Posts Tagged ‘maria

30
Apr
14

Maria, Maestra di contemplazione. Rosario con san Giovanni Paolo II

I misteri della LUCE

Proposta ispirata alla lettera apostolica sul Rosario di papa san Giovanni Paolo II, con la quale inseriva nella recita di questa preghiera mariana i “misteri della luce”, ovvero la contemplazione di alcuni tratti salienti della vita pubblica di Gesù

ip_rosario_luce_giovanni_paolo_II_2014_paoline_2014

Nella sua lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, il santo papa Wojtyla narra la sua personale esperienza del Rosario e ne illustra le caratteristiche di preghiera essenzialmente contemplativa:

“Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore”.

Pregando il Rosario, perciò, i credenti sono invitati a:

·         • Ricordare Cristo con Maria
·         • Imparare Cristo da Maria
·         • Conformarsi a Cristo con Maria
·         • Supplicare Cristo con Maria
·         • Annunciare Cristo con Maria

Entrare nel mistero di Cristo-luce

In aggiunta ai tradizionali misteri gaudiosi, dolori e gloriosi, Giovanni Paolo II ha introdotto la considerazione dei misteri luminosi, indicando cinque eventi legati al ministero pubblico di Gesù, che percorre la Palestina annunciando il Vangelo.

“Ritengo tuttavia che, per potenziare lo spessore cristologico del Rosario, sia opportuna un’integrazione che, pur lasciata alla libera valorizzazione dei singoli e delle comunità, gli consenta di abbracciare anche i misteri della vita pubblica di Cristo tra il Battesimo e la Passione. È infatti nell’arco di questi misteri che contempliamo aspetti importanti della persona di Cristo quale rivelatore definitivo di Dio. Egli è Colui che, dichiarato Figlio diletto del Padre nel Battesimo al Giordano, annuncia la venuta del Regno, la testimonia con le opere, ne proclama le esigenze. È negli anni della vita pubblica che il mistero di Cristo si mostra a titolo speciale quale mistero di luce: «Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo» (Gv 9,5)”.

In questo periodo della vita di Cristo Maria rimane sullo sfondo, eccetto a Cana, dove, con la sua intercessione, provoca il primo miracolo della trasformazione dell’acqua in vino, che dà avvio ai “segni” compiuti dal Figlio. Ma il suo sguardo e il suo cuore sono sempre rivolti a Lui, al suo insegnamento e ai suoi gesti: è su questo atteggiamento amante ed orante che tutta la Chiesa è chiamata a sintonizzarsi.

Preghiamo con i "misteri della luce"

» Primo mistero della luce 5_eucaristia_rosario_luce_giovanni_paolo_II_2014_paoline_2014
Gesù è battezzato da Giovanni nel fiume Giordano

 

» Secondo mistero della luce
Gesù cambia l’acqua in vino alle nozze di Cana

 

» Terzo mistero della luce
Gesù annuncia che il Regno di Dio è vicino

 

» Quarto mistero della luce
Gesù si trasfigura davanti a tre discepoli sul monte

» Quinto mistero della luce
Gesù istituisce l’Eucaristia durante l’Ultima Cena

Scarica la preghiera completa in PDF »

»»» vai alla rubrica

12
Dic
13

Gesù, luce del mondo, è venuto fra noi

Cammino di preghiera nelle feste di Natale

Una serie di personaggi, di ieri e di oggi, si ritrova attorno al Figlio di Dio incarnato, per ricevere la sua luce; ognuno di loro ci guida a comprendere e celebrare un aspetto del Natale.

 

Introduzione

Proponiamo un cammino di preghiera, in otto momenti, da vivere prima o dopo il Natale

Con l’incarnazione del Figlio di Dio e il suo ingresso nella storia umana, «i popoli che abitavano nelle tenebre sono illuminati da una grande luce; per coloro che dimoravano in ombra di morte, una luce è sorta» (cfr. Mt 4,16). Sembra ripetersi l’evento della creazione primordiale: «La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso… Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu» (Gen 1,2-3).

Questa volta, però, si annuncia la venuta sulla terra di una persona, l’Emmanuele:

Gesù è la luce di Dio per il mondo: «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9).

È una luce che, quando irrompe, trasforma l’esistenza.

È una luce che, quando illumina la mente, dà una nuova visione della realtà: libera dalle proprie chiusure e meschinità e dona uno sguardo più profondo sulle cose e sulle persone, capace di illuminarle dall’interno e di farle vedere come con gli occhi di Dio.

È una luce che, quando invade la volontà, elargisce nuovo sprint nel realizzare i propri impegni e nel collaborare al progetto di amore del Signore.

È una luce che, quando riempie e riscalda il cuore, lo fa volare come su ali di aquila, pronto a sintonizzarsi con l’amore del Signore, per comunicarlo e donarlo.

Percorso di preghiera

I personaggi presenti nel «presepe», così come è rappresentato dalla pittrice A. Massari, sono presi e affascinati dal piccolo Gesù, custodito da Maria e Giuseppe, e sono illuminati dalla sua luce.

Nella preghiera ci sintonizziamo, man mano, con i diversi personaggi, a partire dal primo protagonista del presepe, cioè da Dio Padre, per condividere i loro sentimenti e vivere intensamente il Natale.

Ogni tappa può essere scandita dall’accensione di una candela, in modo che, giorno dopo giorno, la luce aumenti, come segno della presenza di Gesù che si intensifica nel nostro cuore.

Impegno: Accendere ogni giorno una luce nel cuore di una persona, offrendo una parola o un gesto di gentilezza.

I canti per bambini e ragazzi si possono riprendere dal cd: A. Beltrami – A. Mattei, Prepariamo il Natale, Paoline 2011; oppure da: G. Tranchida, Alleluia è Natale, Paoline 2012.

1. Dio è luce

Dio è luce, in lui non ci sono tenebre. Egli che, fin dall’inizio dei tempi, crea la luce, per dissipare le tenebre e dare ordine al caos iniziale, continua a intervenire nella storia per illuminare, liberare, dare vita, fino a rivelarsi come Luce nel Figlio Gesù.

Dal Vangelo secondo Matteo

Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta (4,15-16).

Preghiera

Preghiamo: Dio, nostro Padre, illuminaci
• Tu sei la luce senza tramonto
• Tu illumini le situazioni di morte e di peccato con la luce del tuo amore
• Tu ci hai donato Gesù che è «luce da luce»
• Per Gesù, riversa in noi la luce e il calore della tua misericordia.

»»» vai al testo completo

23
Set
13

Tre grandi “giornate” con Papa Francesco

Per accompagnare l’Anno della Fede verso la sua conclusione

Tre grandi “Giornate” con Papa Francesco accompagnano l’Anno della Fede verso la sua conclusione, prevista il 24 novembre 2013: la Giornata dei Catechisti, la Giornata Mariana e la Giornata della Famiglia. Le Paoline partecipano a questi eventi con delle proposte significative.

 

 

Le Tre grandi giornate

Il catechista, testimone della fede
Giornata dei Catechisti

La Giornata dei Catechisti è caratterizzata da due importanti momenti: Il Congresso Internazionale di Catechesi, dal titolo Il catechista, testimone della fede, che si  svolge nell’Aula Paolo VI dal 26 al 28 settembre, e il Pellegrinaggio dei Catechisti alla tomba dell’apostolo Pietro, previsto il 28 settembre e che si conclude il giorno seguente in piazza San Pietro con la Santa Messa, celebrata dal Pontefice….

 

“Beata perché hai creduto!”
Giornata Mariana

La Giornata Mariana è prevista, invece, il 12 ottobre, giorno in cui si celebra l’anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima e ha per tema “Beata perché hai creduto!”.

L’evento vede la presenza delle tante associazioni di spiritualità mariana e, per l’occasione, viene portata a Roma la statua originale della Madonna di Fatima….

Famiglia, vivi la gioia della fede!
Giornata della Famiglia

Infine la Giornata della Famiglia, dal titolo Famiglia, vivi la gioia della fede!, che si sviluppa nei giorni 26 e 27 ottobre.

Il 26, famiglie di tutto il mondo si ritrovano a piazza del Popolo per poi raggiungere piazza San Pietro. Qui, come per i due primi grandi eventi, il giorno seguente viene celebrata dal Santo Padre la messa.

Il pellegrinaggio è un’opportunità di condivisione gioiosa per le famiglie che, accompagnate anche dai figli e dai nonni, possono testimoniare la loro fede sulla Tomba di San Pietro, primo confessore di Cristo….

 

La partecipazione delle Paoline

Segui le proposte per ogni eventoA questi grandi appuntamenti le Paoline partecipano, facendo innanzitutto parlare, come sempre, le proprie pubblicazioni, che possono diventare compagne di viaggio per i pellegrini – catechisti, famiglie, appartenenti a gruppi mariani.
Tra le tante, dedicate ai grandi temi della famiglia, della spiritualità mariana e della catechesi, tre – una per tema – sembrano particolarmente adatte ad accompagnare i pellegrini che fisicamente, o anche con il cuore e la fede, saranno nella Città Eterna nei prossimi mesi.
Per l’occasione per ogni pubblicazione acquistata attraverso la libreria online, viene dato in omaggio un altro testo. Segui la proposta!

»»» vai al testo completo

09
Set
13

Ave, Regina della pace

La Preghiera di invocazione a Maria per la PACE continua

Accogliamo l’invito di Papa Francesco nel continuare la nostra preghiera di invocazione a Maria
Propongo questa preghiera composta da una Figlia di San paolo e pregata dalla Congregazione

 

maria.jesus.schoeppelE’ bello invocarti e onorarti, Maria.
bello sentirti accanto ad ognuna di noi,
come al tuo figlio Gesù,
per condurci per mano all’incontro con Lui.

È bello riconoscerti come Figlia della nostra stirpe
e Madre di tutti coloro che sperano in te;
dei poveri, degli esiliati e dei rifugiati;
dei bimbi abbandonati e delle loro madri desolate,
dei vecchi disillusi e affranti,
e degli uomini in guerra senza volerlo.

In queste ore di angoscia e di solitudine,
in cui incombe sul mondo la minaccia di una nuova guerra,
insieme a Papa Francesco,
noi ti affidiamo, o Maria, questa nostra umanità divisa.

Conforta con la tua carezza materna
tutti i bimbi che piangono;
sostieni gli uomini di buona volontà che fanno rifiorire il sorriso
e sono segno di misericordia e di pace.

Aiuta anche noi, o Madre e Regina,
a costruire la pace vera,
vivendola nelle nostre famiglie e comunità
e lanciando messaggi di fraternità e di amore per tutti.

Sull’esempio del Figlio tuo, che vogliamo riprodurre in noi,
aiutaci a vivere intensamente,
a dare la nostra povera vita senza riserve,
e trasformare la ferialità dei nostri giorni
in costante invocazione di pace vera, per ognuna di noi,
per la nostra congregazione, per l’intera umanità.

Fa’, o Maria, nostra Madre dolcissima,
che possiamo camminare con te,
con una forte nostalgia di santità,
con una nuova capacità di creazione, di vitalità feconda,
per concorrere a costruire insieme un mondo di pace,
dove tutti, senza divisioni di razze o religioni,
possano godere la gioia di una vita fraterna, serena,
e cantare le tue grandezze e quelle del Figlio tuo Gesù.
sr. M Agnes Quaglini, paoline.org

26
Apr
13

Maria, Madre dei poveri e degli umili

Rosario per le vittime della violenza e dello sfruttamento

 

Maria ha avuto cura della vita di Gesù, dalla nascita fino al Calvario, e continua ad avere cura di tutti, in particolare di coloro che soffrono a causa dell’ingiustizia e della povertà. Le riflessioni sono tratte da alcune omelie del Cardinale Jorge Mario Bergoglio.

 

Meditiamo i misteri dolorosi del Rosario con brevi riflessioni, tratte da alcune omelie di Jorge Mario Bergoglio, pronunciate quando era arcivescovo di Buenos Aires, che ci presentano Maria come custode della vita, Madre dei poveri, degli umili, vicina in modo particolare a coloro che soffrono a causa della violenza e dello sfruttamento.

 

 

♦ Primo Mistero: l’agonia di Gesù nel Getsemani   

“Gesù andò con loro in un podere chiamato Getsemani, e disse ai suoi discepoli: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". E, avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però, sia fatto non come voglio io, ma come vuoi tu!". (Mt 26, 36-38).

Preghiamo per tutti coloro che lavorano in condizioni
di schiavitù e sfruttamento.

Vogliamo chiedere al Signore che accresca la coscienza
e il senso di responsabilità nel nostro cuore,
per non aver paura di lottare per la giustizia,
che anche oggi è tanto attesa e desiderata.
Giustizia per questi uomini e donne sottoposti
alla tratta di esseri umani, in qualunque situazione,
quali le fabbriche clandestine, la prostituzione, …
per i ragazzi sfruttati nei lavori dei campi e i “raccoglitori di cartoni”,
che ancora non possono riunirsi in associazione,
come qualcuno di voi -ringraziando il Signore – ha già potuto fare,
per quelli che vivono delle briciole che cadono dalla mensa dei sazi.
I sazi non possono ascoltare Dio.
Perché la durezza dei sazi è qualcosa di molto forte,
difficile da spiegare;
hanno un cuore di pietra imbrigliato in valori che essi credono validi,
ma non lasciano spazio alla Parola di Dio.
Per questo Signore ti chiediamo che,
quando tu busserai ai loro cuori, fa che essi non rimangano chiusi,
ma si aprano a te.

(Dall’omelia in occasione della Messa in memoria delle vittime del lavoro, a 5 anni dall’incendio dell’officina clandestina di Viale Luis 1269. Buenos Aires, 27 de marzo de 2011). 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre

♦ Secondo Mistero: la flagellazione di Gesù

I sommi sacerdoti sobillarono la folla perché Pilato rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: "Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?". Ed essi di nuovo gridarono: "Crocifiggilo!". Ma Pilato diceva loro: "Che male ha fatto?". Allora essi gridarono più forte: "Crocifiggilo!". E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (Mc 15, 11-15).

Preghiamo per tutti coloro che sono vittime della tratta di esseri umani e costretti alla prostituzione.

In questa città ci sono molte ragazze
che smettono troppo presto di giocare con le bambole,
perché sono state rapite e scaricate in un bordello,
dove sono state vendute, tradite.
Oggi vogliamo pregare
per tutte le vittime delle tratta di esseri umani,
del lavoro schiavizzante, della prostituzione.
In questa piazza del quartiere di “Maria Cash”
vogliamo chiedere a Gesù che è Dio,
e che ha assunto la nostra carne,
che ci faccia piangere al vedere
la carne di tante nostre sorelle e fratelli così umiliata.
Chiediamo a Gesù di imparare a prenderci cura
di questi nostri fratelli e sorelle costretti a schiavitù,
con la tenerezza che meritano,
e non sprechiamo invece la nostra tenerezza
nella cura di cose superflue,
ignorando la fame dei nostri ragazzi.
(Dall’omelia in occasione della Quarta Messa per le vittime della tratta. Buenos Aires, Venerdì 23 settembre 2011).

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre

>>> vai al testo completo dei cinque misteri

19
Gen
13

La sposa di Cana e il vino speciale (Gv 2, 1-11)

Nozze_di_Cana_di Mario CapozzellaIo non esisto, lo sapete bene.
Di me non è rimasta traccia,
perfino il mio nome è rimasto ignoto.
Immaginatemi come volete,
come ogni sposo canta la propria sposa:
«I tuoi occhi sono come colombe
dietro il tuo velo;
la tua è chioma d’un gregge di capre
che scende dal monte di Galaad;
i tuoi denti sono come pecore da tosare quando salgono dal lavacro;
come nastro di porpora le tue labbra,
la tua bocca è un invito;
spicchio di melograno sono le tue gote dietro il velo;
il tuo collo è come torre di David, costruita per dominare la valle;
i tuoi seni sono come due caprioli, due gemelli di gazzella, che pascolano fra gli anemoni».

Ho quattordici anni, non sono una bambina.
Conosco i lavori della casa e quelli dei campi.
Il mio sposo ha diciotto anni; mi hanno scelta per lui i suoi genitori
e per me hanno versato a mio padre un conveniente mohar.
Perché non dovrei essere felice?
Su un ricco palanchino mi hanno portato alla sua casa,
i capelli sciolti sotto il velo, la fronte adorna di piastrine d’oro.
Ho trascorso la mia ultima notte di vergine in compagnia delle mie amiche, nella camera alta.
Abbiamo riso e pianto, per l’ultima volta abbiamo giocato insieme come facevamo nelle vigne,
al tempo della vendemmia.
Perché non avrei dovuto essere felice?
I parenti e gli amici sono venuti da lontano per vedermi sposa, tutto il villaggio è stato invitato.
Nella camera alta ci giungeva il rumore della festa e quando per me giunse il momento
di raggiungere il mio sposo,
abbracciai le mie amiche a una a una ed esse si misero in cerchio attorno a me accendendo le lampade. Beate le vergini sagge che avranno messo abbastanza olio nelle loro lampade
per illuminare l’incontro degli sposi!

Come una regina presi posto sotto la huppà, il baldacchino del rituale solenne,
e rosse melegrane furono sgranate sotto i miei occhi
e semi di fecondità furono lanciati sulle nostre teste
e mandato in frantumi un vaso di prezioso profumo.
Perché non avrei dovuto essere felice?

Ora le donne e gli uomini potevano rallegrarsi insieme, attorno alla tavola si erano finalmente riuniti.
La festa sarebbe durata altri sette giorni, il matrimonio poteva essere consumato.
Dov’è la felicità di quella sera, e i canti, e le danze?
Dove sono i figli dei miei figli?
Come quei semi lanciati sul capo si sono dispersi.
Dove sono i miei occhi di colomba, la mia chioma inanellata, le mie labbra di porpora?
Non rattristatevi, fanciulle, questo è il destino di ogni donna, sia pure la figlia di un re.

Nessuno ricorda il mio nome,
eppure dicono che un uomo fosse seduto quel giorno al mio banchetto di nozze;
sedeva accanto a sua madre, circondato dai suoi amici.
Sapeva che presto avrebbe dovuto morire, eppure si rallegrò con lo sposo,
mangiò e bevve con noi.
Io non lo vidi, ero troppo occupata a essere felice.
Ma lui vide me, con le mie guance di fanciulla accese dall’emozione,
e riconobbe in me ogni madre, ogni sorella, ogni sposa,
riconobbe il grembo che genera il mondo e mi benedisse.
Quando giunse alle mie labbra una coppa di quel vino
di cui dicono ne avesse offerto sei otri al maestro di tavola,
sentii che quel vino era più dolce di qualunque vino avessi mai provato.
Bevvi metà della coppa, l’altra metà la offrii al mio sposo.
Solo più tardi, dopo molti giorni,
quando eravamo ormai tornati tutti alle nostre incombenze quotidiane,
cominciò a girare la voce che quel vino era un vino speciale,
che nessuno sapeva di dove venisse
e che nessuno ne aveva mai assaggiato l’eguale;
un vino che i servi, per ordine di quello sconosciuto,
avevano attinto dalle idrie dell’acqua.
Ma queste sono storie che girano dopo ogni banchetto.

da Ferruccio Parazzoli, Gesù e le donne, Paoline

27
Dic
12

Non lasciamoci spegnere la festa (Lc 2,41-52)

Domenica Santa Famiglia – Anno C

La liturgia della prima domenica dopo Natale ci propone la festa della Santa Famiglia, con l’invito a misurarci sul “modello Nazaret”. E’ una misura alta e bella, degna di un Dio, cui nulla è impossibile.

Letture: 1Sam 1,20-22.24-28; Sal 83; 1Gv 3,1-2.21; Lc 2,41-52

La celebrazione della Festa della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe, e Maria, o Santa Famiglia di Nazaret, collocata tra Natale e fine dell’anno, non ha avuto e non ha vita facile per diversi motivi.

Intanto, in questo periodo di feste religiose ravvicinate, di ferie invernali (forse un po’ in calo causa crisi, ma chissà?), di visite ai parenti e iniziative a raffica di associazioni e gruppi, non è agevole radunare la gente in chiesa.

Il motivo più profondo, periodo natalizio a parte, è, però, che non è facile di questi tempi pensare alla famiglia di Nazaret, e alle famiglie “modello Nazaret”, cioè alla famiglia cristiana, con cuore gioioso.

E’ molto più facile, al contrario, di fronte al panorama che la famiglia offre, non solo e non tanto per gli attacchi dei politici e dei partigiani dei matrimoni gay, ma per quello che la realtà quotidiana dimostra (convivenze, separazioni, divorzi, con accompagnamento di rancori, vendette, bambini contesi e offesi…,e chi più ne ha più ne metta), abbandonarsi alla tristezza, al lamento e alla recriminazione.

Guai, però, lasciarsi vincere, o soltanto condizionare da questi sentimenti, umanamente comprensibili, ma poco consoni a chi è chiamato non a lamentarsi di come va il mondo, ma impegnarsi affinché il “mondo” torni verso il Padre. Per troppo tempo noi cristiani ci siamo cullati sul fatto che, grazie all’appoggio delle leggi statali, la famiglia tirava via, almeno apparentemente, secondo il “modello Nazaret”. Ahimé! Era soltanto apparenza. Appena le paratie della legge civile sono cadute, la realtà è apparsa in tutta la sua durezza. C’era troppa facciata e poco sostanza. Questa situazione ci richiama al compito di non supporre il Vangelo, ma di annunciarne con coraggio e intelligenza il messaggio, in modo che il Signore susciti uomini e donne pronti a rispondere alla vocazione familiare, cioè a testimoniare con la loro vita coniugale l’amore di Dio unico, fedele, per sempre, fecondo.

Non facciamoci, perciò, spegnere la festa. Niente paura, lamentele e recriminazioni, quindi, ma riflessione e conversione. Perché, se “il mondo non ci conosce” è “perché non ha conosciuto lui”. E toccava e tocca noi farglielo conoscere. Anche a proposito del suo progetto sulla famiglia: il “modello Nazaret”. Troppo spesso, invece, al posto di un annuncio forte e preciso sulla vocazione alla famiglia, abbiamo fatto tanta poesia e tanta retorica, identificandola con quella dei presepi: “Che bella! Che pace! Che serenità”.

Qual è, infatti, la famiglia di Nazaret al di là delle rappresentazioni poetiche?

>>> vai al testo completo




Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

Calendario

giugno: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Banco editoriale Paoline

Miglioriamo la QUALITA' della vita...

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al blog "La Bella Notizia" e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 3.445 follower

Immagine & Parola AVVENTO anno B

AVVENTO anno B

da Instagram

📖 🔥 🔥 Una #catechesi completa sullo #SpiritoSanto, con applicazioni pastorali attuali e aderenti alle esperienze dei #giovani, ma non soltanto. Sono spiegati i #simboli che lo raffigurano, i riferimenti all’Antico e al Nuovo Testamento, la sua azione nella #Chiesa... #Pentecoste #paoline #paolinestore - http://www.paolinestore.it/shop/lo-spirito-santo-5935.html 🎧 Per la #canonizzazione dei #pastorelli di #Fatima, Francesco e Giacinta (13 maggio 2017), proponiamo uno sceneggiato radiofonico a puntate, ogni mattina dal 6 al 12 maggio per ricordarli 👍 👂http://www.paoline.it/blog/spiritualita/1663-i-100-anni-di-fatima-una-storia-da-ascoltare.html#ascoltafatima Tonino Lasconi, Il grande rompi 2, Paoline  2015 Alessandro  Meluzzi, La vergogna. Un'emozione antica, Paoline 201
Follow La Bella Notizia on WordPress.com

Archivio

Statistiche

  • 269,993 hits

Blog che seguo


rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

La Bella Notizia

"io so in chi ho messo la mia speranza"

Vogue Pills Fashion

By Nayla C - fashion - beauty - lifestyle

"Semplicemente insieme" lucetta ed elena

L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

Uscite, popolo mio, da Babilonia

Un blog per osservare l'Apocalisse del presente e il presente dell'Apocalisse

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

il BLOG di ScegliGesù.com

è il momento di prendere una posizione!

Un mondo a parte

il mondo smette di sorridere...quando tu non sorridi più...

Racconti di Laura

Carezze per l'anima

Seme di salute

per la buona salute e la buona novella

GLOBULI ROSSI COMPANY

Compagnia dei Globuli Rossi: SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO: - "Portate i pesi gli uni degli altri" (Fil 2,4) - “Va' e anche tu fa' lo stesso”. (Lc 10,37)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: