Posts Tagged ‘beatitudini

17
Ott
13

Le beatitudini dei santi

Proposta per i ragazzi

In ogni beatitudine del Vangelo possiamo riconoscere i volti di uomini e donne che sono stati nostri compagni i viaggio. Ma quello che ci appare è soprattutto il volto di Gesù: il suo modo di vivere, le sue scelte, le sue azioni. Una proposta per i ragazzi accompagnata da alcune possibili attività da vivere in gruppo e personalmente.

La strada percorsa da Gesù

In ogni beatitudine del Vangelo possiamo riconoscere i volti di uomini e donne che sono stati nostri compagni i viaggio. Ma quello che ci appare è soprattutto il volto di Gesù: il suo modo di vivere, le sue scelte, le sue azioni.

La strada percorsa da Gesù è una strada…

di povertà vissuta con totale fiducia nel Padre, in una completa disponibilità verso tutti.

di mitezza e misericordia in un mondo che sembra premiare l’arroganza e l’esibizione della forza.

di purezza di cuore, di chi ha uno sguardo limpido e coglie subito, istintivamente, il bene e non il male, come in Zaccheo, come nella peccatrice…

La strada delle beatitudini, i santi l’hanno imboccata dietro a Gesù, sicuri di non sbagliarsi, anche se si trattava di affrontare sofferenze e ostacoli. Anche se hanno dovuto remare controcorrente e, agli occhi dei contemporanei, è sembrata talvolta una pazzia.

L’esistenza dei santi, talora molto semplice e modesta, ha lasciato un segno che rimane. Molto più dei personaggi vissuti alla ribalta, sotto i riflettori. Quel segno è la traccia profonda della santità. Senza fare chiasso, spesso nelle prove, essi han no fatto giungere qualcosa di prezioso: un gesto o una parola, destinati a rasserenare, a consolare, a sostenere.

• Come luce, che riesce a rischiarare la notte più buia.

• Come lievito capace di far fermentare una grande massa di pasta.

Drammatizzazione Vangelo delle Beatitudini

Con i ragazzi si può drammatizzare il vangelo delle beatitudini.
Servono almeno 4 ragazzi ma possono essere anche di più- 1 chi legge la frase tratta dalle beatitudini- 2 chi fa la parte del ragazzo moderno – 3 chi fa la parte di Gesù – 4 chi legge la riflessione (testo tratto da Qumran
)

1. Dal Vangelo: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Ragazzo di oggi: Beato io che sono ricco, ho molti sodi sono sicuro di me e della mia grandezza.

GESÙ: io mi sono fatto piccolo per farmi uomo e sono diventato povero per arricchirvi.

Riflessione: Beati i ragazzi che non pensano solo ai soldi ma si spendono gratuitamente in nome di Dio. Lui li accoglie a braccia aperte nella sua famiglia.

scarica il testo completo in pdf

La strada da percorrere noi. Attività.

«Beati…», Gesù lo ripete ben otto volte, per farci comprendere «il segreto della felicità»!….

»»» vai al testo completo e scarica l’attività per i ragazzi

22
Ago
13

Rinfranchiamo le mani inerti e le ginocchia fiacche – Lc 13,22-30

21a Domenica – Tempo Ordinario – Anno C

Siamo tentati, come tutti, di cercare sempre la via del tutto e subito, senza sforzo; Gesù però ci avverte che alla vera vita si arriva per la “porta stretta”, con l’impegno e la fatica

Certo che Gesù è davvero strano! Meglio: certo che Gesù è davvero diverso!

Immaginiamolo ai nostri tempi, magari durante una campagna elettorale, o in uno dei tanti stucchevoli talkshow dove i politici vantano la loro merce. Spiazzerebbe tutti. Perché gli altri – tutti senza eccezione di colore e di posizione – inviterebbero a “entrare per la porta larga”: “Venite con me, che diminuirò le tasse, che farò calare i prezzi, che aumenterò i posti di lavoro, che toglierò le buche dalle strade, che…”.

Poi arriverebbe il turno di Gesù, e: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”. Lo prenderebbero per pazzo, e, ridendo sotto i baffi, lo lascerebbero parlare sicuri che i loro voti sarebbero al sicuro.

Succederebbe proprio così. La cosa più preoccupante, però, non sarebbe l’ironia dei “concorrenti”, ma la probabile adesione fiduciosa e calorosa a coloro che promettono la porta larga anche da parte di coloro che si ritengono cristiani. Abbiamo qualche dubbio in proposito? Guardiamo a ciò che è accaduto da ormai tanti anni a questa parte e che accade ancora. Siamo andati dietro in massa (e perciò in questa massa dovevano esserci anche i “cristiani”) a tutti coloro che promettevano la porta larga, cioè il “tutto, subito, facile”.  E non soltanto per quanto riguarda la politica, ma in tutti gli ambiti, cominciando dalla famiglia, per seguire con la scuola, per continuare negli altri settori della vita personale e sociale.

Le conseguenze le stiamo vedendo e subendo.

Domanda: “Perché questa difficoltà ad ascoltare l’invito di vivere secondo il criterio della porta stretta, se conosciamo le conseguenze della porta larga?”.

La risposta va cercata sotto l’albero del bene e del male, che non sta confinato alle origini della nostra storia, ma è sempre sopra la nostra testa, davanti ai nostri occhi, ai quali, come a quelli di Adamo ed Eva, il suo frutto sembra “buono da mangiare, gradevole agli occhi, e desiderabile per acquistare saggezza” (Gen 3,6).

Oggi, come all’inizio, come sempre, e forse anche di più, il serpente, sotto vari travestimenti anche estremamente furbi, invita a scegliere la porta larga, ottenendo un indice di ascolto altissimo, per cui, anche non volendo, finiamo nostro malgrado per esserne catturati, o quanto meno influenzati. Pensiamo alla pubblicità che ci bombarda: è facilissimo togliere lo sporco, il sudore, rimanere giovani, eliminare il colesterolo, avere successo, fabbricare un figlio, eliminare la sofferenza, salire le scale… Tutto è facile, facilissimo. Tutto si può ottenere subito e senza sforzo.

Il bene, invece è sempre porta stretta. Perché il bene è solidarietà, gratuità, giustizia, pace, non violenza, perdono, misericordia, sobrietà. E’: “Va’ e fa’ anche tu come il samaritano”, “Amatevi come io vi ho amato”, “Beati i poveri in spirito, beati i miti, beati gli affamati e gli assetati di giustizia…”.

Altra domanda: “ma dove sta questa porta stretta, davanti alla quale si creerà una ressa come davanti agli stati di calcio e ai concerti rock?”.

»»» vai al testo completo

05
Nov
12

Sulle vie del Vangelo: Felici di vivere. Incontri on line

Itinerario con le BEATITUDINI

Felici voi che credete, che amate, che costruite la pace. Felici voi che scegliete di guardare la vostra vita con occhi nuovi e di lasciarvi raggiungere da parole nuove cariche di nuove logiche di vita e orizzonti radicalmente controcorrente.

Dal 28 ottobre 2012 al 29 giugno 2013, come Paoline, proponiamo a tutti coloro che si sentono giovani nella fede, un itinerario di riscoperta del messaggio cristiano, come invito alla gioia, alla pienezza, al dono.
Ogni mese, secondo il calendario stabilito, andremo on line con riflessioni, tracce di preghiera e adorazioni, che potranno essere scaricate e valorizzate personalmente o con il proprio gruppo, a casa e in parrocchia.
Gli incontri puntano a un obiettivo specifico: far sì che la fede possa diventare vita e la vita possa essere impastata di fede. Non c’è età, né città o provenienza che possa diventare un ostacolo. Chi desidera vivere e condividere con noi questo tempo di Grazia, con passione e voglia di profondità, è e sarà il benvenuto.
L’anno della fede possa diventare per tutti noi un tempo per lasciar risuonare parole che ci svelano una fondamentale novità nel credere e nell’annunciare. Anche oggi, guardando le folle e i suoi discepoli, Gesù continua a dire: «Beati voi»… Oggi lo dice a noi!
Progetto completo
28 ottobre – E Gesù disse: «Beati voi»  – Mt 5,1-3
Lasciar risuonare nel cuore l’annuncio del Vangelo che si fa pienezza e dono, che ci chiede di lasciarci disarmare, rischiando un faccia a faccia, d’amore, con Dio
29 novembre – Felice se attendi– Mt 5,4
L’avvento è attesa fiduciosa, è domanda posta all’incredibile, è vivere sapendo di attendere ciò che potrebbe non accadere e, nonostante questo, continuare a sperarlo con fiducia
24 gennaio – Felice se ti fidi – Mt 5,5
Fidarsi è diventare capaci di andare oltre… oltre ogni pensiero, oltre le situazioni e oltre se stessi… riscoprendosi nuovi!
21 febbraio – Felice se scegli il Bene – Mt 5,6
Sete di giustizia è scegliere di costruire un Bene che può diventare realtà per tutti
14 marzo – Felice se ami – Mt 5,7
Misericordia è amare con lo stesso cuore di Dio: amare con la sua stessa radicalità e totalità, amare fino in fondo perché nell’amore vive il segreto della vera gioia
11 aprile – Felice se credi – Mt 5,8
Un cuore puro sa lasciarsi raggiungere, toccare, stravolgere… solo così può imparare a credere nell’impossibile che in Dio diventa realtà
9 maggio – Felice se costruisci pace – Mt 5,9
La pace non è puro desiderio del cuore, non è ipotesi utopica di futuro. La pace germoglia in chi, per primo, sceglie di costruirla, donandola
29 giugno – Felice se ti doni – Mt 5,10
Con san Paolo sulle vie di una fede che si fa, oggi, risposta di vita per il mondo
>>> scarica la locandina
In Dio la gioia si fa proposta: felice chi con audacia risponde. Buon Cammino a tutti noi!
Per saperne di più scrivi a:
Sr Mariangela, 3408404419 – m.tassielli@paoline.it
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01
Nov
12

Le Beatitudini: passare dall’avere per se all’essere per gli altri… (Mt 5, 3-11)

I Santi sono uomini felici

CA0028Ciò che stupisce nel brano di Matteo (Mt 5, 3-11) è che la proclamazione della felicità non riguarda, in parecchi casi di queste beatitudini, opzioni fondamentali (come potrebbero essere «non uccidere», «non rubare», «onora il padre e la madre»); riguarda piuttosto situazioni ed atteggiamenti che comunemente non sono considerati di felicità e di benessere.
Anzi, le beatitudini che ci colpiscono di più non sono quelle che, in certo senso, sono ovvie:
beati gli operatori di pace, beati i puri di cuore,
ma sono invece quelle che si esprimono con un bruciante contrasto:
beati i poveri, beati gli afflitti, beati gli affamati.

Dietro alle beatitudini, perciò,
si nasconde un misterioso capovolgimento antropologico
che consiste nel passare dall’avere all’essere, anzi dall’essere al dare,
dall’avere per sé all’essere per gli altri.
Cogliendo la dinamica di questo guado fondamentale per l’uomo,
noi raggiungiamo il segreto di Dio che è insieme il vero segreto dell’uomo:
donarsi, essere per un altro.
I Santi sono uomini felici, sono uomini che hanno trovato il loro vero centro,
uomini che hanno operato la conversione dall’avere all’essere e dall’essere al dare:
per questo sono stati e sono felici.
Celebrando la loro festa siamo invitati a partecipare, nella fede,
alla loro esperienza di letizia e di gioia.
Un critico contemporaneo, commentando una riedizione di antiche e celebri vite di Santi
(tra cui quella di Antonio, di Ambrogio, di Agostino)
dice che la prima qualità che si segnala nella vita dei santi è una forma di grande e ilare felicità,
di sereno e totale abbandono, di serena e totale fiducia nel disegno che la vita,
scendendo dalle mani di Dio, compone sui sentieri e sulle strade dell’uomo.
La santità, quest’unica forma possibile al mondo di vincere la tristezza,
ci viene presentata non come sogno irraggiungibile ma come la méta realistica
a cui ogni uomo è chiamato per mezzo del Battesimo.
La santità è la nostra chiamata, è una chiamata che riguarda ciascuno di noi,
come ha affermato il Concilio Vaticano II:
«uno è il popolo eletto di Dio, comune è la dignità dei membri,
comune la grazia dei figli, comune la vocazione alla perfezione»,
cioè la chiamata di tutti noi alla santità.
Cardinale Carlo Maria martini

31
Ott
12

Una cultura di santità… quella delle strade, di C. M. Martini

festa-dei-santiOggi più che mai il mondo ha bisogno
di una «cultura di santità».
Il Concilio, sottolineando
la vocazione universale alla santità,
ha detto parole in qualche modo nuove.
Ha detto che «tutti i fedeli,
di qualsiasi stato o grado,
sono chiamati alla pienezza della vita cristiana
e alla perfezione della carità». 
E’ questa generazione di santità
che il Concilio si augura:
una santità che si possa, per così dire,
trovare per le strade,
che si possa incontrare sull’autobus,
nella metropolitana, nella fabbrica,
nell’ufficio, nella famiglia,
una santità che esce dalle chiese
per entrare nella realtà della vita di ogni giorno.
Sarà necessariamente una santità
non clamorosa, non conclamata,
ma una santità luminosa e trasparente,
capace di lasciare intuire il volto di Cristo
in cui traspare la gloria di Dio.
Attraverso la presenza discreta, umile,
ma decisa e coraggiosa
di questa generazione di santità,
si rinnoverà il prodigio del sale della terra,
capace di conservare la vita e la speranza di vita
per un mondo che si sente inevitabilmente
avviato verso una cultura di morte.
Dice ancora il Concilio,
«da questa santità così universale e diffusa
è promosso anche nella società terrena un tenore di vita più umana».
Se pensiamo alla vita dei Santi che più conosciamo,
noi li vediamo appunto come il Vangelo di oggi ce li descrive:
poveri in spirito, miti, assetati di giustizia,
misericordiosi, puri di cuore,
perseguitati a causa del Vangelo,
e proprio per questo tutti quanti
operatori di pace.
Francesco, Caterina da Siena,
Ambrogio, Carlo. Vincenzo de’ Paoli
non hanno forse fatto la storia del tempo in cui sono vissuti?
Non hanno forse i fatto crescere attorno a loro
il senso e la ricerca della vera pace?
Non hanno rinnovato essi il mondo con la loro carità?
Cardinale Carlo Maria Martini

29
Ott
12

I SANTI, UOMINI E DONNE COME NOI CHE…

Tutti i Santi – Feste e Solennità – Anno B

 

I santi… uomini e donne come noi che, silenziosamente, umilmente e coraggiosamente cercando di fare spazio a Dio – il «Santo» – tentando di vivere facendo del bene a tutti.

LETTURE: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1 Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a

Se i santi fossero soltanto quelli dei quadri e delle statue, quelli di cui molti di noi portano il nome, questa sarebbe la festa della nostalgia, e anche della disillusione. Perché noi non siamo così e dubitiamo fortemente di riuscire a diventare così. Come facciamo a lasciare il lavoro, le occupazioni di ogni giorno, le preoccupazioni della famiglia come hanno fatto questi “campioni”?
Per fortuna, però, i santi non sono soltanto quelli del calendario, ma uomini e donne come noi che, silenziosamente, umilmente e coraggiosamente cercando di fare spazio a Dio – il «Santo» – tentando di vivere facendo del bene a tutti.

Se è così – ed è così – questa festa è la nostra festa, perché ci ricorda che nel Cristo risorto siamo tutti contemporanei, e che nella “comunione dei santi”, ogni piccolo bene, anche quello che noi riusciamo faticosamente a compiere, diventa una grazia per tutti.

Liberiamoci, perciò, dal “sarebbe bello, ma io non posso”. Tutti possiamo vivere la santità che Gesù ci indica…

>>> vai al testo completo

24
Ott
12

UNA FELICITÀ «AL CONTRARIO». Festa di Tutti i Santi

Catechesi per bambini e ragazzi

Proposta per i bambini e i ragazzi per riflettere sul significato delle Beatitudini come traccia per un cammino di santità nel quotidiano.

 

Le ragioni della speranza – Mt 5,1-12

Come fa Gesù a dichiarare «beati» i poveri, gli afflitti, i perseguitati…?
– I poveri che non hanno mezzi e non possono imporsi;
– gli afflitti segnati da sofferenze nel corpo e nell’anima;
– i miti che rinunciano alla violenza e all’uso della forza e, spesso, sono calpestati;
i misericordiosi di cui tutti si approfittano perché, tanto, continueranno a perdonare;
– i puri di cuore, considerati ingenui perché non pensano male degli altri?

• Gesù, in effetti, non dice che queste siano situazioni di felicità. Costoro sono beati perché Dio interviene a loro favore; lui stesso si impegna a cambiare la loro vita.

Poiché è Dio stesso ad agire accade l’inimmaginabile.

  • I poveri possiedono ciò che è più prezioso: un mondo nuovo.
  • Chi piange è consolato da Dio stesso.
  • I miti ereditano la terra intera.
  • E quelli che hanno fame e sete perenne di giustizia sono saziati.

Illusioni? No, realtà. Una realtà per coloro che si sono affidati a Dio e che, oggi, celebriamo come nostri fratelli maggiori, i Santi.

• I Santi ci aiutano a riconoscere il grande imbroglio, che rischia di toglierci la speranza. È una grossa truffa che ci fa credere di essere tutti sporchi, disonesti, almeno un poco. E invece no: gli onesti ci sono, e sono più numerosi dei ladri. La loro azione non conquista le prime pagine dei giornali, ma contribuisce al bene dell’umanità. Essi non ricevono attestazioni o medaglie, ma sono preziosi.

Una felicità «al contrario»

Com’è possibile, Signore?
Ci chiami a essere «beati» nelle situazioni buie, faticose, a volte dolorose…

Attività: cruciverba delle Beatitudini

>>> vai al testo completo

 

 

scarica il pdf del cruciverba




Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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