Posts Tagged ‘anno della fede

26
Ago
13

Varcare la porta della fede, di Papa Francesco (Lc 13,22-30)

Gesù ci dice che c’è una porta che ci fa entrare nella famiglia di Dio, nel calore della casa di Dio, della comunione con Lui. Questa porta è Gesù stesso (cfr Gv 10,9).

narrow door 2Gesù è la porta.
Lui è il passaggio per la salvezza.
Lui ci conduce al Padre.
E la porta che è Gesù non è mai chiusa,
questa porta non è mai chiusa,
è aperta sempre e a tutti, senza distinzione,
senza esclusioni, senza privilegi.
Perché, sapete, Gesù non esclude nessuno.
Qualcuno di voi forse potrà dirmi:
“Ma, Padre, sicuramente io sono escluso, perché sono un gran peccatore:
ho fatto cose brutte, ne ho fatte tante, nella vita”.
No, non sei escluso!
Precisamente per questo sei il preferito,
perché Gesù preferisce il peccatore,
sempre, per perdonarlo, per amarlo.
Gesù ti sta aspettando per abbracciarti, per perdonarti.
Non avere paura: Lui ti aspetta.
Animati, fatti coraggio per entrare per la sua porta.

enciclica_papa_francesco_01_150_paroleTutti sono invitati a varcare questa porta,
a varcare la porta della fede, ad entrare nella sua vita,
e a farlo entrare nella nostra vita,
perché Lui la trasformi, la rinnovi, le doni gioia piena e duratura.

Al giorno d’oggi passiamo davanti a tante porte
che invitano ad entrare promettendo una felicità
che poi noi ci accorgiamo che dura un istante soltanto,
che si esaurisce in se stessa e non ha futuro.
Ma io vi domando:
noi per quale porta vogliamo entrare?
E chi vogliamo far entrare per la porta della nostra vita?
Vorrei dire con forza:
non abbiamo paura di varcare la porta della fede in Gesù,
di lasciarlo entrare sempre di più nella nostra vita,
di uscire dai nostri egoismi, dalle nostre chiusure,
dalle nostre indifferenze verso gli altri.
Perché Gesù illumina la nostra vita
con una luce che non si spegne più.
Non è un fuoco d’artificio, non è un flash!
No, è una luce tranquilla che dura sempre e ci da pace.
Così è la luce che incontriamo se entriamo per la porta di Gesù.

Roma, 03-04-2013.
L'Udienza Generale del mercoledì presieduta da Sua Santita' Papa Francesco alla presenza di una delegazione di giovani della diocesi di Milano accompagnati dai Cardinali Angelo Scola e Dionigi Tettamanzi.Certo quella di Gesù è una porta stretta,
non perché sia una sala di tortura.
No, non per quello!
Ma perché ci chiede di aprire il nostro cuore a Lui,
di riconoscerci peccatori, bisognosi della sua salvezza,
del suo perdono, del suo amore,
di avere l’umiltà di accogliere la sua misericordia
e farci rinnovare da Lui.

Papa Francesco, Angelus, 25 agosto 2013

13
Mag
13

Pentecoste: vento, fioco, respiro, parola, luce, danza…

Proposta di celebrazione della Pentecoste incentrata sui simboli del fuoco e del vento, con cui la Scrittura ci parla dello Spirito Santo e del suo modo di agire nella nostra vita.

Proponiamo una preghiera comunitaria, ispirata al testo Il respiro della terra”, (Paoline), che presenta alcune celebrazioni scaturite da un ciclo di incontri della Fraternità della Trasfigurazione nella Basilica di Sant’ Andrea a Vercelli, come invito a “pregare con il creato”. Lo Spirito viene contemplato e invocato nei simboli del vento e del fuoco che caratterizzano la liturgia della Pentecoste.

Preghiamo con il creato
Prima Parte: il vento e il fuoco

Canto: Antifona di Taizé: Veni Sancte Spiritus
inframmezzata dalla lettura dei versi in italiano della Sequenza allo Spirito Santo

Veni Sancte Spiritus, Tui amoris ignem accende.
Veni Sancte Spiritus, Veni Sancte Spiritus

In ascolto della Parola

Si susseguono tre lettori con un breve spazio di silenzio tra una lettura e l’altra

Dal libro dell’Esodo (Es 13,1-4)

Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!".

Dal primo libro dei Re (1 Re 19,9-14a)

Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: "Che cosa fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita". Gli disse: "Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore". Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.

Dal libro del Profeta Geremia (Ger 20,9)

Mi dicevo: "Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!".
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.

Breve spazio di silenzio

Meditazione
La nostra esperienza del vento richiama l’idea del movimento, del dinamismo, della forza. Il vento soffia, sposta, solleva, scompiglia i capelli, fa cadere le foglie dagli alberi. Esso non è, però, soltanto un simbolo di energia, ma evoca in noi altri tipi di sensazioni: il vento è ristoro nella calura, accarezza le fronde, fa cantare il mare. Anche la Scrittura conosce questa duplice dimensione del vento come segno della presenza di Dio, ma anche della sua azione potente a favore degli uomini.

Israele, in fuga dall’Egitto, sperimenta l’aiuto di JHWH che, durante la notte, risospinge il mare con un forte vento d’Oriente e lo rende asciutto, permettendo così al popolo di fuggire (cfr. Es 14,21-22). Ed è sempre il vento che rivela la presenza del Dio trascendente, una presenza ora forte e dirompente, altre volte silenziosa e impercettibile.

Dio è il totalmente altro e il vento dice bene la sua inafferrabilità, l’impossibilità di poterlo incasellare nei nostri ristretti schemi mentali. Così dirà Gesù a Nicodemo: « Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va » (Gv 3,8).
Il nostro Dio è Padre, ma è anche Dio e dunque inaccessibile; per questo può manifestarsi con la forza di un « vento bruciante » (Sal 11,6) o con il « sussurro di una brezza leggera » (1Re 19,12), come a Elia sull’Oreb.

Proprio perché inafferrabile, irraggiungibile, Dio non può che manifestare la sua presenza nei modi più diversi. Tutti gli elementi naturali contengono, infatti, una traccia del suo mistero, benché nessuno di essi possa rivelarlo in pienezza.

Così, accanto al vento, anche il fuoco è stato per Dio un modo per rendersi accessibile e rivelare qualcosa di se stesso. Mentre sta pascolando il gregge del suocero, Mosè vede una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto, che arde ma non si consuma (cfr. Es 3,1-4). È il segno della presenza di un Dio che è calore, un Dio personale che lo invita, proprio per mezzo del fuoco, a entrare in relazione con lui e gli propone di coinvolgersi in «un’avventura» umanamente impensabile: far uscire il popolo dall’Egitto per liberarlo dalla schiavitù. Il Dio di Israele è dunque un Dio ardente, un Dio che ama così intensamente da lasciar accendere il fuoco della sua ira quando il popolo si allontana da lui (cfr. Ger 4,4), un Dio che seduce presentandosi al cuore del profeta come un fuoco rovente e incontenibile (cfr. Ger 20,9), un Dio che raffina col fuoco il cuore e la mente di colui che ama (cfr. Sal 25), per conformare al suo amore pensieri e desideri.

Breve spazio di silenzio

Contempliamo lo Spirito Creatore
Seconda parte: il respiro e il linguaggio

Canto: Vieni Spirito di Dio, di F. Buttazzo – D. Scarpa, Paoline Audiovisivi

Guida: Il fuoco e il vento sono anche i simboli che la Scrittura utilizza per parlarci non solo di Dio in senso ampio, ma più precisamente dello Spirito Santo. Così gli Atti degli Apostoli (At 2,1-3) ci descrivono il giorno di Pentecoste caratterizzato dalla presenza di un vento che si abbatte impetuoso sui fratelli radunati insieme, mentre delle lingue, come di fuoco, si dividono e si posano su ciascuno di loro.

In ascolto della Parola

Si susseguono tre lettori con un breve spazio di silenzio tra una lettura e l’altra

Dagli atti degli Apostoli (At 2,1-4)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (Rom 8, 14-16)

Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà! Padre!". Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,30-33)
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro.

Breve spazio di silenzio

Meditazione

Lo Spirito Santo è certo la più inafferrabile delle Persone della Santissima Trinità, talmente inafferrabile da non avere nemmeno un nome capace di definirlo; nello stesso tempo è forza, energia, alito di vita. È colui che anima la creazione fin dalle origini, aleggiando sulle acque di una terra informe e deserta (Gen 1,2), e trasforma la creatura in una persona, fatta a immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gen 1,26)…

 

Celebriamo la vita nuova in noi
Terza parte: la luce e la danza

Guida: Lo Spirito è vento e fuoco, gioia e bellezza e così vogliamo celebrarlo in questa sera. Per questo motivo ora ci recheremo in processione sul sagrato della chiesa, accompagnando il nostro camminare con il canto. Ognuno di noi porterà la candela, che gli è stata consegnata all’ingresso. Il cero è il simbolo di Gesù, ma la sua fiamma ci richiama l’ardore dello Spirito. Ci disponiamo ora in fila lungo la navata centrale e seguiamo il cero pasquale che uscirà per primo davanti a tutti. Arrivati sul sagrato, ci disporremo in cerchio, cercando di mantenere un clima di preghiera.

CANTO: Vieni Spirito di Dio di F. Buttazzo – D. Scarpa nel cd Vieni soffio di Dio, Paoline Audiovisivi

Processione

Guida: La nostra ritualità un po’ rigida non ci ha insegnato a lodare Dio con il corpo. La Scrittura è tuttavia ricca di episodi e di inviti, dove il linguaggio del corpo, soprattutto la danza, esprime la tensione dell’uomo verso Dio e il grido della sua lode….

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23
Apr
13

FATTI di DIO. Percorso di fede con i ragazzi

Ripercorrendo i nuclei fondamentali del Credo, questo progetto aiuta i ragazzi a scoprire la fede come itinerario di vita e di relazione con sé stessi, con gli altri e con Dio.

Fatti di Dio - presentazione Fatti di Dio Fatti di Dio

 

Caro animatore, desideriamo proporti la sintesi e alcuni “assaggi” di un itinerario per accompagnare i tuoi ragazzi a riscoprire e ravvivare la propria fede: un cammino personale e di gruppo fatto di musica,dinamiche di gruppo, ascolto della Parola, riflessione, preghiera, azione e tanto altro. Questa proposta è tratta dal sussidio “Fatti di Dio”, che comprende una serie di schede per i ragazzi e un libretto-guida per gli animatori, corredato da un CD con percorsi musicali e varie risorse in formato pdf.

Il percorso è articolato in cinque step, ciascuno dei quali riprende i nuclei fondamentali del Credo:

– Credo in me. Obiettivo: Imparare a fidarsi

– Credo in Dio Padre. Obiettivo: Conoscere Dio da vicino

– Credo in Gesù Cristo. Obiettivo: Conoscere Gesù

– Credo nello Spirito Santo. Obiettivo: Imparare a sentire la presenza operante dello Spirito in noi

– Credo la Chiesa.  Obiettivo: Crescere nella consapevolezza di essere membra di un corpo cui è aggiunta una sezione extra: Conoscere la Bibbia, in forma di schede di apprfondimento.

Ogni singolo step o unità prevede una serie di temi, obiettivi, proposte, schede, brani musicali, modulati in cinque forme di attività:

1. Dinamiche di gruppo:

attività attraverso le quali introdursi nelle tematiche di ogni step, favorendo un clima di partecipazione e di interattività; prevedono sempre un ascolto-confronto con passi biblici. Utile in questa fase, provocare e accogliere domande forti sulla vita di fede.

Ecco un “assaggio” delle dinamiche dello step 1, tratto dalla scheda:
Io sono un dono prezioso

“… Alla scoperta dei talenti

È ora il momento di andare più in profondità, introducendo i “talenti”, doni ricevuti, da far fruttificare.
Chiedete ai ragazzi di provare a definire cos’è un talento, magari partendo dai loro hobby e focalizzando l’attenzione sulle qualità che ognuno ha. Si potrebbe stimolare la condivisione partendo dai doni degli altri per arrivare poi a quelli personali.
A questo punto fate disporre i ragazzi in cerchio e colloca al centro due cartelloni, di due diversi colori (uno per i pregi e uno per i difetti). Su alcuni post-it i ragazzi dovranno scrivere i pregi e i difetti che più li caratterizzano e dovranno poi attaccarli sui relativi cartelloni. Per facilitare la dinamica si possono porre le seguenti domande:

– Quali sono le tue qualità principali (secondo te e secondo gli altri)?
– Quali sono i tuoi difetti principali (secondo te e secondo gli altri)?
– Quali qualità ti piacerebbe avere?
– Quali talenti stimi negli altri?

Successivamente, si propone al gruppo la lettura e la riflessione della Parabola dei talenti, tratta dal Vangelo di Matteo (25,14-29), sottolineando i seguenti termini:…”

2. Lettura biblica
Strettamente connessa alle dinamiche di gruppo, alcune schede riportano, oltre alla lettura biblica, anche indicazioni operative per orientare il lavoro richiesto ai ragazzi, personalmente o in gruppo. Sono state pensate per un loro coinvolgimento immediato e un progressivo avvicinamento al testo biblico.

Un “assaggio” delle letture dello step 2, tratto dalla scheda:
Con Geremia, il Dio dell’amicizia

Dal libro di Geremia (Ger 1,4-10)

Parole di Geremia: «Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni”. Risposi: “Ahimè, Signore Dio!

Ecco, io non so parlare, perché sono giovane”. Ma il Signore mi disse: “Non dire: “Sono giovane”. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti”.

 

3. Percorso musicale
Ogni step prevede un approfondimento attraverso l’ascolto di tre brani, i cui testi permettono di avvicinare la tematica affrontata alla vita e alle scelte dei ragazzi.

Un “assaggio” dal percorso musicale dello step 3, tratto dalla scheda:
E tu, chi dici che io sia?

 

4. Un’esperienza da vivere

Nasce per essere una dinamica conseguente al percorso musicale. Punta ad aiutare un0interiorizzazione e concretizzazione dell’intero percorso proposto in ogni step.

Un “assaggio” di esperienza proposta nello step 4, tratto dalla scheda:

Talenti come note

5. Pregando imparo a credere

La preghiera è stata pensata per essere una sintesi orante dei contenuti proposti negli step. Può essere valorizzata per introdursi in ogni tappa, così come per concluderla. Efficace sarebbe suggerire ai ragazzi di pregarla personalmente, ogni giorno, per tutta la durata del singolo step.

Un “assaggio” di preghiera proposta nello step 5, tratto dalla scheda:
Noi, la tua Chiesa

Appendice: Conoscere la Bibbia

Una serie di schede, a cura di sr Filippa Castronovo, da utilizzare liberamente durante tutto il percorso, per conoscere e aiutare a conoscere la Bibbia, i cui temi sono:

 

1. la Parola di Dio
2. Accenni di una storia
3. Come si sono formati i libri dell’Antico Testamento
4. Come si è formato il Nuovo Testamento
5. Le abbreviazioni bibliche
6. Brevi annotazioni sui vangeli
7. La Palestina al tempo di Gesù
8. come è giunta a noi la Bibbia?

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16
Apr
13

Gesù, amico dei giovani

O Signore, Dio dell’amore e sempre giovane, fa’ che «non ci vergogniamo del Vangelo».
Donaci di essere comunicatori disinibiti e forti della bellezza di essere cristiani; fa’ che la nostra vita gridi la più bella notizia del mondo

«Dopo tre giorni trovarono (Gesù) nel tempio,
seduto in mezzo ai maestri mentre
li ascoltava e li interrogava.
E tutti… erano pieni di stupore
per la sua intelligenza e le sue risposte» (Lc 2,46-47).

DSC02899Gesù, amico dei giovani,
tu hai vissuto gli anni ardenti
della tua giovinezza,
la stagione dei progetti,
«occupato nelle cose del Padre»,
immerso nei giorni intensi della vita.

Apri o Signore, la nostra mente,
alla scuola della tua Parola,
per una ricerca appassionata di verità
che illumina di senso e di luce
il percorso affascinante e impervio
del nostro tempo.

Apri il nostro cuore
all’ascolto della tua Parola,
per avvertire l’ardore
di un amore vero e più forte
verso tutti coloro che tu ci fai
incontrare sulla nostra strada:
soprattutto verso i nostri amici
smarriti e confusi nel buio
del loro mondo interiore.

Apri i nostri occhi
perché sappiamo discernere
i segni del tempo che ci doni
e le attese espresse o nascoste
dell’uomo di questo millennio,
già stanco nel disincanto
delle speranze deluse.

Apri le nostre mani, perché
forti della tua grazia
diventiamo operai della tua pace,
donne e uomini delle cose concrete
al servizio del Regno
nel cuore di questa storia.

O Gesù, amico dei giovani,
liberaci dal fascino ambiguo
degli idoli muti, che promettono gioia
e seminano tristezza e noia
sui ruderi dei nostri sogni;
liberaci dalla ricorrente tentazione
delle basse quote, di un sentire diffuso
che genera scontento e disagio.

DSC05164O Signore, Dio dell’amore
e sempre giovane, fa’ che
«non ci vergogniamo del Vangelo».
Donaci di essere comunicatori
disinibiti e forti della bellezza
di essere cristiani;
fa’ che la nostra vita gridi
la più bella notizia del mondo:
che Tu sei la nostra vita,
il nostro volto, la nostra felicità,
il nostro destino.
Enrico Masseroni, Ti benedico, Signore. Preghiere alla scuola della Parola, Paoline

02
Apr
13

Vivere nello SPIRITO, pregando il CREDO con le ICONE

Lo splendore della fede 2 – Introduzione

Un percorso di preghiera /contemplazione degli articoli del Credo accompagnati dalle icone ispirate ai misteri della Risurrezione, Ascensione del Signore Gesù, Pentecoste, per gustare la vita nuova nello Spirito, a gloria del Padre.

Presentazione

Credere… è bello! Vivere nello Spirito di Cristo… è splendido! E’ questo il filo conduttore della rubrica che propone un percorso a tappe, nella preghiera-contemplazione dei misteri della nostra fede, sintetizzati nel “Credo” e raffigurati da iconografi antichi o contemporanei.

Dal Creatore alla nuova creazione

Nella prima parte di questo percorso, le tappe contemplative sono state distribuite nello scorrere della Quaresima, tempo privilegiato fin dalle origini del cristianesimo per riscoprire la vita battesimale, per ricevere e trasmettere a nostra volta il professione della fede. L’itinerario, inaugurato dalle icone del Battesimo e della Trasfigurazione, ha abbracciato l’inizio del Simbolo apostolico, da: Credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, fino al compimento del mistero di Cristo nella sua Pasqua: … e il terzo giorno risuscitò.

Dal Risorto alla vita trinitaria

Il percorso di questa seconda parte, invece, abbraccerà gli articoli del Credo che vanno dalla glorificazione del Signore Risorto alla fede nella vita eterna, accompagnati dalle icone che celebrano la comunità dei credenti rinati come Figli nel Figlio amato e come membra del suo corpo che è la Chiesa. L’itinerario si snoderà da: Credo che salì al cielo fino a Credo la resurrezione della carne e la vita eterna. Queste tappe saranno distribuite nel Tempo Pasquale, fino alla Pentecoste e con un’aggiunta collegata alla festa della SS.ma Trinità.

Le icone e i testi proposti per commentarle sono ripresi principalmente dai volumi di Antonio Bongiorno, “La bellezza della fede. Meditare il Credo con le icone” e “Lo splendore dell’icona nelle feste liturgiche”, da “Splendore del Padre. Inni a Cristo nel primo millennio della Chiesa” e da altre pubblicazioni di Paoline Editoriale Libri.

Seconda parte

Vivere nello SPIRITO, pregando il CREDO con le ICONE

1. Credo… nello splendore della vita nello Spirito
2. Credo… che salì al cielo, alla destra di Dio
3. Credo… nello Spirito Santo
4. Credo… la Santa Chiesa cattolica
5. Credo… la Comunione dei Santi
6. Credo… la remissione dei peccati
7. Credo… la resurrezione della carne
8. Credo… la vita eterna

>>> vai alla rubrica

20
Mar
13

6. CREDO… che fu crocifisso, morì e fu sepolto

Verso la PASQUA pregando il CREDO con le ICONE

Siamo nel cuore del mistero pasquale: la nostra fede ci immerge nel mistero del Signore, che soffrì la sua passione sotto Ponzio Pilato e donò la sua vita per noi, sulla Croce.

6. Credo… che fu crocifisso, morì e fu sepolto - LO SPLENDORE DELLA FEDE

Nel cuore di un mistero di amore e di dolore

Con questo articolo del Credo entriamo nel cuore del mistero dell’amore di Dio per l’uomo e nel culmine del dono che Cristo fa di sé al Padre e ai suoi. Quattro verbi scandiscono, in estrema sintesi, la sequenza dell’annientamento vissuto dal Verbo incarnato, consegnato alle mani dei suoi persecutori: patì, fu crocifisso, morì e fu sepolto. E’ come una scala che discende in un abisso di dolore e di svuotamento sempre più profondo, ma dove ogni gradino manifesta in modo sempre più splendido l’offerta che Gesù aveva già anticipato nell’Ultima cena: Prendete, questo è il mio corpo, bevete questo è il mio sangue, versato per voi e per tutti, per il perdono dei peccati.

Fede nella misericordia onnipotente

E’ difficile proclamare di affidarsi a qualcuno che è stato condannato e ucciso; ancor più difficile professare la fede in un Dio così generoso da farsi vulnerabile e mortale, un Dio che non disdegna di velare la sua onnipotenza in un corpo appeso ad una croce, pur di rivelare il suo volto di misericordia infinita. Eppure questo è il messaggio centrale che si è trasmesso di generazione in generazione nella Chiesa. Come San Paolo essa non teme di affermare che l’apparente debolezza della Croce è in realtà la più bella manifestazione della potenza e della sapienza divina, il più grande vanto e la più sicura speranza per ciascuno di noi.

Glorifichiamo il nostro salvatore con un antico inno della liturgia bizantina:

Inno

Con l’albero della croce,
tu hai guarito l’amarezza dell’albero
e hai aperto il Paradiso agli uomini.
Signore, gloria a te!
Noi non siamo più impediti
di andare all’albero della vita:
abbiamo la speranza della tua croce.
Signore, gloria a te!

O Immortale, inchiodato sul legno,
tu hai trionfato degli inganni del diavolo.
Signore, gloria a te!
Tu, che per me hai sopportato
di essere messo in croce,
accogli la mia vigilante celebrazione di lode,
o Cristo Dio, Amico degli uomini.
Più brillante del fuoco,
più luminoso della fiamma,
tu hai mostrato il legno
della tua croce, o Cristo.
Brucia i peccati dei malati
e illumina i cuori
di quanti celebrano con inni
la tua volontaria crocifissione.

Cristo Dio, gloria a te!
Cristo Dio,
che per noi hai accettato
la dolorosa crocifissione,
accogli quanti inneggiano
alla tua passione e salvaci.


Contempliamo l’Icona della crocifissione del Signore

Dopo questo, Gesù,
sapendo che ogni cosa
era stata or­mai compiuta,
disse per adempiere la Scrittura:
«Ho sete».
Vi era lì un vaso pieno d’aceto;
posero perciò una spugna imbe­vuta
di aceto in cima a una canna
e gliela accostarono alla bocca.
E dopo aver ricevuto l’aceto,
Gesù disse:
«Tutto è com­piuto!».
E, chinato il capo, spirò.
(Gv 19,28-30)

 

La sete di Cristo

Dalla rappresentazione traspare un grande silenzio e una regale maestà. La composizione non vuole tanto espri­mere gli spasmi del dolore o altri caratteri realistici del corpo di Gesù, ma tutto è trasfigurato per rappresentare il significa­to teologico del divino sacrificio. Sulla testata della croce, al posto dello storico I.N.R.I., ho voluto scrivere la frase che Gesù ha detto sulla croce: «Ho sete!».

Egli, come disse alla Samaritana: «Dammi da bere», allo stesso modo dice a me. Ha sete della mia attenzione e del mio amore nei suoi confronti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutta la tua forza» (Le 10,27). Egli sta lì davanti a me come l’unico che ha saputo mettere in pratica lo Shemà. Infatti la corona di spi­ne ha circonciso la sua mente, i chiodi la sua forza, la lancia il suo cuore!

Un battesimo di sangue

Al lato destro dell’Uomo della croce c’è un angelo che raccoglie in una coppa d’oro il sangue e l’acqua, simboli del­l’eucaristia e del battesimo. E insieme al sangue, c’è il pane del suo corpo che come il chicco di grano, una volta morto, porterà molto frutto.
Alla sua sinistra, invece, un altro ange­lo si copre il volto con il suo manto così come recita il profe­ta Isaia: «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolo­ri che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna sti­ma».

Sempre ai lati del Crocifisso, ci sono la sua madre, addo­lorata, che piange lacrime come nettare di misericordia, e Gio­vanni, colui il quale aveva avuto l’onore di sentire i battiti del suo cuore e non era riuscito più ad allontanarsi. Ai piedi della croce una grotta oscura simbolo dell’Ade. Al centro della cavità, un teschio, quello di Adamo, nel quale cade il sangue che scende dal corpo dell’Uomo dei dolori. È il battesimo di sangue che permetterà al nostro progenitore di uscire dagli inferi per avere la vita….

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LO SPLENDORE DELLA FEDE

Prima parte
Verso la PASQUA, pregando il CREDO con le ICONE
0. Introduzione
1. Credo… nella bellezza della mia fede
2. Cre
do… in Dio Padre Onnipotente
3.
Credo… nel Creatore del cielo e della terra
4.
Credo in …Gesù Cristo suo unico Figlio
5.
Credo… che nacque da Maria Vergine
6. Credo… che fu crocifisso, morì e fu sepolto
7. Credo… che discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò

26
Feb
13

19. La terra è dono, di Dorothy Stang

Una vita come la tua

 

Usa ogni giorno per portare GIOIA alla nostra TERRA.
E’ un dono di Dio il vivere in modo sempre più intenso come parti del nostro universo cosmico.

 

p_19_doroty_stang_creato_vita_come_tua_paoline_2013

Noi siamo qui su questa terra
solo per alcune decadi.
Usa ogni giorno per portare gioia
e non dolore
alla nostra terra
così ricolma di situazioni angosciose.
Come le piante muoiono e ritornano in vita
così anche noi ogni giorno facciamo riposare
quanto abbiamo fatto durante la giornata
per tornare da capo al sorgere del sole.
 
Dobbiamo aiutare la gente
a tornare a una relazione con la Madre Terra
che sia tenera e gentile.
 
E’ un dono di Dio
il vivere in modo sempre più intenso…

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Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

Calendario

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📖 🔥 🔥 Una #catechesi completa sullo #SpiritoSanto, con applicazioni pastorali attuali e aderenti alle esperienze dei #giovani, ma non soltanto. Sono spiegati i #simboli che lo raffigurano, i riferimenti all’Antico e al Nuovo Testamento, la sua azione nella #Chiesa... #Pentecoste #paoline #paolinestore - http://www.paolinestore.it/shop/lo-spirito-santo-5935.html 🎧 Per la #canonizzazione dei #pastorelli di #Fatima, Francesco e Giacinta (13 maggio 2017), proponiamo uno sceneggiato radiofonico a puntate, ogni mattina dal 6 al 12 maggio per ricordarli 👍 👂http://www.paoline.it/blog/spiritualita/1663-i-100-anni-di-fatima-una-storia-da-ascoltare.html#ascoltafatima Tonino Lasconi, Il grande rompi 2, Paoline  2015 Alessandro  Meluzzi, La vergogna. Un'emozione antica, Paoline 201
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