Posts Tagged ‘Quaresima

11
Apr
14

GESÙ entra in GERUSALEMME – Domenica delle Palme

Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno

Nella città di Dio, Gerusalemme, Gesù entra come re acclamato per uscirne come reo condannato alla Croce, per portare a compimento la missione che il Padre gli ha affidato e manifestare la sua gloria

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione. Si esegue un canto iniziale intonato al clima dell’attesa proprio della Quaresima, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine

Guarda

Nel primo momento ciascuno può condividere ciò che lo colpisce di più dell’immagine, che viene proiettata o consegnata; si conclude poi con la audio o video preghiera.

 

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TU, umile RE di Gloria
Signore Gesù, quale umile Re di gloria
oggi tu entri in Gerusalemme
per esservi immolato
e instaurare dal trono della croce
il tuo regno di giustizia e di pace.

Con la folla dei poveri
e dei bambini festanti
anche noi veniamo ad incontrarti… (continua)

Ascolta

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte

e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò

e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Dal Vangelo secondo Matteo(26,14 – 27,66)

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”».
Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re… (continua)

Da: Davanti a te i pensieri del mio cuore, Paoline, Giuseppe Agostino

Sant’Andrea di Creta, nell’omelia sulle Palme, descrive un itinerario, invitando tutti noi a seguire chi “si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione per compiere il mistero della salvezza”. Gesù volle entrare in Gerusalemme, luogo del suo sacrificio, con una solennità misteriosa, da re d’amore. Entrò su un asinello, segno della mansuetudine, all’opposto della baldanza del cavallo dei trionfatori. Accettò le acclamazioni dei piccoli e dei semplici di fronte alle congiure architettate, violente, di quanti l’hanno voluto “fare fuori”… (continua)

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Essendo l’immagine della Domenica delle Palme, ho cercato di mostrare i momenti salienti del Triduo pasquale, rappresentando l’ingresso in Gerusalemme, figura della risurrezione, al centro dell’immagine, l’Ultima cena, a sinistra, e il Calvario a destra.

La scena
La strada di ciottoli
I personaggi nell’ombra
L’albero
Il cielo e le croci

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Dona

Come impegno conclusivo, a partire da quanto pregato, ognuno ricava un messaggio con cui preparare un biglietto di auguri…(continua)

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04
Apr
14

Le DONNE sulla VIA dolorosa (Luca 23,27-34)

Preghiera per il tempo di Quaresima

Sulle strade di Gerusalemme, Gesù è condotto verso il luogo «detto del Cranio» che in ebraico si chiama «Golgota». Lo segue una grande massa di popolo e di donne

canto: Nostra gloria è la croce (di Marco Frisina, in Settimana Santa, Paoline Audiovisivi)

Dal Vangelo secondo Luca (23,27-34)

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.

Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato".

Allora cominceranno a dire ai monti : "Cadete su di noi!" , e alle colline: "Copriteci!" . Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?".

Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. .Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Dal libro: Gesù e le donne, di Ferruccio Parazzoli, Paoline

1 DONNE. Più tardi avremo tempo di piangere per noi. Non mancheremo neppure di versare lacrime sui nostri figli.
Più tardi, quando discenderemo da questo colle ormai sole e vuote, per sempre ridestate dal nostro sogno di libertà.
Adesso vogliamo fare soltanto quello che ognuna di noi ha imparato a fare attraverso i secoli di violenza e di orrore: accompagnare il suo corpo là dove verrà distrutto, piangere la sua dolce forma di uomo che scomparirà per sempre e, come ogni altra forma di uomo, non avrà mai più l’eguale sulla terra.
Il nostro corpo è infatti unico e irripetibile.
Come dunque non piangere qualcosa che non comparirà mai più… (continua)

Breve spazio di sielnzio con sottofondo musicale adatto

Canto: Nostra gloria è la croce (ritornello)

2. DONNE.  La guancia destra è enfiata.
Il gonfiore si estende e aumenta fra il naso, la guancia e le labbra.
Il naso è fratturato nella parte superiore e piega lievemente a sinistra.
L’arcata del sopracciglio destro è gonfia.
Anche il labbro inferiore e la parte sinistra del mento sono gonfi.
Su tutto il corpo le quaranta tracce appaiate della lunghezza di un pollice.
Tracce di flagellazione con fruste o verghe si allargano a ventaglio sui fianchi.
Le spine della corona hanno forato un gran numero di capillari, e il sangue scorre copioso dalla fronte e dalla nuca… (continua)

Breve spazio di sielnzio con sottofondo musicale adatto

Canto: Nostra gloria è la croce (ritornello)

VERONICA. Ho voluto asciugare dal tuo volto tutto quel sangue, come si fa con un bambino che torna a casa la sera, sudato, dopo aver giocato sotto il sole.  Questo è tutto.
Dimenticatemi pure, che importa?
A voi non piacciono le storie che si tramandano fra di noi, gente semplice.
Le trovate troppo rozze, esagerate, fonte di superstizione.
In una parola: pericolose.
Avete imparato anche voi a strapparvi le vesti, a difendere l’onore di Dio come se Dio avesse bisogno di voi per difendere il proprio onore… (continua)

Breve spazio di silenzio in adorazione di Gesù sulla croce

PREGHIERA: Adorando la croce

Signore Gesù,
con le donne che ti hanno seguito
sulla via della crocifissione,
ti adoriamo insieme sulla croce,
segno della nostra salvezza,
Ti chiediamo umilmente perdono per noi,
per il nostro venir meno alla tua Parola nella vita.
Ti chiediamo perdono a nome di quanti
non hanno la forza o il coraggio di riconoscerti
Presenza viva nella loro vita.
Signore, non sempre capiamo di quanta gioia e quanta pace
Il nostro cuore sarebbe colmo
se sapessimo fidarci pienamente di TE
e amare  senza “se” e senza “ma” “fino alla fine”
come ci ami Tu… (continua)

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04
Apr
14

ma è Dio che ha creato la morte? Gesù e Lazzaro (GV 11,1-45)

5a Domenica – Tempo di Quaresima – Anno A

Il pianto di Gesù davanti alla tomba dell’amico Lazzaro è la prova che Dio ama la nostra vita e ci ha creati per un’esistenza eterna; le sue lacrime continuano ancora oggi a richiamare tutti noi a uscire dai nostri sepolcri

Letture: Ez 37,12-14; Sal 129; Rom 8,1-11; GV 11,1-45

Lazzaro e Gesù di M. Rupnik Condotto da Maria al sepolcro del fratello Lazzaro, “Gesù scoppiò in pianto”.  I Giudei presenti alla scena interpretano questo pianto dirotto (“scoppiare in pianto” non suggerisce certo qualche lacrimuccia discreta…) come un segno di amicizia per il defunto: “Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!”. Anche noi siamo portati a interpretarlo così. Ed è giusto, perché, come il Gesù affaticato e assetato dell’incontro con la samaritana, ci permette di entrare nella pienezza dell’umanità di Gesù.

Ma interpretarlo così sarebbe riduttivo. Davanti al sepolcro dell’amico, Gesù, come tutti noi piange perché sente la profonda ingiustizia della morte che contrasta con la nostra incancellabile esigenza di vivere per sempre. Il pianto di Gesù è la manifestazione della volontà di Dio. E la dimostrazione visiva che “Dio non ha creato la morte” (Sap 1,13). E’ il “vangelo” che Gesù è venuto ad annunciare per liberarci dal dubbio angosciosa che sia Dio a mandarcela. Dubbio che, se accolto, ci allontana da creatore. Ce lo fa rifiutare o comunque ci rende difficile instaurare un rapporto filiale e amorevole con lui. Pensiamo alle madri che perdono i figli; agli sposi che perdono il coniuge; ai figli che perdono in genitori ancora nel pieno degli anni…

Come possono queste persone sentire Dio come padre amoroso, se ritengono che sia stato lui a decidere il quando e il come, spessissimo nel momento più umanamente inopportuno e nel modo più straziante. “Dio non ha creato la morte”, annuncia Gesù con il suo pianto. Essa è entrata nel mondo attraverso il peccato (Rm 5,12). Ma Dio vuole recuperare la vita al suo progetto originale, trasformando la morte in un sonno momentaneo che la fa passare nella sua eternità. E’ per annunciare questa bella notizia, questo “vangelo” che Gesù è venuto. E’ per questo che l’ha incontrata e vinta in una ragazzina di dodici anni appena morta (Mc 5,21-43), sfidando l’ironia di coloro che non credevano che fosse soltanto addormentata; in un giovane già condotto alla sepoltura (Mc 7,11-17), lasciandosi invadere da “grande compassione”; in un uomo già in putrefazione, scoppiando in pianto.

Gesù che piange davanti alla morte…

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02
Apr
14

GESÙ e LAZZARO presso la TOMBA – V domenica di Quaresima

Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno A

Di fronte alla tomba di Lazzaro e al pianto di Marta, Gesù rivela la profondità della sua amicizia attraverso la commozione e la potenza del suo amore attraverso la risurrezione

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione. Si esegue un canto iniziale intonato al clima dell’attesa proprio della Quaresima, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine

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Nel primo momento ciascuno può condividere ciò che lo colpisce di più dell’immagine, che viene proiettata o consegnata; si conclude poi con la audio o video preghiera.

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Tu, ti sei commosso per noi

Anch’egli ha lasciato
il seno del Padre
e si è commosso di noi
e ci ha amati perdutamente.
Tu ora non sei

che nostro fratello,
hai sofferto ogni nostro dolore.
Noi ti sentiamo nel tuo pianto
sulla fossa di Lazzaro(continua)

Ascolta

Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chi crede in me non morirà in eterno

Dal Vangelo secondo Giovanni (forma breve: 11,21-27.38-45)

Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo»… (continua)

Da: Li amò sino all’estremo, Paoline, di Rinaldo Fabris

La risurrezione di Lazzaro aiuta a cogliere il significato della morte e della risurrezione di Gesù. Nella prospettiva della fede cristiana la risurrezione di Gesù risale all’iniziativa potente di Dio creatore, che si chiama “gloria di Dio”. Con la sua risurrezione, Gesù entra nel mondo di Dio ed è sottratto per sempre a quel processo di disfacimento che si conclude con la morte. Gesù risorto è il modello e la fonte di quella trasformazione radicale che ogni essere umano attende in forza della solidarietà con il suo destino… (continua)

 

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Ecco il momento in cui Lazzaro viene fuori dalla tomba. È ancora tutto fasciato: ha appena ripreso vita, ma è ancora stretto dai segni della morte – non è ancora del tutto libero. Sono gli altri che lo liberano: poco per volta devono togliere, con amore, le fasciature che in cui era stato avvolto, per conservarlo così come aveva lasciato la vita.

Come una farfalla
Nel “bozzolo”
I piedi di Lazzaro
Lo sfondo e le vesti
L’abbraccio
(continua)

Dona

Come impegno conclusivo, a partire da quanto pregato, ogni persona del gruppo si impegna a visitare le tombe dei propri defunti per un momento di preghiera

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27
Mar
14

GESÙ e il CIECO NATO alla PISCINA… – IV domenica di Quaresima

Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno A

Alla piscina di Siloe, Gesù si rivela come la luce del mondo, che ridona la vista ai ciechi, ma rimprovera coloro che credono di vedere e invece non riconoscono la propria oscurità

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione. Si esegue un canto iniziale intonato al clima dell’attesa proprio della Quaresima, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine

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Nel primo momento ciascuno può condividere ciò che lo colpisce di più dell’immagine, che viene proiettata o consegnata; si conclude poi con la audio o video preghiera.

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TU, Mistero di luce eterna

Signore, Dio nostro,
tu sei mistero inaccessibile,
tu abiti una luce eterna,
che nessuno poté contemplare,
se non il tuo Figlio,

che ce l’ha rivelata
dall’alto della croce.

Donaci di penetrare
nel mistero di Gesù(continua)

Ascolta

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni (forma breve: 9,1-9)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo»… (continua)

Da: Il Vangelo di Giovanni. Dall’incredulità alla fede piena, di Patrizia Girolami, Paoline

Il cieco emerge da queste pagine di Giovanni come una tra le “figure della fede” più attraenti di tutto il Vangelo e come il tipo del vero credente che accoglie la rivelazione del Figlio di Dio e ne diventa testimone. La genesi della sua fede è un esempio della scintilla divina che si accende nel cuore di ogni possibile credente e del cammino che porta a “credere”… (continua)

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Qui, ho cercato di raffigurare le due parti dell’episodio evangelico. Abbiamo in primo piano il cieco, che è seduto presso la piscina di Sìloe dove incontra Gesù, la luce del mondo. Dietro, sullo sfondo, compaiono nell’ombra le immagini dei farisei stessi.

La coppa vuota
I gesti di Gesù
La piscina
I farisei

(continua)

Dona

Come impegno conclusivo, a ciascuno viene consegnato un cero, rivestito un cartoncino colorato e con la scritta di una frase del Vangelo… (continua)

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12
Mar
14

C’è un Tabor anche per noi (Mt 17,1-9)

2a Domenica – Tempo di Quaresima – Anno A

Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia, siamo invitati, come i tre discepoli, a salire in alto per contemplare Gesù luminoso, trasfigurato e ricevere da lui la forza di seguirlo nelle contraddizioni e difficoltà del quotidiano

Letture: Gen 12,1-4a; Sal 32; 2Tim 1,8b-10; Mt 17,1-9

imagesK8KP1G7T“Vàttene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò” dice il Signore ad Abramo. E quest’uomo, fidandosi di una promessa: “Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione”, raduna tutto ciò che può portare con sé, e parte. Con questa decisione, Abramo diventa il simbolo della fede “vera”. Quella che non chiede a Dio, con preghiere e offerte,di aiutarci a custodire “tutti i beni” che siamo riusciti a conquistare – cioè le nostre sicurezze -, ma quella che ha il coraggio di “lasciarli”, affidandosi alle sue promesse.

La stessa cosa fa Gesù con gli amici del suo gruppo. Pochi giorni prima dell’episodio che oggi il vangelo ci propone, Gesù aveva cominciato a “spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno”. I discepoli erano rimasti basiti. Più volte il Maestro aveva tentato di chiarire loro il senso autentico della sua chiamata: “Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini”. Ma essi “non coglievano il senso delle sue parole”, e temendo che significassero quello che sospettavano, avevano timore di interrogarlo su questo argomento” (Lc 9,44-45). Pensavano: “Ma no. Non può essere così. Abbiamo lasciato tutto, e ci è stato assicurato il “centuplo” già fin d’ora…”.

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05
Mar
14

La vergogna dell’illusione e l’onore della verità

1a Domenica – Tempo di Quaresima – Anno A

La Quaresima è un invito a rivedere e ricaricare la nostra fede, con la guida e il sostegno dello Spirito, che sospinge anche noi, come Gesù, nel deserto

Letture: Gen 2,7-9; 3,1-7; Sal 50; Rom 5,12-19; Mt 4,1-11

deserto_quaresima_vangelovita_14Ecco di nuovo la Quaresima, ed ecco di nuovo i due brani stupendi che la aprono. Il primo impegno è di non lasciarci vincere dalla sensazione del già fatto (quante Quaresime abbiamo già vissuto?), e dal già conosciuto (quante volte abbiamo sentito i due brani?). Per evitare la ruggine dell’abitudine che consuma tutto, accogliamo i due brani partendo dalla conclusione.

Adamo ed Eva, vinti dall’illusione di poter essere come Dio, dal “giardino”,  simbolo di una vita gioiosa, armoniosa e serena, passano alla vergogna di scoprirsi “nudi”, nella povertà del loro essere creature. Gesù, il nuovo Adamo-Eva, vinta l’illusione di poter essere Dio, dal “deserto”, simbolo di scarsità, di fatica, di disarmonia, passa all’onore di essere avvicinato e servito dagli angeli.

La Quaresima – questa Quaresima – ritorna, non per annoiarci con vecchie e usurate riflessioni, né per riproporci riti stanchi e annoiati, ma per fare il punto di come stiamo affrontando la nostra “tentazione”, per verificare, cioè, se stiamo uscendo dal “giardino” per avviarci a nasconderci tra gli alberi, pieni di vergogna, oppure se siamo sulla via che ci porta fuori dal “deserto”.

Per questo esame, continuamente necessario per vivere senza lasciarci portare dai giorni e dalle circostanze, la parola di Dio ci mette davanti due quadri straordinari: la tentazione di Adamo ed Eva e di Gesù, la tentazione di ogni uomo e di ogni donna.

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Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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