Posts Tagged ‘perdono

11
Set
16

“Si alzò e tornò da suo Padre” Lc 15,20

padre-misericordioso-sieger-koder
“MI ALZERÒ, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. SI ALZÒ e tornò da suo padre
“. (Lc 15,18-20)

Decidere di Alzarsi… Il pensiero diviene azione!
Un Padre che non aspetta altro.
Braccia che accolgono e perdonano!

09
Feb
14

Essere PERLE da produrre e far crescere

L’ Ostrica e la Perla

“…Un’ ostrica che non sia stata ferita non produce perle”


perla-1

Le Perle sono prodotto del dolore;
risultato dell’entrata di una sostanza
estranea o indesiderabile nel interno dell’ ostrica,
come un parassito o un granello di sabbia.

Nella parte interna della conchiglia
c’è una sostanza brillante detta MADREPERLA.
Quando un granello di sabbia penetra,
le cellule della MADREPERLA
cominciano a lavorare e ricoprono il granello
con strati e più strati,
per proteggere il corpo indifeso dell’ Ostrica.
E così si va formando una bella perla.
Una Ostrica che non è mai stata ferita,
in un modo o in un altro,
non produce perle,
perché le perle sono ferite cicatrizzate…

perla-3Ti sei sentito ferito
perché ingannato o rifiutato
da qualcuno che tu amavi davvero….?

Ti sei sentito ferito
da parole crudeli o dure di qualcuno?

Sei stato accusato
di aver detto cose che tu non avevi detto?

Le tue idee
sono state respinte o interpretate male?

Hai sofferto
per i duri colpi del pregiudizio?

Sei stato ripagato con l’indifferenza?

ALLORA, PRODUCI UNA PERLA!!!

Copri le tue ferite con vari strati di amore.
Purtroppo, sono poche le persone
che si preoccupano di fare questo.
La maggior parte impara solo a coltivare risentimenti,
lasciando le ferite aperte,
alimentandole con diversi tipi di sentimenti meschini
e pensando solo in quello che è successo
o nella persona che ti ha lasciato o ti ha ferito
e, quindi, non permettendo che cicatrizzino.

Così, in pratica, quello che vediamo
sono molte “Ostriche Vuote”,
non perché non siano state ferite,
ma, perché non sanno perdonare, comprendere,
lasciar andare il passato e trasformare il dolore in amore.

perla-2

Un sorriso, uno sguardo, un gesto,
il più delle volte, parla più di mille parole…

(Anonimo)

 


Non dobbiamo avere paura di produrre PERLE!

Non lasciamo svuotar il nostro cuore, il nostro essere
divenendo “ostriche vuote”

06
Dic
13

Nelson Mandela e il sogno della libertà

Il 5 dicembre 2013 è morto Nelson Mandela, leader del movimento sudafricano contro la segregazione razziale, primo presidente sudafricano ad essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993.

Nelson Rolihlahla Mandela nasce nel villaggio di Qunu (Mvezo) il 18 luglio 1918, nella famiglia reale dei Thembu, una tribù di etnia Xhosa, che viveva in una fertile valle del Capo Orientale (Sudafrica). Fin da giovane si ribella alle leggi della propria tribù, fuggendo a Johannesburg, insieme al cugino, per non sottomettersi al matrimonio combinato per loro dalla famiglia.

Difendere la libertà e la dignità di tutti

La ricerca della libertà e la lotta contro ogni forma di oppressione e di discriminazione, da qualunque parte provengano, diventano la sua ragione di vita. Nella capitale prende visione delle durissime condizioni della popolazione nera, e si impegna politicamente per combattere contro le leggi della segregazione razziale in vigore nel suo paese. Studia legge e apre uno studio da avvocato per offrire assistenza legale alle persone di colore, in primo nel suo genere.

Anche nel carcere duro

Ben presto Mandela diviene presidente della Lega Giovanile dell’ANC (African National Congress), in un momento particolarmente difficile della storia del Sudafrica, caratterizzato dall’insurrezione della popolazione di colore contro il sistema dell’apartheid e la conseguente repressione da parte del Governo. Benché il suo impegno iniziale si ispirati alla protesta non-violenta, egli subisce arresti, vessazioni e processi infamanti; dopo l’acuirsi dello scontro sociale e la messa al bando dell’ANC partecipa alla lotta armata. Condannato all’ergastolo, vive 26 anni di detenzione nella prigione disumana di Robben Island, da dove viene rilasciato nel 1990, grazie alle pressioni di una campagna internazionale. Nonostante le condizioni della sua lunga detenzione, Mandela esce da questa drammatica esperienza senza desiderio di vendetta, anzi con una capacità di compassione e di perdono che sarà la chiave di volta per aiutare il suo paese a superere la crisi.

 

Si avvera un sogno

Ripreso, infatti, il suo impegno politico in una stagione nuova del Sudafrica, Nelson Mandela, nel giro di pochi anni, viene eletto Presidente…

 

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13
Set
13

Il Padre misericordioso e il terzo figlio tra le righe (Lc 15, 1-32)

24a Domenica – Tempo Ordinario – Anno C

Il Padre misericordioso. Parabola tanto scontata eppure sempre nuova, capace di scuotere le coscienze “addormentate”. Oggi siamo invitati a soffermarci sul “terzo figlio”. Sì, il terzo figlio! Quello che non compare nelle righe, ma tra le righe è presentissimo.

Letture: Es 32, 7-11. 13-14; Sal 50; 1 Tm 1, 12-17; Lc 15, 1-32

padre_misericordioso_marnotratnyLa parabola del padre misericordioso (smettiamola di chiamarla “del figlio prodigo”, perché il protagonista è il padre con il quale il racconto inizia e finisce, ed è chiaramente colui che muove tutta la vicenda) è talmente conosciuta e talmente bella che rischia di diventare un brano poetico per la nostra ammirazione. Non può e non deve essere così, perché il vangelo non è per l’ammirazione, ma per la nostra conversione.

Questa parabola, poi, proprio per essere tanto bella e tanto conosciuta, può finire nel cestino della assuefazione, del “questa la so”, dentro al quale perde ogni capacità di farci riflettere e di scuoterci. Cerchiamo di evitare questo rischio, leggendola in profondità, puntando la nostra attenzione e la nostra riflessione sul terzo figlio.
“Il terzo figlio? Ma i figli non sono soltanto due?”.
Sì, il terzo figlio! Quello che non compare nelle righe, ma tra le righe è presentissimo.

Il terzo figlio, di età non ben definita – potrebbe essere più giovane o più grande del primo, e anche più giovane o più grande del maggiore, quindi praticamente di qualsiasi età (l’età di ciascuno di noi!)-, non ha mai chiesto al padre di andare via di casa con la sua parte di eredità. Prendere una decisione così drastica e coraggiosa non fa per lui. Sarebbe rischiosa, e non gli va di rischiare. Lui si accontenta di qualche fughetta ogni tanto, senza farsi accorgere, tornando a casa di nascosto, come se non fosse successo niente. Ogni tanto gli capita di sperperare qualcosa delle sue sostanze in modo poco accorto e qualche volta poco dignitoso. Però, mai niente di tanto grave. 

Il terzo figlio non è nemmeno come il maggiore. Anche lui di età non ben definita – potrebbe essere più giovane o più grande del primo, e anche più giovane o più grande del maggiore, quindi praticamente di qualsiasi età (l’età di ciascuno di noi!) -. Il terzo figlio non si sente un servo del padre come il secondo, ma nemmeno lui ha confidenza filiale: tante idee del padre e altrettante suoi desideri gli sembrano esagerati, e perciò, quando può pensa e fa come gli pare. Però, mai niente di tanto grave. Non ha il coraggio di chiedere capretti o altro per fare festa con gli amici – potrebbe dirgli di no e ci rimarrebbe male -, e allora, appena possibile, si arrangia come può. Di nascosto. Però, mai niente di tanto grave.

Cosa pensa il terzo figlio del fratello giovane ritornato a casa? …
Cosa ne pensa il terzo figlio del secondo, del maggiore?…

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Il Padre misericordioso–Parabole per bambini
17
Mar
13

Dio mai si stanca di perdonarci, mai! (Gv 8,1-11)

Primo Angelus di Papa Francesco , 17 marzo 2013

fratelli e sorelle, il volto di Dio è quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza. Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi?

Papa_B_angelus_fi--400x300Fratelli e sorelle, buongiorno!

Dopo il primo incontro di mercoledì scorso, oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto a tutti! E sono felice di farlo di domenica, nel giorno del Signore! Questo è bello è importante per noi cristiani: incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza. Una piazza che, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo.

In questa quinta domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta l’episodio della donna adultera (cfr Gv 8,1-11), che Gesù salva dalla condanna a morte. Colpisce l’atteggiamento di Gesù: non sentiamo parole di disprezzo, non sentiamo parole di condanna, ma soltanto parole di amore, di misericordia, che invitano alla conversione. “Neanche io ti condanno: va e d’ora in poi non peccare più!” (v. 11). Eh!, fratelli e sorelle, il volto di Dio è quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza. Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi?
Quella è la sua misericordia. Sempre ha pazienza, pazienza con noi, ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito. “Grande è la misericordia del Signore”, dice il Salmo.

In questi giorni, ho potuto leggere un libro di un Cardinale – il Cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo – sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene, quel libro, ma non crediate che faccia pubblicità ai libri dei miei cardinali! Non è così! Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene … Il Cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto.
E’ il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza …

Ricordiamo il profeta Isaia, che afferma che anche se i nostri peccati fossero rossi scarlatti, l’amore di Dio li renderà bianchi come la neve. E’ bello, quello della misericordia!
Ricordo, appena Vescovo, nell’anno 1992, è arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima e si è fatta una grande Messa per gli ammalati. Io sono andato a confessare, a quella Messa. E quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perché dovevo amministrare una cresima. E’ venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto: “Nonna – perché da noi si dice così agli anziani: nonna – lei vuole confessarsi?”. “Sì”, mi ha detto. “Ma se lei non ha peccato …”. E lei mi ha detto: “Tutti abbiamo peccati …”. “Ma forse il Signore non li perdona …”. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. “Ma come lo sa, lei, signora?”. “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”. Io ho sentito una voglia di domandarle: “Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?”, perché quella è la sapienza che dà lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio.

papa_francesco_accarezza_fedeleNon dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai!
“Eh, padre, qual è il problema?”. Eh, il problema è che noi ci stanchiamo, noi non vogliamo, ci stanchiamo di chiedere perdono. Lui mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai! Lui è il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti. Invochiamo l’intercessione della Madonna che ha avuto tra le sue braccia la Misericordia di Dio fatta uomo.

Adesso tutti insieme preghiamo l’Angelus: [preghiera dell’Angelus]

 

Angelus_Benedetto-XVI-620x392Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini. Grazie della vostra accoglienza e delle vostre preghiere.
Pregate per me, ve lo chiedo.
Rinnovo il mio abbraccio ai fedeli di Roma e lo estendo a tutti voi, e lo estendo a tutti voi, che venite da varie parti dell’Italia e del mondo, come pure a quanti sono uniti a noi attraverso i mezzi di comunicazione.
Ho scelto il nome del Patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra, dove – come sapete – sono le origini della mia famiglia. Ma Gesù ci ha chiamati a far parte di una nuova famiglia: la sua Chiesa, in questa famiglia di Dio, camminando insieme sulla via del Vangelo. C

he il Signore vi benedica, che la Madonna vi custodisca. Non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono.

Buona domenica e buon pranzo!

da vatican.it, 17 marzo 2013

16
Feb
13

Quaresima. Tempo di amore, generosità, grazia, perdono

di Giovanni XXIII

Cop_Quaresima_2013Con l’istituzione della Quaresima, la Chiesa non conduce i suoi figli a semplice esercizio di pratiche esteriori, ma ad impegno serio di amore e di generosità per il bene dei fratelli, alla luce dell’antico insegnamento dei profeti. [ … ]
Questa è la Quaresima.
Questo l’esercizio della vera penitenza, ed è quanto il Signore attende da tutti, nel tempo accettevole di grazia e di perdono.

 

O Signore Gesù,
che sul limitare della vostra vita pubblica
vi ritiraste nel deserto,
vogliate attrarre tutti gli uomini
al raccoglimento che è inizio di conversione e di salute…
voi voleste provare la solitudine, il sonno, la fame;
e al tentatone che vi proponeva la prova dei miracoli,
voi rispondeste con la fermezza della eterna parola,
che è prodigio di grazia celeste.

ghidelli_dono_vivere_paoline_22y61Tempo di Quaresima. O Signore!
Non permettete che accorriamo alle fontane dissipate,
né che imitiamo il servo infedele,
la vergine stolta;
non permettete che il godimento dei beni della terra
renda insensibile il nostro cuore
al lamento dei poveri, degli ammalati, dei bimbi orfani,
degli innumerevoli fratelli nostri
che tuttora mancano del minimo necessario per mangiare,
per ricoprire le ignude membra,
per radunare la famiglia sotto un solo tetto.
Le acque del Giordano scesero anche su di voi, o Gesù,
sotto lo sguardo della folla,
ma ben pochi allora poterono riconoscervi:
e questo mistero di ritardata fede, o di indifferenza,
prolungatosi nei secoli,
resta motivo di dolore per quanti vi amano
e hanno ricevuto la missione di farvi conoscere al mondo.

Concedete ai successori degli apostoli e dei discepoli
e a quanti prendono nome da voi e dalla vostra croce,
di portare innanzi l’opera della evangelizzazione,
di sostenerla con la preghiera, con la sofferenza,
con l’intima fedeltà al vostro volere.
E come voi, agnello di innocenza,
vi presentaste a Giovanni in atteggiamento di peccatore,
attraete anche noi, Gesù, alle acque del Giordano.
Là vogliamo accorrere per confessare i nostri peccati
e purificare le nostre anime.
Giovanni XXIII

10
Feb
13

Gesù nostra vera riconciliazione

amicizia - luce - festaCristo Gesù,
tu sei la nostra vera riconciliazione,
la misericordia per gli uomini,
la nostra grande e vivente Indulgenza.

Tu hai compiuto
la «purificazione dei peccati»
e ci hai messi in comunione con il Padre,
nello Spirito Santo.

Questo tuo atto salvifico
abbraccia non solo tutti gli uomini,
ma si estende a tutto il creato,
all’universo intero,
aprendoci le soglie
di una creazione nuova
con una umanità rinnovata,
in pellegrinaggio
verso «un nuovo cielo e una terra nuova».

Questo mistero di riconciliazione
tu, Cristo, lo continui
attraverso la tua Chiesa,
sacramento di salvezza.

Noi ti ringraziamo, Signore,
che ci hai concesso di vedere
che le relazioni tra i cristiani
si intensificano e si approfondiscono.

Ma poiché la ricerca
della riconciliazione
tra i cristiani
è opera dello Spirito Santo,
a te chiediamo nella preghiera
e nella penitenza,
il dono dell’unione
sempre più pura e intima con te.

Rendici più attenti alla tua parola,
obbedienti alla tua volontà
per continuare la nostra opera
con fiducia e dedizione,
con perseveranza e coraggio,
affinché tu ci conceda
di poter dare con efficacia
il nostro contributo
alla riconciliazione
fra tutti i cristiani,
e alla riconciliazione
di tutti gli uomini,
così che «ogni lingua confessi
che Gesù Cristo
è il Signore, a gloria del Padre».
Amen.
Paolo VI alla chiusura dell’Ottavario per l’unità, sabato 25 gennaio 1975.




Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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