Posts Tagged ‘elaine penrice

25
Nov
14

ATTENDETE il RITORNO – I domenica di Avvento

Itinerario figurativo di Avvento-Natale, Anno B

Rimanete in attesa: è questo l’invito della liturgia dell’Avvento, contrassegnata dalla speranza nel ritorno del Signore e dall’attenzione ai segni della sua venuta nel quotidiano

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione. Si esegue un canto iniziale intonato al clima proprio dell’Avvento, poi si proietta o si consegna l’immagine sottostante.

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VIENI SIGNORE GESÙ

Vieni Signore Gesù,
vieni nella  nostra notte,
questa altissima notte
la lunga invincibile notte,
e questo silenzio del mondo
dove solo questa parola sia udita… (continua)
(David Maria Turoldo)

Ascolta

Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mc 13,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque… (continua)

Da: Sul respiro di Dio. Commento alle letture festive, Anno B, di Luigi Pozzoli, Paoline Editoriale Libri

Vegliare è un atteggiamento che richiede grande coraggio e grande dedizione: vuol dire essere più forti della notte, più forti del sonno; vuol dire essere pronti ad affrontare l’imprevedibile… (continua)

Spazio di silenzio per l’interiorizzazione

Canto

Immagina

Si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Un nuovo inizio
Il portiere
La luce
La scritta
(continua)

 

 

A seguire, ciascuno può immaginare liberamente altre scene di vita, altri simboli, altri collegamenti con la Parola raffigurata, proclamata e ascoltata e condividere spontaneamente le proprie rappresentazioni con la preghiera di lode, invocazione, supplica che ne è scaturita..

Dona

Come impegno conclusivo, a partire da quanto pregato, ognuno ricava un messaggio sul valore dell’attesa, da condividere,  con amici o… (continua)

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19
Nov
14

IMMAGINE & PAROLA – Introduzione anno B

Itinerario figurativo – Ciclo Avvento-Natale Anno B

Attraverso una serie di immagini, corredate di preghiere e gesti, proponiamo un itinerario di preparazione alle domeniche e alle feste del Tempo forte di Avvento-Natale, dell’Anno B

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Prepararsi alla festa di Domenica, meditando precedentemente il Vangelo o una delle letture festive, è un modo molto diffuso e fruttuoso di alimentare la propria fede, che consente di penetrare meglio e assimilare in profondità la ricchezza dell’Anno liturgico.

La rubrica Immagine & Parola offre una proposta di approfondimento e di preghiera, per prepararsi alla celebrazione delle domeniche e delle feste del ciclo dell’Avvento-Natale e quello di Quaresima-Pasqua, attraverso la valorizzazione di pitture, che raffigurano un aspetto particolare della Parola di Dio e ci invitano a “far festa” con i “colori” particolari dei Vangeli del tempo.

In questo tempo di Avvento-Natale dell’anno B, l’itinerario prevede le seguenti tappe:

ATTENDETE il RITORNO
I domenica di Avvento

PREPARATE la VIA
II domenica di Avvento

PIENA di GRAZIA
Solennità dell’Immacolata

TESTIMONIATE la LUCE
III domenica di Avvento

ESULTATE di GIOIA
IV domenica di Avvento

ACCOGLIETE il VERBO

NATALE del Signore

CUSTODITE la PAROLA
Madre di Dio

ADORATE il BAMBINO
Epifania del Signore

GLORIFICATE il FIGLIO
Battesimo del Signore

Ogni tappa è pensata per un gruppo o una comunità, (ma i vari elementi possono essere utilizzati anche livello personale) e comprende quattro momenti: guarda, ascolta, immagina, dona.

Ogni momento può essere introdotto o concluso con un canto appropriato e alcuni indicazioni della guida che facilitino un clima di raccoglimento e condivisione….

4 i momenti per la riflessione e la preghiera

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29
Mag
14

GESÙ sale verso il PADRE in CIELO – Ascensione del Signore

Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno A

Con l’Ascensione, Cristo annuncia ai suoi una nuova forma della sua presenza: presso il Padre e nell’intimo del loro cuore, per continuare la sua missione nel mondo

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione.Si esegue un canto iniziale intonato al clima proprio di questa solennità, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine.

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TU, SORGENTE della nostra SPERANZA
Noi ti adoriamo, o Cristo risorto
vittorioso sulla tua e sulla nostra morte.
La bellezza del tuo volto, o Signore,
uscita dall’intelligenza credente
della nostra storia millenaria,
dice il nostro destino,
il desiderio di vita nuova… (continua)

ic_ascolta_immagine_parola_web_paolineAscolta

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo

Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Da: L’anno liturgico come terapia, di Anselm Grün e Michael Reepen, Paoline

L’Ascensione ci indica lo scopo della nostra vita. Gesù è salito al cielo con il suo corpo umano ed è ora presso Dio, siede alla sua destra. In tal modo una parte di noi è già presso Dio, una parte di noi è già giunta alla meta, è già oltre la soglia della morte… La festa dell’Ascensione vuole farci rivolgere lo sguardo alla nostra meta, al cielo… (continua)

 

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Questa domenica è un giorno di luce, dove la gioia della Risurrezione raggiunge il suo culmine. Gesù torna definitivamente al Padre, la sua missione è compiuta, ora toccherà ai suoi discepoli continuare la sua opera. Gesù li ha invitati a salire sulla montagna ed essi, impauriti, si prostrano davanti a lui, che viene elevato fino al cielo davanti ai loro occhi. In verità, il brano conclusivo del vangelo di Matteo, proposto nell’anno A e proclamato in questa domenica, si conclude con la promessa di essere sempre con i suoi, fino alla fine del mondo.
01_gesu_padre_cielo_ascensione_pasqua_immagine_parola_paoline_2014Non narra, propriamente, il momento dell’Ascensione, come fanno, invece, altri testi del Nuovo Testamento, ma ho voluto includere ugualmente questo aspetto, perché è un elemento iconografico tradizionale di questa solennità.

Lo sfondo luminoso
La figura di Gesù
I discepoli
La montagna
(continua)

ic_dona_immagine_parola_web_paolineDona

A partire da quanto pregato, il gruppo si impegna durante la novena di Pentecoste, a leggere e condividere l’esortazione apostolica di papa Francesco… (continua)

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08
Mag
14

GESÙ e la porta dell’ovile… – 4a Domenica di Pasqua

Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno A

Gesù, che ama i suoi discepoli come un pastore ha cura del suo gregge, si presenta come la porta che apre all’esperienza della salvezza, l’ingresso alla vera vita, donata in abbondanza

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione. Si esegue un canto iniziale intonato al clima proprio della Pasqua, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine.

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Tu, DONO di VITA eterna

Cristo, fa’ crescere in noi il gusto
della tua tenerezza e della tua bontà,
la gioia dell’umiltà e della pazienza.
Facci trovare la via del perdono
che si nutre del perdono del Signore… (continua)


Ascolta

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore… (continua)

Da: Toccati dall’amore. Meditazioni sul Vangelo di Giovanni, di Dom Guillaume, Paoline

La porta è, prima di tutto, il luogo di passaggio per fare veramente parte del gregge. Mediante il riconoscimento, l’ascolto, la vigilanza del custode essa conferisce un’identità reale, un legame di appartenenza. La porta è ciò che unisce coloro che passano attraverso di essa, ma anche ciò che li separa, che li distingue dagli altri… (continua)

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

In questa domenica del “buon pastore”, ho immaginato Gesù all’ingresso del recinto delle pecore. Ho voluto collocare la scena verso sera (per questo è un po’ buio), nella luce calda del tramonto. Gesù indossa un mantello per ripararsi, perché deve rimanere fuori, nel freddo della notte, con le sue pecore. Ha con sé una lampada per la veglia, perché non vuole dormire, ma stare attento ai pericoli dell’oscurità.

Inoltre porta sulle sue spalle una giovane pecora, mentre il recinto è riempito dal gregge e una pecora più grande che si è accovacciata all’entrata, guarda Gesù e ha gli orecchi attenti alla sua voce.

La veste bianca
Il recinto
L’occhio chiuso
L’occhio aperto
La lampada

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Dona

A partire da quanto pregato, i partecipanti preparano piccoli messaggi illustrati, da realizzare su cartoncino, in forma di locandina, da appendere alle porte di casa, che doneranno alla propria famiglia o ai propri amici… (continua)

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02
Mag
14

Con Gesù accanto agli "Emmaus" (Lc 24,13-35)

3a Domenica di Pasqua – Tempo di Pasqua – Anno A

Il vangelo della terza domenica ci ripropone Gesù e i discepoli di Emmaus, come nella celebrazione della sera di Pasqua, quando il brano diventa particolarmente evocativo per la concomitanza tra la proclamazione liturgica e il suo accadimento reale.

Letture: At 2,14.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35

arcabas-emmausIn questa domenica, terza di Pasqua, la proclamazione del brano ci trova con gli occhi pieni delle folle che domenica scorsa hanno gioito per la santità di due cristiani“coraggiosi”, che hanno saputo vivere la loro fede in maniera esemplare – pur essendo di carne e ossa come noi, di carne e ossa come Cleopa e il suo amico – tanto da suscitare grande ammirazione non solo tra i credenti. Queste folle osannanti hanno dato vita a un evento “storico”, “unico”, “emozionante”…, come ci siamo sentiti ripetere dai media e dalle voci più diverse.

Ma possiamo accontentarci di questa “eco” mondiale? No. La risonanza si spegnerebbe in pochissimo tempo, magari in attesa di qualche altro cristiano “coraggioso” che susciti la meraviglia delle folle. E’ necessario, invece, che la santità “coraggiosa” – che la provvidenza di Dio ogni tanto fa risplendere in maniera così evidente – diventi l’impegno delle folle dei cristiani, a partire da quelle presenti in san Pietro, di quelle che l’hanno visto in tivù, fino a quelle che l’hanno semplicemente sentito raccontare. Cioè di tutti noi.

Questa “festa” per rimanere un “evento” (ciò qualcosa che cambia la vita di chi vi ha partecipato) deve spronarci a portare nella piccola vita di ogni giorno, almeno un po’ del loro coraggio dei due nuovi santi, per avere, almeno un po’, della loro la capacità di daretestimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia”.

E’ possibile tutto questo per noi piccoli cristiani, feriali? Non è un impegno che supera le nostre deboli spalle? Non è una grandezza che noi possiamo soltanto ammirare, ringraziando Dio per i pochi che ci riescono?

Deve essere possibile, perché credere in Gesù significa poter ripetere con Pietro:“Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni”.

Per avviarci su questa strada, per non accontentarci di essere folla che con orgoglio ammira la santità dei “cristiani” coraggiosi, dobbiamo entrare nella convinzione che la fede in Gesù non è bene da tenere per noi, ma un annuncio da portare. I discepoli di Gesù sono chiamati per essere mandati. E qui entriamo in crisi. Infatti, se ci si chiede più preghiera, più sacramenti, più carità e anche più testimonianza, ci stiamo. Ma se ci si chiede di annunciare il Risorto, non sappiamo cosa fare e nemmeno cosa vuol dire, perché da troppo tempo il compito di “annunciare il Risorto” è stato delegato o riservato ad alcuni cristiani. Quando i cristiani “semplici, feriali” vengono stimolati ad annunciare Gesù, la reazione è sempre la stessa: “Ma come posso annunciare il Risorto, nel palazzo, in ufficio, nel negozio, tra gli amici? Mica mi posso mettere a predicare… Mi tirerebbero addosso tutto quello che trovano in giro”. Purtroppo, il fatto di avere delegato (o di esserci fatti portare via) l’annuncio del vangelo ad alcune categorie di cristiani, ha creato la convinzione che annunciare il Risorto è fare le prediche che sentiamo in chiesa e in ambienti simili. Non è così. Gesù che si accompagna ai due discepoli di Emmaus ci offre indicazioni per un annuncio che può essere fatto in tutti i luoghi e in tutte le situazioni. 

Leggiamo il brano non dall’angolo di visuale dei due discepoli delusi e tristi noi (è giustissimo farlo quando ci capita di essere nella stessa situazione dei. Però non basta), ma di quello di Gesù che si mette accanto a loro, e cerchiamo di imparare da lui.

Gesù si avvicina e cammina con loro

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02
Mag
14

GESÙ accompagna i DUE Discepoli nel CAMMINO

III Domenica di Pasqua – Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno A

Se il Risorto non svela il senso nascosto delle Scritture, gli occhi dei discepoli non possono riconoscerlo; ma nel segno dello spezzare il pane il loro cuore esulta e arde di gioia

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione.Si esegue un canto iniziale intonato al clima dell’attesa proprio della Pasqua, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine.

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video-preghiera audio-preghiera

TU, il RISORTO che si fa VICINO

Signore Gesù,
tu sei il Risorto che si fa vicino
ai propri amici in difficoltà,
delusi e tristi perché ai loro occhi
sembri più un morto da ricordare,

con affetto e nostalgia,
che un vivente da seguire
e sul quale continuare
a investire la propria speranza… (continua)


Ascolta

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;

arde il nostro cuore mentre ci parli

Dal Vangelo secondo Luca (24,13-16.25-35 – forma breve)

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. (…) Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?»… (continua)

Da: Sulle strade del Signore. Meditazioni per ogni giorno, di Carlo Maria Martini

I discepoli di Emmaus avevano il “tutto” della salvezza, avevano la chiave della storia e invece si accanivano a non vedere e a deplorare le cose avvenute, come se fossero sconnesse, senza significato, e non fossero parte di un disegno… (continua)

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Questa settimana la liturgia ci propone l’episodio di Emmaus, che ho suddiviso in tre scene:00_gesu_discepoli_cammino_emmaus_pasqua_immagine_parola_paoline_2014 il cammino con Gesù risorto, la condivisione della cena e la partenza per comunicare la buona notizia.

Il cammino con il Risorto
La strada
I fiori
I discepoli in ascolto
A cena insieme
A cena insieme

Scarica la preghiera in PDF »

Dona

A partire da quanto pregato, ciascun partecipante si impegna a individuare una forma di annuncio e testimonianza nel proprio ambiente di vita, di studio o di lavoro, specialmente verso altre persone che incontra abitualmente e vivono momenti di tristezza o di scoraggiamento… (continua)

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27
Mar
14

GESÙ e il CIECO NATO alla PISCINA… – IV domenica di Quaresima

Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno A

Alla piscina di Siloe, Gesù si rivela come la luce del mondo, che ridona la vista ai ciechi, ma rimprovera coloro che credono di vedere e invece non riconoscono la propria oscurità

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione. Si esegue un canto iniziale intonato al clima dell’attesa proprio della Quaresima, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine

Guarda

Nel primo momento ciascuno può condividere ciò che lo colpisce di più dell’immagine, che viene proiettata o consegnata; si conclude poi con la audio o video preghiera.

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video-preghiera audio-preghiera

TU, Mistero di luce eterna

Signore, Dio nostro,
tu sei mistero inaccessibile,
tu abiti una luce eterna,
che nessuno poté contemplare,
se non il tuo Figlio,

che ce l’ha rivelata
dall’alto della croce.

Donaci di penetrare
nel mistero di Gesù(continua)

Ascolta

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni (forma breve: 9,1-9)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo»… (continua)

Da: Il Vangelo di Giovanni. Dall’incredulità alla fede piena, di Patrizia Girolami, Paoline

Il cieco emerge da queste pagine di Giovanni come una tra le “figure della fede” più attraenti di tutto il Vangelo e come il tipo del vero credente che accoglie la rivelazione del Figlio di Dio e ne diventa testimone. La genesi della sua fede è un esempio della scintilla divina che si accende nel cuore di ogni possibile credente e del cammino che porta a “credere”… (continua)

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Qui, ho cercato di raffigurare le due parti dell’episodio evangelico. Abbiamo in primo piano il cieco, che è seduto presso la piscina di Sìloe dove incontra Gesù, la luce del mondo. Dietro, sullo sfondo, compaiono nell’ombra le immagini dei farisei stessi.

La coppa vuota
I gesti di Gesù
La piscina
I farisei

(continua)

Dona

Come impegno conclusivo, a ciascuno viene consegnato un cero, rivestito un cartoncino colorato e con la scritta di una frase del Vangelo… (continua)

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Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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