Archive for the 'Gratitudine' Category

25
Nov
14

Miglioriamo la QUALITA’ della vita… – Banco Editoriale Paoline

Un libro per volta

Se iniziative come il Banco alimentare mirano a fornire generi di prima necessità, il Banco editoriale delle Paoline intende offrire nutrimento per la mente e gesti di solidarietà per chi soffre nel corpo e nel cuore, soprattutto i più piccoli

Forme diverse di disagio

Nell’ambito delle iniziative di solidarietà, sono numerose le attività di raccolta e distribuzione di generi alimentari, o comunque di prima necessità, che mirano a far fronte a bisogni immediati, verso tante persone in difficoltà economica o grave povertà. Nella società, tuttavia, esistono molte forme di vulnerabilità, di sofferenza, spesso nascosta, soprattutto quando la malattia bussa alla porta di casa e colpisce i più piccoli.

Il “Banco editoriale”

Per questo è necessario estendere la “fantasia della carità” ad altre forme di sostegno, che offrano nutrimento per l’anima e gesti di aiuto in condizioni di fragilità. E’ in questa ottica che le Paoline organizzano in tutte le proprie Librerie sul territorio nazionale (esclusa libreria virtuale) l’iniziativa  “BANCO EDITORIALE”.

Nel concreto, chi entra in una Libreria Paoline, dal 27 novembre al 6 dicembre 2014, può acquistare libri da consegnare, tramite volontari incaricati, alla FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica).

La casa editrice Paoline, inoltre, s’impegna a donare direttamente alla FIAGOP, in più, un numero di libri pari a quelli già raccolti attraverso l’acquisto dei singoli utenti.

Chi è la FIAGOP?

È una Federazione di trenta Associazioni Onlus, presenti in quasi tutte le regioni italiane, fondate e gestite da genitori di bambini colpiti da tumori o leucemia. La loro missione è quella di sostenere i piccoli pazienti e la loro famiglia, offrendo i servizi necessari per affrontare nel miglior modo possibile la malattia e tutelare i loro diritti. La natura stessa di queste organizzazioni è garanzia di un forte impegno nei confronti della causa per cui operano; la loro attività è svolta in gran parte presso gli ospedali di riferimento.


Come Federazione, la FIAGOP si pone l’obiettivo di creare sinergie tra le varie associazioni e assicurare una rappresentanza istituzionale sia a livello nazionale che internazionale presso Enti pubblici e privati allo scopo di risolvere le carenze nell’ambito dell’oncoematologia pediatrica italiana.

 

… un LIBRO per volta

Il dono di un libro può essere particolarmente significativo per questi bambini e per le loro famiglie: è un segno di riconoscimento della loro dignità, un nutrimento per la loro intelligenza…

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09
Feb
14

Essere PERLE da produrre e far crescere

L’ Ostrica e la Perla

“…Un’ ostrica che non sia stata ferita non produce perle”


perla-1

Le Perle sono prodotto del dolore;
risultato dell’entrata di una sostanza
estranea o indesiderabile nel interno dell’ ostrica,
come un parassito o un granello di sabbia.

Nella parte interna della conchiglia
c’è una sostanza brillante detta MADREPERLA.
Quando un granello di sabbia penetra,
le cellule della MADREPERLA
cominciano a lavorare e ricoprono il granello
con strati e più strati,
per proteggere il corpo indifeso dell’ Ostrica.
E così si va formando una bella perla.
Una Ostrica che non è mai stata ferita,
in un modo o in un altro,
non produce perle,
perché le perle sono ferite cicatrizzate…

perla-3Ti sei sentito ferito
perché ingannato o rifiutato
da qualcuno che tu amavi davvero….?

Ti sei sentito ferito
da parole crudeli o dure di qualcuno?

Sei stato accusato
di aver detto cose che tu non avevi detto?

Le tue idee
sono state respinte o interpretate male?

Hai sofferto
per i duri colpi del pregiudizio?

Sei stato ripagato con l’indifferenza?

ALLORA, PRODUCI UNA PERLA!!!

Copri le tue ferite con vari strati di amore.
Purtroppo, sono poche le persone
che si preoccupano di fare questo.
La maggior parte impara solo a coltivare risentimenti,
lasciando le ferite aperte,
alimentandole con diversi tipi di sentimenti meschini
e pensando solo in quello che è successo
o nella persona che ti ha lasciato o ti ha ferito
e, quindi, non permettendo che cicatrizzino.

Così, in pratica, quello che vediamo
sono molte “Ostriche Vuote”,
non perché non siano state ferite,
ma, perché non sanno perdonare, comprendere,
lasciar andare il passato e trasformare il dolore in amore.

perla-2

Un sorriso, uno sguardo, un gesto,
il più delle volte, parla più di mille parole…

(Anonimo)

 


Non dobbiamo avere paura di produrre PERLE!

Non lasciamo svuotar il nostro cuore, il nostro essere
divenendo “ostriche vuote”

31
Gen
14

Prestiamo i piedi al Vangelo

Preghiera per l’Evangelizzazione con Tecla Merlo

Ecco un momento di preghiera sul tema dell’evangelizzazione, ispirato alla figura e al messaggio della venerabile sr Tecla Merlo, co-fondatrice delle Figlie di San Paolo, in occasione dei 50 anni dalla sua morte (1964- 5 febbraio – 2014)

ip_prestiamo_piedi_vangelo_tecla_paoline_2014

Introduzione

Donne nuove sui passi di Tecla MerloLa storia dell’evangelizzazione è ricca di figure di uomini e di donne che si sono spesi per far giungere a tutti la bella notizia dell’amore di Dio per l’umanità. Questo momento di preghiera richiama la testimonianza di una grande donna del nostro tempo, sr Tecla Merlo, nata a Castagnito d’Alba (CN), il 20 febbraio 1894 e tornata al padre a Roma il 5 febbraio 1964.

Principale collaboratrice di don Giacomo Alberione, Fondatore della Famiglia Paolina, prima Superiora generale delle Figlie di San Paolo, sr Tecla è stata un’apostola del Vangelo a tutto campo, animata da un ardente slancio di carità verso tutti i popoli e le nazioni.

Ti presentiamo il grido del nostro popolo

Donne nuove sui passi di Tecla MerloCanto per l’esposizione

Guida: Ci raccogliamo in adorazione alla presenza eucaristica di Cristo. Davanti a Lui portiamo la nostra vita, le necessità del mondo di oggi, il desiderio che la buona notizia del Vangelo raggiunga tutti. Lo invochiamo con gli stessi atteggiamenti di fede e di abbandono che hanno animato la venerabile suor Tecla Merlo, co-fondatrice delle suore Figlie di San Paolo, che ha speso tutta la sua esistenza per annunciare la Parola di Dio agli uomini e alle donne del nostro tempo.

Lei così pregava:

"Tu, o mio Dio, pensi sempre a me,
sei dentro, fuori di me.
Sono scritta nelle tue mani.
Mi abbandono in Te
completamente, sempre.
Mio Dio, che io mi nasconda in Te,
mi perda in Te,
come la goccia nell’oceano”.

Pausa di silenzio

Guida: Nell’oceano dell’amore di Cristo immergiamo anche le situazioni del mondo che oggi ci interpellano maggiormente.

Ogni partecipante legge una breve notizia di cronaca ripresa da ritagli di giornali e riviste e presenta la situazione su cui invoca l’intervento del Signore, poi depone il proprio ritaglio su un vassoio collocato ai piedi dell’ostensorio

Gesù Maestro e Signore, noi ti adoriamo.
Contempliamo il tuo immenso amore
che ti fa presente nell’Eucaristia.
Ti presentiamo tutti i poveri di senso della vita.
Tutti gli affamati di verità.
Tutti i bisognosi di speranza.
Quanti ti cercano senza saperlo.
Quanti ti respingono perché non ti conoscono.
Tutti, perché tutti ti cercano.
Rendici trasparenza di Te,
testimoni credibili perché coerenti.
Dacci un cuore capace di accogliere ciascuno,
un cuore da apostoli
instancabile nell’annunciare
la Bella Notizia del Tuo amore.

Canto

Ti invochiamo: rendici strumento del tuo amore

Donne nuove sui passi di Tecla MerloGuida: Come San Paolo e come Tecla Merlo, anche noi abbiamo trovato in Cristo la risposta di Dio alle nostre domande, il Maestro che ci rivela il volto misericordioso del Padre, il Figlio amato che è la Via, la Verità e la Vita per il mondo. Come loro desideriamo diventare testimoni e annunciatori, perché la speranza del Vangelo possa raggiungere tutti.

Dalla Prima Lettera di san Paolo Apostolo ai Corinti (1 Cor 9, 19-23)

Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge, pur non essendo sotto la legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge. Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge. Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe con loro.

Dagli scritti si sr Tecla Merlo

“Occorrono apostoli, ma veri apostoli che abbiano il cuore pieno di amore di Dio”.

“L’idea forza che ci deve animare sono le anime. Dobbiamo sentirne l’assillo, dobbiamo essere preoccupate del modo di avvicinarle, di portare loro la parola di verità e di salvezza….”.

“Scrivo mentre si vola. Non sto a dirvi che vi porto tutte nel cuore: volate con me (…). Come ci si sente piccoli e desiderosi di fare del bene a queste anime! Facciamoci coraggio e non badiamo ai nostri piccoli guai, mentre le anime si perdono”.

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10
Gen
14

Lampedusa, nero su bianco

La Carta di Lampedu­sa

La prima assemblea per la Carta di Lampedusa si svolge dal 31 dicembre al 2 febbraio 2014 , per conoscere la realtà dell’isola, le rivendicazioni dei suoi abitanti, la vita di un luogo condannato dalle politiche europee a vivere una vita di frontiera.

lampedusa_gettyCinquantanove postazioni internet collegate, oltre settan­ta associazioni, collettivi, piccole e grandi organizzazio­ni, una miriade di realtà di diversa estrazione che parlano diversi linguaggi, lo scorso 29 novembre hanno dato vita, at­traverso la piattaforma di webconference messa a disposizione da Global Project, a uno straordinario momento di discussio­ne ed elaborazione collettiva. Al centro del dibattito, la pro­posta di un incontro a Lampedusa che, come deciso dall’as­semblea, si terrà dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014.

E il giorno tanto atteso è arrivato, per iniziare un dibattico con la sindaca Giusi Nicolini e gli abitan­ti di Lampedusa, per conoscere la realtà dell’iso­la, le rivendicazioni dei suoi abitanti, la vita di un luogo condannato dalle politiche europee a vive­re una vita di frontiera. La discussione e stesura della Carta di Lampedusa parte dal lavoro iniziato sul docuwiki lacarta­dilampedusa.org (per accedere all’area di scrittu­ra chiedi la password a info@lacartadilampedu­sa.org).

Per scrivere un manifesto collettivo, un nuovo diritto che nasce dal basso in cui ribal­tare i linguaggi e gli istituti imposti dalle politiche del confine. Assemblea plenaria. Perché la Carta di Lampe­dusa possa trasformarsi in realtà. Una discussione di agenda e mobilitazioni comuni, in cui mettere in rete e condividere campagne, scadenze e ini­ziative. Per diffondere l’evento: La Carta di Lampedu­sa su Facebook; l’hastag su Twitter #cartadilam­pedusa

»»» da cambonifem, 1 gennaio 2014

06
Dic
13

Nelson Mandela e il sogno della libertà

Il 5 dicembre 2013 è morto Nelson Mandela, leader del movimento sudafricano contro la segregazione razziale, primo presidente sudafricano ad essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993.

Nelson Rolihlahla Mandela nasce nel villaggio di Qunu (Mvezo) il 18 luglio 1918, nella famiglia reale dei Thembu, una tribù di etnia Xhosa, che viveva in una fertile valle del Capo Orientale (Sudafrica). Fin da giovane si ribella alle leggi della propria tribù, fuggendo a Johannesburg, insieme al cugino, per non sottomettersi al matrimonio combinato per loro dalla famiglia.

Difendere la libertà e la dignità di tutti

La ricerca della libertà e la lotta contro ogni forma di oppressione e di discriminazione, da qualunque parte provengano, diventano la sua ragione di vita. Nella capitale prende visione delle durissime condizioni della popolazione nera, e si impegna politicamente per combattere contro le leggi della segregazione razziale in vigore nel suo paese. Studia legge e apre uno studio da avvocato per offrire assistenza legale alle persone di colore, in primo nel suo genere.

Anche nel carcere duro

Ben presto Mandela diviene presidente della Lega Giovanile dell’ANC (African National Congress), in un momento particolarmente difficile della storia del Sudafrica, caratterizzato dall’insurrezione della popolazione di colore contro il sistema dell’apartheid e la conseguente repressione da parte del Governo. Benché il suo impegno iniziale si ispirati alla protesta non-violenta, egli subisce arresti, vessazioni e processi infamanti; dopo l’acuirsi dello scontro sociale e la messa al bando dell’ANC partecipa alla lotta armata. Condannato all’ergastolo, vive 26 anni di detenzione nella prigione disumana di Robben Island, da dove viene rilasciato nel 1990, grazie alle pressioni di una campagna internazionale. Nonostante le condizioni della sua lunga detenzione, Mandela esce da questa drammatica esperienza senza desiderio di vendetta, anzi con una capacità di compassione e di perdono che sarà la chiave di volta per aiutare il suo paese a superere la crisi.

 

Si avvera un sogno

Ripreso, infatti, il suo impegno politico in una stagione nuova del Sudafrica, Nelson Mandela, nel giro di pochi anni, viene eletto Presidente…

 

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29
Mag
13

Francesco incontra Francesco. Una chiacchierata tra vecchi amici!

Incontro di mons Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, con Papa Francesco in occasione della visita ad limina dei Vescovi della Sicilia.

01790 20052013

A guardarla è un po’ bruttina quella scatola azzurra che, don Giuseppe Calandra, segretario del nostro arcivescovo, custodisce gelosamente.
Non se ne stacca un momento neanche nell’attimo in cui i fotografi ufficiali dell’incontro scattano la fotografia che per sempre ricorderà, a chi vi è ritratto, questo momento della loro vita.
Prima che si sieda a discutere con gli altri vescovi il Santo Padre riceve dalle mani del nostro arcivescovo quella scatola di legno, squadrata e semplice, che al suo interno accoglie una croce e la scritta “fede, speranza e carità per ricominciare dalle macerie di cui questa croce è simbolo e segno. A Papa Francesco dal cuore del Mediterraneo con affetto”. Francesco incontra Francesco2
È il dono che la comunità ecclesiale di Lampedusa insieme a tutta la chiesa agrigentina ha voluto che, il nostro arcivescovo, portasse al santo Padre.
Una croce realizzata con il legno dei barconi dei migranti che giungono sulle nostre coste nella speranza di un futuro migliore dopo avere attraversato quel mare Mediterraneo che per alcuni è diventato la loro tomba.
“spero la conservi – ci ha detto mons. Montenegro – se non altro ha capito il significato di questo gesto”.

“È stata una chiacchierata tra vecchi amici!”

Francesco incontra Francesco. Una” chiacchierata tra vecchi amici!””

Si può riassumere con queste parole pronunciate da mons. Francesco Montenegro, alla trasmissione Carta Vetrata di Radio diocesana Concordia (guarda il video), il clima dell’incontro tra i vescovi della Sicilia con Papa Francesco.
Suddivisi in due gruppi, Sicilia orientale e Sicilia occidentale, i presuli siciliani si sono recati in Vaticano per la visita ad limina in programma lunedì 20 maggio.
Ma cos’è la visita ad limina? Con l’espressione visita ad limina (ad limina apostolorum) si indica l’incontro che, ogni cinque anni, i vescovi di tutto il mondo hanno in Vaticano con il Papa per illustrare quali siano le particolarità che contraddistinguono la loro Regione ecclesiastica dal punto di vista religioso, sociale e culturale, quali siano i nodi maggiormente problematici dal punto di vista pastorale e culturale e come interviene la Chiesa “particolare” su questi problemi.
Se il gruppo dei vescovi della Sicilia orientale è stato accolto nel palazzo apostolico diversamente è accaduto per il gruppo dei vescovi della Sicilia occidentale, i quali, come ha raccontato lo stesso mons. Montenegro, sono stati accolti nello studio del Papa nella sua attuale residenza, la Domus Sanctae Marthae.

Un emozionato mons. Montenegro, e chi non lo sarebbe al suo posto, ha raccontato di come Papa Francesco abbia “voluto sapere delle nostre diocesi, ci ha fatto qualche domanda, gli abbiamo presentato le nostre singole realtà religiose, sociali e lui si è dimostrato molto interessato. Assieme a mons. Mogavero (vescovo della diocesi di Mazara del Vallo, ndr) – ha proseguito mons. Montenegro – abbiamo parlato della situazione dell’immigrazione e il santo Padre è rimasto molto colpito dalle notizie che gli abbiamo comunicato”.

Marilisa Della Monica, in  L’amico del Popolo, 27 maggio 2013

22
Mar
13

Papa francesco: Pontefice, colui che costruisce ponti!

Lottare contro la povertà sia materiale, sia spirituale; edificare la pace e costruire ponti. Sono come i punti di riferimento di un cammino al quale desidero invitare a prendere parte ciascuno dei Paesi che rappresentate (Papa Francesco al Corpo Diplomatico)

[…]

papa_francesco_incontro_diplomatici_ORCome sapete, ci sono vari motivi per cui ho scelto il mio nome pensando a Francesco di Assisi, una personalità che è ben nota al di là dei confini dell’Italia e dell’Europa e anche tra coloro che non professano la fede cattolica. Uno dei primi è l’amore che Francesco aveva per i poveri.
Quanti poveri ci sono ancora nel mondo! E quanta sofferenza incontrano queste persone! Sull’esempio di Francesco d’Assisi, la Chiesa ha sempre cercato di avere cura, di custodire, in ogni angolo della Terra, chi soffre per l’indigenza e penso che in molti dei vostri Paesi possiate constatare la generosa opera di quei cristiani che si adoperano per aiutare i malati, gli orfani, i senzatetto e tutti coloro che sono emarginati, e che così lavorano per edificare società più umane e più giuste.

Ma c’è anche un’altra povertà!
È la povertà spirituale dei nostri giorni, che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. È quanto il mio Predecessore, il caro e venerato Benedetto XVI, chiama la “dittatura del relativismo”, che lascia ognuno come misura di se stesso e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini.
E così giungo ad una seconda ragione del mio nome. Francesco d’Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! Ma non vi è vera pace senza verità! Non vi può essere pace vera se ciascuno è la misura di se stesso, se ciascuno può rivendicare sempre e solo il proprio diritto, senza curarsi allo stesso tempo del bene degli altri, di tutti, a partire dalla natura che accomuna ogni essere umano su questa terra.

praga-ponte-carlo-arcobaleno-41-320x202Uno dei titoli del Vescovo di Roma è Pontefice, cioè colui che costruisce ponti, con Dio e tra gli uomini.
Desidero proprio che il dialogo tra noi aiuti a costruire ponti fra tutti gli uomini, così che ognuno possa trovare nell’altro non un nemico, non un concorrente, ma un fratello da accogliere ed abbracciare!
Le mie stesse origini poi mi spingono a lavorare per edificare ponti. Infatti, come sapete la mia famiglia è di origini italiane; e così in me è sempre vivo questo dialogo tra luoghi e culture fra loro distanti, tra un capo del mondo e l’altro, oggi sempre più vicini, interdipendenti, bisognosi di incontrarsi e di creare spazi reali di autentica fraternità.

In quest’opera è fondamentale anche il ruolo della religione.

Non si possono, infatti, costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio.
Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri.
Per questo è importante intensificare il dialogo fra le varie religioni, penso anzitutto a quello con l’Islam, e ho molto apprezzato la presenza, durante la Messa d’inizio del mio ministero, di tante Autorità civili e religiose del mondo islamico.
Ed è pure importante intensificare il confronto con i non credenti, affinché non prevalgano mai le differenze che separano e feriscono, ma, pur nella diversità, vinca il desiderio di costruire legami veri di amicizia tra tutti i popoli.

papa_francesco_accarezza_fedeleLottare contro la povertà sia materiale, sia spirituale; edificare la pace e costruire ponti.
Sono come i punti di riferimento di un cammino al quale desidero invitare a prendere parte ciascuno dei Paesi che rappresentate. Un cammino difficile però, se non impariamo sempre più ad amare questa nostra Terra.
Anche in questo caso mi è di aiuto pensare al nome di Francesco, che insegna un profondo rispetto per tutto il creato, il custodire questo nostro ambiente, che troppo spesso non usiamo per il bene, ma sfruttiamo avidamente a danno l’uno dell’altro.

[…]

dal Discorso di Papa Francesco al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Venerdì, 22 marzo 2013




La bella notizia

Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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