Appuntamento al pozzo con la Samaritana (Gv 4,5-42)


3a Domenica – Tempo di Quaresima – Anno A

Come la samaritana, donna energica e, apparentemente, sicura di sé, anche noi siamo attesi al pozzo da Gesù, assetato della nostra fede, stanco, ma pronto a donarci l’acqua viva di cui abbiamo bisogno

Letture: Es 17,3-7; Sal 94; Rom 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42

samaritana5Ritroviamoci accanto al pozzo di Giacobbe.
Ne vale la pena. La scena è unica.

C’è Gesù, “affaticato per il viaggio”, e assetato.
E questo già basterebbe per fermarci ad ammirarlo, senza spostarci più da lì. Gesù “stanco” e assetato… Vederlo così dà un coraggio incredibile, perché la sua stanchezza e la sua sete ce lo fa sentire vicino. Vicinissimo. Proprio come noi.

Accanto a lui c’è una donna forte. Va ad attingere l’acqua a mezzogiorno, nel picco del caldo. Forte e vivace. E moderna. Sembra uscita dalle pagine dei rotocalchi e dai talk show televisivi. E’ spigliata, disinibita, intraprendente, libera, per nulla intimidita di fronte a un uomo, sconosciuto e straniero. Gesù stanco, assetato, e privo di mezzi per attingere l’acqua dal pozzo, e una donna energica, e in grado di rifornirsi con la sua anfora. Scena inaspettata e perciò affascinante. Ma può parlarci? Può essere un messaggio per la nostra quaresima, e per la nostra vita? Altroché! Non ci potrebbe essere un messaggio più forte. Questa scena straordinaria, infatti, altro non è che la fotografia e la descrizione della nostra vita ordinaria.

La samaritana siamo noi. Moderni. Scientifici. Tecnicizzati. Computerizzati. Sicuri di noi. Senza bisogno di certezze e valori che ci arrivino dall’alto. Non ci servono verità eterne ingombranti. Ci bastano le opinioni, che sono vere o false a seconda di come si muovono i sondaggi.

Buono, vero, giusto è ciò che al momento, nella situazione, ci sembra buono, vero, giusto. Il bene? E’ ciò che ci soddisfa, ci diverte, ci fa provare emozioni. Il male è il contrario. Nessuna verità, nessun errore. Questa è libertà. E Gesù? Gesù nella società e nella vita di oggi è affaticato e assetato, come al pozzo di Giacobbe. Non ha i mezzi per soddisfare la nostra sete, in questa società evoluta, così lontana da quella semplice e arcaica dei suoi tempi. Ma le cose stanno davvero così…

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