Posts Tagged ‘problemi sociali

12
Gen
12

Da bambini di strada ad acrobati

Il festival Circomondo ha radunato a Siena 13 giovani artisti, dagli 11 ai 23 anni, di cinque scuole di circo sociale provenienti da Brasile, Argentina, Palestina e Napoli.

I fratelli Leonardo e Leticia Freitas.Sotto il tendone allestito nella Fortezza medicea di Siena, Leonardo e Leticia volteggiano aggrappati ai tessuti aerei. Sorridono radiosi al pubblico, mentre compongono armoniosi e sicuri le loro acrobazie di coppia, affiatati come solo un fratello e una sorella sanno esserlo. I due giovani artisti – 14 anni lui e 13 lei – arrivano dal Brasile, Rio de Janeiro. Entrambi fanno parte della scuola di circo sociale Crescer e viver di Rio, uno spazio di aggregazione e di formazione giovanile che sviluppa la creatività e le abilità dell’arte circense come mezzo di recupero, educazione e inclusione sociale per i bambini e gli adolescenti che vivono in condizioni di disagio socio-economico e familiare. Crescer e viver sorge in un punto centrale tra le favelas di Rio: al circo sociale confluiscono i ragazzini delle enormi e popolose baraccopoli della città brasiliana.
Leonardo e Leticia hanno cominciato a frequentare la scuola di circo alcuni anni fa. «Vivevamo in un’altra cittadina non lontana da Rio», raccontano i due ragazzi, «andavamo alla scuola di circo due volte a settimana, dopo la scuola. Ma per arrivare là impiegavamo anche due-tre ore ad andare e altrettante a tornare, a seconda del traffico. Un impegno enorme». Ma la passione per le acrobazie veniva prima di tutto. «Per permetterci di continuare la scuola circense la nostra famiglia ha deciso di trasferirsi a vivere a Rio. Oggi nostro padre lavora in un supermercato nella capitale e nostra madre lavora nelle pulizie e anche come cameriera».
I due fratelli brasiliani sono arrivati a Siena per partecipare, dal 5 all’8 gennaio, a Circomondo, il primo festival internazionale di circo sociale, organizzato dall’associazione di volontariato e cooperazione Carretera central e il Comitato provinciale dell’Arci di Siena, con il sostegno di altri enti e fondazioni. Protagonisti sono stati tredici giovani artisti, dagli 11 ai 23 anni, provenienti da cinque scuole di circo sociale di vari Paesi: due di Napoli, una palestinese, una brasiliana e una argentina.

Oltre agli spettacoli circensi, il festival ha proposto un programma di conferenze, proiezioni di film e documentari e laboratori sul tema della condizione dell’infanzia in Italia e nei Paesi del Sud del mondo. L’idea di Circomondo è nata dall’esperienza maturata da Carretera central tra i circhi sociali in Brasile, a Cuba e in altri Paesi del mondo, collaborando a progetti per il recupero dei bambini di strada e la protezione dei diritti dell’infanzia.
Il circo sociale è nato negli Stati Uniti negli anni Venti, grazie all’intuizione di un sacerdote del Nebraska, padre Flanagan, che comprese le potenzialità di questa particolare espressione artistica, fatta di libertà e di fantasia, di invenzione e di grande abilità fisica, come strumento per sviluppare nei ragazzi l’autostima, la sicurezza e la fiducia in se stessi, la disciplina e il rispetto delle regole. Da allora l’arte circense come metodologia educativa alternativa si è sviluppata in tutto il mondo. A Siena, i 13 giovani artisti si sono incontrati e, tutti insieme, hanno dato vita, nel giro di pochi giorni, a uno spettacolo multiculturale – con la regia di Martina Favilla – nel quale ognuno di loro ha mostrato ciò che sa fare e ha collaborato con gli altri per realizzare numeri di clownerie, equilibrismo, giocoleria e acrobatica, tutti incentrati sul tema del viaggio.


Ahmad Naser, della Palestinian circus school.Giocolieri e clown per le strade della Cisgiordania

«Il circo è il mezzo migliore per aiutare i ragazzini della Cisgiordania», spiega Shadi Zmorrod, attore e regista teatrale, fondatore nel 2006 della Palestinian circus school, con sede a Bir Zeit, a 10 chilometri da Ramallah. «Per i ragazzi le acrobazie, la giocoleria, il trapezio rappresentano una sfida positiva. I giovani palestinesi vivono una situazione di violenza quotidiana, crescono sviluppando energia negativa, che il circo, però, è capace di trasformare in energia positiva. Quando abbiamo cominciato a lavorare nei campi profughi i bambini erano violenti, si picchiavano, erano ingestibili. Nel giro di poco tempo hanno imparato a dire grazie, a compiere gesti educati, a rispettarsi tra di loro. L’arte circense è fatta di libertà perché ognuno fa ciò per cui si sente più portato, insegna la collaborazione, il lavoro di squadra, ti impone di lavorare sodo, sviluppa l’equilibrio, la coordinazione e la conoscenza di sé. Per un acrobata è fondamentale avere il controllo del proprio corpo. E lo è anche per questi ragazzi».
Lo è stato per Ahmad, che ha quasi 21 anni e, alcuni anni fa, ha abbandonato il taekwondo per buttarsi anima e corpo nel circo: prima non sapeva neppure trattare le ragazze; adesso ha imparato cosa vuol dire il rispetto degli altri. E lo è stato certamente anche per Abu Sakhra, 20 anni: quando era un bambino ha lanciato un sasso contro i soldati israeliani. Un gesto che gli è costato caro: quando aveva 17 anni è stato arrestato e ha passato un mese in un carcere israeliano. Oggi ad Abu Sakhra è vietato entrare a Gerusalemme. Nello spettacolo a Siena ha voluto usare palline e birilli da giocoliere per rappresentare a modo suo, con ironia mista ad amarezza, le tappe fondamentali della storia palestinese dal 1948 fino a oggi.

 

Leonela Maggisano e Ariel Barbosa.Napoli, dai trampoli ai rifiuti

Altro momento forte dello spettacolo di Circomondo, con un richiamo esplicito all’attualità, è stata la rappresentazione sui trampoli del problema dei rifiuti a Napoli, messo in scena dai giovani artisti partenopei. «Nei nostri spettacoli c’è sempre, necessariamente, il riferimento alla realtà sociale nella quale i ragazzi vivono», spiega Giovanni Savino, presidente della cooperativa Il tappeto di Iqbal, che opera nel quartiere di Barra a Napoli e usa la metodologia del circo per recuperare i ragazzini di strada, i baby-criminali, strappandoli alla delinquenza e alla camorra.

«Barra fa parte della municipalità napoletana con il numero più elevato di bambini al di sotto dei 15 anni e un tasso altissimo di abusi sessuali sui minori, dispersione scolastica e sfruttamento del lavoro minorile. Da alcuni anni sviluppiamo il circo sociale partendo dall’arte della trampoleria: i ragazzi che seguiamo vivono nell’illegalità, sfidano la polizia e le istituzioni con le pistole. Non potremmo mai attirarli proponendo loro dei semplici giochi. I trampoli, invece, rappresentano una sfida e comportano una certa dose di pericolo, quello che loro vivono ogni giorno; ma, una volta che sono saliti, nei ragazzi emerge anche una dose di paura, che li riporta alla dimensione perduta dell’infanzia, perché si redono conto che, se arrampicarsi è stato facile, per rimanere in piedi hanno bisogno di appoggiarsi a qualcuno, di fidarsi e di affidarsi all’altro, perché da soli non possono farcela».

 

Martina Favilla, regista di Circomondo.Per molti giovani artisti il circo rappresenta una speranza concreta per il futuro: le scuole circensi, infatti, spesso prevedono anche programmi di formazione avanzata per i ragazzi che, una volta apprese le basi dell’arte, aspirano al circo professionale. Come Leonela, 22enne argentina con origini italiane, che frequenta il corso di formazione avanzata del Circo social del Sur di Buenos Aires. Fare del circo il suo mestiere è il sogno di Ahmad che, al di fuori della scuola circense, si arrangia con qualche lavoretto, e dei ragazzini napoletani di Scampia, ai quali la Scuola di Circo Corsaro ha offerto un’alternativa alla delinquenza e alla strada. Ed è la certezza di Leticia, che quando pensa al futuro si illumina in viso e afferma sicura: «Un giorno diventerò una grandissima acrobata».

Giulia Cerqueti, Famiglia Cristiana, 8 gennaio 2011

22
Dic
11

NATALE. Nascerà… dove? di Erri De Luca

 

germoglio6_thNascerà in una stiva tra viaggiatori clandestini.
Lo scalderà il vapore della sala macchine.
Lo cullerà il rollio del mare di traverso.
Sua madre imbarcata
per tentare uno scampo o una fortuna,
suo padre l’angelo di un’ora,
molte paternità bastano a questo.
In terraferma l’avrebbero deposto
nel cassonetto di nettezza urbana.
Staccheranno coi denti la corda d’ombelico.
lo getteranno al mare, alla misericordia.
 
Possiamo dargli solo i mesi di grembo, dicono le madri.
Lo possiamo aspettare, abbracciare no.
Nascere è solo un fiato d’aria guasta. Non c’è mondo per lui.
Niente della sua vita è una parabola.
Nessun martello di falegname gli batterà le ore dell’infanzia,
poi i chiodi nella carne.
Io non mi chiamo Maria, ma questi figli miei
che non hanno portato manco un vestito e un nome
i marinai li chiamano Gesù.
Perché nascono in viaggio, senza arrivo.
 
extracomunitari_1501Nasce nelle stive dei clandestini,
resta meno di un’ora di dicembre.
Dura di più il percorso dei Magi e dei contrabbandieri.
Nasce in mezzo a una strage di bambini.
Nasce per tradizione, per necessità,
con la stessa pazienza anniversaria.
Però non sopravvive più, non vuole.
Perché vivere ha già vissuto, e dire ha detto.
Non può togliere o aggiungere una spina ai rovi delle tempie,
Sta con quelli che vivono il tempo di nascere.
Va con quelli che durano un’ora.
 
NATALE di Erri De Luca – Da Opera sull’acqua e altre poesie (Einaudi).

05
Ott
11

Il mio Vangelo tra Jovanotti e la strada. Don Gino Rigoldi

Don Gino Rigoldi Cappellano dell’Istituto penale per minorenni “Beccaria” di Milano e fondatore di Comunità Nuova onlus, ha appena pubblicato “Io cristiano come voi”. 

gino_rigoldi_libroNel suo libro “Io cristiano come voi” (ed. Paoline) prova a raccontare la fede da un punto di vista diverso: partendo dalla strada, tra la gente. Come mai ha scelto questo titolo?
Perché il libro parla di me e della mia storia. Un testimone, non un teologo. Provo a raccontare quello che ho visto e vissuto in tutti questi anni. Le difficoltà e le vittorie. Ma non sono un riformatore della Chiesa.

Un motto che sembra uscito da un album di Jovanotti (suo amico, ndr). Poca teoria e tanta pratica…
Più che per il titolo è jovanottiano per come è scritto. Lorenzo, mentre stavo pensando al libro, mi ha detto: “Trova un argomento e non scrivere più di una pagina e mezza: concentra tutto in poco spazio, solo così il tuo pensiero arriva diretto”. E io l’ho fatto.

Al centro del libro ci sono il Vangelo e Gesù, visti come rivoluzionari. Oggi sembra che la Chiesa ascolti poco i cambiamenti, viva nel passato e nella tradizione. Non trova che ci sia stato uno scollamento?
Io credo che un’istituzione parta da un blocco originario, vero. Nel nostro caso il Vangelo. Poi si struttura, crea delle norme. E infine si sclerotizza e diventa vecchia. La Chiesa è lontana: sul sesso, sulle coppie di fatto, sulle ricchezze. E potrei continuare. Nel Vangelo non ci sono i dieci comandamenti, ma c’è un grande comandamento: cercate la comunione con Dio attraverso il volto di Gesù. Cioè, capite quello che Cristo vuole. E la prima persona che ha portato in paradiso era un delinquente reo confesso, non certo un monsignore.

Quindi qual è il “ritmo” che la Chiesa dovrebbe seguire?
Amore per il prossimo, giustizia, difesa dei deboli, comunità. Questi sono i comandamenti. Le leggi sul sesso sono secondarie. La Chiesa deve ritornare a queste verità. Non deve dire le cose, ma farle.

Ad esempio?
Il cardinale Dionigi Tettamanzi (ex arcivescovo di Milano, ndr) non ha detto: “Rispettate i rom”. È andato da loro, nei campi, in mezzo al fango. E allora è diventato il vescovo comunista, l’imam di Milano. Ma il cristianesimo è questo e anche di più.

Cosa c’è di più?
Prendiamo tutte le ricchezze della Chiesa: se dice di aiutare i poveri, dovrebbe metterle a loro disposizione, sempre. E dovrebbe dire che la ricchezza è un peccato.

Pare che ci siano due Chiese: una vicina al suo pensiero, l’altra che va a braccetto con le banche e le ricchezze terrene. Come fanno ad andare d’accordo?
Il motivo è sempre il capo. Gesù ci ha detto che il Papa è il nostro riferimento: così io sto nella Chiesa perché credo in Cristo e allora credo nel Papa. Dall’interno però provo a cambiare il ritmo.

Come sulle coppie di fatto e sull’omosessualità…
Possiamo dire che due omosessuali che si amano veramente facciano una cosa sporca e brutta? Io ci penserei bene prima di affermarlo. È peccato? Calma.

E poi parla anche di comunione e messa: meglio prenderla una volta a settimana, per darle un senso comunitario forte…
Durante la settimana si può pregare. L’eucarestia è la cena della comunità e si fa la domenica. Bisogna ridargli un senso. E il significato si trova solo creando un gruppo. Ogni tanto vado a Londra e mi capita di seguire la messa: alla fine ci sono le torte e il te. Il prete saluta tutti sulla porta. Un’altra situazione. C’è la comunità.

A Milano le elezioni politiche hanno segnato un cambiamento epocale. Che ne pensa?
Ora bisogna stare attenti. Quando aumenti il biglietto del tram, tagli un po’ lo sport, inasprisci l’Ecopass, rischi che le persone dicano che sei uguale a quelli di prima. La sfida è far capire che i tagli ci sono perché mancano i soldi, ma che c’è stata un svolta. Vorremmo costruire mille appartamenti per i giovani: 70 metri quadrati, 400 euro al mese.

Da dove viene questo suo “carattere ribelle”, attento ai deboli a tutti i costi? Dal Beccaria?
L’ho sempre avuto. Quando ero vicerettore del Collegio Arcivescovile “De Filippi” di Varese, arrivavano tanti ragazzi dal Sud e se avevamo stanze vuote li facevo dormire gratis. Ho sempre cercato di trovare il modo per “schivare” le regole. Il “Beccaria”, invece, è più diretto: sai dove sei, cosa devi fare. Però è stata (ed è) una grande scuola.

Dove si trova il volto di Cristo oggi…
Nel Vangelo si dice in tutti i poveri e negli emarginati. Ma bisogna abituarsi a vedere il volto di Gesù nelle persone con le quali viviamo ogni giorno.

Angelo Paura, City, 5 ottobre 2011

»»» Gino Rigoldi, Io cristiano come voi, Paoline 2011

06
Set
11

Il responsabile delle risorse umane – Cinema

Il film, ispirandosi all’omonimo romanzo di Abraham B. Yehoshua, a partire da una morte accidentale trova nelle caratteristiche del viaggio l’ambientazione ideale per far affiorare prospettive più vaste e profonde. Il responsabile delle risorse umane subirà un processo di trasformazione: da freddo burocrate diventerà un uomo capace di compassione per i propri simili.

Il responsabile delle risorse umane - Film

Il film

Julia, una dipendente rumena del più grande pastificio di Gerusalemme, resta uccisa durante un attentato kamikaze. Trovata senza documenti il suo cadavere resta all’obitorio per giorni senza che nessuno ne denunci la scomparsa. Nella ditta dove la donna lavorava nessuno si accorge della sua assenza fino a quando sulla stampa locale compare un articolo che ne rivela l’identità e accusa i datori di lavoro di indifferenza verso i dipendenti. Per rimediare al danno d’immagine dell’azienda, la proprietaria decide di pagare le spese del funerale e riportare la salma in patria. Viene incaricato dell’organizzazione il responsabile delle risorse umane. Con lui partono il figlio ribelle della defunta e un giornalista invadente e curioso interessato solo a scrivere pezzi di denuncia. Il viaggio verso il paesino rumeno si presenta pieno di ostacoli e imprevisti…

»»» Leggi la scheda completa in effetto cinema

E’ un progetto paoline.it

31
Ago
11

La Gmg e la storia di Florence

nigerok_1910033Mentre abbiamo ancora negli occhi le immagini di centinaia di migliaia di giovani di tutto il mondo, radunati a Madrid per celebrare la Gmg e riscoprire la loro appartenenza di cristiani «radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede» (Col 2,7), penso con emozione e sofferenza a chi non ha potuto essere in mezzo a quella folla di giovani pieni di entusiasmo e di vita. Ripenso alle centinaia di giovani donne immigrate, che incontro ogni sabato pomeriggio – insieme ad altre religiose di diverse congregazioni e vari Paesi -, nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, relegate per 18 mesi e in attesa di espulsione con l’unica colpa di essere in Italia senza documenti.
E ripenso alle migliaia di altre giovani e minorenni costrette a vendersi lungo le nostre strade e che non possono godere con altre ragazze e ragazzi la bellezza di creare una forza di comunione e solidarietà, accomunati dallo stesso ideale e ricerca di verità. Rivedo quella moltitudine di giovani in attesa dell’incontro con Benedetto XVI, pronti ad ascoltare la sua parola che li stimola all’incontro con Cristo, unica speranza che non delude mai, e il mio pensiero ritorna alla Gmg dell’Anno Santo del Duemila, celebrata a Roma.
Ecco allora che rivivo con commozione la storia di Florence, una giovane nigeriana che ha avuto la forza e il coraggio di spezzare le sue catene e di ritornare a essere persona libera. A quel tempo, Florence era costretta a lavorare ormai da due anni lungo una strada di Roma. Da alcuni suoi clienti abituali venne a sapere che giovani di tutto il mondo stavano invadendo Roma per celebrare il Giubileo. Colpita da questa presenza festosa, Florence s’interroga su s{ stessa e la propria vita. Pure lei era giovane e veniva dalla Nigeria, dov’era stata battezzata da piccola nella Chiesa cattolica. Quindi l’invito a partecipare a quello straordinario evento era rivolto anche a lei.
Da tempo, però, non era più in sintonia con la sua fede cristiana perché, come in un fiume in piena, era stata trascinata nel mercato dello sfruttamento sessuale e segnata con il marchio di “prostituta”. Anche lei era stata sequestrata da un “pappone” che la soggiogava e la maltrattava se non guadagnava abbastanza, vendendo il suo corpo insieme alla sua giovinezza, femminilità e dignità. Ormai si sentiva estranea a quel mondo giovanile, così vibrante di gioia e di entusiasmo, che da aveva lasciato alle spalle per vivere un’umiliante e degradante esperienza.
Eppure, Florence, sentiva impellente nel cuore il richiamo di quell’evento
, perché il Giubileo era proprio per chi, come lei, attendeva la liberazione da una vergognosa e nuova forma di schiavitù. Nonostante i dubbi e le paure, una forza interiore la spingeva a incamminarsi verso il grande raduno. E così ha lasciato la casa, e si è affiancata ai tanti pellegrini, titubante e sperduta. Si è ritrovata vicino al grande palco. Sorpresa e confusa si è seduta in attesa di vivere il più grande miracolo della sua vita. Alcuni giovani hanno notato la sua solitudine e si sono interessati a lei, offrendole la loro amicizia insieme a viveri e bevande.
Florence si è unita a loro con il canto, la danza e l’entusiasmo che fioriva nel suo povero corpo martoriato e segnato dallo sfruttamento sessuale. A poco a poco si è sentita a suo agio e ha preso coscienza che quell’evento aveva un significato profondo proprio per lei che aveva sperimentato la paura, la solitudine, l’inganno, la delusione, la rabbia, la violenza, la schiavitù e la morte. Florence ha vissuto intensamente quelle ore, lunghe quanto la sua vita di sofferenza, di sfruttamento, di dolore e di delusione, ma altrettanto corte, troppo corte per gustare fino in fondo la gioia della sua giovinezza e dignità ritrovata. Per Florence, il Giubileo si stava realizzando pienamente e in tutta la sua forza, integrità e bellezza.
L’incontro con l’Eucaristia
del giorno seguente ha segnato il culmine di tutta la sua esperienza di fede e di misericordia del Signore e Florence ha trovato il coraggio di dire: «Basta!».Due giorni dopo è scappata, lasciando alle spalle, non solo la sua vita di miseria e di umiliazione, ma anche le sue poche cose: non ha portato nulla con sé, all’infuori della sua nuova esperienza interiore, che da quel momento in poi è stata la sua unica forza e ricchezza.
Ricordando Florence, chiediamo a Cristo, che continua a parlare al cuore di tanti giovani assetati di verità, di gioia, di giustizia, di pace e di solidarietà, di continuare a percorrere le strade del mondo, specialmente là dove la dignità della persona, soprattutto di donne e minori, è costantemente disprezzata e calpestata. Lui solo può spezzare le catene di ogni forma di schiavitù per aiutare le persone a vivere in liberà e verità.
sr Eugenia Bonetti, in “Noi donne oggi”, www.famigliacristiana.it

31
Lug
11

Il discorso del re. Estate con un film

Un prodotto cinematografico dalla tipica confezione anglosassone: ricostruzione storica precisa, situazioni e personaggi delineati in modo sobrio e reale. Il nucleo di tutta la storia è concentrato nel rapporto tra il balbuziente Bertie-Giorgio VI d’Inghilterra e il suo logopedista australiano Lionel Logue, rapporto che sfocerà nella stima vicendevole.

 

proiettore_discorso

Il film

Siamo nell’Inghilterra degli anni Trenta del secolo scorso. Dopo la morte di Re Giorgio V la legittima successione porta al trono il primogenito Edoardo VII il quale però desidera sposare Wallis Simpson, un’americana divorziata. Essendo nel Regno Unito anche il capo della Chiesa, non può farlo e allora, per non lasciare la donna che ama, abdica in favore del fratello Bertie. Il nuovo re, incoronato come Re Giorgio VI, soffre da sempre di una grave forma di balbuzie che gli rende molto difficile parlare in pubblico. Ad aiutarlo ci pensa sua moglie Elisabetta, la futura Regina Madre, che organizza per lui un incontro con il logopedista Lionel Logue. I metodi dello stravagante terapista del linguaggio riusciranno a migliorare la voce e il prestigio del sovrano e, nello stesso tempo, a sconfiggere il suo limite e i suoi timori. Per comunicare l’entrata in guerra del Paese farà uno straordinario discorso alla radio ottenendo il plauso dei propri sudditi e la fiducia indispensabile per sostenere la dura prova delle operazioni belliche contro la Germania nazista. Dopo aver ringraziato il suo maestro, insieme a tutta la famiglia saluta le migliaia di persone accorse per rendergli omaggio…

»»» Leggi la scheda completa in effetto cinema

E’ un progetto paoline.it

19
Giu
11

LA LORO STORIA E’ LA NOSTRA STORIA. DA 60 ANNI AL FIANCO DEI RIFUGIATI

Giornata Mondiale del Rifugiato 2011

Giornata-mondiale-del-rifugiato

 

(15 giugno 2011) – Sessant’anni fa entrò in funzione l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). A pochi mesi di distanza, nel luglio del 1951, fu poi promulgata la Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati.

Da allora, in tutte le sue operazioni l’Agenzia ha aiutato milioni di persone sia durante le emergenze umanitarie che a ricostruirsi le proprie vite, assistendole nel ritorno a casa o attraverso il reinsediamento in nuovi paesi. Nonostante i profondi cambiamenti che hanno ridisegnato la mappa geopolitica del mondo, la pace resta ancora un obiettivo lontano per molte regioni del pianeta…

continua




La bella notizia

Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

Calendario

giugno: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Banco editoriale Paoline

Miglioriamo la QUALITA' della vita...

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al blog "La Bella Notizia" e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 3.445 follower

Immagine & Parola AVVENTO anno B

AVVENTO anno B

da Instagram

📖 🔥 🔥 Una #catechesi completa sullo #SpiritoSanto, con applicazioni pastorali attuali e aderenti alle esperienze dei #giovani, ma non soltanto. Sono spiegati i #simboli che lo raffigurano, i riferimenti all’Antico e al Nuovo Testamento, la sua azione nella #Chiesa... #Pentecoste #paoline #paolinestore - http://www.paolinestore.it/shop/lo-spirito-santo-5935.html 🎧 Per la #canonizzazione dei #pastorelli di #Fatima, Francesco e Giacinta (13 maggio 2017), proponiamo uno sceneggiato radiofonico a puntate, ogni mattina dal 6 al 12 maggio per ricordarli 👍 👂http://www.paoline.it/blog/spiritualita/1663-i-100-anni-di-fatima-una-storia-da-ascoltare.html#ascoltafatima Tonino Lasconi, Il grande rompi 2, Paoline  2015 Alessandro  Meluzzi, La vergogna. Un'emozione antica, Paoline 201
Follow La Bella Notizia on WordPress.com

Archivio

Statistiche

  • 269,993 hits

Blog che seguo


rigantur mentes

La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, a se stessa non bada, non chiede d’esser veduta. (A. Silesio)

La Bella Notizia

"io so in chi ho messo la mia speranza"

Vogue Pills Fashion

By Nayla C - fashion - beauty - lifestyle

"Semplicemente insieme" lucetta ed elena

L'amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce a metà

La Bottega del Vasaio

a cura di don Cristiano Mauri

Uscite, popolo mio, da Babilonia

Un blog per osservare l'Apocalisse del presente e il presente dell'Apocalisse

VIAGGIO VERSO CIELI LIMPIDI

La vita è bella comunque e a prescindere!

il BLOG di ScegliGesù.com

è il momento di prendere una posizione!

Un mondo a parte

il mondo smette di sorridere...quando tu non sorridi più...

Racconti di Laura

Carezze per l'anima

Seme di salute

per la buona salute e la buona novella

GLOBULI ROSSI COMPANY

Compagnia dei Globuli Rossi: SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO: - "Portate i pesi gli uni degli altri" (Fil 2,4) - “Va' e anche tu fa' lo stesso”. (Lc 10,37)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: