Papa Giovanni XXIII: TUTTO il MONDO è la mia FAMIGLIA


Giovanni XXIII Santo

Il 27 aprile 2014 Giovanni XXIII, il “papa buono”, viene proclamato santo: è un’occasione per riscoprire la grandezza della sua figura e del suo messaggio, attraverso le sue stesse parole, che esprimono l’intenso amore che ha provato per tutta l’umanità

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Il 25 novembre 1881, a Sotto il Monte (BG), nasce Angelo Roncalli, in una famiglia semplice, numerosa, ricca di fede e di umanità. Nessuno può immaginare che questo bambino, dall’intelligenza vivace e il carattere mite, diventerà un giorno il papa Giovanni XXIII, il pontefice noto in tutto il mondo per la sua bontà e per aver impresso una svolta storica nella Chiesa, con l’indizione del Concilio Vaticano II.

In pochi anni, dall’ottobre 1958, quando è stato eletto al soglio pontificio, a giugno 1963, quando torna nella casa del Padre, Giovanni XXIII mette in opera una serie di gesti, messaggi, documenti e iniziative indeite, che avviano una profonda riforma pastorale e una grande apertura verso la società.

Un profeta di pace

Acquista così la stima e la fiducia di innumerevoli persone, anche di altre fedi o appartenenze, grazie specialmente al suo contatto immediato, familiare, con la gente, la sua sensibilità ecumenica e il suo impegno a favore della pace, in un momento di drammatiche difficoltà internazionali. Interviene, infatti, nella crisi tra Stati Uniti e Unione Sovietica, sollecitando una soluzione positiva e scrive l’enciclica Pacem in terris, indirizzata, per la prima volta, non solo ai cattolici, ma a tutti gli “uomini di buona volontà”.  La sua fama di santità, soprattutto a livello popolare, ha preceduto di gran lunga la canonizzazione, con cui papa Francesco, il 27 aprile 2014 lo propone alla venerazione di tutti i fedeli. 

In cerca di ciò che unisce

Egli stesso ha tracciato il proprio identikit, nella sua prima omelia in San Marco, nel 1953, appena nominato patriarca di Venezia, dopo una lunga brillante attività diplomatica:

“Vi voglio parlare con la massima schiettezza di cuore e di parola.
Mi avete aspettato ansiosamente:
vi hanno detto e scritto di me cose
che sorpassano di gran lunga i miei meriti.

Mi presento umilmente io stesso
come ogni altro uomo che vive quaggiù:
con la grazia di una buona salute fisica, con un po’ di buon senso
da farmi vedere presto e chiaro nelle cose…

A servizio di tutti

Papa Giovanni è stato consapevole che il servizio affidatogli da Dio, a favore di una Chiesa sparsa in tutto il mondo, e in un’epoca ricca di grandi trasformazioni, esigeva tutta la sua dedizione. Per questo nel suo testamento spirituale afferma di aver rinunciato ad ogni legame, per poter avere un cuore aperto ad accogliere ogni persona e situazione…

“Da quando il Signore mi ha voluto,
miserabile qual sono,
a questo grande servizio,
non mi sento più come appartenente
a qualcosa di particolare nella vita:
famiglia, patria, terrena, nazione,
orientamenti particolari in materia di studi,
di progetti, anche se buoni.

Ora più che mai non mi riconosco
che indegno e umile
“servo di Dio e servo dei servi di Dio”

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