TESTIMONI


Meena, la “donna dell’anno” che ha sconfitto il suo destino

Per Meena Paudel, bambina nepalese nata gobba a causa di gravi malformazioni alla colonna vertebrale, non c’era futuro. La previsione dello sciamano decretava per lei, senza appello, la morte che sarebbe avvenuta dopo gli 8 anni di vita. Con questa cupa prospettiva era inutile investire le modeste risorse familiari per istruire, educare, amare Meena.

La storia mette i brividi. Nel suo villaggio himalayano la piccola viene considerata una presenza “maligna”. Anche la madre l’abbandona. Lei resta sola in casa con il fratello più piccolo mentre il papà è impegnato nei campi dall’alba a sera. A Meena toccano i lavori domestici e l’accudimento di Kumar, il fratellino. Non si sottrae alle responsabilità, anzi le accetta con la saggezza di chi cerca, nella trama della propria storia, felici vie d’uscita. Accudisce Kumar con amore, lo accompagna a scuola ad ogni lezione. Occupandosi del piccolo, Meena comincia anche ad aver cura di se stessa: segue le lezioni di nascosto, approfondisce da autodidatta, studia l’inglese. Ignorata da tutti e privata della minima considerazione degli insegnanti, Meena supera il fratello e passa l’esame di ammissione alle superiori, si iscrive alle scuole secondarie, completa gli studi e si trasferisce nella capitale Kathmandu.

Il maleficio si sta spezzando: Meena è pronta a incontrare il suo vero destino: aiutare e liberare da cupi presagi altre disabili come lei. A Kathmandu fonda Ndwa, Nepal disabled women association, un centro di accoglienza per donne con problemi fisici e mentali, difficoltà di integrazione sociale e vittime di violenze. Forma gruppi di auto-aiuto e sostegno, si batte per le disabili, divenendo Program manager della Cbm (Christian blind mission), organizzazione non governativa che combatte la cecità e altre forme di disabilità. «Cecità, sordità e altri handicap si possono evitare con una corretta prevenzione o curare con progetti terapeutici mirati», spiega Paudel. «E anche chi è portatore di handicap può essere inserito nella società, se educato e valorizzato per le capacità che è in grado di offrire. Attraverso un’adeguata istruzione ogni disabile può imparare nuovi mestieri e partecipare a training specifici», ribadisce nei suoi interventi in pubblico.

Oggi Meena ha 32 anni, si è sposata, ha un bambino di 6 anni. Per la sua gente è diventata un simbolo, un esempio. Suo fratello è rimasto al villaggio, la madre è tornata a casa e si è rappacificata con lei. Nel 2011 Meena Paudel è stata nominata “donna dell’anno” nell’ambito del Premio internazionale istituito nel 1998 dal Consiglio regionale della Val D’Aosta, con la seguente motivazione: «Rifiutata dalla società e abbandonata persino dalla madre, questa nepalese dalla forza e laboriosità inarrestabili ha trovato in se stessa e nella fede la determinazione per andare avanti».

Ma l’happy end è solo all’inizio. Meena è sempre più impegnata nelle campagne di sensibilizzazione per evitare ad altri le sofferenze e il rifiuto che lei stessa ha dovuto subire.

Maria Angela Masino, da Cambonifem, 23 gennaio 2011

mena Paudel. Premio Donna Dell’ Anno

Il mio Vangelo tra Jovanotti e la strada. Don Gino Rigoldi

Don Gino Rigoldi Cappellano dell’Istituto penale per minorenni “Beccaria” di Milano e fondatore di Comunità Nuova onlus, ha appena pubblicato “Io cristiano come voi”.

gino_rigoldi_libroNel suo libro “Io cristiano come voi” (ed. Paoline) prova a raccontare la fede da un punto di vista diverso: partendo dalla strada, tra la gente. Come mai ha scelto questo titolo?
Perché il libro parla di me e della mia storia. Un testimone, non un teologo. Provo a raccontare quello che ho visto e vissuto in tutti questi anni. Le difficoltà e le vittorie. Ma non sono un riformatore della Chiesa.

Un motto che sembra uscito da un album di Jovanotti (suo amico, ndr). Poca teoria e tanta pratica…
Più che per il titolo è jovanottiano per come è scritto. Lorenzo, mentre stavo pensando al libro, mi ha detto: “Trova un argomento e non scrivere più di una pagina e mezza: concentra tutto in poco spazio, solo così il tuo pensiero arriva diretto”. E io l’ho fatto.

Al centro del libro ci sono il Vangelo e Gesù, visti come rivoluzionari. Oggi sembra che la Chiesa ascolti poco i cambiamenti, viva nel passato e nella tradizione. Non trova che ci sia stato uno scollamento?
Io credo che un’istituzione parta da un blocco originario, vero. Nel nostro caso il Vangelo. Poi si struttura, crea delle norme. E infine si sclerotizza e diventa vecchia. La Chiesa è lontana: sul sesso, sulle coppie di fatto, sulle ricchezze. E potrei continuare. Nel Vangelo non ci sono i dieci comandamenti, ma c’è un grande comandamento: cercate la comunione con Dio attraverso il volto di Gesù. Cioè, capite quello che Cristo vuole. E la prima persona che ha portato in paradiso era un delinquente reo confesso, non certo un monsignore.

Quindi qual è il “ritmo” che la Chiesa dovrebbe seguire?
Amore per il prossimo, giustizia, difesa dei deboli, comunità. Questi sono i comandamenti. Le leggi sul sesso sono secondarie. La Chiesa deve ritornare a queste verità. Non deve dire le cose, ma farle.

Ad esempio?
Il cardinale Dionigi Tettamanzi (ex arcivescovo di Milano, ndr) non ha detto: “Rispettate i rom”. È andato da loro, nei campi, in mezzo al fango. E allora è diventato il vescovo comunista, l’imam di Milano. Ma il cristianesimo è questo e anche di più.

Cosa c’è di più?
Prendiamo tutte le ricchezze della Chiesa: se dice di aiutare i poveri, dovrebbe metterle a loro disposizione, sempre. E dovrebbe dire che la ricchezza è un peccato.

Pare che ci siano due Chiese: una vicina al suo pensiero, l’altra che va a braccetto con le banche e le ricchezze terrene. Come fanno ad andare d’accordo?
Il motivo è sempre il capo. Gesù ci ha detto che il Papa è il nostro riferimento: così io sto nella Chiesa perché credo in Cristo e allora credo nel Papa. Dall’interno però provo a cambiare il ritmo.

Come sulle coppie di fatto e sull’omosessualità…
Possiamo dire che due omosessuali che si amano veramente facciano una cosa sporca e brutta? Io ci penserei bene prima di affermarlo. È peccato? Calma.

E poi parla anche di comunione e messa: meglio prenderla una volta a settimana, per darle un senso comunitario forte…
Durante la settimana si può pregare. L’eucarestia è la cena della comunità e si fa la domenica. Bisogna ridargli un senso. E il significato si trova solo creando un gruppo. Ogni tanto vado a Londra e mi capita di seguire la messa: alla fine ci sono le torte e il te. Il prete saluta tutti sulla porta. Un’altra situazione. C’è la comunità.

A Milano le elezioni politiche hanno segnato un cambiamento epocale. Che ne pensa?
Ora bisogna stare attenti. Quando aumenti il biglietto del tram, tagli un po’ lo sport, inasprisci l’Ecopass, rischi che le persone dicano che sei uguale a quelli di prima. La sfida è far capire che i tagli ci sono perché mancano i soldi, ma che c’è stata un svolta. Vorremmo costruire mille appartamenti per i giovani: 70 metri quadrati, 400 euro al mese.

Da dove viene questo suo “carattere ribelle”, attento ai deboli a tutti i costi? Dal Beccaria?
L’ho sempre avuto. Quando ero vicerettore del Collegio Arcivescovile “De Filippi” di Varese, arrivavano tanti ragazzi dal Sud e se avevamo stanze vuote li facevo dormire gratis. Ho sempre cercato di trovare il modo per “schivare” le regole. Il “Beccaria”, invece, è più diretto: sai dove sei, cosa devi fare. Però è stata (ed è) una grande scuola.

Dove si trova il volto di Cristo oggi…
Nel Vangelo si dice in tutti i poveri e negli emarginati. Ma bisogna abituarsi a vedere il volto di Gesù nelle persone con le quali viviamo ogni giorno.

Angelo Paura,City, 5 ottobre 2011

»»» Gino Rigoldi, Io cristiano come voi, Paoline 2011

Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Shahbaz Bhatti

“Voglio solo un posto ai piedi di Gesù.
Voglio che la mia vita, il mio carattere,
le mie azioni parlino per me
e dicano che sto seguendo Gesù Cristo”. Shahbaz Bhatti

Testamento spirituale di Shahbaz Bhatti, il ministro per le minoranze Religiose in Pakistan ucciso da estremisti islamici pakistani in un agguato, il 2 marzo 2011.

ascolta il testamento di Shahbaz Bhatti Testamento di Shahbaz Bhatti Testamento di Shahbaz Bhatti

Il mio nome è Shahbaz Bhatti.
Sono nato in una famiglia cattolica.
Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga,
mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia,
che hanno influenzato la mia infanzia.
Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione
negli insegnamenti, nel sacrificio, e nella crocifissione di Gesù.
Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa.
Le spaventose condizioni in cui versavano i cristiani del Pakistan mi sconvolsero.
Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni:
ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione
e per la salvezza del mondo.
E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle,
ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri,
dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico…
»»» continua
E’ un progetto
paoline.it

Cecilia Poli: Come pietra solcata dal vento

Cecilia Poli è una giovane donna, sposata da due anni con Marco e da tre mesi madre del piccolo Emanuele.
Il 22 ottobre 2004 scopre di essere affetta da una grave forma di leucemia. Ricoverata per ricevere le prime cure, decide di tenere un diario: parole semplici e intense che narrano la sua storia.
Un inno all’amore e alla vita, tratteggiato con parole delicate e toccanti. Cecilia Poli muore il 26 Luglio 2007 a trentatre anni.

Dal libro “Come pietra solcata dal vento”. Diario di un’anima (Paoline 2011).

L’indirizzo dato è conforme a Dio. Di Giacomo Alberione


Sento la gravità, innanzi a Dio e agli uomini, della missione affidatami dal Signore; il quale se avesse trovata persona più indegna e incapace l’avrebbe preferita.
Questo tuttavia è per me e per tutti garanzia che il Signore ha voluto e ha fatto fare lui; così come l’artista prende qualsiasi pennello, da pochi soldi, e cieco circa l’opera da eseguirsi, fosse pure un bel Divino Maestro Gesù Cristo.

Siamo fondati sulla Chiesa e il Vicario di Gesù Cristo e questa convinzione ispira sicurezza, letizia, coraggio.
Cari membri della Famiglia Paolina, nel separarci temporaneamente: in fiducia di riunirci eternamente tutti.
Ringrazio tutti e tutte della pazienza usata con me; chiedo perdono di quanto non ho fatto, o fatto male.
Sono tuttavia sicuro che tutto l’indirizzo dato è sostanzialmente conforme a Dio e alla Chiesa.
Di infinito valore, come vita e devozione, Gesù Cristo, Divino Maestro, Via e Verità e Vita; che illumini tutto il perfezionamento religioso e l’apostolato. […]
Sempre seguire San Paolo Apostolo, maestro e padre;
sempre seguire, amare e predicare Maria nostra Madre, Maestra e Regina degli Apostoli.

Benedicat omnipotens Deus, Pater et Filius et Spiritus Sanctus = omnes.

Roma, 19 marzo 1968 – confermato.
Sac. Giuseppe Giacomo Alberione

La mia conclusione: ho seguito l’ufficio dell’apostolato dal 1914 al 1968, con la grazia divina.
Ora sono arrivato a 84 anni della mia vita; che si chiude col tempo e passa all’eternità; in ogni ora ripeto la fede, la speranza, la carità a Dio e alle anime.
Riuniti tutti nel gaudio eterno.

» scarica il brano in mp3

Brano tratto dal libro “Testamenti spirituali”, Paoline 2008. Il Fondatore della Famiglia Paolina si riconosce un umile strumento nelle mani di Dio e lascia, come testamento, tre tesori di inestimabile valore: Gesù Maestro, Via Verità e Vita, l’apostolo Paolo e Maria, Regina degli Apostoli. Voce di Romano Cappelletto.

Ti voglio bene. Don tonino bello ai giovani

Ragazzi, vi faccio anch’io tanti auguri. Tanti auguri di speranza…

… tanti auguri di gioia, tanti auguri di buona salute,
tanti auguri perché a voi ragazzi e ragazze fioriscano tutti i sogni.
Tanti auguri perché nei vostri occhi ci sia sempre la trasparenza dei laghi
e non si offuschino mai per le tristezze della vita che sempre ci sommergono.
Vedrete come fra poco la fioritura della primavera spirituale inonderà il mondo,
perché andiamo verso momenti splendidi della storia.
Non andiamo verso la catastrofe, ricordatevelo.
Quindi gioite!
Il Signore vi renda felici nel cuore, le vostre amicizie siano sincere.
Non barattate mai l’onestà con un pugno di lenticchie.
Vorrei dirvi tante cose, soprattutto vorrei augurarvi la pace della sera,
quella che possiamo sentire anche adesso,
se noi recidessimo un po’ dei nostri impegni così vorticosi, delle nostre corse affannate.
Coraggio! Vogliate bene a Gesù Cristo, amate con tutto il cuore,
prendete il Vangelo tra le mani,
cercate di tradurre in pratica quello che Gesù vi dice con semplicità di spirito.
Poi amate i poveri.
Amate i poveri perché è da loro che viene la salvezza.
Non arricchitevi, è sempre perdente colui che vince al gioco della borsa.
Vi abbraccio, tutti, uno a uno e, vi vorrei dire, guardandovi negli occhi:
Ti voglio bene.

Ultimo messaggio di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, lasciato nel giorno del suo compleanno, già stremato dalla malattia. Lascia ai giovani un’eredità preziosa: la cura e l’attenzione agli ultimi, l’amore ai poveri, ciò che lui ha sempre fatto nella sua vita.

» scarica il brano in mp3

da paoline.it


Nelle Sue Mani. Testamento di Benedetta Bianchi Porro

[Youtube = http://www.youtube.com/watch?v=mf1l_Ela3y4%5D

Ultima Lettera di Benedetta Bianchi Porro, Dal libro “testamenti spirituali”, Paoline 2008. Colpita Dal morbo di Recklinghausen Che la priva dell’udito, della vista e la costringe uno letto completamente paralizzata riesce Ancora esprimere parole di incoraggiamento e Speranza. Voce di Silvia Mattolini.

»» »Leggi il testo: Gentile Signorina … (a Laura Ricci in Gardini – Sirmeone 1963)
»» » Scarica il brano in mp3

Christian De Chergé

[Youtube = http://www.youtube.com/watch?v=tQWzyUATw24%5D

Testamento di Christian de Chergé, monaco trappista ucciso, insieme ad altri sei suoi confratelli, da fondamentalisti islamici il 26 marzo 1996 a Tibhirine in Algeria. Ha una chiara coscienza del destino che lo attende.

»»» Leggi il testo: Se mi capitasse…

»»» Scarica il brano in mp3

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