30
Ott
16

Il baratro è sempre a doppio senso Sprofondare non è mai l’unica direzione

Meditazione sul Vangelo della XXXI domenica del T.O. anno C 30 ottobre 2016 Lc 19,1-10 La disperazione è una malattia nello spirito, nell’io, e così può essere triplice:  disperatamente non essere …

Sorgente: Il baratro è sempre a doppio senso Sprofondare non è mai l’unica direzione

11
Set
16

“Si alzò e tornò da suo Padre” Lc 15,20

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“MI ALZERÒ, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. SI ALZÒ e tornò da suo padre
“. (Lc 15,18-20)

Decidere di Alzarsi… Il pensiero diviene azione!
Un Padre che non aspetta altro.
Braccia che accolgono e perdonano!

04
Set
16

Madre Teresa, straordinaria nella semplicità

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Testimonianza della nipote Agi Bojaxhiu

Intervista esclusiva di Alessandro Gisotti, Agi

In tutto il mondo, e non solo nella Chiesa, si vive con gioia la Canonizzazione di Madre Teresa, una figura che – al di là di ogni distinzione di credo e cultura – rappresenta il bene e l’impegno per chi soffre. C’è però chi vive in un modo davvero particolare questo evento: la signora Agi Bojaxhiu, unica nipote di Madre Teresa, oggi 70enne che fin da giovane si è trasferita in Sicilia. In questa intervista esclusiva di Alessandro Gisotti, Agi – figlia del fratello di Madre Teresa – racconta com’era la sua zia così speciale nella vita in famiglia:
R. – Madre Teresa faceva molto ma non dava nell’occhio, ecco; era molto riservata in tutto quello che faceva. Veniva tutto così spontaneo e naturale, anche le cose più faticose … Io le ho visto fare cose veramente faticose, come lavare lenzuoli, lei che già aveva una certa età, china sulle persone per tanto tempo, quello che faceva anche per curare persone che avevano malattie terribili … Quello che faceva Madre era una cosa talmente straordinaria, vedere lei come toccava quelle piaghe, come aiutava le persone, come ha organizzato tutta questa cosa con queste suore che continuano il suo lavoro, la sua opera … Questa è una cosa che mi lascia sempre molto contenta, da un certo punto di vista, se posso dire una cosa così semplice …

D. – Era così semplice anche negli incontri familiari?
R. – Sì, assolutamente: era molto affettuosa … era una persona che emanava un senso di pace. Io, perlomeno, con la Madre, tutte le volte che abbiamo parlato, anche da sole, riuscivo a parlare in una maniera come non mi è mai riuscito con nessun altro. E poi mi dava questa serenità: questi suoi occhi che ti guardavano proprio dentro … Se tu guardavi negli occhi della Madre sentivi che vedeva dentro di te, il tuo cuore. E poi, in casa era molto attenta: per esempio, siccome il loro Ordine è molto severo, e lei adorava la cioccolata, però non ne mangiava perché era un alimento di lusso; e lei diceva: “Siccome la maggior parte delle persone che io conosco, con cui sto, non ha i soldi per comprarsi la cioccolata, non la mangio nemmeno io”. Ecco, cose di questo genere … Poi, ogni tanto, il grande lusso era una caramella – perché regali gliene mandavano in continuazione: caramelle, cioccolatini che lei poi distribuiva a tutti, praticamente; non teneva niente per sé. Di tutti i regali che lei ha avuto in vita sua, ha sempre regalato tutto ad altre persone. A me ha regalato addirittura un mandolino che le avevano regalato degli italo-americani in America … Era così: era speciale ma era allo stesso tempo normale, nel senso che non ti sentivi a disagio con lei, come ti puoi sentire con certe personalità mondiali che magari ti mettono un po’ … non dico a disagio, ma insomma, ti senti scomoda, ecco …

D. – Era semplicemente straordinaria?
R. – Sì: è l’espressione giusta. Semplicemente straordinaria. Metteva tutti a proprio agio, era disponibile per tutti, sapeva sempre dirti la cosa giusta al momento giusto … E anche con noi, ripeto: era mia zia però non era la classica zia … “ah, c’è la zia!”, sai come si dice … Era zia ed era Madre Teresa: un misto che uno non può definire. Era una personalità particolare, ecco. Non si può dire che fosse una zia normale, ecco …

D. – Tutti quelli che l’hanno conosciuta e anche quelli che l’hanno potuta vedere magari anche una sola volta, sono sempre rimasti colpiti dal modo in cui Madre Teresa pregava. Lei ha qualche ricordo al riguardo?
R. – Lei continuava a dirmi di pregare: la famiglia deve pregare insieme. Noi, qualche volta ci siamo riusciti, non sempre; lei ci teneva molto a questo: teneva molto alla famiglia, e una cosa mi diceva sempre: “Tu devi … prima di tutto viene la famiglia, la tua famiglia, cioè seguire i tuoi figli, seguire tuo marito, accudire le cose di casa, accudire tuo marito, accudire i tuoi figli, seguirli, sapere cosa fanno, cosa non fanno. Poi, quando hai del tempo in più, allora dedicati agli altri”. Ma la famiglia per lei veniva prima di tutto; la considerava la cosa più importante.

D. – Oltre al sorriso, c’era anche una simpatia, un’allegria e a volte anche una meravigliosa ironia con cui rispondeva …
R. – Sì, altroché! Madre Teresa, tutti – molti – pensano che fosse sempre con quest’aria così, ieratica, pensosa … e invece era scherzosa; aveva anche battute non dico sarcastiche perché no, ma un po’ ironiche, sì. Era una persona che aveva un bel , devo dire la verità; non era una bigotta – lo posso dire?

D. – Penso di sì … è il senso anche della femminilità di Madre Teresa, no?
R. – Sì, infatti … Per esempio lei, quando era giovane, quando era ancora in Albania, aveva studiato pianoforte, le piaceva suonare il pianoforte, le piaceva fare le gite, organizzava con i suoi compagni di scuola … è sempre stata un’organizzatrice, fin da ragazza: questo me lo diceva anche mio padre …

da Radiovaticana, 1 settembre 2016, ore 14.00

25
Dic
14

È ancora Natale!

di d. Franco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento

Torna il Natale! Si ripete il rito degli auguri. Può sembrare semplice oltre che gradevole scambiare gli auguri natalizi. Ma non è così. Il significato del Natale è talmente straordinario e coinvolgente che non è facile ridurlo in formule di rito.

imageScriveva don Tonino Bello: «Andiamo fino a Betlemme, come i pastori. (…) E se invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso. Il volto spaurito degli oppressi, la solitudine degli infelici, l’amarezza di tutti gli uomini della Terra, sono il luogo dove Egli continua a vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo». Natale, cari amici, è la festa dello stupore, dell’incontro, della scoperta, dell’amore, del silenzio e della contemplazione. È la festa del cielo e anche della terra. Cielo e terra nella grotta di Betlemme si incontrano e si abbracciano.

Questo significa che sta a noi rendere sempre attuale la venuta di Gesù, eliminare le barriere delle differenze, prosciugare le paludi dell’egoismo, ripulire le strade dalla violenza. Torniamo perciò a fidarci di Dio. Giriamoci dalla Sua parte. Accogliamo il compito che ci affida. Non escludiamoLo dalla nostra vita. Quando Lui non c’è, il brutto prende il sopravvento. Ecco perché augurare Buon Natale non è una semplice formalità. È molto di più.  È avvertire pressante l’impegno di camminare con Lui coinvolgendo altri in questa meravigliosa avventura d’amore. È riempire il nostro cuore di speranza e aiutare gli altri a trovare la strada di Betlemme. È acquisire uno sguardo nuovo, quello di Dio; sguardo che sa scrutare lontano e che sa scorgere, nelle pieghe della storia, la Presenza di Colui che “se mostro di rifiutarlo, mi viene incontro ovunque; più vado lontano, più Egli mi si fa vicino… Viene a stare con me, si ostina a stare con me… Lui viene anche se non vuoi…? (Mazzolari).

Auguri. A tutti voi un cuore nuovo e uno sguardo nuovo! Buon Natale !

d. Franco Montenegro, Arcivescovo di Natale

25
Nov
14

ATTENDETE il RITORNO – I domenica di Avvento

Itinerario figurativo di Avvento-Natale, Anno B

Rimanete in attesa: è questo l’invito della liturgia dell’Avvento, contrassegnata dalla speranza nel ritorno del Signore e dall’attenzione ai segni della sua venuta nel quotidiano

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La guida spiega i vari momenti della preghiera seguendo le indicazioni dell’introduzione. Si esegue un canto iniziale intonato al clima proprio dell’Avvento, poi si proietta o si consegna l’immagine sottostante.

Guarda

Condivisione delle proprie risonanze dopo aver guardato l’immagine

scarica l’immagine  video- preghiera

VIENI SIGNORE GESÙ

Vieni Signore Gesù,
vieni nella  nostra notte,
questa altissima notte
la lunga invincibile notte,
e questo silenzio del mondo
dove solo questa parola sia udita… (continua)
(David Maria Turoldo)

Ascolta

Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mc 13,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque… (continua)

Da: Sul respiro di Dio. Commento alle letture festive, Anno B, di Luigi Pozzoli, Paoline Editoriale Libri

Vegliare è un atteggiamento che richiede grande coraggio e grande dedizione: vuol dire essere più forti della notte, più forti del sonno; vuol dire essere pronti ad affrontare l’imprevedibile… (continua)

Spazio di silenzio per l’interiorizzazione

Canto

Immagina

Si riprende l’immagine iniziale. La guida invita a considerare alcuni dettagli, cui l’autrice ha collegato un particolare significato simbolico:

Un nuovo inizio
Il portiere
La luce
La scritta
(continua)

 

 

A seguire, ciascuno può immaginare liberamente altre scene di vita, altri simboli, altri collegamenti con la Parola raffigurata, proclamata e ascoltata e condividere spontaneamente le proprie rappresentazioni con la preghiera di lode, invocazione, supplica che ne è scaturita..

Dona

Come impegno conclusivo, a partire da quanto pregato, ognuno ricava un messaggio sul valore dell’attesa, da condividere,  con amici o… (continua)

»»» vai al testo completo

 

25
Nov
14

Miglioriamo la QUALITA’ della vita… – Banco Editoriale Paoline

Un libro per volta

Se iniziative come il Banco alimentare mirano a fornire generi di prima necessità, il Banco editoriale delle Paoline intende offrire nutrimento per la mente e gesti di solidarietà per chi soffre nel corpo e nel cuore, soprattutto i più piccoli

Forme diverse di disagio

Nell’ambito delle iniziative di solidarietà, sono numerose le attività di raccolta e distribuzione di generi alimentari, o comunque di prima necessità, che mirano a far fronte a bisogni immediati, verso tante persone in difficoltà economica o grave povertà. Nella società, tuttavia, esistono molte forme di vulnerabilità, di sofferenza, spesso nascosta, soprattutto quando la malattia bussa alla porta di casa e colpisce i più piccoli.

Il “Banco editoriale”

Per questo è necessario estendere la “fantasia della carità” ad altre forme di sostegno, che offrano nutrimento per l’anima e gesti di aiuto in condizioni di fragilità. E’ in questa ottica che le Paoline organizzano in tutte le proprie Librerie sul territorio nazionale (esclusa libreria virtuale) l’iniziativa  “BANCO EDITORIALE”.

Nel concreto, chi entra in una Libreria Paoline, dal 27 novembre al 6 dicembre 2014, può acquistare libri da consegnare, tramite volontari incaricati, alla FIAGOP (Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica).

La casa editrice Paoline, inoltre, s’impegna a donare direttamente alla FIAGOP, in più, un numero di libri pari a quelli già raccolti attraverso l’acquisto dei singoli utenti.

Chi è la FIAGOP?

È una Federazione di trenta Associazioni Onlus, presenti in quasi tutte le regioni italiane, fondate e gestite da genitori di bambini colpiti da tumori o leucemia. La loro missione è quella di sostenere i piccoli pazienti e la loro famiglia, offrendo i servizi necessari per affrontare nel miglior modo possibile la malattia e tutelare i loro diritti. La natura stessa di queste organizzazioni è garanzia di un forte impegno nei confronti della causa per cui operano; la loro attività è svolta in gran parte presso gli ospedali di riferimento.


Come Federazione, la FIAGOP si pone l’obiettivo di creare sinergie tra le varie associazioni e assicurare una rappresentanza istituzionale sia a livello nazionale che internazionale presso Enti pubblici e privati allo scopo di risolvere le carenze nell’ambito dell’oncoematologia pediatrica italiana.

 

… un LIBRO per volta

Il dono di un libro può essere particolarmente significativo per questi bambini e per le loro famiglie: è un segno di riconoscimento della loro dignità, un nutrimento per la loro intelligenza…

»»» vai al testo completo

19
Nov
14

IMMAGINE & PAROLA – Introduzione anno B

Itinerario figurativo – Ciclo Avvento-Natale Anno B

Attraverso una serie di immagini, corredate di preghiere e gesti, proponiamo un itinerario di preparazione alle domeniche e alle feste del Tempo forte di Avvento-Natale, dell’Anno B

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Prepararsi alla festa di Domenica, meditando precedentemente il Vangelo o una delle letture festive, è un modo molto diffuso e fruttuoso di alimentare la propria fede, che consente di penetrare meglio e assimilare in profondità la ricchezza dell’Anno liturgico.

La rubrica Immagine & Parola offre una proposta di approfondimento e di preghiera, per prepararsi alla celebrazione delle domeniche e delle feste del ciclo dell’Avvento-Natale e quello di Quaresima-Pasqua, attraverso la valorizzazione di pitture, che raffigurano un aspetto particolare della Parola di Dio e ci invitano a “far festa” con i “colori” particolari dei Vangeli del tempo.

In questo tempo di Avvento-Natale dell’anno B, l’itinerario prevede le seguenti tappe:

ATTENDETE il RITORNO
I domenica di Avvento

PREPARATE la VIA
II domenica di Avvento

PIENA di GRAZIA
Solennità dell’Immacolata

TESTIMONIATE la LUCE
III domenica di Avvento

ESULTATE di GIOIA
IV domenica di Avvento

ACCOGLIETE il VERBO

NATALE del Signore

CUSTODITE la PAROLA
Madre di Dio

ADORATE il BAMBINO
Epifania del Signore

GLORIFICATE il FIGLIO
Battesimo del Signore

Ogni tappa è pensata per un gruppo o una comunità, (ma i vari elementi possono essere utilizzati anche livello personale) e comprende quattro momenti: guarda, ascolta, immagina, dona.

Ogni momento può essere introdotto o concluso con un canto appropriato e alcuni indicazioni della guida che facilitino un clima di raccoglimento e condivisione….

4 i momenti per la riflessione e la preghiera

» Guarda

» Ascolta

» Immagina

» Dona

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Festa dell’accoglienza: il granello di senape

Inizio anno catechistico-pastorale

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