Giornata della memoria: Il violinista di Schindler


Storia di un’amicizia

Una giovane violinista fa amicizia con un anziano musicista, sopravvissuto all’Olocausto, che, narrando la propria drammatica esperienza, le consente di comprendere il mistero del tema musicale del film Schindler’s List

Io devo capire, per poter suonare!».

Ogni storia comincia in qualche modo. Con questa frase ha avuto inizio quella di Judith, quando aveva dieci anni. Cercava su Internet il suo violinista modello, Itzhak Perlman; in un video su YouTube, dove Perlman suonava da solista in un’orchestra, udì il tema musicale di Schindler’s List.

«Che bella musica, la voglio suonare anch’io!», è stata la prima reazione di Judith, seguita da: «Perché il pubblico è così commosso?».

Già, perché la gente era così commossa?

La risposta non era difficile, la capirebbe anche un bambino: «Il pubblico è così commosso perché Perlman ha appena finito di eseguire il tema musicale di Schindler’s List, il famoso film di Steven Spielberg. Un film sull’Olocausto, sullo sterminio degli ebrei perpetrato in modo sistematico dai tedeschi in tutta l’Europa durante la Seconda guerra mondiale».

Ma Judith non era soddisfatta. «Io voglio suonare quel pezzo! Ma non solo le note. Voglio sapere di che cosa si tratta.
Io devo capire, per poter suonare!» Judith, come sempre, era terribilmente ostinata. (…)

Il violinista di Schindler

(Michael Emge) Aveva nove anni quando Adolf Hitler attaccò la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale. Fu la fine di un’infanzia e di un promettente futuro da violinista. E solo l’inizio di perdite incalcolabili.

Perse la famiglia, il padre, la madre, il fratello e altri sessantadue parenti. Tutti uccisi. Quando fu liberato, aveva quindici anni e pesava ventisette chili. Doveva trovare la sua strada, in qualche modo. Spesso si è chiesto perché fosse sopravvissuto. Già da piccolo aveva cominciato a suonare il violino, chissà dove sarebbe arrivato se i nazisti non gli avessero tolto tutto, anche il suo caro strumento.

Ciononostante, dopo la guerra divenne musicista e trovò lavoro in un’orchestra radiofonica. Fin quando la vita non lo costrinse di nuovo ad abbandonare i progetti per mandare avanti la sua nuova, piccola famiglia. Per decenni non ci fu altro. Del passato raccontò poco o niente.

Un film e una svolta

Le cose sarebbero cambiate solo cinquant’anni dopo la guerra, quando Steven Spielberg portò sul grande schermo Schindler’s List, film premiato con diversi Oscar, facendo salire alla ribalta Oskar Schindler, un imprenditore di Cracovia che alla fine della guerra, con astuzia e vari espedienti, salvò più di mille ebrei impiegati presso la sua fabbrica. Uno di loro era ancora giovane. La madre aveva lavorato in quella fabbrica, motivo per cui, forse, fu inserito anche lui nella lista di Schindler. Sta di fatto che nella lista figurava il suo nome….

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