Archive for the 'La bella notizia' Category

11
Set
16

“Si alzò e tornò da suo Padre” Lc 15,20

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“MI ALZERÒ, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. SI ALZÒ e tornò da suo padre
“. (Lc 15,18-20)

Decidere di Alzarsi… Il pensiero diviene azione!
Un Padre che non aspetta altro.
Braccia che accolgono e perdonano!

14
Ott
14

PAOLO VI Il papa della luce

19 Ottobre viene proclamato BEATO!!!  GRAZIE Papa Montini

 

Il 19 ottobre 2014, al termine del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia, papa Paolo VI è proclamato beato; è un’occasione per riscoprire la sua grande figura sotto una nuova luce

Papa Paolo VI viene proclamato beato il 19 ottobre 2014, alla conclusione del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia; una felice coincidenza, in quanto il Sinodo è un organo istituito proprio da lui stesso, per mantenere viva l’esperienza di collegialità del Concilio Vaticano II.

Pochi giorni dopo la sua elezione a Sommo Pontefice, avvenuta il 21 giugno 1963, egli annotava:
«La lucerna sopra il candelabro arde e si consuma da sola. Ma ha una funzione, quella diilluminare gli altri, tutti se può».
E nonostante tantissime tenebre costituite da opposizioni, incomprensioni e critiche che doveva affrontare, tale è stata la sua vita, sempre un faro di luce che brilla. E’ questa la chiave di lettura proposta dalla storica Cristina Siccardi nella sua biografia di papa Montini, edita da Paoline, intitolata appunto: Paolo VI, il papa della luce.

– La luce accesa
– Per illuminare tutti gli ambiti

– La luce per una grande diocesi: Milano

– Sul candelabro della Chiesa

– La luce del Concilio: rinnovare fedeltà a Cristo

– Illuminare i popoli

– La luce dell’insegnamento

– L’ingresso nella luce eterna

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Elogio dei missionari del Vangelo

Noi, tutti insieme, dobbiamo mandare un saluto,
sulle ali della preghiera,
ai missionari e alle missionarie,
che sono sparsi nel mondo…

Noi meditiamo sul dramma della loro libera ed eroica vocazione;
noi ammiriamo il fenomeno religioso che in essi si manifesta,
fenomeno psicologico e sociologico;
fenomeno storico: primitivo, che deriva dal Vangelo,
e ultramoderno, che tende alla promozione
e all’unificazione dell’umanità;
fenomeno di sacrificio e di salvezza,
come quello della croce.

Essi, i missionari,
hanno più di tutti capito che il regno di Cristo è venuto,… (continua)

21
Mag
14

Settimana della Comunicazione 2014

“Farsi prossimo” nel mondo della comunicazione

Promuovere la cultura dell’incontro, attraverso le varie forme di comunicazione, è l’obiettivo della Settimana della Comunicazione 2014, in sintonia con le indicazioni di papa Francesco e il suo invito a farsi più prossimi gli uni agli altri nel mondo dei media

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Come il Buon Samaritano

“In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana, che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa. Comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri” (papa Francesco).

Il Messaggio per la 48a Giornata Mondiale delle Comunicazioni (1 giugno 2014) indica la figura del Buon Samaritano come modello del “buon comunicatore”, che percorre le strade del mondo digitale senza lasciarsi condizionare dall’indifferenza o dall’egoismo, accompagna laconnessione con l’incontro verodell’altro, gli manifesta tenerezza e si fa carico della sua realtà.

Sfoglia e leggi il messaggio »  Scarica il messaggio in PDF »

Una ”settimana” prolungata

Questo modello ispira anche le numerose iniziative della IX Settimana della Comunicazione, manifestazione nazionale, promossa, come di consueto, dalle Paoline e dai Paolini, per preparare e celebrare questa Giornata. Benché quest’anno essa ricorra ufficialmente dal 25 maggio alla prima domenica di giugno, molti eventi sono già stati realizzati oppure previsti nell’arco di tempo che precede e segue questa data, nelle varie città dove sono presenti le Librerie Paoline e San Paolo… (continua)

Premiare i testimoni della solidarietà

Un appuntamento significativo della Settimana è anche l’assegnazione del Premio Comunicazione e Cultura Paoline ONLUS a Mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo di Campobasso-Boiano, nel contesto del convegno sul tema della GMCS organizzato il 22 maggio a Roma, in collaborazione con l&rsquoUfficio Comunicazioni dell&rsquoUrbe e la Pontificia Università Lateranense, presso la Sala Convegni della Comunità S. Egidio.

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06
Dic
13

Nelson Mandela e il sogno della libertà

Il 5 dicembre 2013 è morto Nelson Mandela, leader del movimento sudafricano contro la segregazione razziale, primo presidente sudafricano ad essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993.

Nelson Rolihlahla Mandela nasce nel villaggio di Qunu (Mvezo) il 18 luglio 1918, nella famiglia reale dei Thembu, una tribù di etnia Xhosa, che viveva in una fertile valle del Capo Orientale (Sudafrica). Fin da giovane si ribella alle leggi della propria tribù, fuggendo a Johannesburg, insieme al cugino, per non sottomettersi al matrimonio combinato per loro dalla famiglia.

Difendere la libertà e la dignità di tutti

La ricerca della libertà e la lotta contro ogni forma di oppressione e di discriminazione, da qualunque parte provengano, diventano la sua ragione di vita. Nella capitale prende visione delle durissime condizioni della popolazione nera, e si impegna politicamente per combattere contro le leggi della segregazione razziale in vigore nel suo paese. Studia legge e apre uno studio da avvocato per offrire assistenza legale alle persone di colore, in primo nel suo genere.

Anche nel carcere duro

Ben presto Mandela diviene presidente della Lega Giovanile dell’ANC (African National Congress), in un momento particolarmente difficile della storia del Sudafrica, caratterizzato dall’insurrezione della popolazione di colore contro il sistema dell’apartheid e la conseguente repressione da parte del Governo. Benché il suo impegno iniziale si ispirati alla protesta non-violenta, egli subisce arresti, vessazioni e processi infamanti; dopo l’acuirsi dello scontro sociale e la messa al bando dell’ANC partecipa alla lotta armata. Condannato all’ergastolo, vive 26 anni di detenzione nella prigione disumana di Robben Island, da dove viene rilasciato nel 1990, grazie alle pressioni di una campagna internazionale. Nonostante le condizioni della sua lunga detenzione, Mandela esce da questa drammatica esperienza senza desiderio di vendetta, anzi con una capacità di compassione e di perdono che sarà la chiave di volta per aiutare il suo paese a superere la crisi.

 

Si avvera un sogno

Ripreso, infatti, il suo impegno politico in una stagione nuova del Sudafrica, Nelson Mandela, nel giro di pochi anni, viene eletto Presidente…

 

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13
Set
13

Pellegrini in bicicletta: 1.280 chilometri di fede e speranza

di Pensiero Solidale

Andrea, Elena e tanti altri, persone speciali, capaci di non arrendersi alle difficoltà della vita, all’handicap fisico,  capaci di superare le barriere della disabilità… Adesso si apprestano ad  affrontare un’impresa non da poco: un pellegrinaggio di 1.280 chilometri in bicicletta, da Pistoia a Lourdes. Partenza il 14 settembre.

Fonte foto: Unitalsi

di Gianluca Testa *

Andrea ha solo tredici anni, Elena ne ha quarantadue. I medici dissero che Andrea non era compatibile con la vita. Superate le crisi, insieme ai genitori ha iniziato a fare cose ‘normali’. Elena oggi lavora in Comune e ha un bel sorriso contagioso. Entrambi sono persone speciali. Entrambi supereranno le barriere della disabilità affrontando un’impresa non da poco: un pellegrinaggio di 1.280 chilometri in bicicletta, da Pistoia a Lourdes. Proprio nell’anno delle celebrazioni per i 110 anni dell’Unitalsi. 

La partenza è in programma il 14 settembre. Seguiranno dodici tappe di cento chilometri ciascuna. La buona notizia va oltre questa straordinaria avventura. Perché Andrea ed Elena non saranno soli. Con loro ci sarà un’altra dozzina di ciclisti. Pardon, ci saranno fedeli con la passione per la bicicletta. Andrea avrà a fianco suo padre Claudio, con cui un anno fa – sempre in bici – ha raggiunto Roma ed è stato ricevuto in Campidoglio. A pedalare accanto a Elena ci sarà invece sua madre. Insieme a loro ecco i cicloamatori della Oscar Romero di Pistoia e, perché no?, anche i membri del gruppo ‘Gli Amici di Andrea’. E per ogni giorno che passa ci sono nuove adesioni. Come la coppia (lei ha una mano amputata) che ha deciso di compiere il pellegrinaggio in sella a un tandem.

“Continuavamo a ripetere che se fosse stato sano avremmo fatto questa o quella cosa, ma lui non era sano. E tutto ci sembrava impossibile da realizzare” racconta Federica Bresci, madre di Andrea e presidente dell’Unitalsi di Pistoia. “Abbiamo pregato molto. E Dio ha lasciato che nostro figlio superasse tutte le crisi e le difficoltà che la sua fragilità fisica gli poneva. Dunque perché non fare delle belle girate in bicicletta visto che il babbo ha una passione per il ciclismo?”.

Fonte foto: UnitalsiCosì è stato, così sarà. A promuovere l’idea dei pellegrini in bicicletta sono stati proprio i soci del circolo Oscar Romero. Che ben prima di proporre la meta di Lourdes hanno raggiunto – sempre pedalando – molti santuari italiani. L’avventura, che costerà complessivamente circa 20mila euro (utili a coprire le spese), in questo anno così importante per l’associazione è stata patrocinata dall’Unitalsi nazionale. Ma l’obiettivo è di andare ‘oltre’. Oltre le barriere e gli steccati, oltre i preconcetti, oltre la speranza. In questo contesto sono state lanciate anche due campagne di comunicazione e raccolta fondi. E’ infatti possibile ‘adottare’ un chilometro con una semplice donazione o offrire ospitalità in una delle dodici tappe previste. Per saperne di più e per seguire il racconto dell’inedito pellegrinaggio è stato creato il sito pellegriniinbicicletta.it.

Fonte foto: Unitalsi

“Per i nostri centodieci anni avevamo intenzione di andare a Lourdes. Ma questa esperienza renderà tutto molto più… speciale” spiega Marzia Tanini dell’Unitalsi. “L’idea del pellegrinaggio in bicicletta ha preso corpo. E ora siamo emozionatissimi. Vorremmo trasmettere il concetto che è possibile andare in bicicletta e fare attività sportiva anche se non si pedala. E’ sufficiente che ci sia qualcuno che ti accompagna. Anche se storicamente il pellegrino è colui che si sposta a piedi, beh, noi siamo andati oltre. La bicicletta è diventata un mezzo di inclusione, capace di unire lo sport all’idea di accessibilità. Questa è la nostra vera dimensione”.

Centro Nazionale per il Volontariato, da buonenotizie.corriere.it, 13 settembre 2013

30
Ago
13

Carlo Maria Martini. L’uomo della Parola, il testimone della fede

"La Tua Parola è lampada ai miei passi"

Carlo Maria Martini, nasce a Torino nel 1927 e muore a Gallarate (MI) il 31 agosto 2012. Una vita a servizio della Chiesa, dell’uomo… della PAROLA, un maestro della fede. Vescovo di Milano per oltre 22 anni, diviene punto di riferimento per credenti e non credenti. Un breve profilo, alcune testimonianze e l’intervista a P. Schiavone tracciano la figura di questo "grande" della Chiesa e non solo.

Carlo Maria Martini Carlo Maria Martini Intervista a p. Pietro Schiavone sj

Il mendicante con la porpora

Così Ferruccio De Bortoli, con una felicissima intuizione, ha definito il Card. Carlo M. Martini sul Corriere della sera di oggi, sabato 1 settembre, all’indo-mani della sua morte.

Insigne biblista e esegeta, rettore della Pontificia Università Gregoriana, il 29 dicembre 1979 viene nominato arcivescovo di Milano da Giovanni Paolo II e il 10 febbraio 1980 fa il suo ingresso nella diocesi ambrosiana, una delle più grandi del mondo. E proprio nella guida pastorale di una diocesi tanto com-plessa, Carlo Maria Martini realizza una mirabile sintesi tra lo studioso, l’appassionato della Parola e il Pastore illuminato, coraggioso, capace di parlare a tutti, credenti e non credenti, cercatori di senso e di valori, con una partecipazione emotiva e affettiva che pochi si sarebbero aspettati da questo severo studioso.

 

Carlo Maria Martini pastore della Diocesi di Milano

Quale teologia ha ispirato l’insegnamento spirituale e pastorale del Card. Carlo Maria Martini?
Quale metodo teologico lo ha sorretto?
Quale immagine di Dio, dell’uomo e della Chiesa ne risulta?
Che ruolo ha avuto la visione del futuro nel suo pensiero?
In un volume pubblicato dalle Paoline nel 2005 dal titolo “Carlo Maria Martini, custode del Mistero nel cuore della storia”, l’autore, Damiano Modena, ripercorre gli anni del servizio pastorale di Carlo Maria Martini (1979 – 2002) e si interroga su questo periodo intenso e fecondo, in cui la diocesi ambrosiana, sotto la sua guida, diventa un punto di riferimento per credenti, pensatori, politici…

 

Oggi dicono di Lui

Libertà interiore e ascolto profondo della Parola

«Come sono contento della libertà interiore che Dio ti ha dato!».
È questa la prima cosa che credo di aver appreso da Lui, a conferma di una scelta di fondo che sentivo fondamentale per il mio essere cristiano e prete: cercare di piacere a Dio solo….

Il Suo ascolto dell’altro nasceva dall’ascolto profondo e innamorato della Parola di Dio: ecco l’altro grande insegnamento che ho ricevuto da Lui…. (Bruno Forte, Il Sole 24 Ore, 1 settembre 2012)

La sua esperienza a servizio di ogni uomo

“Io non ho la fede nell’oltremondo e non la cerco. Lui lo sapeva e non ha mai fatto nulla per convertirmi.
Non era questa la sua pastoralità, almeno con me. (Eugenio Scalfari,Repubblica, 1 settembre 2012)

La coscienza, “un muscolo” da allenare

“E interrogano la nostra coscienza, un “muscolo”, diceva Martini, che va allenato. Nel suo libro Le età della vita , il cardinale ricordava un proverbio indiano che divide la nostra esistenza in quattro parti… (Ferruccio De Bartoli, Corriere della sera, 1 settembre 2012)

Da Gesuita a Pastore a cercatore della verità
“Ci lascia un grande uomo. Carlo Maria Martini è stato una figura ricca e complessa, che ha parlato al cuore del mondo e non solo alla comunità dei cristiani… (Pier Luigi Bersani, Rainews24, 1 settembre 2012)

 

 

Quella luce che ho visto in Lui

“Serberò per sempre la memoria, l’impronta e l’emozione degli incontri con il cardinale Martini, delle conversazioni con lui sull’educazione dei giovani, sui difficili momenti più volte vissuti dall’Italia negli ultimi trent’anni… Sull’Europa, soprattutto. Un tema che Martini ha sempre coltivato con passione, spesso in modo profetico… (Mario Monti, Corriere della sera, 1 settembre 2012)

Intervista a p. Pietro Schiavone sj

Un gesuita parla del gesuita Martini

uomo del dialogo, della fede, della speranza della carità.
Eleonora La Rocca fsp, ha intervistato p. Pietro Schiavone sj, vice Rettore della Chiesa del Gesù di Roma e autore del libro “Il discernimento. Teoria e prassi” Paoline.

Emerge una figura di gesuita, di studioso, di vescovo testimone di una fede profonda, capace di coniugare Parola di Dio e cammino degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio attualizzati nell’oggi della storia.

Così come emerge il suo rapporto con i laici, il rispetto delle coscienze, la promozione dell’uomo, la capacità di dialogo con i non credenti, e altro ancora di questo "gigante della Chiesa" e non solo, come lo ha definito p. Schiavone.

p_intervista_schiavone_testimonianza_martini_2012

 

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05
Apr
13

Tonino Bello: La pace è convivialità delle differenze

La pace è convivialità. È mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi. E l’altro è un volto da scoprire, da contemplare, da togliere dalle nebbie dell’omologazione, dell’appiattimento.
Tonino Bello

 

pace_villaggio_globale«Il genere umano, Signore,
è chiamato a vivere sulla terra
ciò che le tre Persone divine
vivono nel cielo:
la convivialità delle differenze.

Nel cielo, più persone
mettono tutto in comunione
sul tavolo della stessa divinità,
così che fra loro rimane intrasferibile
solo l’identikit personale di ciascuno,
che è rispettivamente
l’essere Padre, l’essere Figlio, l’essere Spirito Santo.

Sulla terra, gli uomini sono chiamati
a vivere secondo questo archetipo trinitario:
a mettere, cioè, tutto in comunione
sul tavolo della stessa umanità
,
trattenendo per sé solo ciò che fa parte
del proprio identikit personale.
Ecco, cos’è la pace, Signore:
la convivialità delle differenze!». […]

pace_non-violenza-convivialita«La pace è convivialità.
È mangiare il pane
insieme con gli altri, senza separarsi. 
E l’altro è un volto da scoprire, da contemplare,
da togliere dalle nebbie dell’omologazione,
dell’appiattimento.
Un volto da contemplare,
da guardare e da accarezzare.
e la carezza è un dono.
La carezza non è mai
un prendere per portare a sé, è sempre un dare
E la pace cos’è?
È convivialità delle differenze
.
È mettersi a sedere alla stessa tavola
fra persone diverse,
che noi siamo chiamati a servire».

da Pensieri e parole di Tonino Bello, Paoline, 2013




Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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