Posts Tagged ‘francesco montenegro

25
Dic
14

È ancora Natale!

di d. Franco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento

Torna il Natale! Si ripete il rito degli auguri. Può sembrare semplice oltre che gradevole scambiare gli auguri natalizi. Ma non è così. Il significato del Natale è talmente straordinario e coinvolgente che non è facile ridurlo in formule di rito.

imageScriveva don Tonino Bello: «Andiamo fino a Betlemme, come i pastori. (…) E se invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso. Il volto spaurito degli oppressi, la solitudine degli infelici, l’amarezza di tutti gli uomini della Terra, sono il luogo dove Egli continua a vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo». Natale, cari amici, è la festa dello stupore, dell’incontro, della scoperta, dell’amore, del silenzio e della contemplazione. È la festa del cielo e anche della terra. Cielo e terra nella grotta di Betlemme si incontrano e si abbracciano.

Questo significa che sta a noi rendere sempre attuale la venuta di Gesù, eliminare le barriere delle differenze, prosciugare le paludi dell’egoismo, ripulire le strade dalla violenza. Torniamo perciò a fidarci di Dio. Giriamoci dalla Sua parte. Accogliamo il compito che ci affida. Non escludiamoLo dalla nostra vita. Quando Lui non c’è, il brutto prende il sopravvento. Ecco perché augurare Buon Natale non è una semplice formalità. È molto di più.  È avvertire pressante l’impegno di camminare con Lui coinvolgendo altri in questa meravigliosa avventura d’amore. È riempire il nostro cuore di speranza e aiutare gli altri a trovare la strada di Betlemme. È acquisire uno sguardo nuovo, quello di Dio; sguardo che sa scrutare lontano e che sa scorgere, nelle pieghe della storia, la Presenza di Colui che “se mostro di rifiutarlo, mi viene incontro ovunque; più vado lontano, più Egli mi si fa vicino… Viene a stare con me, si ostina a stare con me… Lui viene anche se non vuoi…? (Mazzolari).

Auguri. A tutti voi un cuore nuovo e uno sguardo nuovo! Buon Natale !

d. Franco Montenegro, Arcivescovo di Natale

05
Nov
13

Preghiera per le vittime di Lampedusa (2 novembre 2013)

Riflessione di mons Francesco Montenegro

Veglia di preghiera per le vittime del mare ad un mese dal naufragio di Lampedusa (3 ottobre 2013). Riflessione di mons. Francesco Montenegro durante la veglia di preghiera del 2 novembre 2013 nella Chiesa San Pio X di Agrigento

Mons Francesco Montenegro, Riflessione del 2 novembre 2013
03
Ott
13

“Sono vite umane, sono storie…” Mons F. Montenegro

Una tragedia senza precedenti a Lampedusa

… Nel Canale di Sicilia in dieci anni sono morte oltre 6.200 persone, 1.800 nel solo 2011.
Il “no alla globalizzazione dell’indifferenza”, pronunciato da Papa Francesco a Lampedusa, è evocato da mons. Francesco Montenegro, presidente della Commissione Cei per le migrazioni che, esprime indignazione per quanto accaduto…

Lampedusa ancora vittime 3-10-12 - Foto di Repubblica.it"E’ strano che dobbiamo mantenere questa contabilità dei morti:
dovremmo incominciare a pensare diversamente e invece ci ritroviamo ancora con le stesse storie, sempre più pesanti. Il Papa ha dato un segnale, ma a quanto pare ancora ci vorrà del tempo prima che quel segnale produca effetti. Però, la storia di questi uomini ci tocca e non possiamo dire: bè, altri 80, e poi domani altri 10, altri 20…

Sono vite umane, sono storie… Io sono un po’ indignato, perché l’amore porta sempre l’indignazione, no?

La parola ‘rabbia’ forse non ci sta, però quella rabbia che è giusta, sì: perché stanno passando i mesi, stanno passando gli anni, anche i mezzi di comunicazione continuano a parlare di ‘emergenza’.

Ma se questa è ancora emergenza, forse dobbiamo cambiare il significato della parola emergenza.

Noi non possiamo fare gli spettatori: ci racconteremo questi fatti in attesa che succeda un altro fatto? Ma la storia si costruisce così, il mondo può cambiare, se continueremo ad agire così? Sono costernato…".

“Preghiamo insieme Dio per chi ha perso la vita, uomini, donne, bambini, per i familiari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili”
Papa Francesco

Mons Francesco Montenegro, in Bollettino Radio Giornale del 03/10/2013 di RadioVaticana

29
Mag
13

Francesco incontra Francesco. Una chiacchierata tra vecchi amici!

Incontro di mons Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, con Papa Francesco in occasione della visita ad limina dei Vescovi della Sicilia.

01790 20052013

A guardarla è un po’ bruttina quella scatola azzurra che, don Giuseppe Calandra, segretario del nostro arcivescovo, custodisce gelosamente.
Non se ne stacca un momento neanche nell’attimo in cui i fotografi ufficiali dell’incontro scattano la fotografia che per sempre ricorderà, a chi vi è ritratto, questo momento della loro vita.
Prima che si sieda a discutere con gli altri vescovi il Santo Padre riceve dalle mani del nostro arcivescovo quella scatola di legno, squadrata e semplice, che al suo interno accoglie una croce e la scritta “fede, speranza e carità per ricominciare dalle macerie di cui questa croce è simbolo e segno. A Papa Francesco dal cuore del Mediterraneo con affetto”. Francesco incontra Francesco2
È il dono che la comunità ecclesiale di Lampedusa insieme a tutta la chiesa agrigentina ha voluto che, il nostro arcivescovo, portasse al santo Padre.
Una croce realizzata con il legno dei barconi dei migranti che giungono sulle nostre coste nella speranza di un futuro migliore dopo avere attraversato quel mare Mediterraneo che per alcuni è diventato la loro tomba.
“spero la conservi – ci ha detto mons. Montenegro – se non altro ha capito il significato di questo gesto”.

“È stata una chiacchierata tra vecchi amici!”

Francesco incontra Francesco. Una” chiacchierata tra vecchi amici!””

Si può riassumere con queste parole pronunciate da mons. Francesco Montenegro, alla trasmissione Carta Vetrata di Radio diocesana Concordia (guarda il video), il clima dell’incontro tra i vescovi della Sicilia con Papa Francesco.
Suddivisi in due gruppi, Sicilia orientale e Sicilia occidentale, i presuli siciliani si sono recati in Vaticano per la visita ad limina in programma lunedì 20 maggio.
Ma cos’è la visita ad limina? Con l’espressione visita ad limina (ad limina apostolorum) si indica l’incontro che, ogni cinque anni, i vescovi di tutto il mondo hanno in Vaticano con il Papa per illustrare quali siano le particolarità che contraddistinguono la loro Regione ecclesiastica dal punto di vista religioso, sociale e culturale, quali siano i nodi maggiormente problematici dal punto di vista pastorale e culturale e come interviene la Chiesa “particolare” su questi problemi.
Se il gruppo dei vescovi della Sicilia orientale è stato accolto nel palazzo apostolico diversamente è accaduto per il gruppo dei vescovi della Sicilia occidentale, i quali, come ha raccontato lo stesso mons. Montenegro, sono stati accolti nello studio del Papa nella sua attuale residenza, la Domus Sanctae Marthae.

Un emozionato mons. Montenegro, e chi non lo sarebbe al suo posto, ha raccontato di come Papa Francesco abbia “voluto sapere delle nostre diocesi, ci ha fatto qualche domanda, gli abbiamo presentato le nostre singole realtà religiose, sociali e lui si è dimostrato molto interessato. Assieme a mons. Mogavero (vescovo della diocesi di Mazara del Vallo, ndr) – ha proseguito mons. Montenegro – abbiamo parlato della situazione dell’immigrazione e il santo Padre è rimasto molto colpito dalle notizie che gli abbiamo comunicato”.

Marilisa Della Monica, in  L’amico del Popolo, 27 maggio 2013

03
Mag
13

Carità è… e giustizia, di mons Francesco Montenegro

Intervento di mons.Francesco Montenegro al convegno "Carità è-e Giustizia" Convegno promosso della Caritas Diocesana di Agrigento. Favara 12 aprile 2013

 

25
Dic
12

Natale è la festa dello stupore, dell’incontro, della scoperta…

di don Franco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento

Condivido con gli amici de “La Bella Notizia” gli Auguri di Buon Natale di  mons. Francesco Montenegro alla diocesi di Agrigento

Torna il Natale! Si ripete il rito degli auguri. Può sembrare semplice oltre che gradevole scambiare gli auguri natalizi. Ma non è così.

Il significato del Natale è talmente straordinario e coinvolgente che non è facile ridurlo in formule di rito. Natale è la festa dello stupore, dell’incontro, della scoperta, dell’amore, del silenzio e della contemplazione. È la festa del cielo e anche della terra. È la festa di Dio e anche dell’uomo. Da Betlemme, Dio e l’uomo, diventano protagonisti di una storia che, partita da lontano, si proietta e costruisce già da ora un futuro carico di aspettative positive in cui, come dice la Sacra Scrittura, “scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso si muterà in sorgenti di acque … Felicità perenne splenderà sul loro capo, gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”.

L’arco di guerra, l’arcobaleno, appeso da Dio lassù in segno di pace è il ponte che unisce cielo e terra. Ora è il tempo dell’incontro tra Dio che si fa uomo e l’uomo che diventa come Dio. Da Betlemme le cose ormai non sono più quelle di prima. Non è più possibile una vita fatta di grigiore e mediocrità, non si può più vivere come capita, né fare diventare la preoccupazione dominante le mode correnti. C’è altro che conta di più. Un mondo nuovo è ora possibile, finalmente “…pascoleranno insieme il leone e il capretto, e il bambino metterà la sua mano nella bocca del serpente velenoso” (Is 11,6). Questa nuova storia dipende anche da noi, però. Dio ce l’affida, perché si fida ancora degli uomini. Nonostante la crudeltà, la meschinità, la menzogna e i tanti mali che distinguono l’agire di molti uomini. Egli si fida talmente da farsi uno di noi. Questo significa che sta a noi rendere sempre attuale la venuta di Gesù, eliminare le barriere delle differenze, prosciugare le paludi dell’egoismo, ripulire le strade dalla violenza. Torniamo perciò a fidarci di Dio. Giriamoci dalla Sua parte. Accogliamo il compito che ci affida.

Non escludiamoLo dalla nostra vita. Quando Lui non c’è, il brutto prende il sopravvento.

Ecco perché augurare Buon Natale non è una semplice formalità. È molto di più. È avvertire pressante l’impegno di camminare con Lui coinvolgendo altri in questa meravigliosa avventura d’amore. È riempire il nostro cuore di speranza e aiutare gli altri a trovare la strada di Betlemme.

È acquisire uno sguardo nuovo, quello di Dio; sguardo che sa scrutare lontano e che sascorgere, nelle pieghe della storia, la Presenza di Colui che “se mostro di rifiutarlo, mi viene incontro ovunque; più vado lontano, più Egli mi si fa vicino … Viene a stare con me, si ostina a stare con me … Lui viene anche se non vuoi …” (Mazzolari).

Auguri. A tutti un cuore nuovo e uno sguardo nuovo!

Buon Natale !!!!

+ don Franco, Vescovo

11
Giu
12

“Accendi di comunione le nostre solitudini” don Franco M.

Corpus Domini: “Ti chiediamo Signore, di accendere di comunione le nostre solitudini”

Testo integrale dell’intervento di mons. Francesco Montenegro, pronunciato in p.zza Cavour, al termine della processione del Corpus Domini, domenica 10 giugno 2012.

Corpus-Domini-agrigento_F-Montenegro_2012Signore, non posso iniziare questa preghiera senza presentarti il mio grido che, Tu lo sai, raccoglie quello della mia gente. Le nostre sono voci accorate che esprimono confusione, paura, incertezza, conseguenza della crisi economica che sta mietendo, ovunque, vittime in vite umane e non solo.

Ascolta questo nostro grido, fa’ che però esso non diventi mai grido di rabbia o di rassegnazione, perché, se accadesse, significherebbe che il lucignolo della speranza si sta spegnando. E il solo pensiero che questo possa avvenire mi fa paura. Non lo voglio e non lo vogliamo.
Tu sai come tutti desideriamo una vita buona, ma, anche sai che questo legittimo desiderio non riesce a diventare realtà perché è vuoto della convinzione che ciò sarà possibile solo se siamo disposti a metterci in gioco, facendo ognuno la propria parte.
I buoni desideri e le preghiere cambiano la vita solo se si trasformano in concretezza.
Aiuta soprattutto noi Chiesa a saper stare al posto che il Vangelo ci assegna, a saper mettere in discussione alcune nostre scelte e stili di vita, anche se questo ci spaventa, a saperci fare compagni solidali di chi è nella sofferenza e in difficoltà.

In questo momento particolare è forte la voce degli operai della Italcementi, delle aziende dell’indotto e dei trasportatori – si parla di più di 200 famiglie – che vedono venir meno la possibilità di assicurare il pane alla propria famiglia e progettare un futuro sereno.
Questo grido di dolore si unisce a quello di quanti, in questi ultimi tempi, hanno sperimentato la desolazione della perdita del lavoro e di altri che rischiano di fare la stessa fine.

Signore, ancora una volta, ti chiedo: perché questa terra così già violentata ed offesa da più parti, è condannata a pagare tributi sempre più alti?
Non permettere che questo avvenga, facci trovare quell’orgoglio legittimo e quella riserva di speranza che ci permetta di non fermarci e di non rinunciare.
I nostri fratelli dell’ Emilia Romagna – ai quali ci sentiamo uniti – ce lo stanno insegnando, dimostrando una sana caparbietà e vivace volontà di non piegarsi alle forze avverse.

Tu continua a ripeterci: ”Io sono con voi per sempre”.
Facci smettere di cadere nei tranelli delle nostre solitudini, delle nostre cecità, di quella frantumazione che, diventando preconcetto e prevenzione, continua a tenerci lontani gli uni dagli altri. È questo a renderci perdenti di fronte al corso della storia.
Facci entrare in testa che, come credenti e come cittadini, se non vogliamo spegnere la speranza, dobbiamo essere uniti: facci comprendere che l’unione non può solo essere un desiderio, ma essa è il frutto dell’impegno di ciascuno che, dimenticando gli interessi personali, si dichiara pronto a spendersi per il bene comune: chiesa, politica, istituzioni, sindacati, categorie professionali e lavorative, singoli cittadini.
Suggeriscici come poter finalmente ricucire trame di relazioni sfilacciate e vaghe che ci portano a nulla di fatto, a discapito del futuro.

croce_parola_eucaristiaTu non ci hai lasciato solo la Croce. Ci hai consegnato anche la Tua Eucarestiache nella Tua volontà è fonte di resurrezione per noi.
Essa dà senso vero alle nostre azioni, e ci fa essere della Tua “stessa pasta“.
Ripetici, sgridaci – ne abbiamo bisogno – che non è superfluo sperare insieme, costruire insieme, progettare insieme, credere insieme in un futuro diverso, creare insieme ponti che unificano. È l’unica possibilità per gettare i semi che congiungono la nostra vita non solo a quella dei nostri ragazzi e giovani ma anche alle generazioni che verranno.
Aiutaci a capire che non è inutile darsi da fare guardando a chi ci è accanto, a chi è stato prima di noi e a chi verrà.

Sai, Signore, è davvero strano che dopo che succede qualcosa di grave tutti ci si ritrova ad offrire considerazioni e consigli o a dire che certe cose erano da prevedere – penso in questo momento al centro storico e a quella che viene chiamata via di fuga – però, mi chiedo, perché prima dell’accaduto, c’è sempre silenzio, troppo silenzio, e non si sa a chi rivolgersi o chi deve tirare le conclusioni.
E il tempo inesorabilmente corre veloce! Mah!

Signore, il tuo pane ci liberi dalla schiavitù dei nostri egoismi e dei nostri orizzonti limitati, dalle paure che allontanano e che frenano ogni slancio dei cuori.
Il tuo pane ci guarisca dalle delusioni, dalle offese, dalla morte dei sentimenti, dai crolli che dentro e fuori di noi devastano la nostra strada, facci scoprire la gioia che è possibile ricostruire anche sulle macerie.
Il Tuo Pane ci rinnovi perché riusciamo ad evitare che ci impantaniamo a motivo degli interessi di parte, della corsa al denaro, degli opportunismi, delle etichette esibite, della religione, della razza, dei ruoli sociali, degli stessi mezzi di comunicazione che spesso isolano invece di creare relazione …
Indicaci la ricchezza della vicinanza, del dialogo, dell’accoglienza per dare un’altra prospettiva alla nostra vita. Lo so che è una prospettiva ‘scandalosa’, ‘controcorrente’, perché ci spinge ‘oltre’ gli steccati, le chiese, le certezze che ci siamo costruite, le gabbie dorate – ma false – in cui crediamo di “sopravvivere”.
Noi credenti non possiamo mangiare lo stesso pane alla stessa mensa, se continueremo a dare all’altro l’etichetta di “lontano” da noi o se ognuno continuerà a cercare il proprio “bene” o quella della comunità in cui vive la fede, senza pensare a quello dell’altro, anzi a scapito dell’altro.

L’Eucaristia è festa di comunione, di identità comune, di impegno condiviso che ci rende tutti partecipi al progetto di trasformazione della società, della città, mettendo in moto dinamiche d’amore, di giustizia, di amicizia.
Essa è la più grande sfida al nostro egoismo: accoglierla può farci uscire da noi stessi, dai nostri recinti, dalle strettoie senza uscita delle logiche di parte.

Ti chiediamo di accendere di comunione le nostre solitudini, anche se può sembrare un’utopia, ma è il modo di guardare insieme avanti e trovare insieme la direzione giusta e mantenere la strada.

Grazie, Signore, perché, anche in situazioni difficili, ci aiuti ad avere uno sguardo diverso sulla vita: aiutaci, perciò, a tenere gli occhi aperti, a guardarci e a guardare la vita come vuoi tu, ma soprattutto a guardarti sempre bene e con attenzione negli occhi.
Dacci una mano Signore, ne abbiamo davvero bisogno. Amen

da L’Amico del Popolo, 11 giugno 2012




Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

Calendario

giugno: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Banco editoriale Paoline

Miglioriamo la QUALITA' della vita...

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al blog "La Bella Notizia" e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 3.445 follower

Immagine & Parola AVVENTO anno B

AVVENTO anno B

da Instagram

📖 🔥 🔥 Una #catechesi completa sullo #SpiritoSanto, con applicazioni pastorali attuali e aderenti alle esperienze dei #giovani, ma non soltanto. Sono spiegati i #simboli che lo raffigurano, i riferimenti all’Antico e al Nuovo Testamento, la sua azione nella #Chiesa... #Pentecoste #paoline #paolinestore - http://www.paolinestore.it/shop/lo-spirito-santo-5935.html 🎧 Per la #canonizzazione dei #pastorelli di #Fatima, Francesco e Giacinta (13 maggio 2017), proponiamo uno sceneggiato radiofonico a puntate, ogni mattina dal 6 al 12 maggio per ricordarli 👍 👂http://www.paoline.it/blog/spiritualita/1663-i-100-anni-di-fatima-una-storia-da-ascoltare.html#ascoltafatima Tonino Lasconi, Il grande rompi 2, Paoline  2015 Alessandro  Meluzzi, La vergogna. Un'emozione antica, Paoline 201
Follow La Bella Notizia on WordPress.com

Archivio

Statistiche

  • 269,993 hits

Blog che seguo


rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

La Bella Notizia

"io so in chi ho messo la mia speranza"

Vogue Pills Fashion

By Nayla C - fashion - beauty - lifestyle

"Semplicemente insieme" lucetta ed elena

L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

Uscite, popolo mio, da Babilonia

Un blog per osservare l'Apocalisse del presente e il presente dell'Apocalisse

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

il BLOG di ScegliGesù.com

è il momento di prendere una posizione!

Un mondo a parte

il mondo smette di sorridere...quando tu non sorridi più...

Racconti di Laura

Carezze per l'anima

Seme di salute

per la buona salute e la buona novella

GLOBULI ROSSI COMPANY

Compagnia dei Globuli Rossi: SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO: - "Portate i pesi gli uni degli altri" (Fil 2,4) - “Va' e anche tu fa' lo stesso”. (Lc 10,37)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: