1. Quando amo il mio Dio. Un minuto con i Padri della Chiesa

Che ti amo, Signore, non ho alcun dubbio; anzi ne sono certo. Con la tua parola hai toccato il mio cuore, e io ho cominciato ad amarti… Ma che cosa amo amandoti? (Agostino, Le Confessioni, 10,6).

Quando amo il mio Dio. Agostino, Le Confessioni

…Con la tua parola hai toccato il mio cuore,
e io ho cominciato ad amarti…
Ma che cosa amo amandoti?
Non una bellezza corporea né una grazia transitoria,
non lo splendore di una luce così cara a questi miei occhi;
non dolci melodie di svariate cantilene;
non un profumo di fiori, di unguenti e di aromi;
non manna né miele…

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Giovanni, il precursore (Lc 1, 5-17. Lc 1,57-66.80)

Giovanni Battista battezza GesuLa natività di Giovanni Battista
richiama immediatamente quella di Gesù;
la nascita miracolosa del precursore,
generato da un padre anziano e da una madre sterile,
non aveva infatti altro scopo
che quello di preparare la venuta imminente
del salvatore.
L’amico doveva nascere prima dello sposo,
il servo prima del suo signore,
la voce prima del Verbo,
la fiaccola prima del sole,
il messaggero prima del giudice,
il riscattato prima del redentore.

Giovanni stesso l’ha detto:
«Dopo di me viene un uomo
che mi è passato avanti,
perché era prima di me.
Io non lo conoscevo;
ma sono venuto a battezzare con acqua
perché egli fosse fatto conoscere a Israele»
(Gv 1,30-31).

Giovanni è stato precursore del Cristo
con la sua nascita, la sua predicazione,
il suo battesimo e la sua morte.
Ha iniziato questa missione
ancora nel grembo di sua madre.
Il padre, Zaccaria, era diventato muto
a causa della propria incredulità,
ed egli, prima ancora di poter parlare,
gli ha restituito miracolosamente la parola
facendogli pronunciare il suo nome.
Non poteva ancora far giungere
la sua voce alle orecchie degli uomini
e già, sussultando nel seno di sua madre Elisabetta,
l’avvertiva della presenza del re del cielo,
nascosto nel seno della Vergine.

Il che fece dire ad Elisabetta:
«Appena la voce del tuo saluto
è giunta ai miei orecchi,
il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo».
s. Pier Damiani, Omelia 24

Gli apostoli… il Cenacolo… il fuoco dello Spirito

pentecoste - paolineGli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.
Erano lì come fiaccole pronte e in attesa
di essere illuminate dallo Spirito Santo
per illuminare con il loro insegnamento l’intera creazione…
Erano lì come agricoltori
che portano la semente nella falda del loro mantello
in attesa di ricevere l’ordine di seminare.
Erano lì come marinai
la cui barca è legata al porto del Figlio
e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito.
Erano lì come pastori
che hanno appena ricevuto il bastone del comando
dalle mani del grande Pastore dell’ovile
e aspettano che siano loro distribuite le greggi…

0 Cenacolo,
nel quale venne gettato il lievito
che fece fermentare l’intero universo!
Cenacolo,
madre di tutte le chiese!
Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera!
Cenacolo
che vide il miracolo del roveto ardente!
Cenacolo
che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande
di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia!
Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno,
ma proteggeva coloro che erano in essa.
Il fuoco del Cenacolo
raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo,
mentre conforta quanti lo ricevono.
0 fuoco la cui venuta è parola,
il cui silenzio è luce!
Fuoco che fissi i cuori nell’azione di grazie!
Efrem Siro, Sermone per la Pentecoste

L’acqua viva dello Spirito Santo (1Cor 12,7)

 

sapienza -ChagallLo Spirito appartiene a un’unica sostanza,
però, per disposizione divina
e per i meriti di Cristo,
opera effetti molteplici.
Si serve della lingua di uno
per la sapienza.
Illumina la mente di un altro
con la profezia.
A uno conferisce il potere
di scacciare i demoni,
a un altro largisce il dono
di interpretare le divine Scritture.

Rafforza la temperanza di questo,
mentre a quello insegna la misericordia.
Ispira a un fedele la pratica del digiuno,
ad altri forme ascetiche differenti. […]

Nell’uno lo Spirito produce un effetto,
nell’altro ne produce uno diverso,
pur rimanendo sempre uguale a se stesso.
Si verifica così quanto sta scritto:
«A ciascuno è data
una manifestazione particolare dello Spirito
per l’utilità comune » (1Cor 12,7).

Mite e lieve il suo avvento,
fragrante e soave la sua presenza,
leggerissimo il suo giogo.
Il suo arrivo è preceduto
dai raggi splendenti della luce e della scienza.
Giunge come fratello e protettore.
Viene infatti a salvare, a sanare,
a insegnare, a esortare, a rafforzare
e a consolare.

Anzitutto illumina la mente
di colui che lo riceve e poi,
per mezzo di questi, anche degli altri.
E come colui che prima si trovava nelle tenebre,
all’apparire improvviso del sole
riceve la luce nell’occhio del corpo
e ciò che prima non vedeva,
vede ora chiaramente,
così anche colui che è stato ritenuto
degno del dono dello Spirito Santo,
viene illuminato nell’anima
e, elevato al di sopra dell’uomo,
vede cose che prima non conosceva.

Cirillo di Gerusalemme, Catechesi

I giorni «miei»… e quelli del Signore (Sant’Agostino)

foto di Eleonora Lr (Roma 4 febb. 2012)Come sono diversi i miei giorni
da quelli del Signore!
I giorni «miei»,
perché io li ho fatti miei,
inebriato da una indipendenza temeraria,
che mi ha portato ad abbandonarlo,
e siccome lui è in ogni luogo,
potente, presente ovunque,
io ho meritato il carcere,
le tenebre dell’ignoranza
e ho ai piedi le catene della mortalità.
In questi giorni che sono i miei,
io ho alzato la mia voce:
«Fa’ uscire la mia anima dalla prigione».
E nel giorno della salvezza
che egli mi ha portato,
io ho ricevuto il suo aiuto.
Il gemito dei prigionieri incatenati
è arrivato fino a lui.
In questi giorni che erano i miei,
i dolori della morte mi hanno circondato,
i pericoli dell’inferno mi sono venuti incontro.
Essi non mi avrebbero incontrato
se io non fossi andato errante
lontano da te.
Ma essi mi hanno incontrato e afferrato;
io non li vedevo
perché la mia gioia erano le delizie del mondo.
S. Agostino, Il giorno del Signore, Commento ai Salmi

l’ottavo giorno, di s. Agostino

rupniklarisurrezione2Mi rivolgo a voi, figli appena nati,
piccolissimi nel Cristo, nuova posterità della Chiesa,
grazia del Padre, fecondità della Madre,
pia gemma, nuovo sciame, fiore della nostra collana
e frutto della nostra fatica,
mia gioia e mia corona,
voi tutti qui in piedi davanti al Signore.
Oggi, è l’ottava della vostra nascita.
Oggi, viene  portato a compimento in voi il sigillo della fede,
consistente al tempo degli antichi padri
nella circoncisione della carne,
all’ottavo giorno dalla nascita.
Essa era, infatti, in figura la spoliazione della mortalità
in questo membro umano grazie al quale l’uomo nasce per morire.

Perciò, il Signore stesso, spogliando con la sua risurrezione la mortalità della carne,
risvegliando un corpo non certo diverso, e tuttavia per sempre immortale,
ha contrassegnato con la sua risurrezione il giorno della domenica,
il terzo dopo il giorno della sua passione:
ma nell’ordine dei giorni dopo il sabato, l’ottavo che è anche il primo.

Perciò anche voi, senza farlo ancora nella realtà,
ma già con una speranza certa
– sia perché possederete il sacramento di questa realtà,
sia perché avete ricevuto la caparra dello Spirito –
«se siete risorti con il Cristo cercate le cose di lassù,
dove si trova Cristo assiso alla destra Dio».

Sant’ Agostino, Discorso ai neofiti, 1 e 3

31. Io la vostra risurrezione! – Melitone di Sardi

Un minuto con i Padri della Chiesa

Egli è risorto dai morti e ha gridato a gran voce: «Chi è colui che viene a giudizio contro di me? Si ponga di fronte a me! Io ho liberato il condannato, io ho restituito alla vita colui che era morto, io ho risuscitato il sepolto. (Melitone di Sardi – Omelia sulla Pasqua).

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Egli è risorto dai morti
e ha gridato a gran voce:
«Chi è colui che viene a giudizio contro di me?
Si ponga di fronte a me!
Io ho liberato il condannato,
io ho restituito alla vita colui che era morto,
io ho risuscitato il sepolto.

Chi è colui che si oppone a me?
Io – dice – sono il Cristo,
io sono colui che ha annientato la morte
e ha trionfato del nemico
e ha calpestato l’Inferno sotto i piedi.

Io – dice – sono il Cristo,
io sono la vostra riconciliazione,
io la Pasqua della salvezza…

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