Posts Tagged ‘comunicazione

21
Mag
14

Settimana della Comunicazione 2014

“Farsi prossimo” nel mondo della comunicazione

Promuovere la cultura dell’incontro, attraverso le varie forme di comunicazione, è l’obiettivo della Settimana della Comunicazione 2014, in sintonia con le indicazioni di papa Francesco e il suo invito a farsi più prossimi gli uni agli altri nel mondo dei media

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Come il Buon Samaritano

“In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana, che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa. Comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri” (papa Francesco).

Il Messaggio per la 48a Giornata Mondiale delle Comunicazioni (1 giugno 2014) indica la figura del Buon Samaritano come modello del “buon comunicatore”, che percorre le strade del mondo digitale senza lasciarsi condizionare dall’indifferenza o dall’egoismo, accompagna laconnessione con l’incontro verodell’altro, gli manifesta tenerezza e si fa carico della sua realtà.

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Una ”settimana” prolungata

Questo modello ispira anche le numerose iniziative della IX Settimana della Comunicazione, manifestazione nazionale, promossa, come di consueto, dalle Paoline e dai Paolini, per preparare e celebrare questa Giornata. Benché quest’anno essa ricorra ufficialmente dal 25 maggio alla prima domenica di giugno, molti eventi sono già stati realizzati oppure previsti nell’arco di tempo che precede e segue questa data, nelle varie città dove sono presenti le Librerie Paoline e San Paolo… (continua)

Premiare i testimoni della solidarietà

Un appuntamento significativo della Settimana è anche l’assegnazione del Premio Comunicazione e Cultura Paoline ONLUS a Mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo di Campobasso-Boiano, nel contesto del convegno sul tema della GMCS organizzato il 22 maggio a Roma, in collaborazione con l&rsquoUfficio Comunicazioni dell&rsquoUrbe e la Pontificia Università Lateranense, presso la Sala Convegni della Comunità S. Egidio.

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23
Gen
14

Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro

Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014

Il Messaggio per la GMCS 2014 vuole esplorare il potenziale della comunicazione, nel mondo sempre collegato e in rete, per far si che le persone siano sempre più vicine e si costruisca un mondo più giusto

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Servizio e incontro

Il Messaggio di papa Francesco per la 48a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (1 giugno 2014) pone l’attenzione su due aspetti fondamentali della missione della Chiesa nell’era della comunicazione: il servire, come stile privilegiato di annuncio e testimonianza, che favorisce l’incontrare e l’incontrarsi, al di là di ogni possibile barriera.

«L’essere umano si esprime soprattutto nella capacità di comunicare» sottolinea la nota diffusa dalla sala stampa della Santa Sede riguardo al tema di questa Giornata. «Nella comunicazione e attraverso essa possiamo, infatti, incontrare altre persone, esprimiamo noi stessi, il nostro pensiero, quello in cui crediamo, come vorremmo vivere e, forse anche più importante, impariamo a conoscere le persone con cui siamo chiamati a vivere».

Essere autentici

«Una tale comunicazione richiede onestà, rispetto reciproco e impegno per imparare gli uni dagli altri; esige la capacità di saper dialogare rispettosamente con le verità degli altri. Spesso, infatti, quello che inizialmente potrebbe sembrare "diversità" rivela la ricchezza della nostra umanità e nella scoperta dell’altro incontriamo pure la verità del nostro essere.

In tale contesto, ciascuno di noi dovrebbe accogliere la sfida di essere autentico, testimoniando i valori in cui crede, la sua identità cristiana, il suo vissuto culturale, espressi con un nuovo linguaggio, per giungere alla condivisione».

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»»» leggi alcune note sul messaggio del Papa scritte a caldo da p. Antonio Spadaro sj pubblicate nel blog CyberTeologia

30
Apr
13

Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione

47a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali  – 8a Settimana della Comunicazione

 

Il Messaggio per la GMCS 2013, pubblicato nell’Anno della Fede e del 50° anniversario del decreto “Inter Mirifica”, è ricco di stimoli per affrontare le sfide dell’evangelizzazione nella società della “Rete”.

Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione

Chiesa e Reti sociali

Il tema scelto dal Papa per il Messaggio della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (12 maggio 2013): "Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione" si situa nel contesto dell’Anno della fede e affronta una delle sfide più significative per l’evangelizzazione: l’ambiente digitale.

«Gli elementi di riflessione» – si legge nella nota diffusa dalla sala stampa della Santa Sede – «sono numerosi e importanti: in un tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane quali le relazioni e la conoscenza, è necessario chiedersi: può essa aiutare gli uomini a incontrare Cristo nella fede?
Non basta più il superficiale adeguamento di un linguaggio, ma è necessario poter presentare il Vangelo come risposta a una perenne domanda umana di senso e di fede, che anche dalla rete emerge e nella rete si fa strada».

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Settimana della Comunicazione. Nei giorni dal 5 al 12 maggio 2013 -videoclip

La Settimana

Cenni storici

Compie ormai otto anni la Settimana della Comunicazione. Nei giorni dal 5 al 12 maggio 2013 in oltre quaranta città italiane si terrà l’8a edizione di questa iniziativa promossa dalle Figlie di San Paolo e dalla Società San Paolo, per dare risalto alla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e al Messaggio che il Santo Padre invia per questo appuntamento.

Nata nel 2006, questa manifestazione si sta rivelando una significativa esperienza ecclesiale di “rete”, una rete “in progress”, che offre peculiarità interessanti.

La Settimana vede da anni mobilitati Paoline e Paolini sull’impegnativo – ma affascinante – tema che il Papa ogni anno offre per la GMCS. Un impegno che coinvolge la stragrande maggioranza delle realtà paoline presenti nel territorio nazionale: comunità, Librerie Paoline, Librerie San Paolo, il Gruppo Paoline Editoriale, il Gruppo San Paolo, nelle loro varie espressioni.

Si può constatare che il format Settimana della Comunicazione (e il festival) si sta sempre più consolidando, tanto da essere ormai una vera esperienza di evangelizzazione nazionale.

Caratteristiche

Una caratteristica delle varie edizioni è sicuramente la crescente attenzione al mondo dei ragazzi e della scuola, attraverso gli Happy Book in libreria.

Partiti in sordina, negli ultimi anni sono diventati un appuntamento fisso in molte città italiane e si stanno caratterizzando sempre più non solo come contatto con la libreria, per conoscere il mondo del libro, ma anche come vivace esperienza nel grande mondo della comunicazione.

Sono infatti state organizzate anche: cacce al tesoro, gare a squadre tra classi o tra scuole, Bibbia-quiz, laboratori sulle arti, sui mestieri del libro e sulla professione giornalistica, percorsi didattici, animazioni con clown, oppure concorsi.

 

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16
Mar
13

Semplicità, schiettezza, sobrietà di Papa Francesco

Invece di essere solo una Chiesa che accoglie e che riceve, cerchiamo di essere una Chiesa che esce da se stessa

20130316_papa_francesco_6[1]Papa Francesco, sin dal primo incontro con la gente che lo acclamava subito dopo la sua elezione al Pontificato, ha imposto uno stile comunicativo sobrio, semplice, asciutto ma estremamente efficace. Le sue frasi sono brevi, ritmate, decise, ma pronunciate con la dolcezza naturale dell’accento argentino. Il suo obiettivo appare essere una comunicazione che crei contatto diretto con chi ascolta, coinvolgendolo quanto più è possibile nell’evento della comunicazione. Ad esempio, il silenzio della preghiera che ha chiesto a tutti e al quale lui si è unito prima di dare la prima benedizione "Urbi et Orbi" ha coinvolto tutti in un medesimo gesto.

La sua sobrietà ha fatto pensare a qualcuno che egli sia decisamente lontano dai cosiddetti "nuovi mezzi di comunicazione" a volte erratamente intesi come espressione di una "novità" massificante, fonte di fraintendimenti. E’ davvero così?

In realtà a Papa Francesco interessa sostanzialmente una cosa: l’apertura della Chiesa, l’uscita da una possibile condizione di autoreferenzialità. Dunque la comunicazione, quella vera, capace di creare ponti. Ha affermato in una intervista del 14 marzo 2013 a margine di un concistoro: "se la Chiesa rimane chiusa in se stessa, autoreferenziale, invecchia. E tra una Chiesa accidentata che esce per strada, e una Chiesa ammalata di autoreferenzialità, non ho dubbi nel preferire la prima".

Queste strade sono le strade del mondo dove la gente vive, dove la gente è raggiungibile effettivamente, le frontiere del nostro tempo, così radicate nella missione e nel carisma della Compagnia di Gesù, tra l’altro, secondo ciò che Paolo VI e Benedetto XVI hanno ribadito. E tra queste strade per Papa Francesco ci sono anche quelle digitali e persino quelle che fanno ricorso a "brevi messaggi". Infatti ha affermato in quella intervista:

"Cerchiamo il contatto con le famiglie che non frequentano la parrocchia. Invece di essere solo una Chiesa che accoglie e che riceve, cerchiamo di essere una Chiesa che esce da se stessa e va verso gli uomini e le donne che non la frequentano, che non la conoscono, che se ne sono andate, che sono indifferenti. Organizziamo delle missioni nelle pubbliche piazze, quelle in cui si raduna molta gente: preghiamo, celebriamo la messa, proponiamo il battesimo che amministriamo dopo una breve preparazione. È lo stile delle parrocchie e della stessa diocesi. Oltre a questo cerchiamo anche di raggiungere le persone lontane attraverso i mezzi digitali, la rete web e dei brevi messaggi".

Da queste espressioni possiamo forse intuire quali potranno essere i prossimi gesti e le prossime decisioni di Papa Francesco?

di Padre Antonio Spadaro, da cyberteologia.it, 16 marzo 2013

24
Gen
13

I TRE PILASTRI DEL MESSAGGIO DEL PAPA PER LA 47a GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI (2013)

Commento a «Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione»

di p. Antonio Spadaro sj, in CyberTeologia

papa_twitterQuest’anno il Pontefice nel suo Messaggio per la 47° Giornata Mondiale delle Comunicazioni («Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione») ha raccolto una serie di indicazioni già date nei precedenti messaggi, e puntando su 3 “pilastri” o temi-chiave che sembrano essere ormai le fondamenta della prospettiva ecclesiale sulla comunicazione

1) L’AMBIENTE DIGITALE È UNO SPAZIO DI ESPERIENZA REALE

Scrive Benedetto XVI che i social networks non devono essere visti dai credenti semplicemente come uno strumento di evangelizzazione. La Rete non è da «usare», ma da abitare perché la vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale. «L’ambiente digitale – scrive il Papa – non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani» (corsivo nostro). Lo spazio digitale non è inautentico, alienato, falso o apparente, ma è un’estensione del nostro spazio vitale quotidiano, che richiede «responsabilità e dedizione alla verità». Abitare significa inscrivere i propri significati nello spazio. Ed è proprio questa la sfida: inscrivere i significati e i valori della nostra vita nell’ambiente digitale, e anche capire che cosa la rete ci insegna sul modo di pensare la fede oggi. Siamo chiamati, dunque, a vivere bene sapendo che la Rete è parte del nostro ambiente vitale, e che in essa ormai si sviluppa una parte della nostra capacità di fare esperienza:«sia essa fisica, sia essa digitale», senza fratture o cesure tra le due «realtà», senza schizofrenie.

settimana_comunicazione_2013_locandina_paoline2) IN RETE SI PENSA INSIEME E SI CONDIVIDE LA RICERCA

Nel suo Messaggio il Papa afferma che lo sviluppo delle reti sta «contribuendo a far emergere una nuova “agorà”, una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità». Nelle reti sociali gli uomini sono coinvolti – si legge nel Messaggio – «nell’essere stimolati intellettualmente e nel condividere competenze e conoscenze». I networks sociali dunque non solamente aiutano ad esprimere agli altri il proprio pensiero, ma aiutano anche a pensare insieme agli altri, elaborando riflessioni, idee, visioni della realtà. La Rete dunque è un luogo in cui si esprime la ricerca dell’uomo,il suo desiderio di verità e i suoi interrogativi di senso.

3) IN RETE SI VIVE UN COINVOLGIMENTO INTERATTIVO CON LE DOMANDE DEGLI UOMINI

Il Pontefice indica il rischio più insidioso: quello di conversare soltanto con coloro che già condividono le nostre visioni. E invece – scrive – «dialogo e dibattito possono fiorire e crescere anche quando si conversa e si prendono sul serio coloro che hanno idee diverse dalle nostre». Non si testimonia il Vangelo in Rete limitandosi a inserire contenuti dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi, chiudendosi alle domande vere e urgenti, ai dubbi e alle sfide degli uomini d’oggi . Al contrario il Papa ribadisce la necessità ad essere disponibili «nel coinvolgerci pazientemente e con rispetto nelle loro domande e nei loro dubbi, nel cammino di ricerca della verità e del significato dell’esistenza umana». Occorre dunque superare la logica degli steccati, delle contrapposizioni, dei gruppi chiusi e autoreferenziali che alla fine paradossalmente la Rete rischia di fomentare. E «il coinvolgimento autentico e interattivo con le domande e i dubbi di coloro che sono lontani dalla fede, ci deve far sentire la necessità di alimentare con la preghiera e la riflessione la nostra fede nella presenza di Dio come pure la nostra carità operosa». Se il Papa ha deciso di unirsi alla conversazione che avviene via Twitter è proprio per esprimere un segno di attiva partecipazione ai dibattiti, alle discussioni e ai dialoghi degli uomini del nostro tempo che oggi sono sempre più veicolati dai network sociali.

>>> scarica il messaggio del Papa

di p. Antonio Spadaro sj, in CyberTeologia,24 gennaio 2013

>>> vedi anche: Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione

24
Gen
13

Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione

Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2013

Il Messaggio per la GMCS 2013, pubblicato nell’Anno della Fede e del 50° anniversario del decreto “Inter Mirifica”, è ricco di stimoli per affrontare le sfide dell’evangelizzazione nella società della “Rete”.

Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione

Chiesa e Reti sociali

Il tema scelto dal Papa per il Messaggio della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (12 maggio 2013): "Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione" si situa nel contesto dell’Anno della fede e affronta una delle sfide più significative per l’evangelizzazione: l’ambiente digitale.

«Gli elementi di riflessione» – si legge nella nota diffusa dalla sala stampa della Santa Sede – «sono numerosi e importanti: in un tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane quali le relazioni e la conoscenza, è necessario chiedersi: può essa aiutare gli uomini a incontrare Cristo nella fede?
Non basta più il superficiale adeguamento di un linguaggio, ma è necessario poter presentare il Vangelo come risposta a una perenne domanda umana di senso e di fede, che anche dalla rete emerge e nella rete si fa strada».

>>> Per un primo approfondimento del messaggio leggi l’articolo di p. Antonio Spadaro:
I tre pilastri del messaggio del Papa per la 47a giornata mondiale delle comunicazioni sociali (2013) Commento a «Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione», in CyberTeologia

Opportunità di incontro
e di animazione

Come ogni anno il Messaggio viene pubblicato il 24 gennaio, festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e in questa occasione molte Diocesi, associazioni o altri organismi organizzano momenti di incontro e di dibattito con gli operatori della comunicazione sociale.

Il tema delle Reti Sociali, inoltre, caratterizza le iniziative della Settimana della comunicazione, progetto di animazione a livello nazionale e locale ideato dalle Paoline e dai Paolini per promuovere la celebrazione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Questa manifestazione, giunta all’ VIII edizione, si svolgerà dal 5 al 12 maggio e comprende il Festival della Comunicazione, che si terrà ad Avezzano (AQ).

>>> vai al testo completo

16
Dic
12

Il nuovo twittatore uscì nel continente digitale per twiettare..

Riprendo qui a mia volta, lo splendido editoriale di padre Federico Lombardi per Octava Dies, il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano, pubblicato da p. Antonio Spadaro sj su cyberteologia

seminatoreIl nuovo twittatore uscì nel continente digitale per twittare. Alcuni abitanti del continente dissero: “Che ci fa qui questo intruso? In questo campo solo noi sappiamo che cosa e come bisogna twittare!”. E lo presero in giro e gli volsero le spalle. Altri abitanti dissero: “Interessante e divertente! Vediamo se avrà più followers di altri VIP, attori o calciatori”. E fecero le loro considerazioni sui numeri, ma non pensarono a cosa dicevano i tweets e dopo un po’ se ne disinteressarono. Altri dissero: “Bene. C’è qualcuno che si preoccupa di dirci delle cose che ritiene importanti per ognuno di noi. Staremo attenti per vedere e sentire, e saremo contenti di ritwittare ai nostri amici in ricerca come noi”. E i tweets portarono frutto e si moltiplicarono, per trenta, per sessanta, per cento… Chi ha orecchi per intendere, intenda.

140 caratteri – quanti ne contiene un tweet – non sono pochi. La maggior parte dei versetti del Vangelo ne ha di meno; le beatitudini sono molto più brevi. Un po’ di concisione non fa male. Da secoli sappiamo che ascoltare una parola di Gesù al mattino e portarla nella mente e nel cuore sostiene il cammino di un giorno…o di una vita. Ma bisogna capire perché questa parola è importante, da dove viene e dove va, in quale contesto di vita trova il suo senso. Insomma, il tweet non porta la vita da solo e automaticamente. Non per nulla può incontrare di fatto un’accoglienza entusiastica, ma anche un rifiuto. Il seme cade su un terreno sassoso o in mezzo ai rovi dei pregiudizi negativi e soffoca, ma cade anche su un terreno buono e disponibile e così porta frutto e si moltiplica.

Naturalmente il mondo non si salverà a colpi di tweet, ma sul miliardo di battezzati cattolici e sui sette miliardi del mondo, alcuni milioni di persone potranno sentire anche per questa via il Papa più vicino, dire una parola per loro, una scintilla di saggezza da portare nella mente e nel cuore e da condividere con gli amici di tweet. Un nuovo servizio del Vangelo.

>>> ASCOLTA la parabola del twittatore facendo click QUI




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