“La chiesa in uscita” e la vocazione missionaria di Tecla Merlo


Omelia del card. ANGELO COMASTRI in occasione dei 50 anni dalla Morte della Con fondatrice delle Figlie di San Paolo (Paoline)

In Tecla Merlo si avverte un amore intenso per Gesù, che fa da motore a tutte le sue iniziative.
Dall’amore per Gesù scatta la sua passione missionaria: ricordatelo bene!
Ella ha sentito in modo impressionante la vocazione missionaria della Chiesa: “La Chiesa
in uscita”
come ama ripetere Papa Francesco. (card. Angelo Comastri)

4598La futura Tecla Merlo, da bambina, sognava di andare dalle Suore del Cottolengo, ma non fu accolta per la sua fragile salute. Però è significativa l’aspirazione: voleva fare della sua vita un dono di Amore.
Aveva idee chiare!
“La vita si realizza nel dono totale di sé”, non si stancava di ripetere Giovanni Paolo II e aveva perfettamente ragione.
Oggi si sta spegnendo la logica del dono e il mondo si popola di persone egoiste che vivono sole – insieme. Fatto terribile! Le folle delle nostre città sono un insieme di persone sole.
L’incontro con Don Alberione aprì alla futura Madre Tecla una nuova strada per donare la propria vita a Gesù per le anime.
Infatti, nella vita di Tecla Merlo si avverte un amore intenso per Gesù, che fa da motore a tutte le sue iniziative. Dall’amore per Gesù scatta la sua passione missionaria: ricordatelo bene!
Ella ha sentito in modo impressionante la vocazione missionaria della Chiesa: “La Chiesa in uscita” come ama ripetere Papa Francesco.

imagesH447SPH7Significativo il primo viaggio all’estero nel 1936: quel viaggio dimostra un coraggio eroico, ma sempre ancorato alla preghiera, cioè all’amore appassionato per Gesù. Così ella stessa racconta: “Sul piroscafo non c’è il cappellano, sicché niente Messa, neppure oggi che è il Corpus Domini. Sono io la sola religiosa su questa nave: la sola italiana e la sola europea. Gli altri sono tutti americani: parlano inglese e qualcuno spagnolo … Mi sono fatta un altarino in cabina, e lì davanti faccio le mie preghiere: leggo la messa nel Messalino, medito e faccio la comunione spirituale. Domenica ho anche cantato il Vespro e ciò conto di fare anche oggi”.
Tecla Merlo non perdeva mai di vista la ragione della sua fatica missionaria.
Poteva ben dire: “So in Chi ho creduto!”.
4596E la passione missionaria l’accompagna per tutta la vita e le dona un cuore giovane.
Oggi nell’apostolato ecclesiale si avverte un deficit di interiorità che è un deficit di amore per Gesù al quale fa da riscontro un eccessivo amore per se stessi. E così le opere di apostolato diventano impalcature perfette, però prive di amore entusiasta ed entusiasmante: e di conseguenza non trasmettono Gesù.
Non era così in Don Alberione e in Suor Tecla Merlo.
Giorgio La Pira spesso confrontava i tempi di San Paolo e i nostri tempi. Si chiedeva:
“Perché allora, con pochi mezzi, ci fu una grande diffusione del Vangelo?”. E rispondeva: “Allora, i cristiani erano infuocati di amore per Gesù e volevano diffonderlo e ci riuscivano”.
Carlo Carretto, uomo di preghiera e di intenso apostolato, diceva continuamente: “Non dimenticate che l’apostolato è un’interiorità che affiora e deborda sugli altri”.
Così è stato per Don Alberione e per Suor Tecla Merlo.
Suor Tecla era obbedientissima alle indicazioni di Don Alberione, il quale capì con grande anticipo l’importanza dei mezzi di comunicazione per la diffusione del bene o del male.
Ormai, volenti o nolenti, questa è l’epoca dei “media”.
Don Alberione vide lontano e Suor Tecla con lui…

Angelo Comastri, Omelia, Basilica Maria Regina degli Apostoli, Roma, 5 febbraio 2014

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2 pensieri riguardo ““La chiesa in uscita” e la vocazione missionaria di Tecla Merlo

  1. “Allora, i cristiani erano infuocati di amore per Gesù e volevano diffonderlo e ci riuscivano”.
    Carlo Carretto, uomo di preghiera e di intenso apostolato, diceva continuamente: “Non dimenticate che l’apostolato è un’interiorità che affiora e deborda sugli altri”.

    Infatti personalmente sono affascinata e conquistata dalle persone innamorate di Gesù ,che con il loro comportamento umile e semplice sono credibili più di coloro che sanno usare le parole in modo accattivante ma nel loro agire non c’è coerenza. Ciao Ele. Non ti dimentico.

    1. Ciao Lucetta,
      condivido pienamente il tuo commento.
      Sai c’è un motto, molto forte, di Maestra Tecla, come noi chiamiamo la nostra con fondatrice e prima superiora generale: “Fa del bene, facciamolo” era da sprone e incoraggiamento ad ogni nuova iniziativa apostolica che potesse facilitare l’annuncio del Vangelo. Ogni difficoltà, anche economica, la poneva nelle mani del Signore e della sua Provvidenza. Egli non ha mai deluso!

      Ps: Non ti dimentico neppure io. Buona serata

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