Madre Teresa, straordinaria nella semplicità

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Testimonianza della nipote Agi Bojaxhiu

Intervista esclusiva di Alessandro Gisotti, Agi

In tutto il mondo, e non solo nella Chiesa, si vive con gioia la Canonizzazione di Madre Teresa, una figura che – al di là di ogni distinzione di credo e cultura – rappresenta il bene e l’impegno per chi soffre. C’è però chi vive in un modo davvero particolare questo evento: la signora Agi Bojaxhiu, unica nipote di Madre Teresa, oggi 70enne che fin da giovane si è trasferita in Sicilia. In questa intervista esclusiva di Alessandro Gisotti, Agi – figlia del fratello di Madre Teresa – racconta com’era la sua zia così speciale nella vita in famiglia:
R. – Madre Teresa faceva molto ma non dava nell’occhio, ecco; era molto riservata in tutto quello che faceva. Veniva tutto così spontaneo e naturale, anche le cose più faticose … Io le ho visto fare cose veramente faticose, come lavare lenzuoli, lei che già aveva una certa età, china sulle persone per tanto tempo, quello che faceva anche per curare persone che avevano malattie terribili … Quello che faceva Madre era una cosa talmente straordinaria, vedere lei come toccava quelle piaghe, come aiutava le persone, come ha organizzato tutta questa cosa con queste suore che continuano il suo lavoro, la sua opera … Questa è una cosa che mi lascia sempre molto contenta, da un certo punto di vista, se posso dire una cosa così semplice …

D. – Era così semplice anche negli incontri familiari?
R. – Sì, assolutamente: era molto affettuosa … era una persona che emanava un senso di pace. Io, perlomeno, con la Madre, tutte le volte che abbiamo parlato, anche da sole, riuscivo a parlare in una maniera come non mi è mai riuscito con nessun altro. E poi mi dava questa serenità: questi suoi occhi che ti guardavano proprio dentro … Se tu guardavi negli occhi della Madre sentivi che vedeva dentro di te, il tuo cuore. E poi, in casa era molto attenta: per esempio, siccome il loro Ordine è molto severo, e lei adorava la cioccolata, però non ne mangiava perché era un alimento di lusso; e lei diceva: “Siccome la maggior parte delle persone che io conosco, con cui sto, non ha i soldi per comprarsi la cioccolata, non la mangio nemmeno io”. Ecco, cose di questo genere … Poi, ogni tanto, il grande lusso era una caramella – perché regali gliene mandavano in continuazione: caramelle, cioccolatini che lei poi distribuiva a tutti, praticamente; non teneva niente per sé. Di tutti i regali che lei ha avuto in vita sua, ha sempre regalato tutto ad altre persone. A me ha regalato addirittura un mandolino che le avevano regalato degli italo-americani in America … Era così: era speciale ma era allo stesso tempo normale, nel senso che non ti sentivi a disagio con lei, come ti puoi sentire con certe personalità mondiali che magari ti mettono un po’ … non dico a disagio, ma insomma, ti senti scomoda, ecco …

D. – Era semplicemente straordinaria?
R. – Sì: è l’espressione giusta. Semplicemente straordinaria. Metteva tutti a proprio agio, era disponibile per tutti, sapeva sempre dirti la cosa giusta al momento giusto … E anche con noi, ripeto: era mia zia però non era la classica zia … “ah, c’è la zia!”, sai come si dice … Era zia ed era Madre Teresa: un misto che uno non può definire. Era una personalità particolare, ecco. Non si può dire che fosse una zia normale, ecco …

D. – Tutti quelli che l’hanno conosciuta e anche quelli che l’hanno potuta vedere magari anche una sola volta, sono sempre rimasti colpiti dal modo in cui Madre Teresa pregava. Lei ha qualche ricordo al riguardo?
R. – Lei continuava a dirmi di pregare: la famiglia deve pregare insieme. Noi, qualche volta ci siamo riusciti, non sempre; lei ci teneva molto a questo: teneva molto alla famiglia, e una cosa mi diceva sempre: “Tu devi … prima di tutto viene la famiglia, la tua famiglia, cioè seguire i tuoi figli, seguire tuo marito, accudire le cose di casa, accudire tuo marito, accudire i tuoi figli, seguirli, sapere cosa fanno, cosa non fanno. Poi, quando hai del tempo in più, allora dedicati agli altri”. Ma la famiglia per lei veniva prima di tutto; la considerava la cosa più importante.

D. – Oltre al sorriso, c’era anche una simpatia, un’allegria e a volte anche una meravigliosa ironia con cui rispondeva …
R. – Sì, altroché! Madre Teresa, tutti – molti – pensano che fosse sempre con quest’aria così, ieratica, pensosa … e invece era scherzosa; aveva anche battute non dico sarcastiche perché no, ma un po’ ironiche, sì. Era una persona che aveva un bel , devo dire la verità; non era una bigotta – lo posso dire?

D. – Penso di sì … è il senso anche della femminilità di Madre Teresa, no?
R. – Sì, infatti … Per esempio lei, quando era giovane, quando era ancora in Albania, aveva studiato pianoforte, le piaceva suonare il pianoforte, le piaceva fare le gite, organizzava con i suoi compagni di scuola … è sempre stata un’organizzatrice, fin da ragazza: questo me lo diceva anche mio padre …

da Radiovaticana, 1 settembre 2016, ore 14.00

È ancora Natale!

di d. Franco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento

Torna il Natale! Si ripete il rito degli auguri. Può sembrare semplice oltre che gradevole scambiare gli auguri natalizi. Ma non è così. Il significato del Natale è talmente straordinario e coinvolgente che non è facile ridurlo in formule di rito.

imageScriveva don Tonino Bello: «Andiamo fino a Betlemme, come i pastori. (…) E se invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso. Il volto spaurito degli oppressi, la solitudine degli infelici, l’amarezza di tutti gli uomini della Terra, sono il luogo dove Egli continua a vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo». Natale, cari amici, è la festa dello stupore, dell’incontro, della scoperta, dell’amore, del silenzio e della contemplazione. È la festa del cielo e anche della terra. Cielo e terra nella grotta di Betlemme si incontrano e si abbracciano.

Questo significa che sta a noi rendere sempre attuale la venuta di Gesù, eliminare le barriere delle differenze, prosciugare le paludi dell’egoismo, ripulire le strade dalla violenza. Torniamo perciò a fidarci di Dio. Giriamoci dalla Sua parte. Accogliamo il compito che ci affida. Non escludiamoLo dalla nostra vita. Quando Lui non c’è, il brutto prende il sopravvento. Ecco perché augurare Buon Natale non è una semplice formalità. È molto di più.  È avvertire pressante l’impegno di camminare con Lui coinvolgendo altri in questa meravigliosa avventura d’amore. È riempire il nostro cuore di speranza e aiutare gli altri a trovare la strada di Betlemme. È acquisire uno sguardo nuovo, quello di Dio; sguardo che sa scrutare lontano e che sa scorgere, nelle pieghe della storia, la Presenza di Colui che “se mostro di rifiutarlo, mi viene incontro ovunque; più vado lontano, più Egli mi si fa vicino… Viene a stare con me, si ostina a stare con me… Lui viene anche se non vuoi…? (Mazzolari).

Auguri. A tutti voi un cuore nuovo e uno sguardo nuovo! Buon Natale !

d. Franco Montenegro, Arcivescovo di Natale

IMMAGINE & PAROLA – Introduzione anno B

Itinerario figurativo – Ciclo Avvento-Natale Anno B

Attraverso una serie di immagini, corredate di preghiere e gesti, proponiamo un itinerario di preparazione alle domeniche e alle feste del Tempo forte di Avvento-Natale, dell’Anno B

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Prepararsi alla festa di Domenica, meditando precedentemente il Vangelo o una delle letture festive, è un modo molto diffuso e fruttuoso di alimentare la propria fede, che consente di penetrare meglio e assimilare in profondità la ricchezza dell’Anno liturgico.

La rubrica Immagine & Parola offre una proposta di approfondimento e di preghiera, per prepararsi alla celebrazione delle domeniche e delle feste del ciclo dell’Avvento-Natale e quello di Quaresima-Pasqua, attraverso la valorizzazione di pitture, che raffigurano un aspetto particolare della Parola di Dio e ci invitano a “far festa” con i “colori” particolari dei Vangeli del tempo.

In questo tempo di Avvento-Natale dell’anno B, l’itinerario prevede le seguenti tappe:

ATTENDETE il RITORNO
I domenica di Avvento

PREPARATE la VIA
II domenica di Avvento

PIENA di GRAZIA
Solennità dell’Immacolata

TESTIMONIATE la LUCE
III domenica di Avvento

ESULTATE di GIOIA
IV domenica di Avvento

ACCOGLIETE il VERBO

NATALE del Signore

CUSTODITE la PAROLA
Madre di Dio

ADORATE il BAMBINO
Epifania del Signore

GLORIFICATE il FIGLIO
Battesimo del Signore

Ogni tappa è pensata per un gruppo o una comunità, (ma i vari elementi possono essere utilizzati anche livello personale) e comprende quattro momenti: guarda, ascolta, immagina, dona.

Ogni momento può essere introdotto o concluso con un canto appropriato e alcuni indicazioni della guida che facilitino un clima di raccoglimento e condivisione….

4 i momenti per la riflessione e la preghiera

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» Ascolta

» Immagina

» Dona

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PAOLO VI Il papa della luce

19 Ottobre viene proclamato BEATO!!!  GRAZIE Papa Montini

 

Il 19 ottobre 2014, al termine del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia, papa Paolo VI è proclamato beato; è un’occasione per riscoprire la sua grande figura sotto una nuova luce

Papa Paolo VI viene proclamato beato il 19 ottobre 2014, alla conclusione del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia; una felice coincidenza, in quanto il Sinodo è un organo istituito proprio da lui stesso, per mantenere viva l’esperienza di collegialità del Concilio Vaticano II.

Pochi giorni dopo la sua elezione a Sommo Pontefice, avvenuta il 21 giugno 1963, egli annotava:
«La lucerna sopra il candelabro arde e si consuma da sola. Ma ha una funzione, quella diilluminare gli altri, tutti se può».
E nonostante tantissime tenebre costituite da opposizioni, incomprensioni e critiche che doveva affrontare, tale è stata la sua vita, sempre un faro di luce che brilla. E’ questa la chiave di lettura proposta dalla storica Cristina Siccardi nella sua biografia di papa Montini, edita da Paoline, intitolata appunto: Paolo VI, il papa della luce.

– La luce accesa
– Per illuminare tutti gli ambiti

– La luce per una grande diocesi: Milano

– Sul candelabro della Chiesa

– La luce del Concilio: rinnovare fedeltà a Cristo

– Illuminare i popoli

– La luce dell’insegnamento

– L’ingresso nella luce eterna

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Elogio dei missionari del Vangelo

Noi, tutti insieme, dobbiamo mandare un saluto,
sulle ali della preghiera,
ai missionari e alle missionarie,
che sono sparsi nel mondo…

Noi meditiamo sul dramma della loro libera ed eroica vocazione;
noi ammiriamo il fenomeno religioso che in essi si manifesta,
fenomeno psicologico e sociologico;
fenomeno storico: primitivo, che deriva dal Vangelo,
e ultramoderno, che tende alla promozione
e all’unificazione dell’umanità;
fenomeno di sacrificio e di salvezza,
come quello della croce.

Essi, i missionari,
hanno più di tutti capito che il regno di Cristo è venuto,… (continua)

Tu non sei venuto a colonizzare…, di Tonino Bello

«Tu non sei venuto a civilizzare i poveri,
ma a evangelizzarli.
Non sei sceso a colonizzarci,
ma a stringere alleanze paritetiche con noi.
Non hai considerato l’umanità
come zona depressa da occupare,
sia pure a fin di bene,
con l’alterigia dei conquistatori,
ma come partner con cui stabilire
e osservare intese bilaterali.
Ti chiediamo perdono, Signore,
quando come Chiesa,
qualche volta abbiamo disatteso
il tuo stile: soprattutto,
quando non abbiamo
testimoniato la reciprocità ».
da Pensieri e parole di Tonino Bello, Paoline, 2013

Al di là del cielo – Gianni e Luigi, una straordinaria amicizia

Una storia straordinaria di amicizia

Gianni Baini è affetto fin dalla nascita da una forte disabilità, ma ama la vita e l’amicizia, ed è proprio dall’incontro con l’amico Luigi Falco che è nata l’idea di condividere i valori della sua storia personale

 

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Un incontro speciale

Ho conosciuto Gianni diversi anni or sono, forse dodici o tredici, ma non credo abbia molta importanza la data esatta. In una domenica autunnale come tante altre ero nella chiesa di Santa Cecilia alla Pace, una piccola parrocchia del comune aretino di Foiano della Chiana, in attesa che iniziasse la celebrazione eucaristica. Non mancava molto all’arrivo del nostro parroco don Delio, quando intravedo in lontananza la cara amica Giovanna, la catechista amata da tutti i giovanissimi della nostra comunità parrocchiale. Alta, bionda, con il solito sorriso stampato sulle labbra accompagnava un ragazzo su una sedia a rotelle.

«Ciao, Luigi».
«Ciao, Giovanna».
«Ti presento il mio amico Gianni».
«Salve, Gianni. Io sono Luigi».
«Piacere, Gianni».

Gioco di sguardi

Quello che mi colpì, in questo incontro fugace ma intenso, fu la forte stretta di mano e il suo sguardo sicuro nonostante il mio evidente imbarazzo. Probabilmente l’impatto fisico della carrozzina mi aveva intimorito, determinando una sensazione di smarrimento e di impaccio. Mi sentivo a disagio e, con tutta la buona volontà, non riuscivo a trovare argomenti per instaurare un dialogo. Avevo di fronte un disabile adulto ed ero assalito da mille dubbi sul migliore atteggiamento da assumere. La mia mente era avvolta da una fitta nebbia che di lì a poco si sarebbe diradata grazie all’intuito del mio particolare interlocutore. Gianni, infatti, con il suo sesto senso, percependo la situazione riuscì a rompere il ghiaccio e senza indugio alcuno cominciò a farmi delle domande.

Ricordo poco della discussione, ma non potrò mai dimenticare la calma e la serenità con la quale si poneva nei miei riguardi. Durante la messa il mio pensiero tornò più volte su questo particolare incontro. In diverse occasioni ho avuto l’opportunità di rivedere Gianni, ma, come spesso accade, il dialogo era limitato e circoscritto a uno scambio «formale» di opinioni. Abbiamo condiviso alcune piccole esperienze di fede, salvaguardando un buon rapporto, rimasto per anni di tipo epidermico. I nostri brevi incontri, soprattutto nell’ambito parrocchiale, erano caratterizzati da scambi fuggevoli di pareri e battute umoristiche, condite dalla naturalezza che distingue due conoscenti. Lo devo ammettere: non ci frequentavamo, non per motivi particolari, né per pregiudizi, ma per gli impegni, soprattutto miei, lavorativi e familiari, che occupavano importanti spazi temporali e vitali della quotidianità.aini

Una svolta

Tutto cambiò un giorno quando Gianni, assalito da una forte crisi d’identità, mi travolse con una richiesta che mai avrei immaginato di poter accogliere.

«Luigi, ti devo parlare. Ho bisogno di te», mi disse Gianni nel piazzale antistante alla nostra chiesa. «Gianni, cosa ti è successo?» gli chiesi preoccupato. «Sto attraversando un brutto periodo e sento il desiderio di condividere con te quello che provo»

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La gloria del vero io – Il tesoro nel cuore

Persone, parole, pensieri, riflessioni, preghiere…d’ORO

Spesso costruiamo attorno a noi un guscio, per proteggere le nostre ferite interiori; ma il Vangelo ci invita a lasciare ogni corazza per scoprire la perla preziosa, l’immagine divina che risplende in noi

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Persone… d’oro

L’uomo è creatura di Dio, ma anche immagine di Dio. E poiché l’oro è il colore divino, anche l’uomo partecipa del suo splendore aureo. In questo contesto, la Bibbia parla spesso di «gloria»… (continua)

Parola… d’oro

Dal Vangelo secondo Matteo (13,45-46.52-53)

[In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli]: «Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra»… (continua)

Pensieri… d’oro

Le perle crescono nelle ferite dell’ostrica. Proprio nelle nostre ferite troviamo la perla del nostro vero Io. Le ferite, infatti, infrangono la maschera che ci siamo messi e la corazza in cui abbiamo avvolto la nostra anima per proteggerci dagli altri… (continua)

Riflessi… del cuore

Se la tua anima brilla
di splendore aureo non te ne puoi vantare,
puoi soltanto accettarlo con gratitudine.
Puoi intuire in silenzio assoluto il tuo vero essere.
Non sei soltanto quest’uomo in carne e ossa
alle prese con i suoi errori e difetti.
In fondo alla tua anima hai anche uno splendore… (continua)

brani tratti da: Anselm Grün, L’oro interiore. Alla ricerca della gioia e di altri tesori, Paoline

Il mio… tesoro

Signore aiutami a cercare
la perla preziosa che è in me
e a rinunciare a ciò che mi trattiene
dal trovarla,
nel profondo delle mie ferite
e al di là delle mie corazze… (continua)

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