Posts Tagged ‘vita

02
Set
14

Amo la vita. Incondizionatamente!

«Prima di cercare il senso della vita,
ama la vita.
Se ami la vita diventi vivo».

Fëdor Dostoevskij

20140810_191537Amare è certamente il modo migliore per capire.
Tanto è vero che comprendiamo davvero
solo ciò che abbiamo imparato ad amare.
Lo stesso avviene per la vita:
non dobbiamo cercare tanto di capirla
quanto di amarla.
Incondizionatamente.
È così che prima o poi
troveremo un senso per ogni cosa
e scopriremo che tutte le cose
sono collegate fra di loro,
le gioie come i dolori, le fortune come le sventure.
Rilke aveva questi propositi,
un po’ misteriosi e molto veri:
«Sforzatevi di amare i vostri interrogativi
per quel che sono.
Forse, senza neanche rendervene conto,
un giorno finirete per entrare nelle risposte… ».

François Garagnon, Terapia per l’anima, Paoline

04
Lug
14

Non una vita "piccola", ma vissuta da "piccoli"

14a Domenica – Tempo Ordinario – Anno A

La scelta di essere “piccoli”, secondo il Vangelo, consente di accedere alla vera sapienza, accogliere il dono grande della vita, trovare la libertà e la pace del cuore

Letture: Zc 9,9-10; Sal 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30

scelta_piccoli_liturgia_14Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Queste parole di Gesù sono bellissime e consolanti. Uniche, possiamo dire. Perché la nostra esperienza quotidiana, quella intrecciata inevitabilmente al “dominio della carne” come la zizzania al grano, gli inviti a chi è stanco e oppresso sono molto rari, per non dire nulli. Tutt’al più possono essere strombazzati in periodi elettorali, non per dare ristoro a stanchi e oppressi, ma per procacciarselo attraverso di essi. Per il resto, per essere invitati e accolti è necessario essere in forma, in grado di dare, non bisognosi di ricevere. Il “dominio della carne” sta con i vincenti, con i forti, con i sani, con i belli, con “i dotti e i sapienti”. Gesù invece invita e accoglie – ce l’ha dimostrato con la sua vita terrena – proprio coloro che non possono offrire niente.

piccoli del vangeloMa perché Gesù si comporta così, e ci chiede di comportarci come lui? Forse perché è un pauperista e un perdente? Forse perché ce l’ha con coloro che si danno da fare per realizzarsi umanamente e professionalmente? Per rispondere è necessario ascoltare bene la preghiera che, prima del suo invito a stanchi e oppressi, Gesù rivolge al Padre: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza”. Ecco la risposta: i piccoli – gli stanchi e oppressi – conoscono la verità profonda della vita; i dotti e i sapienti credono di capire tutto e non capiscono niente.

Ma chi sono i piccoli che Gesù chiama a sé?…

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20
Mag
14

GESÙ rimane in CHI lo AMA – VI Domenica di Pasqua

Itinerario figurativo – Ciclo di Quaresima-Pasqua Anno A

 

In procinto di lasciare i suoi, Gesù annuncia il dono dello Spirito, che li accompagnerà nel cammino di fede e di unione sempre più profonda con il Padre e con il Figlio, nella verità e nell’amore

ip_gesu_rimane_amore_pasqua_immagine_parola_paoline_2014

La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione.Si esegue un canto iniziale intonato al clima proprio della Pasqua, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine.

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Condivisione delle proprie risonanze dopo aver guardato l’immagine

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video-preghiera audio-preghiera

TU, AMORE, mia vita…
Amore, che mi formasti
a immagine dell’Iddio che non ha volto,
Amore che sì teneramente
mi ricomponesti dopo la rovina,
Amore ecco mi arrendo:
sarò il tuo splendore eterno. (continua)


Ascolta

Se uno mi ama, osserva la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate,osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

Da: L’acqua che io vi darò, di Luigi Pozzoli

Noi diamo importanza alla casa come edificio, e la vogliamo bella e accogliente. Ma se la persona che fisicamente vive con te in quella casa è come se fosse “fuori” con i suoi pensieri, il suo affetto, le sue speranze, che casa è mai quella che tu abiti?… (continua)


Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Qui abbiamo un’immagine che si riferisce a uno degli ultime discorsi di Gesù, prima della sua morte, ma che la Chiesa ci fa leggere nella luce del contesto post- pasquale, quindi dopo la sua risurrezione e prima dell’Ascensione.

Il gesto benedicente
Il personaggio di destra
Il personaggio di sinistra
La scatolina
La porta
La lampada e il quadretto
(continua)

Scarica la preghiera in PDF »

Dona

Come impegno conclusivo, a partire da quanto pregato, ognuno ricava un messaggio con cui preparare un biglietto di augurio… (continua)

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23
Apr
14

GESÙ incontra e TOMMASO nel CENACOLO (Gv 20,19-30)

2a Domenica di Pasqua

Tommaso, lo scettico, è il discepolo che può toccare il corpo del Crocifisso-Risorto, colui che dona il perdono e la pace, perché la misericordia del Padre sia manifestata a tutto il mondo

ip_gesu_tommaso_cenacolo_pasqua_immagine_parola_paoline_2014

La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione.Si esegue un canto iniziale intonato al clima dell’attesa proprio della Pasqua, poi si proiettano le slides o si consegna l’immagine.

Guarda

Condivisione delle proprie risonanze dopo aver guardato l’immagine

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video-preghiera audio-preghiera

TU, SUSCITI in NOI la FEDE

Signore Gesù,
tante volte anche noi, come Tommaso,
per credere, vogliamo vedere e toccare,
vogliamo capire e constatare;
non ci basta accogliere dagli altri
la sconvolgente buona notizia
che tu sei veramente risorto… (continua)

Ascolta

Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;

beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-30)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».

Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»… (continua)

Da: Le ragioni della speranza. Commento ai Vangeli domenicali, Anno A, Paoline, di Ermes Ronchi e Marina Marcolini

Gesù si propone a Tommaso con pochi verbi, i più semplici e concreti: guarda, metti, tocca! E nella mano di Tommaso, che trema mentre si avvicina ai segni dell’amore, ci sono tutte le nostre mani. A Tommaso basta questo gesto… (continua)

Immagina

Si riproietta il power point o si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente, leggendo questo vangelo, è il fatto che Gesù ha detto: “Ricevete lo Spirito Santo”.  I discepoli, dopo la sua morte, avevano tanta paura, si erano rinchiusi dentro una stanza, in un tipo di buio imposto da loro stessi, per proteggersi dall’esterno.
Gesù li aveva incaricati di portare il suo messaggio a tutti, ma loro si erano rinchiusi dentro per la paura.

Il dono dello Spirito
La finestra aperta
Le tende
Gesù  e Tommaso
La lampada e la brocca

Dona

Come impegno conclusivo, a partire da quanto pregato, il gruppo può organizzare una ricerca sul tema della misericordia, in particolare nel magistero di papa Giovanni Paolo II e in quello di papa Francesco… (continua)

 

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12
Mar
14

Bianca come il latte, rossa come il sangue – cinema

Effetto cinema, scheda film

Un adolescente inquieto e vulnerabile si innamora di una bella compagna di classe, ma scopre che lei è colpita da una grave malattia;questo poterà entrambi a confrontarsi con il mistero della vita e della morte, cui solo l’amore può dare senso

ec_bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue_scheda_paoline_2014Il Film

Tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia, il film Bianca come il latte, rossa come il sangue, racconta in prima persona la storia di Leo, adolescente irrequieto e vulnerabile, che stenta negli studi, mentre trascorre le sue giornate tra amici, calcetto e musica. Il tempo a scuola non passa mai e gli insegnanti sono visti come "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Per lui la vita può avere solo due colori, il bianco e il rosso: il bianco del nulla e il rosso dell’amore. Rosso è anche il colore dei capelli di Beatrice, la ragazza di cui è innamorato e verso la quale non trova il coraggio di manifestarsi. Quando finalmente riesce a parlare con lei, scopre che è gravemente malata. Turbato, ma deciso, Leo sceglie di accompagnarla nella malattia con una amicizia attenta e premurosa in cui scoprirà l’amore, la vita e la morte. La malattia richiama alla sua mente il bianco associato al dolore. Lo aiuteranno in questo processo di maturazione i genitori, gli amici, ma soprattutto Silvia, l’amica fedele e custode di ogni suo segreto, e il singolare professore di storia e filosofia che lo sprona a perseguire sempre i propri sogni.

Trailer del film: Bianca come la neve, rossa come il sangue

Per riflettere dopo aver visto il film

Il regista Giacomo Campiotti porta nel film il controverso mondo giovanile, descrivendo con realismo essenziale l’amore sofferto e singolare dell’adolescenza. Leo, come tutti i suoi coetanei sedicenni, ama ritrovarsi in gruppo, correre spericolato sul motorino e vivere in simbiosi con il suo iPod. L’ambiente in cui vive è un mondo esperienziale, protetto, nel quale drammaticamente un giorno irrompe il dolore, rivelando che la vita non è sempre spensierata e serena. Bianca come il latte, rossa come il sangue è un cammino di crescita in cui il protagonista sperimenta il travaglio e la morte. Bianca è la paura della fatica da scaricare sugli adulti, rosso è la necessità di sentirsi al centro e di essere amato. Il bianco è il nulla e tutto quello che riguarda il sacrificio e la perdita. Il rosso è il coloro del sangue, dell’amore, della passione e… dei capelli di Beatrice, malata di leucemia, che aiuta Leo a comprendere l’importanza del vivere a pieno ritmo senza sprecare nemmeno un attimo della propria esistenza….

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10
Feb
14

chiamatelo LETTO della VITA – Preghiera del donatore

Preghiera di un malato terminale che sceglie di far nascere dalla sua morte la vita, donando gli organi.

 

Chiamatelo LETTO della VITA. Preghiera del donatore

 

Verrà il giorno in cui il mio corpo
giacerà su un lenzuolo bianco,
rincalzato con cura sotto i quattro angoli
di un materasso di ospedale.
A un certo momento un medico dichiarerà
che il mio cervello ha cessato di funzionare
e che la mia vita si è fermata a tutti gli effetti.

Allora non chiamate quel letto il mio letto di morte,
chiamatelo il letto della vita
e lasciate che tutte le parti del mio corpo
vengano utilizzate,
perché altri possano vivere meglio.

Date i miei occhi
a un uomo che non ha mai visto un’aurora,
il viso di un bambino, e l’amore negli occhi di una donna.

Date il mio cuore
a una persona che per esso ha patito infinite sofferenze.

Date i miei reni
a chi è legato a una macchina per sopravvivere.

Se dovete seppellire qualcosa,
seppellite i miei difetti, le mie debolezze
e tutti i pregiudizi contro i miei simili.

Se volete ricordarvi di me,
fatelo con una buona azione,
con una parola di conforto
per qualcuno che ha bisogno di voi.

Se farete tutto ciò, vivrò per sempre!

dal libro
La notte può attendere.
Lettere e storie di speranza nelle stanze della malattia terminale
,
Elena Miglioli
Paoline

09
Feb
14

Essere PERLE da produrre e far crescere

L’ Ostrica e la Perla

“…Un’ ostrica che non sia stata ferita non produce perle”


perla-1

Le Perle sono prodotto del dolore;
risultato dell’entrata di una sostanza
estranea o indesiderabile nel interno dell’ ostrica,
come un parassito o un granello di sabbia.

Nella parte interna della conchiglia
c’è una sostanza brillante detta MADREPERLA.
Quando un granello di sabbia penetra,
le cellule della MADREPERLA
cominciano a lavorare e ricoprono il granello
con strati e più strati,
per proteggere il corpo indifeso dell’ Ostrica.
E così si va formando una bella perla.
Una Ostrica che non è mai stata ferita,
in un modo o in un altro,
non produce perle,
perché le perle sono ferite cicatrizzate…

perla-3Ti sei sentito ferito
perché ingannato o rifiutato
da qualcuno che tu amavi davvero….?

Ti sei sentito ferito
da parole crudeli o dure di qualcuno?

Sei stato accusato
di aver detto cose che tu non avevi detto?

Le tue idee
sono state respinte o interpretate male?

Hai sofferto
per i duri colpi del pregiudizio?

Sei stato ripagato con l’indifferenza?

ALLORA, PRODUCI UNA PERLA!!!

Copri le tue ferite con vari strati di amore.
Purtroppo, sono poche le persone
che si preoccupano di fare questo.
La maggior parte impara solo a coltivare risentimenti,
lasciando le ferite aperte,
alimentandole con diversi tipi di sentimenti meschini
e pensando solo in quello che è successo
o nella persona che ti ha lasciato o ti ha ferito
e, quindi, non permettendo che cicatrizzino.

Così, in pratica, quello che vediamo
sono molte “Ostriche Vuote”,
non perché non siano state ferite,
ma, perché non sanno perdonare, comprendere,
lasciar andare il passato e trasformare il dolore in amore.

perla-2

Un sorriso, uno sguardo, un gesto,
il più delle volte, parla più di mille parole…

(Anonimo)

 


Non dobbiamo avere paura di produrre PERLE!

Non lasciamo svuotar il nostro cuore, il nostro essere
divenendo “ostriche vuote”




Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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