Il vero coraggio è la nonviolenza (Mt 5,38-48)


7a Domenica – Tempo Ordinario – Anno A

Di fronte a una società rissosa e aggressiva, Gesù chiede ai suoi discepoli di intraprendere la difficile via di vincere il male con il bene

liturgia_nonviolenza_VII-domenica_TO_annoA“Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra”. Con questa proposta il discorso delle contrapposizione raggiunge il suo livello più alto e tanto alternativo alla “sapienza del mondo” (direbbe san Paolo) da sembrare impossibile. Non per niente, la frase clou, “porgi l’altra guancia”, è servita e serve ancora da spunto per barzellette e film comici, come di Bud Spencer e Terence Hill.

Gesù, però, non è tipo da barzellette. Cerchiamo, perciò, di prendere sul serio le sue parole,  cercando, prima di tutto, di capirle bene. Con il “porgi l’altra guancia”, Gesù non invita i suoi discepoli alla rinuncia dei propri diritti e della propria dignità, o alla resa di fronte alla prepotenza e alla violenza. Se così fosse, il “beati quelli che hanno fame e sete della giustizia”, e ancor più il “beati i perseguitati per la giustizia” non avrebbero alcun senso. Il suo non è un invito alla rassegnazione, alla remissività, né tanto meno alla vigliaccheria, come testimonia la sua vita tutt’altro che rassegnata, remissiva, vigliacca. Le sue parole non sono un invito a subire, ma a reagire con il coraggio più genuino: la nonviolenza. D’altra parte Gesù stesso ha avuto modo spiegare con i fatti il senso delle sue parole, quando, percosso nel sinedrio in una guancia, non subì passivamente, e non disse al soldato: “Colpiscimi anche dall’altra parte”, ma: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv 18,23).

Gesù reagì e come, rischiando altre percosse, ma con la nonviolenza. Che non è passività e paura, ma vero coraggio e l’unica reazione che serve veramente. Gli uomini e le donne veramente forti sono quelli che hanno ottenuto con la nonviolenza quello che con la violenza non è stato mai raggiunto: Francesco d’Assisi, Gandhi, Luter King, Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi, Rigoberta Menchú Tum… Gesù non dice: “Arrendetevi ai vostri nemici; lasciate perdere chi vi odia, altrimenti chissà cosa vi può capitare…”, ma: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. Inviti che non hanno niente a che fare con la passività e la rassegnazione.

Coloro che pensano che i cristiani devono essere rassegnati, vigliacchi, bonaccioni, cambino idea. Basta conoscere Gesù, che non aveva niente del rassegnato, del vigliacco, del bonaccione

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