Archive for the 'Papa Francesco' Category

23
Gen
14

Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro

Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014

Il Messaggio per la GMCS 2014 vuole esplorare il potenziale della comunicazione, nel mondo sempre collegato e in rete, per far si che le persone siano sempre più vicine e si costruisca un mondo più giusto

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Servizio e incontro

Il Messaggio di papa Francesco per la 48a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (1 giugno 2014) pone l’attenzione su due aspetti fondamentali della missione della Chiesa nell’era della comunicazione: il servire, come stile privilegiato di annuncio e testimonianza, che favorisce l’incontrare e l’incontrarsi, al di là di ogni possibile barriera.

«L’essere umano si esprime soprattutto nella capacità di comunicare» sottolinea la nota diffusa dalla sala stampa della Santa Sede riguardo al tema di questa Giornata. «Nella comunicazione e attraverso essa possiamo, infatti, incontrare altre persone, esprimiamo noi stessi, il nostro pensiero, quello in cui crediamo, come vorremmo vivere e, forse anche più importante, impariamo a conoscere le persone con cui siamo chiamati a vivere».

Essere autentici

«Una tale comunicazione richiede onestà, rispetto reciproco e impegno per imparare gli uni dagli altri; esige la capacità di saper dialogare rispettosamente con le verità degli altri. Spesso, infatti, quello che inizialmente potrebbe sembrare "diversità" rivela la ricchezza della nostra umanità e nella scoperta dell’altro incontriamo pure la verità del nostro essere.

In tale contesto, ciascuno di noi dovrebbe accogliere la sfida di essere autentico, testimoniando i valori in cui crede, la sua identità cristiana, il suo vissuto culturale, espressi con un nuovo linguaggio, per giungere alla condivisione».

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»»» leggi alcune note sul messaggio del Papa scritte a caldo da p. Antonio Spadaro sj pubblicate nel blog CyberTeologia

27
Nov
13

La gioia del Vangelo

La Chiesa che papa Francesco sogna e propone

Nell’ Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, papa Francesco si rivolge ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa dell’impegno di evangelizzazione, contrassegnata dalla gioia dell’annuncio e dall’amore verso tutti

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù.

Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. (EG1)

Nella sua prima Esortazione apostolica, papa Francesco consegna alla Chiesa e al mondo il profilo della Chiesa che egli non solo sogna per il prossimo futuro, ma sta già disegnando con il suo stile e con il suoi gesti, prima ancora delle sue parole.

L’Evangelii Gaudium è un documento straordinario, ma più che un testo scritto, si propone come un “colloquio”, un dialogo aperto a tutti, credenti e non credenti, o fedeli di altre religioni, dove espone in modo semplice e profondo un vero concentrato della sua visione sulle riforme necessarie, sia per la comunità ecclesiale nel suo insieme che per gli operatori di pastorale nello specifico, e sulla condizione dell’umanità nel contesto economica e culturale del mondo contemporaneo.

 

Una Chiesa che sa “uscire” da sé per andare verso tutti

La riflessione di papa Bergoglio raccoglie le proposte emerse nel Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, ma spazia anche su molti documenti scaturiti dagli incontri delle Conferenze episcopali dei vari continenti, cui attribuisce una notevole importanza, e richiama esplicitamente l’eredità del Concilio Vaticano II. Il suo intento è quello di: “proporre alcune linee che possano incoraggiare e orientare in tutta la Chiesa una nuova tappa evangelizzatrice, piena di fervore e dinamismo”.

In questo quadro, e in base alla dottrina della Costituzione dogmatica Lumen Gentium, egli si sofferma su alcuni questioni di capitale importanza per l’efficacia della nuova evangelizzazione:

  • La riforma della Chiesa, che definisce “in uscita missionaria”.
  • Le tentazioni tipiche degli operatori pastorali.
  • La Chiesa intesa come la totalità del Popolo di Dio che è chiamato ad evangelizzare.
  • L’omelia e la sua preparazione.
  • L’inclusione sociale dei poveri.
  • La pace e il dialogo sociale.
  • Le motivazioni spirituali per l’impegno missionario.

La “mappa” della nuova evangelizzazione

Il testo si compone di una introduzione, che approfondisce il tema della gioia nelle Scritture e nell’annuncio missionario, e di cinque capitoli, dove:

  • affronta le principali problematiche interne ed esterne alla comunità dei fedeli, che ostacolano la testimonianza gioiosa del Cristo Risorto,
  • scava le cause remote, insite nelle sottili e pervasive tentazioni che devitalizzano le relazioni e inaridiscono il cuore
  • indica i rimedi e le prospettive di cammino verso quella fraternità mistica, gioiosa, solidale, che si fa segno eloquente della misericordia, tema evangelico centrale da comunicare al mondo e virtù principale, che assomma tutte la altre, senza la quale non è possibile la nuova evangelizzazione
  • richiama al primato della vita della grazia nello Spirito e alle motivazioni profonde che devono animare gli annunciatori del Vangelo di frinte alle questioni sociali del nostro tempo

Questa è la struttura:

Introduzione
Capitolo I. La trasformazione missionaria della Chiesa
Capitolo II. Nella crisi dell’impegno comunitario
Capitolo III. L’annuncio del Vangelo
Capitolo IV. La dimensione sociale
Capitolo V. Evangelizzatori con Spirito
Capitolo VI. Maria, la madre dell’evangelizzazione

Una Chiesa che sa dire “no”!

Nel sogno di papa Francesco, la Chiesa che si lascia trasformare dalla gioia del Vangelo è un popolo in cammino, che si impegna ad uscire sulle strade e le periferie del mondo di oggi, denunciando innanzitutto la mentalità e le strutture sociali che opprimono le persone, in particolare i più deboli. Per questo dice:

♦ No a un’economia dell’esclusione [53-54]

No alla nuova idolatria del denaro [55-56]

No a un denaro che governa invece di servire [57-58]

No all’inequità che genera violenza [59-60]

In secondo luogo è una comunità “materna”, una casa aperta e ospitale, capace di rispondere:

alla sfida di una spiritualità missionaria (78-80)

Si alle relazioni nuove generate da Gesù Cristo (87-92)

Non lasciamoci derubare

Per questo è indispensabile superare le tentazioni del ripiegamento, della demotivazione, dell’indifferenza e aprirsi alla novità dello Spirito, eliminando gli ostacoli a una testimonianza autentica della carità. Come nelle lettere alle Chiese, indirizzate da Cristo ai credenti nel libro dell’Apocalisse, anche papa Bergoglio rivolge un forte monito agli operatori di pastorale, affinché si scuotano da situazioni di compromesso o dimbiguità e non si lascino “derubare” dei tesori veri, quelli del Regno…

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23
Set
13

Tre grandi “giornate” con Papa Francesco

Per accompagnare l’Anno della Fede verso la sua conclusione

Tre grandi “Giornate” con Papa Francesco accompagnano l’Anno della Fede verso la sua conclusione, prevista il 24 novembre 2013: la Giornata dei Catechisti, la Giornata Mariana e la Giornata della Famiglia. Le Paoline partecipano a questi eventi con delle proposte significative.

 

 

Le Tre grandi giornate

Il catechista, testimone della fede
Giornata dei Catechisti

La Giornata dei Catechisti è caratterizzata da due importanti momenti: Il Congresso Internazionale di Catechesi, dal titolo Il catechista, testimone della fede, che si  svolge nell’Aula Paolo VI dal 26 al 28 settembre, e il Pellegrinaggio dei Catechisti alla tomba dell’apostolo Pietro, previsto il 28 settembre e che si conclude il giorno seguente in piazza San Pietro con la Santa Messa, celebrata dal Pontefice….

 

“Beata perché hai creduto!”
Giornata Mariana

La Giornata Mariana è prevista, invece, il 12 ottobre, giorno in cui si celebra l’anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima e ha per tema “Beata perché hai creduto!”.

L’evento vede la presenza delle tante associazioni di spiritualità mariana e, per l’occasione, viene portata a Roma la statua originale della Madonna di Fatima….

Famiglia, vivi la gioia della fede!
Giornata della Famiglia

Infine la Giornata della Famiglia, dal titolo Famiglia, vivi la gioia della fede!, che si sviluppa nei giorni 26 e 27 ottobre.

Il 26, famiglie di tutto il mondo si ritrovano a piazza del Popolo per poi raggiungere piazza San Pietro. Qui, come per i due primi grandi eventi, il giorno seguente viene celebrata dal Santo Padre la messa.

Il pellegrinaggio è un’opportunità di condivisione gioiosa per le famiglie che, accompagnate anche dai figli e dai nonni, possono testimoniare la loro fede sulla Tomba di San Pietro, primo confessore di Cristo….

 

La partecipazione delle Paoline

Segui le proposte per ogni eventoA questi grandi appuntamenti le Paoline partecipano, facendo innanzitutto parlare, come sempre, le proprie pubblicazioni, che possono diventare compagne di viaggio per i pellegrini – catechisti, famiglie, appartenenti a gruppi mariani.
Tra le tante, dedicate ai grandi temi della famiglia, della spiritualità mariana e della catechesi, tre – una per tema – sembrano particolarmente adatte ad accompagnare i pellegrini che fisicamente, o anche con il cuore e la fede, saranno nella Città Eterna nei prossimi mesi.
Per l’occasione per ogni pubblicazione acquistata attraverso la libreria online, viene dato in omaggio un altro testo. Segui la proposta!

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16
Set
13

La gioia di Dio è perdonare! di Papa Francesco

Le tre parabole della misericordia, Lc 15,1-32

Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia.
Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio! Gesù è tutto misericordia.

prodigal-798893Il capitolo 15 del Vangelo di Luca, contiene le tre parabole della misericordia: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta, e poi la più lunga di tutte le parabole, tipica di san Luca, quella del padre e dei due figli, il figlio “prodigo” e il figlio, che si crede “giusto”, che si crede santo. Tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio.

Dio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia di Dio?
La gioia di Dio è perdonare, la gioia di Dio è perdonare!
E’ la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella;
la gioia di una donna che ritrova la sua moneta;
è la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto, era come morto ed è tornato in vita, è tornato a casa.
Qui c’è tutto il Vangelo!
Qui! Qui c’è tutto il Vangelo, c’è tutto il Cristianesimo!
Ma guardate che non è sentimento, non è “buonismo”!
Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal “cancro” che è il peccato, il male morale, il male spirituale.
Solo l’amore riempie i vuoti,
le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia.
Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio!

Gesù è tutto misericordia,
Gesù è tutto amore: è Dio fatto uomo.
Ognuno di noi, ognuno di noi, è quella pecora smarrita, quella moneta perduta; ognuno di noi è quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi, miraggi di felicità, e ha perso tutto.
Ma Dio non ci dimentica, il Padre non ci abbandona mai.
E’ un padre paziente, ci aspetta sempre! 
Rispetta la nostra libertà, ma rimane sempre fedele.
E quando ritorniamo a Lui, ci accoglie come figli, nella sua casa, perché non smette mai, neppure per un momento, di aspettarci, con amore.
E il suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna.
E’ in festa perché è gioia. Dio ha questa gioia, quando uno di noi peccatore va da Lui e chiede il suo perdono.

Il pericolo qual è?
E’ che noi presumiamo di essere giusti, e giudichiamo gli altri. Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre! Come quel fratello maggiore della parabola, che invece di essere contento perché suo fratello è tornato, si arrabbia con il padre che lo ha accolto e fa festa.
Se nel nostro cuore non c’è la misericordia, la gioia del perdono, non siamo in comunione con Dio, anche se osserviamo tutti i precetti, perché è l’amore che salva, non la sola pratica dei precetti.
E’ l’amore per Dio e per il prossimo che dà compimento a tutti i comandamenti.
E questo è l’amore di Dio, la sua gioia: perdonare.
Ci aspetta sempre! Forse qualcuno nel suo cuore ha qualcosa di pesante:
“Ma, ho fatto questo, ho fatto quello …”.
Lui ti aspetta! Lui è padre: sempre ci aspetta!

Se noi viviamo secondo la legge “occhio per occhio, dente per dente”, mai usciamo dalla spirale del male. Il Maligno è furbo, e ci illude che con la nostra giustizia umana possiamo salvarci e salvare il mondo.
In realtà, solo la giustizia di Dio ci può salvare!
E la giustizia di Dio si è rivelata nella Croce: la Croce è il giudizio di Dio su tutti noi e su questo mondo.

Ma come ci giudica Dio?
Dando la vita per noi! Ecco l’atto supremo di giustizia che ha sconfitto una volta per tutte il Principe di questo mondo; e questo atto supremo di giustizia è proprio anche l’atto supremo di misericordia.
Gesù ci chiama tutti a seguire questa strada:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36).
Io vi chiedo una cosa, adesso. In silenzio, tutti, pensiamo… ognuno pensi ad una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene.
Pensiamo a quella persona e in silenzio, in questo momento, preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona. [silenzio di preghiera].

Invochiamo ora l’intercessione di Maria, Madre della Misericordia.

Papa Francesco, da  Angelus del 15 settembre 2013

09
Set
13

Ave, Regina della pace

La Preghiera di invocazione a Maria per la PACE continua

Accogliamo l’invito di Papa Francesco nel continuare la nostra preghiera di invocazione a Maria
Propongo questa preghiera composta da una Figlia di San paolo e pregata dalla Congregazione

 

maria.jesus.schoeppelE’ bello invocarti e onorarti, Maria.
bello sentirti accanto ad ognuna di noi,
come al tuo figlio Gesù,
per condurci per mano all’incontro con Lui.

È bello riconoscerti come Figlia della nostra stirpe
e Madre di tutti coloro che sperano in te;
dei poveri, degli esiliati e dei rifugiati;
dei bimbi abbandonati e delle loro madri desolate,
dei vecchi disillusi e affranti,
e degli uomini in guerra senza volerlo.

In queste ore di angoscia e di solitudine,
in cui incombe sul mondo la minaccia di una nuova guerra,
insieme a Papa Francesco,
noi ti affidiamo, o Maria, questa nostra umanità divisa.

Conforta con la tua carezza materna
tutti i bimbi che piangono;
sostieni gli uomini di buona volontà che fanno rifiorire il sorriso
e sono segno di misericordia e di pace.

Aiuta anche noi, o Madre e Regina,
a costruire la pace vera,
vivendola nelle nostre famiglie e comunità
e lanciando messaggi di fraternità e di amore per tutti.

Sull’esempio del Figlio tuo, che vogliamo riprodurre in noi,
aiutaci a vivere intensamente,
a dare la nostra povera vita senza riserve,
e trasformare la ferialità dei nostri giorni
in costante invocazione di pace vera, per ognuna di noi,
per la nostra congregazione, per l’intera umanità.

Fa’, o Maria, nostra Madre dolcissima,
che possiamo camminare con te,
con una forte nostalgia di santità,
con una nuova capacità di creazione, di vitalità feconda,
per concorrere a costruire insieme un mondo di pace,
dove tutti, senza divisioni di razze o religioni,
possano godere la gioia di una vita fraterna, serena,
e cantare le tue grandezze e quelle del Figlio tuo Gesù.
sr. M Agnes Quaglini, paoline.org

08
Set
13

I nemici da combattere per la PACE (Papa Francesco)

Angelus dell’8 settembre 2013

L’impegno continua: andiamo avanti con la preghiera e con opere di pace!
Vi invito a continuare a pregare perché cessi subito la violenza e la devastazione in Siria e si lavori con rinnovato impegno per una giusta soluzione al conflitto fratricida.

angelus Papa francesco… Il cristiano si distacca da tutto e ritrova tutto nella logica del Vangelo, la logica dell’amore e del servizio.

Per spiegare questa esigenza, Gesù usa due parabole: quella della torre da costruire e quella del re che va alla guerra. Questa seconda parabola dice così: «Quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere la pace» (Lc 14,31-32). Qui Gesù non vuole affrontare il tema della guerra, è solo una parabola. Però, in questo momento in cui stiamo fortemente pregando per la pace, questa Parola del Signore ci tocca sul vivo, e in sostanza ci dice:
c’è una guerra più profonda che dobbiamo combattere, tutti!
E’ la decisione forte e coraggiosa di rinunciare al male e alle sue seduzioni
e di scegliere il bene, pronti a pagare di persona:

ecco il seguire Cristo, ecco il prendere la propria croce!
Questa guerra profonda contro il male! A che serve fare guerre, tante guerre, se tu non sei capace di fare questa guerra profonda contro il male? Non serve a niente! Non va… Questo comporta, tra l’altro, questa guerra contro il male comporta

dire no all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve;
dire no alla violenza in tutte le sue forme;
dire no alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale.

Ce n’è tanto! Ce n’è tanto! E sempre rimane il dubbio: questa guerra di là, quest’altra di là – perché dappertutto ci sono guerre – è davvero una guerra per problemi o è una guerra commerciale per vendere queste armi nel commercio illegale?
Questi sono i nemici da combattere, uniti e con coerenza, non seguendo altri interessi se non quelli della pace e del bene comune

Dopo l’Angelus

pilgrims_romeVorrei ringraziare tutti coloro che, in diversi modi, hanno aderito alla veglia di preghiera e digiuno di ieri sera. Ringrazio tante persone che hanno unito l’offerta delle loro sofferenze.
Ringrazio le autorità civili, come pure i membri di altre comunità cristiane o di altre religioni, e uomini e donne di buona volontà che hanno vissuto, in questa circostanza, momenti di preghiera, di digiuno, di riflessione.

 

Ma l’impegno continua: andiamo avanti con la preghiera e con opere di pace!
Vi invito a continuare a pregare perché cessi subito la violenza e la devastazione in Siria e si lavori con rinnovato impegno per una giusta soluzione al conflitto fratricida.
Preghiamo anche per gli altri Paesi del Medio Oriente, particolarmente per il Libano, perché trovi la desiderata stabilità e continui ad essere modello di convivenza; per l’Iraq, perché la violenza settaria lasci il passo alla riconciliazione; e per il processo di pace tra Israeliani e Palestinesi, perché progredisca con decisione e coraggio. E preghiamo per l’Egitto, affinché tutti gli Egiziani, musulmani e cristiani, si impegnino a costruire insieme la società per il bene dell’intera popolazione. La ricerca della pace è lunga, e richiede pazienza e perseveranza! Andiamo avanti con la preghiera!

07
Set
13

La PACE si AFFERMA solo con la PACE (omelia di Papa Francesco)

VEGLIA DI PREGHIERA PER LA PACE (7 settembre 2013)

Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri!… In ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino… Abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata…

E’ possibile percorrere la strada della pace? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte?… Sì, è possibile per tutti!… la violenza e la guerra non è mai la via della pace… Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione sono le parole della pace: nell’amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo!

Papa Francesco davanti all'icona di MARIA«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio.

Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con Dio che è amore, fedeltà, bontà, si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro.
Papa Francesco durante l'omeliaQuesta sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?

2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche “la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra”. Questo avviene quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà e si chiude nel proprio egoismo.

Quando l’uomo pensa solo a sé stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto. Esattamente questo è ciò che vuole farci capire il brano della Genesi in cui si narra il peccato dell’essere umano: l’uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo e si nasconde perché ha paura (Gen 3,10), ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne (v. 12); rompe l’armonia con il creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello per ucciderlo. Possiamo dire che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? Possiamo dire questo: che dall’armonia si passa alla “disarmonia”? No, non esiste la “disarmonia”: o c’è armonia o si cade nel caos, dove è violenza, contesa, scontro, paura…

07Proprio in questo caos è quando Dio chiede alla coscienza dell’uomo: «Dov’è Abele tuo fratello?». E Caino risponde: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). Anche a noi è rivolta questa domanda e anche a noi farà bene chiederci: Sono forse io il custode di mio fratello? Sì, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia! Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra i fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!

Dopo il caos del Diluvio, ha smesso di piovere, si vede l’arcobaleno e la colomba porta un ramo di ulivo. Penso anche oggi a quell’ulivo che i rappresentanti delle diverse religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in Plaza de Mayo, nel 2000, chiedendo che non ci sia più il caos, chiedendo che non ci sia più guerra, chiedendo pace.

i-colori-accesi-di-un-arcobaleno3. E a questo punto mi domando: E’ possibile percorrere la strada della pace? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare e percorrere le vie della pace? Invocando l’aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della Salus populi romani, Regina della pace, voglio rispondere: Sì, è possibile per tutti! Questa sera vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: Sì, è possibile per tutti! Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: Sì, lo vogliamo! La mia fede cristiana mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello – penso ai bambini: soltanto a quelli… – guarda al dolore del tuo fratello, e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! Finisca il rumore delle armi! La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Risuonino ancora una volta le parole di Paolo VI: «Non più gli uni contro gli altri, non più, mai!… non più la guerra, non più la guerra!» (Discorso alle Nazioni Unite, 4 ottobre 1965: AAS 57 [1965], 881). «La pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità» (Messaggio per Giornata Mondiale della pace 1976: AAS 67 [1975], 671). Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione sono le parole della pace: nell’amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo! Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace. Così sia.

»»» Omelia di Papa Francesco durante la Veglia di Preghiera per la Pace in Piazza San Pietro, 7 settembre 2013
© Copyright – Libreria Editrice Vaticana



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