risorti non prendono né moglie né marito, perché, se sono stati sposati rimangono sposati; così come se sono stati genitori, rimangono genitori; se sono stati compagni di viaggio e amici, rimangono compagni di viaggio e amici. Se è così, coloro che hanno vissuto con noi, continuano a vivere con noi. I vincoli di affetto, di condivisione, di collaborazione, di amicizia continuano, anche se in un’altra dimensione.

Non può che essere così, perché la vita eterna non è questa vita che diventa “un’altra”, ma questa vita che diventa “altra”.

La differenza è fondamentale. Infatti, se la vita eterna fosse un ricominciare da capo, potremmo soltanto aspettarla, compiendo le prestazioni richieste per entrarci, e sperando di essere fortunati. Se invece la vita eterna è questa nostra vita che diventa eterna, allora essa è il risultato di un cammino che ci impegna ogni giorno a operare affinché possa divenire “altra”.

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