Archive for the 'Beatitudini' Category

16
Set
13

La gioia di Dio è perdonare! di Papa Francesco

Le tre parabole della misericordia, Lc 15,1-32

Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia.
Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio! Gesù è tutto misericordia.

prodigal-798893Il capitolo 15 del Vangelo di Luca, contiene le tre parabole della misericordia: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta, e poi la più lunga di tutte le parabole, tipica di san Luca, quella del padre e dei due figli, il figlio “prodigo” e il figlio, che si crede “giusto”, che si crede santo. Tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio.

Dio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia di Dio?
La gioia di Dio è perdonare, la gioia di Dio è perdonare!
E’ la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella;
la gioia di una donna che ritrova la sua moneta;
è la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto, era come morto ed è tornato in vita, è tornato a casa.
Qui c’è tutto il Vangelo!
Qui! Qui c’è tutto il Vangelo, c’è tutto il Cristianesimo!
Ma guardate che non è sentimento, non è “buonismo”!
Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal “cancro” che è il peccato, il male morale, il male spirituale.
Solo l’amore riempie i vuoti,
le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia.
Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio!

Gesù è tutto misericordia,
Gesù è tutto amore: è Dio fatto uomo.
Ognuno di noi, ognuno di noi, è quella pecora smarrita, quella moneta perduta; ognuno di noi è quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi, miraggi di felicità, e ha perso tutto.
Ma Dio non ci dimentica, il Padre non ci abbandona mai.
E’ un padre paziente, ci aspetta sempre! 
Rispetta la nostra libertà, ma rimane sempre fedele.
E quando ritorniamo a Lui, ci accoglie come figli, nella sua casa, perché non smette mai, neppure per un momento, di aspettarci, con amore.
E il suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna.
E’ in festa perché è gioia. Dio ha questa gioia, quando uno di noi peccatore va da Lui e chiede il suo perdono.

Il pericolo qual è?
E’ che noi presumiamo di essere giusti, e giudichiamo gli altri. Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre! Come quel fratello maggiore della parabola, che invece di essere contento perché suo fratello è tornato, si arrabbia con il padre che lo ha accolto e fa festa.
Se nel nostro cuore non c’è la misericordia, la gioia del perdono, non siamo in comunione con Dio, anche se osserviamo tutti i precetti, perché è l’amore che salva, non la sola pratica dei precetti.
E’ l’amore per Dio e per il prossimo che dà compimento a tutti i comandamenti.
E questo è l’amore di Dio, la sua gioia: perdonare.
Ci aspetta sempre! Forse qualcuno nel suo cuore ha qualcosa di pesante:
“Ma, ho fatto questo, ho fatto quello …”.
Lui ti aspetta! Lui è padre: sempre ci aspetta!

Se noi viviamo secondo la legge “occhio per occhio, dente per dente”, mai usciamo dalla spirale del male. Il Maligno è furbo, e ci illude che con la nostra giustizia umana possiamo salvarci e salvare il mondo.
In realtà, solo la giustizia di Dio ci può salvare!
E la giustizia di Dio si è rivelata nella Croce: la Croce è il giudizio di Dio su tutti noi e su questo mondo.

Ma come ci giudica Dio?
Dando la vita per noi! Ecco l’atto supremo di giustizia che ha sconfitto una volta per tutte il Principe di questo mondo; e questo atto supremo di giustizia è proprio anche l’atto supremo di misericordia.
Gesù ci chiama tutti a seguire questa strada:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36).
Io vi chiedo una cosa, adesso. In silenzio, tutti, pensiamo… ognuno pensi ad una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene.
Pensiamo a quella persona e in silenzio, in questo momento, preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona. [silenzio di preghiera].

Invochiamo ora l’intercessione di Maria, Madre della Misericordia.

Papa Francesco, da  Angelus del 15 settembre 2013

24
Mag
13

Padre Puglisi: TESTIMONE di speranza, MARTIRE della carità

Il 15 settembre 1993, padre Pino Puglisi venne assassinato dalla mafia, dopo una vita spesa nel servizio dei più deboli. Riconosciuto martire per la fede e la carità, il 25 maggio 2013 è proclamato beato.

Una storia di fede

Questa è la storia di Giuseppe Puglisi, detto Pino. Comincia a Palermo, nel rione di Settecannoli, dove il futuro sacerdote viene alla luce il 15 settembre 1937, da Carmelo e da Giuseppina Fana, terzo di quattro figli. Il padre calzolaio e la madre sarta lo educano alla fede cristiana.


La madre, in particolare, devota alla Madonna, trasmette al figlio la devozione mariana, il cui culto, e in particolare il dogma dell’Immacolata Concezione, che don Pino Puglisi approfondì durante gli anni del seminario.

Nel secondo dopoguerra la famiglia si trasferisce nella vicina borgata di Romagnolo, sul litorale orientale della città, e qui Pino frequenta la chiesa di san Giovanni Bosco. L’allora parroco, don Calogero Caracciolo, si lega in affettuosi rapporti con la famiglia e con lui, che adolescente si impegna in parrocchia come animatore delle attività per i bambini e in un gruppo dell’Azione Cattolica. A sedici anni, studente dell’istituto magistrale, manifesta la propria vocazione sacerdotale. Entra nel seminario di Palermo nel settembre 1953. Il 2 luglio del 1960, giorno della Visitazione di Maria Vergine, viene ordinato sacerdote dal cardinale Ernesto Ruffini.

Prime esperienze pastorali

Dopo aver trascorso alcuni mesi con don Caracciolo, Giuseppe Puglisi riceve nel 1961 l’incarico di vicario cooperatore presso la parrocchia del SS.mo salvatore, limitrofa a Brancaccio.

Successivamente, viene nominato rettore della chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi, dedicandosi principalmente ad attività in favore dei giovani, grazie anche alla collaborazione di gruppi dell’Azione Cattolica, e in direzione dell’assistenza spirituale alle famiglie di un gruppo di case popolari della zona, sostenendo le lotte degli abitanti con l’amministrazione comunale per ottenere i servizi indispensabili alla vita civile.

Nel 1967 diventa cappellano presso l’istituto per orfani di lavoratori Roosevelt, nel quartiere Addaura di Palermo e vicario presso la parrocchia Maria SS. Assunta della borgata di Valdesi.

Il Vangelo della riconciliazione

Il primo ottobre 1970 viene nominato parroco a Godrano, un paesino di un migliaio di abitanti a circa quaranta chilometri da Palermo, scosso negli anni precedenti da una sanguinosa faida. Vi rimane fino al 31 luglio 1978, spendendo ogni energia per una profonda opera di riconciliazione tra le famiglie. In collaborazione con il gruppo di ispirazione francescana Presenza del Vangelo, del padre Rivilli, attiva nelle case dei parrocchiani degli incontri, denominati cenacoli del Vangelo, uno degli strumenti più efficaci del cammino di crescita religiosa dell’intera comunità. Contemporaneamente, apre un dialogo tra la comunità cattolica e quella dei pentecostali, tuttora presente a Godrano. Sempre durante gli anni Settanta continua nella sua di opera di insegnante di religione, prima in una scuola media e poi, dal 1978 e fino alla morte, presso il liceo classico palermitano Vittorio Emanuele II.

Nello stesso periodo partecipa alle attività di un gruppo di giovani volontari presso la parrocchia dei Decollati, nel quartiere periferico dello Scaricatore, e si unisce a numerosi incontri dei gruppi di presbiteri che si interrogano sulla traduzione concreta in atti e comportamenti specifici degli insegnamenti del Concilio Vaticano II…. […]

Il centro “Padre nostro”

Nell’ottobre del 1990 don Puglisi, nel frattempo chiamato a svolgere il suo ministero sacerdotale anche presso la casa Madonna dell’Accoglienza di Boccadifalco, in favore di ragazze madri in difficoltà, viene nominato parroco della chiesa di San Gaetano, a Brancaccio. Il suo primo pensiero corre agli anziani abbandonati, ai ragazzi e agli adulti analfabeti residenti in un quartiere di 12.000 abitanti, privo di scuole medie. Organizza allora corsi di alfabetizzazione, di teologia di base e di formazione dei volontari. D’intesa con l’arcivescovo, il cardinale Salvatore Pappalardo, chiama a operare nella zona alcune Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena e affida loro il Centro di promozione Padre Nostro, fondato nel gennaio del 1993, con l’intento di curare l’evangelizzazione e l’educazione… […]

Il senso del martirio cristiano

In un intervento intitolato Testimoni della speranza, scritto in occasione del 42° Convegno nazionale della Presenza del Vangelo, svoltosi a Trento tra il 22 e il 29 agosto 1991, padre Puglisi medita esplicitamente proprio sul significato del martirio:

 

Testimoni di speranza. Dagli scritti di p. Puglisi

 

“Se vogliamo essere discepoli di Gesù, dobbiamo diventare testimoni della risurrezione.
Certo, la testimonianza cristiana va incontro a difficoltà, diventa martirio; e infatti testimonianza in greco si dice martyrion. Dalla testimonianza al martirio il passo è breve, anzi e proprio questo che da valore alla testimonianza…

>>> vai ai testi completi

05
Nov
12

Sulle vie del Vangelo: Felici di vivere. Incontri on line

Itinerario con le BEATITUDINI

Felici voi che credete, che amate, che costruite la pace. Felici voi che scegliete di guardare la vostra vita con occhi nuovi e di lasciarvi raggiungere da parole nuove cariche di nuove logiche di vita e orizzonti radicalmente controcorrente.

Dal 28 ottobre 2012 al 29 giugno 2013, come Paoline, proponiamo a tutti coloro che si sentono giovani nella fede, un itinerario di riscoperta del messaggio cristiano, come invito alla gioia, alla pienezza, al dono.
Ogni mese, secondo il calendario stabilito, andremo on line con riflessioni, tracce di preghiera e adorazioni, che potranno essere scaricate e valorizzate personalmente o con il proprio gruppo, a casa e in parrocchia.
Gli incontri puntano a un obiettivo specifico: far sì che la fede possa diventare vita e la vita possa essere impastata di fede. Non c’è età, né città o provenienza che possa diventare un ostacolo. Chi desidera vivere e condividere con noi questo tempo di Grazia, con passione e voglia di profondità, è e sarà il benvenuto.
L’anno della fede possa diventare per tutti noi un tempo per lasciar risuonare parole che ci svelano una fondamentale novità nel credere e nell’annunciare. Anche oggi, guardando le folle e i suoi discepoli, Gesù continua a dire: «Beati voi»… Oggi lo dice a noi!
Progetto completo
28 ottobre – E Gesù disse: «Beati voi»  – Mt 5,1-3
Lasciar risuonare nel cuore l’annuncio del Vangelo che si fa pienezza e dono, che ci chiede di lasciarci disarmare, rischiando un faccia a faccia, d’amore, con Dio
29 novembre – Felice se attendi– Mt 5,4
L’avvento è attesa fiduciosa, è domanda posta all’incredibile, è vivere sapendo di attendere ciò che potrebbe non accadere e, nonostante questo, continuare a sperarlo con fiducia
24 gennaio – Felice se ti fidi – Mt 5,5
Fidarsi è diventare capaci di andare oltre… oltre ogni pensiero, oltre le situazioni e oltre se stessi… riscoprendosi nuovi!
21 febbraio – Felice se scegli il Bene – Mt 5,6
Sete di giustizia è scegliere di costruire un Bene che può diventare realtà per tutti
14 marzo – Felice se ami – Mt 5,7
Misericordia è amare con lo stesso cuore di Dio: amare con la sua stessa radicalità e totalità, amare fino in fondo perché nell’amore vive il segreto della vera gioia
11 aprile – Felice se credi – Mt 5,8
Un cuore puro sa lasciarsi raggiungere, toccare, stravolgere… solo così può imparare a credere nell’impossibile che in Dio diventa realtà
9 maggio – Felice se costruisci pace – Mt 5,9
La pace non è puro desiderio del cuore, non è ipotesi utopica di futuro. La pace germoglia in chi, per primo, sceglie di costruirla, donandola
29 giugno – Felice se ti doni – Mt 5,10
Con san Paolo sulle vie di una fede che si fa, oggi, risposta di vita per il mondo
>>> scarica la locandina
In Dio la gioia si fa proposta: felice chi con audacia risponde. Buon Cammino a tutti noi!
Per saperne di più scrivi a:
Sr Mariangela, 3408404419 – m.tassielli@paoline.it
seguici anche su Facebook: Giovani & Vangelo e su Tw: Cantalavita per aggiornamenti in tempo reale e condividi i link sulle pagine di amici e conoscenti che a tuo parere potrebbero essere interessati dall’annuncio di gioia con cui il Vangelo ci raggiunge.
01
Nov
12

Le Beatitudini: passare dall’avere per se all’essere per gli altri… (Mt 5, 3-11)

I Santi sono uomini felici

CA0028Ciò che stupisce nel brano di Matteo (Mt 5, 3-11) è che la proclamazione della felicità non riguarda, in parecchi casi di queste beatitudini, opzioni fondamentali (come potrebbero essere «non uccidere», «non rubare», «onora il padre e la madre»); riguarda piuttosto situazioni ed atteggiamenti che comunemente non sono considerati di felicità e di benessere.
Anzi, le beatitudini che ci colpiscono di più non sono quelle che, in certo senso, sono ovvie:
beati gli operatori di pace, beati i puri di cuore,
ma sono invece quelle che si esprimono con un bruciante contrasto:
beati i poveri, beati gli afflitti, beati gli affamati.

Dietro alle beatitudini, perciò,
si nasconde un misterioso capovolgimento antropologico
che consiste nel passare dall’avere all’essere, anzi dall’essere al dare,
dall’avere per sé all’essere per gli altri.
Cogliendo la dinamica di questo guado fondamentale per l’uomo,
noi raggiungiamo il segreto di Dio che è insieme il vero segreto dell’uomo:
donarsi, essere per un altro.
I Santi sono uomini felici, sono uomini che hanno trovato il loro vero centro,
uomini che hanno operato la conversione dall’avere all’essere e dall’essere al dare:
per questo sono stati e sono felici.
Celebrando la loro festa siamo invitati a partecipare, nella fede,
alla loro esperienza di letizia e di gioia.
Un critico contemporaneo, commentando una riedizione di antiche e celebri vite di Santi
(tra cui quella di Antonio, di Ambrogio, di Agostino)
dice che la prima qualità che si segnala nella vita dei santi è una forma di grande e ilare felicità,
di sereno e totale abbandono, di serena e totale fiducia nel disegno che la vita,
scendendo dalle mani di Dio, compone sui sentieri e sulle strade dell’uomo.
La santità, quest’unica forma possibile al mondo di vincere la tristezza,
ci viene presentata non come sogno irraggiungibile ma come la méta realistica
a cui ogni uomo è chiamato per mezzo del Battesimo.
La santità è la nostra chiamata, è una chiamata che riguarda ciascuno di noi,
come ha affermato il Concilio Vaticano II:
«uno è il popolo eletto di Dio, comune è la dignità dei membri,
comune la grazia dei figli, comune la vocazione alla perfezione»,
cioè la chiamata di tutti noi alla santità.
Cardinale Carlo Maria martini

28
Mag
12

Voi ricchi di amore… seguitemi!

Tramonto a Rometta (ME). Foto di ElrVoi che siete ricchi d’amore,
ricchi di bontà,
ricchi di gioia,
ricchi di fede:
quale tesoro avete!
Venite e donate!
I ricchi di amici, accolgano!
I ricchi di gioia, consolino!
I ricchi di preghiera,
preghino per i fratelli!
Quale tesoro é il vostro
distribuitelo con generosità!

Voi che sapete parlare,
prendete le difese
di quelli che non osano dir nulla.
Voi che siete forti
incoraggiate quelli che esitano
e sostenete quelli che cadono
sotto il fardello dello vita.
Voi che siete intrisi di gioia,
conducete ala vostra luce
quelli che annegano
nella paura.
Quale tesoro avete!
Avete ricevuto tutto.
Non vi resto altro do fare
che donare tutto
se volete andare oltre e seguirmi!

C. Singer

16
Set
11

Aldo Capitini 1961-2011. 50° anniversario Marcia Perugia-Assisi

Marcia Perugia – Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli, a 50 anni dalla prima Marcia organizzata da Aldo Capitini il 24 settembre 1961.

srub_50_anni_marcia_pace_assisi_25-settembre-2011_paoline

Ti invitiamo a camminare insieme
perché, come tanti giovani del Mediterraneo e dell’Europa, sentiamo un bisogno forte di cambiamento.
Dentro e fuori dal nostro paese, ci sono situazioni croniche d’ingiustizia, di povertà, di violenza e di sofferenza che non possono più essere tollerate. Siamo indignati e preoccupati, perché sappiamo che se le cose non cambiano, i rischi e i pericoli diventeranno sempre più grandi e noi diventeremo sempre più poveri, si moltiplicheranno le guerre, sprofonderemo sempre di più nell’incertezza e nella barbarie, aumenteranno le tensioni, gli scontri, la collera, le rivolte e la violenza.

Ti invitiamo a camminare insieme
perché libertà vuol dire più responsabilità e partecipazione di ciascuno.
E, se vogliamo provocare un nuovo futuro, dobbiamo superare ogni forma d’indifferenza…

»»» Leggi il testo completo

11
Apr
11

La pace: storia di tutti i giorni!

tonino_bello4Signore Gesù,
siamo stanchi di parole,
comizi, marce che gridano la pace
ma si fermano lì!
Così sprechiamo uno dei doni
più belli che tu ci hai fatto a Pasqua.
Vorremmo che la pace fosse la storia di tutti i giorni
e che si manifestasse in ogni piccolo gesto
come, per esempio, un sorriso,
uno sguardo riconciliato e riconciliante.
Quando pronunciamo questa parola
o quando la scriviamo sui muri o sui giornali
rendici consapevoli che dobbiamo
davvero impegnarci a vivere in pace
a casa, sul lavoro,
quando siamo al volante o al telefono.
Sappiamo che, chiedendo questo,
dobbiamo fare il primo passo verso chi
per primo ci ha ferito.
Vogliamo essere un anello di questa lunga catena
che non si spezza per una offesa ricevuta
o per un perdono non dato.
Noi crediamo che la pace sia possibile,
perché tu, che sei la vera pace,
ci hai donato la tua pace.
Amen

P. Fanelli, Felicità con le ali, Paoline




Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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